Notizie

[12 febbraio] Quarto incontro: Il socialismo con caratteristiche cinesi

Il socialismo con caratteristiche cinesi

Incontri-dibattito online organizzati da MarxVentuno Edizioni

 Sala virtuale di ZOOM

Testo base: Zhang Boying

Il socialismo con caratteristiche cinesi. Perché funziona?, MarxVentuno Edizioni, Bari 2019

 

Venerdì 12 febbraio, ore 19:00

Ruolo e funzioni del PCC nella RPC

Relazione introduttiva di Francesco Maringiò

 

Francesco Maringiò - Dipartimento esteri del PCI, comitato editoriale della rivista "World Socialism Studies" del Centro studi sul socialismo mondiale dell’Accademia Cinese delle Scienze Sociali, autore per le edizioni MarxVentuno di "Interviste ai marxisti cinesi" e di numerosi saggi e articoli sul PCC e la politica della RPC

 

Per iscriversi e ricevere il link di partecipazione, inviare una mail a info@marx21books.com con nome, cognome, città, attività

Sarà possibile seguire l’incontro in streaming sul canale YouTube delle edizioni MarxVentuno:

https://www.youtube.com/channel/UCoAWUtQm8Xm_8bjPM8cDMpg

e sulla pagina Facebook: https://www.facebook.com/EdizioniMarxVentuno/

 

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Qui le registrazioni degli incontri precedenti:
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[6 febbraio] Terzo incontro: Il socialismo con caratteristiche cinesi

Il socialismo con caratteristiche cinesi

Incontri-dibattito on-line organizzati da MarxVentuno edizioni

Testo base: Zhang Boying

Il socialismo con caratteristiche cinesi. Perché funziona?, MarxVentuno Edizioni, Bari 2019

 

Sabato 6 febbraio, ore 17.00

Economia socialista e mercato in Cina.

Relazione introduttiva di Vladimiro Giacché

 

Vladimiro Giacché, attraverso le “lenti di Marx”, ha spaziato nei suoi numerosi lavori tra filosofia e storia, analisi economica e sociale, critica dei media (cfr. La fabbrica del falso: strategie della menzogna nella politica contemporanea, Roma 2008). È stato anche coautore, (con O. Diliberto e F. Sorini) di Ricostruire il partito comunista, Macerata 2011; nel 2013 esce Anschluss. L’annessione. L’unificazione della Germania e il futuro dell’Europa (Reggio Emilia, 2013).

Tra i suoi più recenti lavori per il tema importantissimo che tratteremo vi è “L’economia e la proprietà. Stato e mercato nella Cina contemporanea”, in Più vicina. La Cina del XXI secolo, a cura di P. Ciofi, Roma, 2020, pp. 11-71). Il pdf è disponibile al link di Academia.edu:

https://www.academia.edu/43258807/Vladimiro_Giacché_Leconomia_e_la_proprietà_Stato_e_mercato_nella_Cina_contemporanea_in_Aa_Vv_Più_vicina_La_Cina_del_XXI_secolo_a_cura_di_P_Ciofi_Roma_bordeaux_2020_pp_11_71

Si tratta di un testo prezioso, tra i migliori e più aggiornati oggi in Occidente. Una prima parte è un’essenziale ed efficace sintesi del percorso di sviluppo dell’economia cinese, delle caratteristiche delle diverse forme di proprietà oggi presenti in Cina, delle tappe essenziali della costruzione economico-sociale cinese e della politica work in progress di “riforma e apertura”. Una seconda parte riprende il più che secolare dibattito sui caratteri dell’economia socialista, sul rapporto tra la proprietà socialista e le sue diverse forme e il “mercato”, sul rapporto tra piano e mercato, sul rapporto tra proprietà socialista e proprietà privata, sulla “natura sociale” dei paesi sorti dalle rivoluzioni socialiste del XX secolo. Nell’esposizione della sua riflessione a vasto raggio, Giacché riprende, articolandolo e ampliandolo, l’approccio metodologico del libro di Rémy Herrera e Zhiming Long, La Cina è capitalista? (pubblicato da MarxVentuno edizioni nel 2020) e affronta l’argomento con puntuali riferimenti ai testi “classici”: la marxiana Critica del Programma di Gotha (cfr. il saggio di Giacchè in “Dianoia”, giugno 2018, pp. 203-221); l’Anti-Dühring di Engels (cfr. il saggio pubblicato in “Marxistische Blätter”, 6/2020, pp. 48-58); la straordinaria riflessione di Lenin dopo la conquista del potere sovietico (cfr. l’ampia introduzione di Giacchè all’antologia Economia della rivoluzione, Milano 2017); i Problemi economici del socialismo dell’ultimo Stalin (1952) e l’elaborazione teorica sovietica e delle democrazie popolari europee, in particolare nella RDT, sui “rapporti mercantil-monetari nel socialismo”; la riflessione di Mao Zedong, Deng Xiaoping, Xi Jinping e il vivace dibattito teorico-politico tra i marxisti cinesi, ricostruito da Giacché grazie alle (ancora purtroppo poche) pubblicazioni accessibili a lettori occidentali, tra cui il volume di Zhang Boying (di cui rendiamo disponibile nel pdf allegato una parte del capitolo V), e le Interviste ai marxisti cinesi a cura di Francesco Maringiò (edizioni MarxVentuno 2017), il volume in inglese Frontiers of World Socialism Studies. Yellow Book of World Socialism 2013, a cura di Li Shenming, presidente del World Socialism Center presso la Chinese Academy of Social Sciences (CASS) e direttore della rivista World Socialism Studies (di cui alcuni abstract sono disponibili anche in italiano: https://www.marx21books.com/approfondimenti/prc/rivista-world-socialism-studies/).

Per chi continua a guardare alla prospettiva del socialismo nella storia dell’umanità – e MarxVentuno si colloca tra questi – il testo di Giacché ha il grande merito di riprendere a leggere la Cina e le sue formidabili e rapide trasformazioni con “le lenti di Marx”; fornisce argomenti e strumenti per la ripresa – anche in Occidente – del dibattito alto e dell’elaborazione marxista sulla società socialista.

 

 

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I prossimi incontri

 

Venerdì 12 febbraio, ore 19.00

Ruolo e funzioni del PCC nella RPC

Relazione di Francesco Maringiò

Dipartimento esteri del PCI, pubblicista, collaboratore di riviste marxiste della RPC

 

[22 gennaio] Secondo incontro: Il socialismo con caratteristiche cinesi

Il socialismo con caratteristiche cinesi

Incontri-dibattito on-line organizzati da MarxVentuno edizioni

Testo base: Zhang Boying

Il socialismo con caratteristiche cinesi. Perché funziona?

 

Venerdì 22 gennaio, ore 18.30

“Percorrere la strada dello sviluppo pacifico”.

La RPC e il mondo

(dal X capitolo del libro di Zhang; cfr. l’estratto parziale nel pdf allegato)

 Scarica da qui l'estratto del libro

Relazione introduttiva di Fabio Massimo Parenti

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Fabio Massimo Parenti, Ph.D. in Geopolitica e Geoeconomia, è attualmente Associate Professor of International Studies alla China Foreign Affairs University, Beijing, dove insegna International Political Economy. In Italia è docente internazionale all’Italian International Institute Lorenzo de’ Medici, Firenze, dove insegna Global Financial Markets, China’s Development and Global Shift, Globalization and Social Change e War and Media. Ha insegnato anche a Città del Messico, Monterrey, e a Manchester, NH, Usa, ove continua a tenere collaborazioni accademiche. È embro di EURISPES, Laboratorio BRICS, e ricercatore al Central China Economic Region Research Institute (CCERRI), Zhengzhou, Henan. Collabora inoltre con la CCTV, CGTN e China Association of International Engineering Consultants.

Tra i suoi libriGeofinance and Geopolitics 2018; Geofinanza e geopolitica 2016; Il socialismo prospero 2017; Mutamento del sistema-mondo: per una geografia dell’ascesa cinese 2009; Gli spazi della globalizzazione 2004. Ha inoltre pubblicato articoli su riviste scientifiche nazionali (es. Rivista Geografica Italiana e Bollettino della Società Geografica Italiana) e internazionali (es. Human Geography e GeoJournal), contributi in volumi collettanei, voci per l’Universale Treccani e articoli divulgativi su varie testate giornalistiche. Editoriali e interviste sono apparse su Global TimesXinhua, CRI, Radio Sputnik International, CGTN, CCTV, La7 e altri media.

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Il calendario dei prossimi incontri

 

Sabato 6 febbraio, ore 17.00

L’economia socialista di mercato in Cina.

Relazione di Vladimiro Giacché

Presidente del Centro Europa Ricerche e autore del recente saggio “L'economia e la proprietà. Stato e mercato nella Cina contemporanea”

Venerdì 12 febbraio, ore 19.00

Ruolo e funzioni del PCC nella RPC

Relazione di Francesco Maringiò

Dipartimento esteri del PCI, pubblicista, collaboratore di riviste marxiste della RPC

[12 gennaio] Dibattito sul Socialismo con caratteristiche cinesi

Ciclo di incontri per una riflessione sul Socialismo con caratteristiche cinesi a partire dai libri di

Zhang Boying: Il socialismo con caratteristiche cinesi. Perché funziona?

Rémy Herrera, Zhiming Long: La Cina è capitalista?

 

Martedì 12 gennaio 2021

Ore 19.00 - Sala virtuale ZOOM

ne parliamo con

Alessandra Ciattini

Antropologia, Università La Sapienza, Roma, collaboratrice de “La Città Futura”

Francesco Galofaro

Semiotica, Università di Torino, collaboratore di “MarxVentuno” e del sito marx21.it

Per iscriversi, inviare una mail con i propri dati a

info@marx21books.com

Sarà possibile seguire l’incontro in streaming su youtube

 


 

Il calendario dei prossimi incontri

Venerdì 22 gennaio, ore 19.00

“Percorrere la strada dello sviluppo pacifico”: La RPC e il mondo

Relazione di Fabio Massimo Parenti,

Ph.D. in Geopolitica e Geoeconomia, Associate Profess or of International Studies alla China Foreign Affairs University, Beijing

 

Sabato 6 febbraio, ore 17.00

L’economia socialista di mercato in Cina

Relazione di Vladimiro Giacché

Presidente del Centro Europa Ricerche e autore del recente saggio “L'economia e la proprietà. Stato e mercato nella Cina contemporanea”

 

Venerdì 12 febbraio, ore 19.00

Ruolo e funzioni del PCC nella RPC

Relazione di Francesco Maringiò

dipartimento esteri del PCI, pubblicista, collaboratore di riviste marxiste della RPC

Academy of Marxism (CASS) – New Opportunities for the International Communist Movement

New Opportunities for the International Communist Movement in Major Changes Unseen in A Century


Clicca qui per la versione in italiano


The Development Report of the International Communist Movement from 2019 to 2020

Research Group from Academy of Marxism, CASS

(Leading members: Professor Jiang Hui, Professor Pan Jin’e, etc.

Coordinator: AssociateProfessor Li Kaixuan

Translator: Doctor Liu Xinxin,

Proofread by Esther Chang Qingyun, EIS Education Group PLT)

Abstract

In 2019, the communist parties in various countries commemorated the 100th anniversary of the founding of the Communist International in various ways and discoussed the possibility of an international alliance in the new era. Among socialist countries, China solemnly celebrated the 100th anniversary of the outbreak of the May Fourth Movement and the 70th anniversary of the founding of the People’s Republic of China. Socialist countries such as Vietnam, Cuba, Laos, and North Korea continued to promote reforms and lay out new developments through the revision of constitutions and the establishment of legislations. Most of the non-ruling communist parties tried to change their struggle strategies. Meanwhile, socialist ideas also rose in Europe and America. However, in the context of the rise of the “New Cold War” mentality, the developments of most western communist parties are still on a downward path. In 2020, with the spread of COVID-19, the superiority of the socialist system was further manifested, and the concept of building a community with a shared future for mankind is becoming more popular.

Keywords: the Communist International, 70 years of PRC, the relationship between the two systems, the left-wing unity, the community with a shared future for mankind

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In the context of major changes unseen in a century, many new characteristics have emerged in the international communist movement. Year 2019 is a year of great commemorative significance in the history of this movement, which comprises the 100th anniversary of the founding of the Communist International, the 100th anniversary of the outbreak of the May Fourth Movement and the 70th anniversary of the founding of the People’s Republic of China. Communist parties around the world have held a variety of commemorative activities to summarize the historical experience and lessons of the Communist International and to explore the possibility of international alliances in the new era. China solemnly commemorated the 100th anniversary of the outbreak of the May Fourth Movement and the 70th anniversary of the founding of the People’s Republic of China. It reviewed the historical progression and achievements of the Communist Party of China on its way to glory, encouraging the Chinese nation to continue to work hard to realize the Chinese dream of great rejuvenation. Socialist countries such as Vietnam, Cuba, Laos, and North Korea continued to summarize innovative practices and develop new blueprints. Meanwhile, the non-ruling communist parties are actively exploring and seeking new opportunities, and their results are mixed. In 2020, given the spread of the COVID-19, China’s concept of building a community with a shared future for mankind is becoming even more significant.

1. THE COMMUNIST PARTIES OF ALL COUNTRIES DRAW THE HISTORICAL EXPERIENCE AND LESSONS OF THE COMMUNIST INTERNATIONAL AND EXPLORE THE POSSIBILITY OF AN INTERNATIONAL ALLIANCE IN THE NEW ERA

On March 2nd 1919, the Communist International (i.e., the Third International) was established in Moscow, and it was dissolved on May 25th 1943. In 2019, commemorating the 100th anniversary of the founding of the Communist International has become an important theme of the international communist movement. Communism organizations around the world hold various commemorative activities and conferences to review the historical significance and influence of the Communist International. From February 16th to 17th 2019, the European communist party and the workers’ party “initiated” a conference entitled Fighting for Communism: A Century of Political Legacy in Turkey. From June 1st to 2nd, 30 communist parties held a conference on Science and Practice in Commemoration of the 100th Anniversary of the Communist International in Moscow. The meeting generally affirmed the positive role of the Third International established under Lenin’s leadership and its contribution to the development and strengthening of the world communist labor movement. The declaration of the conference pointed out:

Our positive estimate does not mean at all, that there were no mistakes in the experience of the Communist International and that it should not be treated critically. [1]

Although we are not capable of a new Comintern, it is still necessary to further study the historical experience of the Third International and apply it to the actual struggle of the international communist movement in the future. From October 18th to 20th, 137 representatives from 74 political parties from 58 countries participated in the 21st World Communist Party and Workers’ Party Conference in Turkey entitled 100th Anniversary of the Founding of the Communist International, Continue to fight for peace and socialism! The meeting attendants analyzed and judged the ongoing crisis of the current capitalist system, international tensions and intensified war threats, urged for maintaining world peace and security, called for the strengthening of the international alliance of the proletariat. The French Communist Party’s Fête de l’Humanité and the Portuguese Communist Party’s Avante! Festival also took the celebration of the 100th anniversary of the founding of the Communist International as their main activities. The Centennial of the Communist International coincides with the 100th anniversary of the founding of the Communist Party of the United States. The American Communist Party began to hold regional celebrations in Chicago, New York, and Los Angeles in September to celebrate these two historic centenary days. The British Communist Party and others have also carried out a variety of commemorative activities, taking the opportunity to heighten the atmosphere and expand their influence, but their scale is relatively small. The parties of the former Soviet Union and Eastern Europe actively participated in international conferences commemorating major historical events in the International Communist Movement, reviewed and reflected on the history of socialism, jointly issued statements and opinions on the current situation, which demonstrated the strength of the unity world communist workers’ parties and also tempered the small parties. This conference has strengthened the confidence of the Communist Party and the people. In China, academic institutions including the Chinese Society for the History of International Communist Movements, Beijing Society for the History of International Communist Movements, and the Academy of Marxism of the Chinese Academy of Social Sciences held academic seminars on the theme of commemorating the Communist International to discuss its historical significance and summarize its impact on the Chinese revolution.

Regarding the historical significance of the Communist International, the communist parties from different countries generally believe that the Communist International promoted the establishment, development and growth of proletarian parties around the world during its short existence, which contributed to the victory of socialism in some countries after World War II, including the founding of the Communist Party of China. When the Communist International was founded, there were only 13 parties in the world named “Communist Party”, but when the Communist International was dissolved, it had grown to 68 Communist Parties and more than 3 million party members. [2] The Communist International woke the oppressed nations in the colonies and dependent countries, and contributed to the development and independence of the national liberation movement in Asia, Africa and Latin America; the Communist International actively promoted the world’s anti-fascist struggle and established an anti-fascist united front. A commemorative article published in the party newspaper by the leader of the Communist Party of the Russian Federation Zyuganov pointed out that “the historical significance of the Communist International lies in integrating Marxism-Leninism with the mass labor movement worldwide, promoting the founding of proletarian political parties and mobilizing the working people to defend their interests in the struggle against imperialism and fascism, strengthened the international unity of workers, and brought the national liberation movement in colonies and dependent countries to a new level. The work carried out by the Communist International laid the foundation for subsequent achievements, including the victory of the Communist Party in many countries and the formation of a world socialist system.”[3]

Regarding the historical lessons of the Communist International, the parties have varied views. The main points are as follows: Firstly, the highly centralized organizational system of the Communist International ignored the enthusiasm and creativity of the Communist Parties. Secondly, the policy towards the social democratic parties failed to unite all forces that could be united. Thirdly, the misjudgment of historical conditions of the revolutionary situation and of capitalism resulted in “left-leaning errors”. Regarding the merits and demerits of the Communist International in the Chinese revolution, Prime Minister Zhou Enlai quoted that Chairman Mao Zedong

once commented that the Communist International functioned well during the first and third periods, but not very well during the second. By that, he did not mean that everything was good during the first and third periods and nothing was good during the second [4].

From the perspective of the development history of the Chinese revolution, this is also a more pertinent evaluation of the role of the Communist International. Some scholars summed up that the historical merits and demerits of the Communist International could be further summarized as that “Great achievements are made, which will shine through the history; the mistakes are though serious and alerting for the future practices. [5]

When summing up the experience and lessons of the Communist International, people thought about the necessity and ways of international union in the current world socialist movement. The so-called “orthodox” ones represented by the Communist Party of Greece believes that the international communist movement has deviated from Marxism-Leninism since the 1950s, and the situation of today’s international communist movement is similar to that of the time when the Second International collapsed, and opportunism engulfed the Socialist left-wing movement. The Communist Party of Greece criticized “dozens of countries have joined the imperialist system and formed a capitalist monopoly.” When summing up the lessons of the Communist International, Joe Sims, the co-chairman of the U.S. Communist Party, pointed out:

“the Comintern failed not so much due to the CPSU’s dominance but because the variety and diversity of the working-class movement in each country rendered central direction and decision-making impossible […] Working-class internationalism and solidarity are clearly necessary in a world of ongoing imperialist intervention […] But this must be done carefully with complete respect for the autonomy and independence of the parties concerned. [6]

Many communist parties believe that 100 years after the founding of the Communist International, there should be a new starting point for the reconstruction of the international labor movement and the communist movement.

The Communist Party of Moldova argued that under the impetus of global competition, scientific and technological progress is advancing by leaps and bounds. The development of technology involves the creation of artificial intelligence with higher potential than human beings. The opportunity for a world revolution that is taking shape today is a sign of a new Communist International.

The Latvian Communist League believes that the current weapon of communists is still proletarian internationalism, united struggle, and the unity of classes and comrades. This is a necessary condition for opposing national isolation and opposing imperialism. The unity of Communists is an inevitable choice for the future.

First Secretary of the Penza Regional KPRF Committee, George Kamnev, said that the Communist International existed for 24 years – from 1919 to 1943. It has gone through different stages in its history. It is very important that the spirit of the International is still alive today, that the communist movement is developing. Thirty years after the drastic changes in the Soviet Union and Eastern Europe the International of Capital is cracking again: Trump's trade wars, U.S.-EU contradictions, contradictions within the EU, etc. Under these conditions, it is important to develop a unified strategy and tactics of the communists of different countries to use the split in the imperialist camp for the triumph of socialism[7].

The communist parties of various countries put forward different views on how to achieve international union. The “orthodox” represented by the Communist Party of Greece believes that the communist forces that adhere to Marxism-Leninism today must first integrate ideology and revolutionary strategy. The integration of ideology and revolutionary strategy means that the contemporary views on the imperialism, fascism, capitalism and other issues should be consistent.

Some communist parties represented by the Turkish Communist Party believe that the realization of international alliances by the communist party mainly reflects inter-party unity and exchange of experience, and cannot allow any authority to be established in a country that is above the will of the party and its members.

The leader of the League of Communists of Latvia believes that the communist party should strengthen cooperation within the European Parliament and fight against parties that defend the existing system. Only in this way, the slogan of “Proletarians of all countries, Unite!” could be realized.

In summary, on the occasion of the 100th Anniversary of the Communist International, the Communist parties of all countries recognized the necessity and urgency of achieving international union and explored ways to strengthen it. However, due to the different evaluations of the Communist International’s history by the various communist parties, as well as the strategies and paths for international alliances, we can see that the parties currently have differences on some basic theoretical issues and acting strategies. These differences mainly involve how to view, uphold and develop Marxism, socialist reforms and other issues. This has become the main obstacle to the unity and international unity of the Communist parties in the world.

II

SOCIALIST COUNTRIES SUMMARIZE PRACTICE, SEEK BREAKTHROUGHS AND LAY OUT A NEW DEVELOPMENT BLUEPRINT

1. China commemorates the May Fourth Movement and celebrates the glorious achievements of People’s Republic of China in 70 years, leading the world socialist movement on a new journey

The May Fourth Movement, which broke out in China on May 4th, 1919, was an ideological enlightenment and new culture movement that led mainly by the youth, which started China’s new democratic revolution. In an important speech at the commemoration of the 100th anniversary of the May Fourth Movement, Xi Jinping, General Secretary of the Central Committee of the Communist Party of China pointed out that the May Fourth Movement promoted the spread of Marxism in China and promoted the integration of Marxism with the Chinese workers’ movement. It has made ideological preparations for cadres and nurtured new revolutionary in terms of forces and culture. [8] It can be seen that the May Fourth Movement is of great significance in the history of China’s socialist development.

On October 1st 1949, the People’s Republic of China was founded. Over the past 70 years, under the leadership of the Communist Party of China, the Chinese people have created a miracle of rapid economic growth and long-term stability of society. At present, China is the world’s second largest economy, the largest manufacturing country, the largest trader and the second largest consumer of goods, and the second largest country in foreign capital inflows. Its foreign exchange reserves have ranked first in the world for many years. China has contributed to more than 30% of the world economic growth. Over the past 70 years, China has continuously explored and established a socialist political system with Chinese characteristics. China has reached the world’s top level in certain high-tech areas, leading the development of industry technology. Over the past 70 years, Chinese people’s livelihood construction has achieved remarkable results, and the people’s living standards have been continuously improving. In 2020, China will eliminate poverty throughout the country and build a moderately prosperous society in all aspects. In addition, the achievements of PRC in the fields of military and diplomacy are also recognized worldwide. Zyuganov, chairman of the Central Committee of the Communist Party of the Russian Federation, believes that China has become an important engine for global economic growth, and has achieved progress in the high-tech field, showing the world a unique development path.” [9] China’s success is an outstanding example for the world. China has made great contributions to world socialism and the international communist movement in the course of 70 years. At present, China holds high the banner of continuing to promote economic globalization towards a fair and reasonable direction, indicating an important turning-point for the development of world socialism. [10]

2. The Communist Party of Vietnam seeks a layout to develop a new blueprint for the 13th National Congress of the Party

Under the leadership of the Communist Party of Vietnam, Vietnam’s economy grew rapidly in 2019. The annual GDP grew by 7.02%, and the inflation rate remained at a low level: the annual growth rate was 2.79%, a three-year low. The annual total merchandise trade reached US$ 517 billion, of which exports amounted to US$ 264,189 billion, achieving a surplus of US$ 11,118. US$ 38 billion of foreign capital investment, the highest level in 10 years, is record-setting in history. Political life is rich and vibrate. The Central Committee of the Communist Party of Vietnam convened the 10th and 11th Plenary Session of the 12th Central Committee. The 11th Plenary Session of the Central Committee furthered the implementation of the tasks of the 12th National Congress of the Communist Party of Vietnam. The government formulated a medium to long-term economic and social development plan in accordance with the spirit of the Party, the National Assembly held two meetings to discuss relevant legal documents and major social economy issues in Vietnam, and passed a number of legal documents and draft resolutions.

Substantial to the preparation for the 13th National Congress of the Communist Party of Vietnam, the work of the Communist Party of Vietnam in 2019 focused on the following aspects: setting up a leading group for the preparation of the conference, advancing the preparation of conference documents, formulating economic and social development plans, organizing the construction of a contingent of cadres with high quality and other personnel arrangements, deepening the anti-corruption work, strengthening the social management and preventing the “peaceful evolution” of hostile forces, etc. Among them, it is worth noting that on February 19th 2019, the Prime Minister of Vietnam Nguyen Xuan Phuc proposed the “two centenaries” vision for economic and social development when inspecting the Ministry of Planning and Investment. The first step is that by the 100th anniversary of the founding of the Party in 2030, Vietnam will enter the ranks of high-level middle-income countries and become an “innovative, fair, and democratic and civilized society”, meeting five indicators:

(1) Per capita GDP reaches 18,000 US dollars above (purchasing power parity in 2011);

(2) Most of the country’s population (more than 50%) become urban residents;

(3) Industry and service industries account for more than 90% of GDP and provide more than 70% of employment;

(4) The private economy accounts for more than 80% of GDP;

(5) The United Nations Human Development Index is above 0.7.

The second step is to establish Vietnam as a “prosperous developed country” by the 100th anniversary of the founding of the country in 2045. The specific indicators are:

(1) Step into the ranks of the happiest high-income countries in the world and become a prosperous country;

(2) Become the world’s top 20 in terms of global competitiveness index and business environment index, explore a knowledge-based economy with high income and diversified sources of it. The industry is progressing toward the direction of modernization. The proportion of agriculture has dropped below 10% and is no longer a purely agricultural country;

(3) It has become one of the countries with the highest quality of education in the Asia-Pacific region.

3. Cuba solemnly commemorates the 60th anniversary of the victory of the revolution, amending the constitution and reforming the national leadership system

2019 marks the 60th anniversary of the victory of the Cuban Revolution, and the Cuban government held a grand commemorative event. The leaders of China and other socialist countries sent congratulatory messages affirming that the victory of the Cuban revolution has not only ushered a new history of Cuba’s independence and development, but also greatly inspired the national liberation movement, non-aligned movement and society in developing countries since the 1960s.

In 2019, Cuba passed a new constitution through a referendum. The new constitution stipulates that the State Council is a permanent body of the National People’s Congress. The head of state and government will no longer be held concurrently by the chairman of the State Council but replaced by the newly established president and prime minister. The President of the State is elected by the National People’s Congress and must be 35 years of age or older, and must not exceed 60 years of age when elected for the first time. The term of office is 5 years and can be renewed for one more term. The Prime Minister is nominated by the president of the country, elected by the National People’s Congress, responsible for the daily work of the government and leading the ministerial meeting. In October 2019, according to the new constitution and the new “election law”, Diaz-Canel was elected as the first President of Cuba, and Salvador Valdes was elected as the Vice President of the country, Esteban Lazo Hernández was elected chairman of the National People’s Congress and chairman of the Council of State, and Manuel Marrero Cruz was the prime minister of the government. The meeting also elected the 21-member State Council. Raul Castro will serve as the first secretary of the Central Committee of the Communist Party of Cuba until 2021. The new constitution points out that national ownership is the main form of ownership in Cuba, and the Cuban economic system is based on both planning and market factors.

4. North Korea amended its constitution, played down its “Songun Policy” characteristics, and achieved new breakthroughs in economic growth and diplomacy

In April and August 2019, the 14th Supreme People’s Assembly of North Korea convened two meetings to discuss the issue of constitutional amendment. The amendments are: deleting many “Sonjun Thoughts” several times, merging the nominal supreme leader with the actual supreme leader, and implementing a socialist corporate responsibility management system. There are three main reasons for the amendment. The first one is that because “Songun politics” has been included in “Kim Il Sung-Kim Jong Il Doctrine”, it is no longer emphasized separately, and it has played down the “Songun Policy”, which conforming to its strategic shift centered on economic construction. Secondly, the new constitution stipulates that “the representative of the country” is chairman of the State Council instead of the standing chairman of the Supreme People’s Assembly, which established a national political system centered on the State Council, so that the chairman of the State Council not only possesses the actual supreme leadership of the country, but also represents the country in law, thus smoothed the legislative relationship in the system. Thirdly, “Chongsanri spirit” and “Taean work system” were replaced with “revolutionary work methods that highly exert the spiritual power and creative ability of the masses” and “implement a socialist corporate responsibility management system” for the reason that the old expression has the imprints of the regional characteristics of the 1960s, the new expressions are more in line with the broader strategic development requirements of North Korea in the new era.

However, it is necessary to clarify that although North Korea has adjusted the focus of its development strategy, the fundamental content of the constitution has not changed. For example, Article 34 of the Constitution that stipulates that “the national economy of the Democratic People's Republic of Korea is a planned economy” has not been revised, and the new Constitution puts more emphasis on the role of the people and insists on the people’s first principle. Kim Jong-un emphasized that taking the people as the priority is the fundamental principle of all-parties affairs, which shows that the amendment to North Korea’s constitution is to change some outdated expressions, straighten out the administrative system and economic management methods, and ensure that it can develop smoothly in accordance with the Korean-style socialist road in the new era.

In 2019, North Korea’s diplomacy achieved important outcomes. On January 7th-10th, Kim Jong-un visited China again; on February 26th, Kim Jong-un arrived in Hanoi to hold the second North Korea-US summit with U.S. President Trump, and officially visited Vietnam. This was the first time for a supreme leader after in 55 years. On April 24th, Kim Jong-un and Putin met in Vladivostok. On June 30th, Kim Jong-un and Trump held a historic meeting at the border between North Korea and South Korea, known as the 38th Parallel. During the historic meeting on the 38th Parallel, Trump crossed the 38th Parallel to the North Korean side and shook hands with Kim Jong-un, becoming the first incumbent US president to set foot on North Korean territory in history, which is of iconic significance. From June 20th to 21st, General Secretary of the CPC Central Committee and President Xi Jinping paid a state visit to North Korea, ushering a new chapter in the friendship between China and North Korea.

5. Laos strengthens the cadre teambuilding and the ideological and theoretical construction to prepare for the new party congress

In 2019, the Lao People’s Revolutionary Party has overcome many adverse influences at home and abroad and continued to promote socialist innovation. The development of all aspects of economy and society maintained a good momentum. Among them, the annual economic growth was 6.4%, and the per capita GDP reached US$2,620; positive results were achieved in poverty reduction.

In 2019, the Lao People’s Revolutionary Party convened the 8th and 9th Plenary Sessions of the 10th Central Committee to summarize the achievements and experience of socialist construction and party building in Laos at the current stage, and make arrangements for the 11th National Congress of the Party to be held in early 2021. Among them, the 8th Plenary Session of the Central Committee issued three relevant documents to strengthen the cadre team building. Before and after the two plenums, the Lao People’s Revolutionary Party also issued a number of relevant resolution documents, emphasizing further improving the cadre team building. The Lao People’s Revolutionary Party has also strengthened the party’s ability to govern and maintain the advanced nature of the party members education, and has made great achievements in political thought, cadre management, anti-corruption and honesty, work style building, and discipline supervision. After the 8th Plenary Session of the 10th Central Committee of the Lao People’s Revolutionary Party, a steady and orderly adjustment of cadres was carried out to prepare the personnel arrangements for the 11th National Congress of the Lao People’s Revolutionary Party to be held in early 2021.

In 2019, the Lao People’s Revolutionary Party also made new progress in theoretical innovation. Since the 10th National Congress of the Lao People’s Revolutionary Party officially listed Kaysone Phomvihane Thoughts and Marxism-Leninism as the party’s guiding ideology, the party’s political bureau has promulgated it on December 13th, 2018 and March 27th, 2019. Documents such as the Resolution on the Study of Kaysone Phomvihane Thoughts and The Resolution on the Establishment of Kaysone Phomvihane Thoughts Research Committee meant the establishment of the The Kaysone Phomvihane Thoughts Research Committee, which is composed of representatives from the Lao National Academy of Social Sciences, the National Academy of Administration, the National Institute of Social Science Kaysone Phomvihane College, the People’s Security College, and the Kaysone Phomvihane Museum. On May 5th, 2019, the Political Bureau of the Central Committee of the Lao People’s Revolutionary Party also promulgated the Resolution on the Establishment of the Party Central Theoretical Research Institute, and the party’s theoretical research and propaganda work has gradually strengthened.

III.

THE COMMUNIST PARTIES OF NON-SOCIALIST COUNTRIES ACTIVELY EXPLORE FOR DEVELOPMENT, AND THE RESULTS ARE MIXED

1. The performances of the communist parties in the developing countries and the countries of the former Soviet Union and Eastern regions are mixed

The communist movement in Nepal in South Asia has been active for the past two years. On February 15, 2018, the Communist Party of Nepal (United Marxist-Leninist) and the Communist Party of Nepal (Maoist Center) formed a left-wing coalition, came to power, and announced their merger to form the Communist Party of Nepal on May 17, 2018. Over the past year, Nepal has made great achievements in the political, economic, social, and diplomatic fields. It has been the most stable period in the past 30 years. In 2019, the Communist Party of Nepal integrated and improved the basic theories of the former Communist Party of Nepal (United Marxist-Leninist) and the Communist Party of Nepal (Maoist Center). Among them, the issue of how to deal with the People’s War has not yet formed a unified opinion. In 2020, the Communist Party of Nepal will convene the first party congress after the merger. The congress will determine a new theoretical program and plan a blueprint for a new period.

At the same time, the performance of the Communist Party of India (Marxist), the largest Communist Party organization in South Asia, is worrying. In the 17th People’s Chamber of India election held in May 2019, the number of seats won by the Communist Party of India (Marxist) was reduced from 6 to 3, which fell to the lowest point in history, and the number of seats for the Communist Party of India increased from 1 to 2. The Bharatiya Janata Party achieved an overwhelming victory. India’s political right turn has been further consolidated, and the left-wing political space has been further compressed.

In the former Soviet Union and Eastern Europe, the European Parliament again passed an anti-communist resolution in 2019. The communist parties in some countries were banned from activities and the communist parties were in a difficult situation. On the occasion of the 100th anniversary of the founding of the Communist International and the 30th anniversary of the fall of the Berlin Wall, the communist workers’ parties of Eastern European countries actively participated in activities and international conferences commemorating the 100th anniversary of the founding of the Communist International, reviewed and summarized the history of the drastic changes in Eastern Europe and the history of the communist movement. Experience and lessons have promoted the development of the international communist movement in the former Soviet Union and Eastern Europe. In terms of political participation, the support rate of some communist parties in national and local assembly elections has increased, which has brought new vitality into the development of regional socialist movements.

Among them, in the Russian regional and local elections held in September 2019, the Communist Party of the Russian Federation made significant progress. In 10 of the total 12 regions, the support rate of the Communist Party of the Russian Federation has increased, and the total number of seats in the city council has also been an increase, especially in the Moscow City Council elections with 13 seats, an increase of 8 seats from the previous one.

In the November election for the National Assembly of Belarus, the number of seats of the Communist Party of Belarus increased from 8 in 2016 to 11 seats. As the largest party in the parliament, it maintains a certain influence in the domestic political arena. [11]

At the same time, in the national elections held on February 24th 2019, the Moldovan Communist Party collapsed across the board, losing all 21 parliamentary seats and becoming a party outside the parliament. This was another major setback after losing its ruling position in 2019.

2. Most western communist parties have taken the path of parliamentary struggle through the left-wing unity. There are bright spots but overall it is a downturn.

Year 2019 was an election year for the European Parliament. The political parties and organizations of the 27 EU countries were fully engaged in the election campaign. The communist parties of various countries actively participated in the parliamentary elections. Some communist parties jointly promoted candidates by joining other leftists. However, due to the fact that the campaign advocates focused on the left-wing coalition, the standings of the parties were vague, the characteristics were not clear, and they failed to catch the needs and concerns of their inherent voters. In addition, they were hindered by populist and far-right parties. The result is thus not optimistic. Among the more than 700 seats in the European Parliament, the European Union Left-Nordic Green Party, which is composed of the French Communist Party, the Italian Communist Refoundation Party, the Spanish Communist Party, and multiple left-wing parties in Europe, only won 39 seats, a decrease of 13 seats in comparison to the previous batch. Among the participating communist parties, the Belgian Workers’ Party won one seat, breaking a record in their history, the Greek Communist Party kept its two seats unchanged, the Portuguese Communist Party reduced to two seats, and the other communist worker’s parties did not win seats.

In the 2019 parliamentary elections, the Belgian Workers’ Party (PTB/PVDA) became a “dark horse” that suddenly emerged from the development plight of the radical left-wing parties in Europe. The Belgian Workers Party’s support rate in the European Parliament elections held in May 2019 increased to 8.7% and won one seat, thus achieving a historic breakthrough. Moreover, in the country’s regional parliament elections, the Workers’ Party received 6.6%, 12%, and 13.5% approval rates in Flemish, Brussels, and Wallonia, and 4, 11 and 10 seats respectively. In the Belgian national parliament elections, the Workers’ Party won 12 seats in the Federal Parliament and 4 seats in the Senate. In addition to 1 seat in the European Parliament, the number of seats in the Belgian Workers’ Party has increased from 8 seats in 2014. It quickly rose to 42 seats, ranking fifth among the 12 political parties with elected representatives across the country. Under the circumstance that the communist movement in the West has generally fallen into a low ebb or even turned, the Belgian Workers’ Party successfully staged a perfect “counterattack”, known as an “important bright red breakthrough” and a “phenomenal social movement”. The reason is that the Belgian Workers’ Party has adjusted its action strategy and ideological theory and proposed that the ultimate goal is to build a classless society, that is, a truly collective society or a communist society. This conforms to the ideals of the majority of the people under the current situation and prompts people to join the party. As a result, the number of party members rose from 2,800 in 2007 to 19,000 at the end of 2019. The fruitful political practice of the Belgian Workers’ Party is an important reference and inspiration to other western communist parties.

In Asia, the Communist Party of Japan, which originally occupied a large proportion in the traditional territory of the communist party of western developed countries, has declined in recent years. In the 25th Senate election held in 2019, the Japanese Communist Party won 13 out of 245 seats, one less than the previous term, and the gap with the Komeito Party and the Liberal Democratic Party in terms of local seats is expanding. To seek development, the Japanese Communist Party changed its struggle strategy. Firstly, it is committed to increasing the possibility of forming a united front with the opposition parties to establish a coalition government. Secondly, the Japanese Communist Party is turning to inter-party diplomacy, attaching great importance to Europe. At the 28th Party Congress held from January 14th to 18th 2020, the Japanese Communist Party revised the party program and deleted the statement that China, Vietnam, Cuba and other countries are “new exploration with the goal of socialism” and no long took the 21st century as an era in which two systems coexist. These adjustments of the Japanese Communist Party actually reflect some characteristics of the current western communist parties in common, and its trend is worthy of attention.

In the Americas, Year 2019 was the 100th anniversary of the founding of the Communist Party of America. The Communist Party of America held its 31st National Congress from June 15th to 16th, achieving the replacement of leaders, including Rossana Cambron and Joe Sims became chairman of the United States Communist Party. [12] The Congress conducted a detailed analysis of current capitalism, proposed specific strategies for the Communist Party of the United States to carry out struggles in the new era, formulated the struggle stages and steps that the United States must go through to achieve socialism and communism, and to achieve the goals of the Green New Deal through a powerful working class movement to promote American socialism. In the 2020 U.S. presidential election, the U.S. Communist Party supports the Democratic Congressman Sanders, who had been labeled as socialist. The US Communist Party hopes to expand its influence by uniting with the left to participate in political activities.

In Australia, the communist movement became active, but internal divisions remained serious. Twenty-five years after the dissolution of the Communist Party of New Zealand, established in 1921, a group of young people, mainly students at school, established the “New Communist Party of Aotearoa” (NCPA). The founding meeting and the first Central Committee meeting was held in Wellington on November 21st 2019. At the meeting, the party constitution and party program were passed, clearly taking Marxism-Leninism as the party’s guiding ideology, and it declared that it is a proletarian party. Also at the inaugural meeting, the slogan “One class, Two unions” was put forward. “One class” means that the New Zealand Communist Party is a proletarian-oriented party. “Two Unions” includes the Workers’ Union (namely trade unions and community unions) which indicates that the party implements a policy of action focusing on trade union and community movements.

In recent years, the Communist Party of Australia (CPA) has seen serious divergence in ideological concepts and organizational principles. Former Central Committee General Secretary Bob Briton announced the establishment of Australian Communist Party (ACP) in June 2019. Bob Briton believes that the party is a firm Marxist-Leninist party, advocating thorough theoretical struggles, strengthening Marxist theoretical study and organizational construction, and opposing the reformist method of relying on trade unions and left-wing alliances to participate in the parliament. He believes that it is difficult to integrate market economy and socialist goals. These views are exactly where he differs from other members of the Communist Party of Australia (CPA), and are actually the common cause of internal divisions in some western communist parties.

IV

IN 2020, THE SUPERIORITY OF THE SOCIALIST SYSTEM WILL BE MORE PROMINENT IN THE CONTEXT OF COVID-19

Year 2020 is the 200th anniversary of the birth of Engels and the 150th anniversary of Lenin’s birth. The communist parties and socialist countries will hold commemorative activities and academic seminars focusing on related themes, and reinterpret the classic works of socialism from utopia to science, from theory to practice in light of the new situation, from one country to multiple countries, from direct transition to indirect transition and other related theoretical viewpoints, re-evaluate the great personality of revolutionary mentors, and promote the new development of world socialism construction and the international communist movement in the new era. However, in early 2020, COVID-19 swept across the world. Under the influence of the epidemic, the scale of the commemoration of Engels and Lenin by the communist parties of various countries was restricted. Therefore, the communist parties and scholars of various countries have expounded the realistic guiding significance of the classic writer’s thought to the international communist movement through books and articles.

For example, Professor Yu Liangzao of Nanjing Normal University wrote an article on that the theory of scientific socialism was created by Marx and Engels to guide the proletariat to carry out revolutionary movements and build communism. It is an evolving theory. After the death of Marx, especially after the 1890s, Engels adhered to the theory of scientific socialism in the practice of guiding the international communist movement, and enriched the theory of scientific socialism based on new practices. [13]

Researcher Jin Minqing from the Chinese Academy of Social Sciences believes that the Communist League created by Marx and Engels through the reorganization of the Justice League is the first proletarian party in human history established on the basis of scientific socialism, opening up a new era in the communist movement. [14]

Professor Nguyen Xuan Thang, secretary of the Secretariat of the Central Committee of the Communist Party of Vietnam, director of the Central Theoretical Committee, and president of the Party School of the Central Committee of the Communist Party of Vietnam, wrote an article in the Communist Journal of the Communist Party of Vietnam on April 22nd, arguing that Lenin upheld and developed Marxist theory on the new historical stage, that is, imperialism and proletarian revolution, successfully led the Russian October Revolution of 1917, established the world’s first political power of workers and peasants, ushered a new era that transition from capitalism to socialism, socialism evolved from theory to reality through his outstanding theory and practical activities. Lenin’s life and his revolutionary cause were extremely great, and so were his contributions to the working class and the oppressed working people in the world. It is of epoch-making significance. In commemorating the 150th anniversary of Lenin’s birth, we must firmly adhere to and creatively apply Marxism-Leninism, adhere to the goals of national independence and socialism, and unswervingly overcome challenges, persist in innovation, and create a miracle in Vietnam.[15]

The international communist movement in 2020 will continue to develop under the influence of COVID-19. This epidemic will not only affect people’s health, but will also have a major and far-reaching impact on the world’s production methods, technological development, international structure, and the balance of power between socialism and capitalism.

On the one hand, China, as the country that suffered from the pandemic first, successfully controlled the spread of the epidemic swiftly, fully demonstrating the advanced nature of the Communist Party of China and the superiority of the socialist system with Chinese characteristics. At the same time, other socialist countries such as Vietnam, Laos, Cuba, and North Korea also performed well in the management and control of the epidemic. As of April 30, with the exception of Cuba, the other three countries have not reported a single death from COVID-19. Among them, North Korea has no cases reported, Laos has only 19 cases and no new epidemics have appeared since mid-April. Vietnam, as a country with a population of close to 100 million, has only reported 320 cases and all have been cured. Although Cuba has confirmed 1,467 cases and 58 deaths, compared with most countries in the world, especially the large-scale spread of the epidemic in neighboring Brazil, Cuba’s prevention and control of the epidemic is excellent. It clearly shows that the socialist countries have used practical actions to prove the superiority of the socialist system in the management and control of major disasters and the medical system.

In addition, China has given full play to the spirit of internationalism and the responsibility of a major country, providing a large number of epidemic prevention materials, treatment experience and medical teams to many countries, and made every effort to help other countries to beat the epidemic, and won the global recognition and appreciation of all countries in the world. On April 2nd, 2020, the Communist Party of China and more than 230 political parties in more than 100 countries issued a joint appeal on strengthening international cooperation against the epidemic. [16] The political parties that participated in the joint appeal came from five continents, including the ruling parties, participating parties, important opposition parties and international political parties in major countries, covering political parties with different ideologies from the left, the middle and the right. The appeal also received support and praise from the Communist Party of Cuba, the Communist Party of Nepal, the Progressive Party of the Working People of Cyprus, the Communist Party of the United States, the Communist Party of Brazil, the Communist Party of Chile, the Communist Party of Argentina, the Communist Party of Britain, the Communist Party of Britain (Marxist-Leninist), the Spanish Communist Party, the Australian Communist Party, and the Communist Party of Bangladesh (Marxist-Leninist) in various ways. [17] The pandemic highlights that all human beings share weal and woe in face of disasters, and no one can survive alone. Therefore, China’s concept of building a community with a shared future for mankind is easier to be appreciated and welcomed.

On the other hand, some western countries ignore China’s achievements in fighting against COVID-19 and make groundless accusations and attacks on China, but their policies are slow and ineffective in dealing with the epidemic in their own countries, leading to the spread of the epidemic. It not only exposes the double standards that capitalist politicians are implementing under the guise of freedom and democracy, but also exposes the shortcomings of the western medical system, social management, capitalism’s goal of maximizing profits and the hypocrisy of the human rights that the West is advocating. Under the spread of the epidemic, working people and people at the bottom of society in western countries are even less insured, living standards cannot be guaranteed and the gap between the rich and the poor has further widened, which may cause more serious social problems and even political turmoil.

Therefore, under the epidemic, socialism, as an ideology and system replacing capitalism, has received increasing attention and trust in the world. However, because the difference between the two forces is sharp, the defenders of the Western bourgeoisie and the capitalist system will not stop. They will inevitably intensify their resistance to and crack down on the socialist movement, and the situation of the communist parties of all countries will be even more difficult. Although the struggle between the two systems is conducive to the socialism, the long-term coexistence of the two systems is difficult to change. Therefore, we should actively advocate the concept of building a community with a shared future for mankind, which is a rational solution for win-win cooperation between countries and different systems in the world under the current historical conditions.

Reference

[1] http://www.wyzxwk.com/Article/sichao/2019/06/404628.html;

See also: https://inter.rkrp.ru/%D0%B1%D0%B5%D0%B7-%D1%80%D1%83%D0%B1%D1%80%D0%B8%D0%BA%D0%B8/final-declaration-of-the-participants-of-international-conference-100-years-to-the-communist-international-and-tasks-of-the-communist-movement-today-moscow-1-2-june-2019/

[2] Lin Jianhua, The Practical Logic of the Communist International in the World Revolution [J], “Chinese Social Sciences”, Issue 8, 2014.

[3] [Russian] Gennady Zyuganov, Liu Shuchun (Translation). The Valuable Experience of the Communist International [J], “World Socialism Studies”, Issue 5, 2019.

[4] Zou Enlai, “The Communist International and the Chinese Communist Party”, July 14 and iy, i960, in Selected Works of Zhou Enlai, Volume 2, Foreign Languages Press, Beijing, 1989, p. 306.

[5] Lin Jianhua, The Practical Logic of the Communist International in the World Revolution [J], “Chinese Social Sciences”, Issue 8, 2014.

[6] Joe Sims, The Road to Socialism and the World Communist Movement: A Reply to Wadi’h Halabi, http://www.cpusa.org/article/the-road-to-socialism-and-the-world-communist-movement-a-reply-to-wadih-halabi. [EB/OL]

[7] В Турции прошла XXI Международная встреча коммунистических и рабочих партий, “Правда”,22.11.2019, https://kprf.ru/party-live/opinion/189657.html

[8] Xi Jinping, Speech at the Conference Commemorating the 100th Anniversary of the May Fourth Movement [M]. People’s Publishing House, 2019. p. 2.

[9] Song Qu, China is fully capable of handling domestic issues – Interview with Zyuganov, Chairman of the Central Committee of the Communist Party of the Russian Federation [N], “People’s Daily”, December 9th, 2019.

[10] Jiang Hui, The Transitional Role of Socialism with Chinese Characteristics in the World Socialist Movement [J], “World Socialism Studies”, Issue 4, 2019.

[11] Yu Haiqing, Qin Zhenyan. New Situation and New Characteristics of the Development and Changes of Foreign Communist Parties in 2019 [J], “Contemporary World”, Issue 1, 2020.

[12] Yu Haiqing, Qin Zhenyan. New Situation and New Characteristics of the Development and Changes of Foreign Communist Parties in 2019 [J], “Contemporary World”, Issue 1, 2020.

[13] Yu Liangzao, Engels’ Important Contributions to the Theory of Scientific Socialism in His Later Years [J], “Theory and Reform”, Issue 3, 2020.

[14] Jin Minqing, Engels’ Special Contributions in the Process of Creating the First Communist Party in History [J], “Studies on Party and Government”, Issue 3, 2020.

[15] http://tapchicongsan.org.vn/web/guest/tin-tieu -diem/-/asset_publisher/s5L7xhQiJeKe/content/di-san-cua-v-i-le-nin-gia-tri-ly-luan-va-thuc-tien-doi-voi-cach-mang-the-gioi-va-viet-nam

[16] http://www.xinhuanet.com/politics/2020-04/02/c_1125806860.html

[17] https://mp.weixin.qq.com/s/BX0kTpGYnvPM0RuhIj-1ww

Accademia marxismo (CASS) – Nuove opportunità per il Movimento Comunista Internazionale

Nuove opportunità per il Movimento Comunista Internazionale in un’epoca di straordinari mutamenti[1]


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Rapporto sullo sviluppo del Movimento Comunista Internazionale dal 2019 al 2020

Gruppo di ricerca dell’Accademia del Marxismo, CASS

(diretto dai professori Jiang Hui e Pan Jin’e; coordinato da Li Kaixuan, professore associato)

Abstract

Nel 2019 i partiti comunisti di diversi Paesi hanno commemorato in vari modi il centenario della fondazione dell’Internazionale Comunista e hanno parlato della possibilità di un’alleanza internazionale nella nuova era. Nei Paesi socialisti la Cina ha celebrato solennemente il centenario del Movimento del 4 maggio e il settantesimo anniversario della fondazione della Repubblica Popolare Cinese. Paesi socialisti come Vietnam, Cuba, Laos e Corea del Nord hanno continuato a promuovere le riforme e a delineare nuovi sviluppi attraverso la revisione delle costituzioni e l’attività legislativa. La maggior parte dei partiti comunisti nei paesi in cui non sono al potere ha cercato di cambiare le proprie strategie di lotta. Nel frattempo, il pensiero socialista si è sviluppato anche in Europa e in America. Tuttavia, in una situazione in cui si sta diffondendo la mentalità di una “Nuova Guerra Fredda”, la maggior parte dei partiti comunisti dell’Occidente è ancora in una fase di riflusso. Nel 2020, con la diffusione del COVID-19, si è ulteriormente manifestata la superiorità del sistema socialista e il concetto di costruire una comunità con un futuro comune per l’umanità sta diventando sempre più popolare.

Parole chiave: Internazionale Comunista, 70 anni di RPC, rapporto tra i due sistemi, unità della sinistra, comunità con un futuro condiviso per l’umanità.

***

In un’epoca di straordinari cambiamenti mai prima visti nell’arco di un secolo, sono emersi molti elementi nuovi nel movimento comunista internazionale. Il 2019 è stato un anno di grande significato commemorativo per la storia di questo movimento: centenario della fondazione dell’Internazionale Comunista, centenario dello scoppio del Movimento del 4 maggio in Cina, settantesimo anniversario della fondazione della Repubblica Popolare Cinese.

I partiti comunisti di tutto il mondo hanno tenuto una serie di attività commemorative per valutare l’esperienza storica dell’Internazionale Comunista, trarre lezioni da tale esperienza ed esplorare la possibilità di alleanze internazionali nella nuova era.

La Cina ha commemorato solennemente il centenario dello scoppio del Movimento del 4 Maggio e il settantesimo anniversario della fondazione della Repubblica Popolare Cinese. Ha passato in rassegna la storia e le conquiste del Partito comunista cinese nel suo glorioso cammino, incoraggiando la nazione cinese a continuare a lavorare sodo per realizzare il sogno cinese di un grande ringiovanimento[2].

Paesi socialisti come Vietnam, Cuba, Laos e Corea del Nord hanno continuato nelle pratiche innovative e nello sviluppo di nuovi progetti.

Da parte loro, i partiti comunisti che non sono al potere stanno attivamente esplorando e cercando nuove opportunità; i loro risultati sono contrastanti.

Nel 2020, con la diffusione del COVID-19, il concetto cinese di costruire una comunità con un futuro condiviso per l’umanità sta diventando ancora più significativo.

I.

I PARTITI COMUNISTI DI TUTTI I PAESI VALUTANO L’ESPERIENZA STORICA DELL’INTERNAZIONALE COMUNISTA, NE TRAGGONO LEZIONI ED ESPLORANO LE POSSIBILITÀ DI UN’ALLEANZA INTERNAZIONALE NELLA NUOVA ERA

L’Internazionale Comunista (IC: la Terza Internazionale, o Comintern) fu fondata a Mosca il 2 marzo 1919 e fu sciolta il 25 maggio 1943. Nel 2019, la commemorazione del centenario della fondazione dell’IC è diventata un tema importante del movimento comunista internazionale. Le organizzazioni comuniste di tutto il mondo hanno svolto varie attività commemorative e conferenze per esaminare il significato e l’impatto storico dell’IC.

Il 16 e 17 febbraio 2019 i partiti comunisti e operai europei hanno tenuto in Turchia una conferenza dal titolo “Lotta per il comunismo: 100 anni di patrimonio politico”.

Dal 1° al 2 giugno 30 partiti comunisti hanno tenuto a Mosca una conferenza a carattere scientifico-pratico su “I 100 anni del Comintern e i compiti attuali del movimento comunista”. L’incontro ha in generale affermato il ruolo positivo della Terza Internazionale istituita sotto la guida di Lenin e il suo contributo allo sviluppo e al rafforzamento del movimento operaio comunista mondiale. La dichiarazione della conferenza ha sottolineato:

La nostra valutazione positiva non implica assolutamente che l’esperienza di lotta del Comintern sia stata priva di errori, né che i nostri partiti non debbano affrontarla con spirito critico […][3].

Anche se non ci sono le condizioni per un nuovo Comintern, è comunque necessario studiare ulteriormente l’esperienza storica della Terza Internazionale e applicarla all’attuale lotta del movimento comunista internazionale nel futuro.

Dal 18 al 20 ottobre, 137 rappresentanti di 74 partiti di 58 Paesi hanno partecipato in Turchia alla XXI Conferenza mondiale dei Partiti comunisti e operai, intitolata “A cento anni dalla fondazione dell’Internazionale comunista, la lotta per la pace e il socialismo continua”. I partecipanti all’incontro hanno analizzato e valutato la crisi in corso del sistema capitalista, le tensioni internazionali e l’intensificarsi delle minacce di guerra, hanno sollecitato il mantenimento della pace e della sicurezza mondiale, hanno chiesto il rafforzamento dell’alleanza internazionale del proletariato.

La Festa dell’Humanité del Partito Comunista Francese e la Festa dell’Avante! del Partito Comunista Portoghese hanno posto al centro anche le celebrazioni del centenario della fondazione dell’Internazionale Comunista. Esso coincide con il centenario della fondazione del Partito Comunista degli Stati Uniti. Quest’ultimo ha promosso a settembre iniziative regionali a Chicago, New York e Los Angeles per celebrare questi due storici centenari. Il Partito Comunista Britannico e altri hanno anche svolto una serie di attività commemorative, cogliendo l’occasione per rafforzarsi e ampliare la loro influenza, che è però relativamente debole.

I partiti dell’ex Unione Sovietica e dell’Europa orientale hanno partecipato attivamente alle conferenze internazionali per commemorare i grandi eventi storici del movimento comunista internazionale, hanno esaminato e riflettuto sulla storia del socialismo, hanno espresso dichiarazioni e valutazioni congiunte sulla situazione attuale; ciò ha mostrato la forza e l’unità dei partiti comunisti e operai e ha anche contribuito a rafforzare i piccoli partiti. Questa conferenza ha rafforzato la fiducia nel partito comunista e nel popolo.

In Cina, istituzioni accademiche come la Società cinese per la storia dei movimenti comunisti internazionali, la Società di Pechino per la storia dei movimenti comunisti internazionali e l’Accademia del marxismo dell’Accademia cinese delle scienze sociali hanno tenuto seminari accademici in commemorazione dell’Internazionale comunista per discutere il suo significato storico e cogliere il suo impatto sulla rivoluzione cinese.

Per quanto riguarda il significato storico dell’IC, i partiti comunisti di diversi Paesi ritengono in generale che essa, durante la sua breve esistenza, abbia promosso la nascita, lo sviluppo e la crescita di partiti proletari in tutto il mondo. Ciò ha contribuito alla vittoria del socialismo in alcuni Paesi dopo la seconda guerra mondiale, oltre che alla fondazione del Partito Comunista Cinese. Quando l’IC fu fondata, c’erano solo 13 partiti al mondo che portavano il nome di “Partito Comunista”, ma quando essa fu sciolta, il loro numero era salito a 68 con oltre 3 milioni di iscritti[4]. L’IC ha risvegliato le nazioni oppresse nelle colonie e nei paesi dipendenti e ha contribuito allo sviluppo dei movimenti di liberazione nazionale in Asia, Africa e America Latina. L’IC ha promosso attivamente la lotta antifascista nel mondo e ha sostenuto il fronte unito antifascista. In un articolo commemorativo pubblicato sul giornale del partito il leader del Partito Comunista della Federazione Russa, Gennadij Zjuganov ha sottolineato:

Il significato storico del Comintern sta nel fatto che esso ha collegato il marxismo-leninismo con il movimento operaio di massa su scala mondiale, ha promosso la creazione di partiti proletari e la mobilitazione dei lavoratori per difendere i loro interessi nella lotta contro l’imperialismo e il fascismo, ha rafforzato la solidarietà internazionale dei lavoratori, ha portato il movimento di liberazione nazionale nelle colonie e nei paesi dipendenti ad un nuovo livello. Il lavoro svolto dal Comintern ha posto le basi per le successive conquiste, tra cui la vittoria dei comunisti in molti Paesi e la formazione del sistema socialista mondiale[5].

Per quanto riguarda le lezioni storiche dell’IC, i partiti hanno opinioni diverse. I punti principali sono i seguenti: In primo luogo, il sistema organizzativo altamente centralizzato dell’Internazionale Comunista ignorava l’entusiasmo e la creatività dei partiti comunisti. In secondo luogo, la politica nei confronti dei partiti socialdemocratici non riuscì a unire tutte le forze che potevano essere unite. In terzo luogo, l’errata valutazione delle condizioni storiche della situazione rivoluzionaria e del capitalismo portò ad “errori di sinistra”.

Per quanto riguarda i meriti e i demeriti dell’IC nella rivoluzione cinese, il primo ministro Zhou Enlai ha detto che il presidente Mao Zedong “una volta ha commentato che l’Internazionale comunista ha funzionato bene nel primo e nel terzo periodo, ma non molto bene nel secondo. Con questo non voleva dire che tutto andasse bene durante il primo e il terzo periodo e niente andava bene durante il secondo”[6]. Dal punto di vista della storia dello sviluppo della rivoluzione cinese, questa è anche una valutazione più pertinente del ruolo dell’IC. Alcuni studiosi hanno affermato che i meriti e i demeriti storici del Comintern potrebbero essere ulteriormente riassunti come segue: “Sono state fatte grandi conquiste, che risplenderanno nella storia; gli errori però sono gravi e mettono in guardia per le pratiche future[7].

Nel riassumere l’esperienza e le lezioni dell’IC, si è pensato alla necessità e alle modalità dell’unità internazionale nell’attuale movimento socialista mondiale. I cosiddetti “ortodossi” rappresentati dal Partito comunista greco ritengono che il movimento comunista internazionale si sia allontanato dal marxismo-leninismo fin dagli anni ‘50, e che la situazione dell’attuale movimento comunista internazionale sia simile a quella del crollo della Seconda Internazionale e dell’opportunismo che ha travolto il movimento socialista di sinistra. Il Partito comunista greco ha criticato il fatto che “decine di Paesi si siano uniti al sistema imperialista e abbiano formato un monopolio capitalista”. Nel tracciare un bilancio dell’IC, Joe Sims, co-presidente del Partito Comunista degli Stati Uniti, ha sottolineato:

il Comintern ha fallito non tanto per il predominio del PCUS, quanto perché la varietà e la diversità del movimento operaio in ogni paese rendeva impossibile centralizzare la direzione e il processo decisionale […] L’internazionalismo proletario e la solidarietà sono chiaramente necessari […] Ma questo deve essere fatto con attenzione nel pieno rispetto dell’autonomia e dell’indipendenza dei partiti interessati.[8]

Molti partiti comunisti ritengono che, a 100 anni dalla fondazione dell’Internazionale comunista, dovrebbe esserci un nuovo punto di partenza per la ricostruzione del movimento operaio internazionale e del movimento comunista.

Il Partito comunista moldavo ha sostenuto che, sotto la spinta della concorrenza globale, il progresso scientifico e tecnologico sta avanzando a passi da gigante. Lo sviluppo della tecnologia comporta la creazione di un’intelligenza artificiale con un potenziale superiore a quello degli esseri umani. L’opportunità di una rivoluzione mondiale che sta prendendo forma oggi è il segno di una nuova Internazionale comunista.

La Lega dei comunisti di Lettonia ritiene che l’attuale arma dei comunisti sia ancora l’internazionalismo proletario, la lotta unitaria e l’unità delle classi e dei compagni. Questa è una condizione necessaria per opporsi all’isolamento nazionale e all’imperialismo. L’unità dei comunisti è la scelta inevitabile per il futuro.

Il primo segretario del PCFR dell’oblast’ di Penza, Georgij Kamnev, ha detto che il Comintern è esistito per 24 anni, dal 1919 al 1943, attraversando varie fasi della sua storia. È molto importante che oggi lo spirito dell’Internazionale sia ancora vivo, che il movimento comunista si stia sviluppando. Trent’anni dopo i drastici cambiamenti in Unione Sovietica e nell’Europa dell’Est l’Internazionale del capitale sta di nuovo crollando: le guerre commerciali di Trump, le contraddizioni tra USA e UE, le contraddizioni all’interno dell’UE, ecc. In queste condizioni è importante sviluppare una strategia e una tattica unitaria dei comunisti dei diversi Paesi per sfruttare le divisioni nel campo imperialista per il trionfo del socialismo[9].

I partiti comunisti di vari Paesi hanno espresso opinioni diverse su come realizzare l’unione internazionale. I partiti comunisti di vari Paesi hanno espresso opinioni diverse su come realizzare l’unità internazionale.

La posizione “ortodossa” rappresentata dal Partito comunista greco ritiene che le forze comuniste che oggi aderiscono al marxismo-leninismo debbano prima integrare ideologia e strategia rivoluzionaria. L’integrazione di ideologia e strategia rivoluzionaria significa che le opinioni attuali sull’imperialismo, sul fascismo, sul capitalismo e su altre questioni debbono essere coerenti.

Alcuni partiti comunisti rappresentati dal Partito Comunista Turco ritengono che la realizzazione di alleanze internazionali da parte del partito comunista rifletta principalmente l’unità interpartitica e lo scambio di esperienze, e non può permettere che si stabilisca in un Paese alcuna autorità che sia al di sopra della volontà del partito e dei suoi membri.

Il leader della Lega dei Comunisti della Lettonia ritiene che il partito comunista debba rafforzare la cooperazione delle forze comuniste nella UE e lottare contro i partiti che difendono il sistema esistente. Solo così si può mettere in pratica lo slogan “proletari di tutto il mondo unitevi!”.

In sintesi, in occasione del centenario dell’IC, i partiti comunisti di tutti i Paesi hanno riconosciuto la necessità e l’urgenza di realizzare l’unità internazionale e hanno esplorato i modi per rafforzarla. Tuttavia, vi sono oggi differenze su alcune questioni teoriche di base e strategie di azione che emergono dalle diverse valutazioni dei vari partiti comunisti sulla storia dell’IC, nonché sulle strategie e i percorsi per le alleanze internazionali. Queste differenze riguardano principalmente il modo di vedere, sostenere e sviluppare il marxismo, le riforme socialiste e altre questioni. Questo è diventato il principale ostacolo all’unità internazionale dei partiti comunisti nel mondo.

II.

I PAESI SOCIALISTI ELABORANO UNA SINTESI DELLA LORO PRASSI, CERCANO DI FARE PASSI AVANTI E DELINEANO UN NUOVO MODELLO DI SVILUPPO

1. La Cina commemora il Movimento del 4 maggio e celebra le gloriose conquiste della Repubblica Popolare Cinese in 70 anni, guidando il movimento socialista mondiale in un nuovo cammino

Il Movimento del 4 maggio[10], fu un movimento ideologico illuminista e di nuova cultura, guidato principalmente dai giovani, che diede inizio alla nuova rivoluzione democratica della Cina. In un importante discorso in occasione della commemorazione del suo centenario, Xi Jinping, segretario generale del Comitato centrale del Partito comunista cinese, ha sottolineato che il Movimento del 4 maggio promuoveva la diffusione del marxismo in Cina e promuoveva l’integrazione del marxismo con il movimento operaio cinese. Esso ha preparato ideologicamente i quadri e ha nutrito nuovi rivoluzionari in termini di forze e di cultura[11] e ha un grande significato nella storia dello sviluppo del socialismo cinese.

Il 1° ottobre 1949 è stata fondata la Repubblica Popolare Cinese. Negli ultimi 70 anni, sotto la guida del Partito Comunista Cinese, il popolo cinese ha creato un miracolo di rapida crescita economica e di stabilità a lungo termine della società. Attualmente, la Cina è la seconda economia mondiale per dimensioni, detiene la quota maggiore nella produzione e nel commercio mondiali, è il secondo più grande consumatore di beni, e il secondo paese per afflusso di capitali stranieri. Le sue riserve di valuta estera sono al primo posto nel mondo da molti anni. La Cina ha contribuito per oltre il 30% alla crescita economica mondiale. Negli ultimi 70 anni, la Cina ha continuamente esplorato vie nuove, ha istituito un sistema politico socialista con caratteristiche cinesi. La Cina ha raggiunto il massimo livello mondiale in alcuni settori ad alta tecnologia, guidando lo sviluppo della tecnologia industriale. Negli ultimi 70 anni, la produzione dei mezzi di sussistenza del popolo cinese ha raggiunto risultati notevoli e il tenore di vita della popolazione è in continuo miglioramento. Nel 2020 la Cina eliminerà la povertà in tutto il Paese e costruirà una società moderatamente prospera sotto tutti gli aspetti. Inoltre, i risultati ottenuti dalla RPC nel campo militare e diplomatico sono riconosciuti in tutto il mondo. Zjuganov, presidente del Comitato Centrale del Partito Comunista della Federazione Russa, ritiene che la Cina sia diventata un importante motore per la crescita economica globale e che abbia compiuto progressi nel campo dell’alta tecnologia, mostrando al mondo un percorso di sviluppo unico”[12]. Il successo della Cina è un esempio eccezionale per il mondo. La Cina ha dato un grande contributo al socialismo mondiale e al movimento comunista internazionale nel corso di 70 anni. Attualmente, la Cina tiene alta la bandiera di continuare a promuovere la globalizzazione economica verso una direzione giusta e ragionevole, indicando un importante punto di svolta per lo sviluppo del socialismo mondiale[13].

2. Il Partito Comunista del Vietnam cerca di sviluppare un nuovo progetto per il 13° Congresso Nazionale del Partito

Sotto la guida del Partito comunista del Vietnam, l’economia vietnamita è cresciuta rapidamente nel 2019. Il PIL annuale è cresciuto del 7,02% e il tasso di inflazione è rimasto ad un livello basso: il tasso di crescita annuale è stato del 2,79%, un minimo triennale. Il commercio totale annuo di merci ha raggiunto i 517 miliardi di dollari, di cui le esportazioni sono ammontate a 264.189 miliardi di dollari, con un surplus di 11.118 miliardi di dollari. 38 miliardi di dollari di investimenti di capitale estero, il livello più alto degli ultimi 10 anni, è un record nella storia.

La vita politica è ricca e vibrante. Il Comitato centrale del Partito comunista del Vietnam (PCV) ha convocato la X e l’XI sessione plenaria del 12° Comitato centrale. L’XI sessione plenaria del CC ha promosso l’attuazione dei compiti del 12° Congresso nazionale del partito. Il governo ha formulato un piano di sviluppo economico e sociale a medio e lungo termine in accordo con l’impostazione del Partito, l’Assemblea nazionale ha tenuto due riunioni per discutere i documenti rilevanti e le principali questioni dell’economia sociale in Vietnam, e ha approvato una serie di documenti e progetti di risoluzione.

Sostanzialmente, per la preparazione del 13° Congresso nazionale il lavoro del PCV nel 2019 si è concentrato sui seguenti aspetti: costituire un gruppo che guidi la preparazione della conferenza, procedere nella preparazione dei documenti della conferenza, formulare piani di sviluppo economico e sociale, consolidare la formazione di un contingente di quadri di alta qualità e di altro personale, approfondire il lavoro anti-corruzione, rafforzare la gestione sociale e prevenire l’”evoluzione pacifica”[14] delle forze ostili, ecc. Tra questi, vale la pena di notare che il 19 febbraio 2019 il Primo Ministro del Vietnam Nguyen Xuan Phuc ha proposto, in occasione dell’ispezione del Ministero della Pianificazione e degli Investimenti, la visione dei “due centenari” per lo sviluppo economico e sociale.

Il primo passo è che entro il centenario della fondazione del Partito, nel 2030, il Vietnam entrerà nelle fila dei Paesi a reddito medio-alto e diventerà una “società innovativa, equa, democratica e civile”, rispettando cinque indicatori:

(1) PIL pro capite oltre i 18.000 dollari USA (parità di potere d’acquisto nel 2011);

(2) residenza nelle aree urbane della maggior parte della popolazione del Paese (oltre il 50%);

(3) industria e servizi forniscono oltre il 90% del PIL e impiegano più del 70% dei lavoratori;

(4) l’economia privata produce oltre l’80% del PIL;

(5) superare lo 0,7 nell’indice di sviluppo umano delle Nazioni Unite.

Il secondo passo consiste nell’affermare il Vietnam come “paese sviluppato e prospero” entro il 100° anniversario della sua fondazione nel 2045. Gli indicatori specifici sono:

(1) entrare nel gruppo dei Paesi ad alto reddito più felici del mondo e diventare un Paese prospero;

(2) essere tra i primi 20 Paesi al mondo in termini di indice di competitività globale e indice imprenditoriale, esplorare un’economia basata sulla conoscenza con un alto reddito e fonti diversificate di esso. L’industria sta progredendo verso la direzione della modernizzazione. La percentuale di agricoltura è scesa sotto il 10% e non è più agricoltura pura;

(3) diventare uno dei paesi con la più alta qualità dell’istruzione nella regione Asia-Pacifico.

3. Cuba commemora solennemente il 60° anniversario della vittoria della rivoluzione, modificando la Costituzione e riformando il sistema di direzione del Paese

Il 2019 segna il 60° anniversario della vittoria della Rivoluzione Cubana, e il governo cubano ha organizzato un grande evento commemorativo. I dirigenti della Cina e di altri Paesi socialisti hanno inviato messaggi di congratulazioni affermando che la vittoria della rivoluzione cubana non solo ha inaugurato una nuova storia dell’indipendenza e dello sviluppo di Cuba, ma ha anche ispirato a partire dagli anni Sessanta il movimento di liberazione nazionale, il movimento dei Paesi non allineati e la società nei Paesi in via di sviluppo.

Nel 2019 Cuba ha approvato una nuova Costituzione attraverso un referendum. Essa stabilisce che il Consiglio di Stato è un organo permanente del Congresso nazionale del popolo. Il ruolo di capo dello Stato e di capo del governo non è più concentrato nella persona del presidente del Consiglio di Stato, ma viene suddiviso nelle persone del presidente e del primo ministro. Il Presidente dello Stato è eletto dal Congresso nazionale del popolo, deve avere almeno 35 anni e non superare i 60 quando viene eletto per la prima volta. Il mandato è di 5 anni e può essere rinnovato ulteriormente per altri 5. Il Primo Ministro è eletto dal Congresso Nazionale del Popolo su proposta del Presidente della Repubblica; è responsabile del lavoro quotidiano del governo e guida la compagine ministeriale. Nell’ottobre 2019, secondo la nuova costituzione e la nuova legge elettorale, Miguel Diaz-Canel è stato eletto come primo presidente di Cuba, e Salvador Valdes come vicepresidente, Esteban Lazo Hernández è presidente del Congresso nazionale del popolo e presidente del Consiglio di Stato, mentre Manuel Marrero Cruz è il primo ministro del governo. È stato anche eletto il Consiglio di Stato di 21 membri. Raul Castro sarà il primo segretario del Comitato centrale del Partito comunista di Cuba fino al 2021. La nuova costituzione sottolinea che la proprietà nazionale è la principale forma di proprietà a Cuba, e il sistema economico cubano si basa sia su fattori di pianificazione che di mercato.

4. La Corea del Nord ha modificato la sua Costituzione, ha ridimensionato la sua “politica Songun” e ha raggiunto nuovi traguardi nella crescita economica e nella diplomazia

Ad aprile e agosto 2019 la 14a Assemblea Suprema del Popolo della Corea del Nord ha convocato due riunioni per discutere gli emendamenti costituzionali. Gli emendamenti sono: eliminare molti “pensieri Songun”, fondere la figura del leader supremo nominale con l’attuale leader supremo e implementare un sistema socialista di gestione della responsabilità aziendale. Ci sono tre motivi principali per gli emendamenti. Il primo è che, poiché la “politica Songun” è stata inclusa nel kimilsungismo-kimjongilismo non è più enfatizzata separatamente, come anche la “politica Songun”, conformatasi allo spostamento strategico incentrato sulla costruzione economica. In secondo luogo, la nuova Costituzione stabilisce che “rappresentante del Paese” è il presidente del Consiglio di Stato al posto del presidente permanente dell’Assemblea Suprema del Popolo, la quale ha istituito un sistema politico nazionale incentrato sul Consiglio di Stato, in modo che il presidente del Consiglio di Stato non solo possieda l’effettiva guida suprema del Paese, ma rappresenti anche di diritto il Paese, rendendo così più fluidi i rapporti legislativi nel sistema. In terzo luogo, lo “spirito di Chongsanri” e il “sistema di lavoro Taean” sono stati sostituiti da “metodi di lavoro rivoluzionari che esercitano fortemente il potere spirituale e la capacità creativa delle masse” e “implementano un sistema di gestione basato sulla responsabilità aziendale socialista”, poiché la vecchia espressione ha l’impronta delle caratteristiche regionali degli anni Sessanta, mentre le nuove espressioni sono più in linea con le più ampie esigenze di sviluppo strategico della Corea del Nord nella nuova era.

Tuttavia, è necessario chiarire che, sebbene la Corea del Nord abbia adeguato il focus della sua strategia di sviluppo, il contenuto fondamentale della Costituzione non è cambiato. Ad esempio, non è stato rivisto l’articolo 34 che recita: “l’economia nazionale della Repubblica Democratica di Corea è un’economia pianificata”; la nuova Costituzione pone maggiore enfasi sul ruolo del popolo e insiste sul principio che il popolo è al primo posto. Kim Jong-un ha sottolineato che mettere il popolo al primo posto è il principio fondamentale in tutti gli ambiti. Ciò dimostra che gli emendamenti alla Costituzione della Corea del Nord mirano a cambiare alcune espressioni superate, rettificare il sistema amministrativo e i metodi di gestione economica e garantire che il Paese possa svilupparsi senza problemi lungo la via socialista di stile coreano nella nuova era.

Nel 2019 la diplomazia della Corea del Nord ha raggiunto importanti risultati. Il 7-10 gennaio Kim Jong-un ha visitato nuovamente la Cina; il 26 febbraio Kim Jong-un è arrivato ad Hanoi per tenere il secondo summit nordcoreano con il presidente americano Trump, e ha visitato ufficialmente il Vietnam. È la prima volta per il leader supremo dopo un intervallo di 55 anni. Il 24 aprile, Kim Jong-un e Putin si sono incontrati a Vladivostok. Il 30 giugno, Kim Jong-un e Trump hanno tenuto uno storico incontro al confine tra la Corea del Nord e la Corea del Sud, noto come il 38° parallelo. Durante lo storico incontro sul 38° Parallelo, Trump ha attraversato il 38° Parallelo verso la Corea del Nord e ha stretto la mano a Kim Jong-un, diventando il primo presidente in carica degli Stati Uniti a mettere piede sul territorio nordcoreano nella storia, il che ha un significato emblematico. Dal 20 al 21 giugno, il segretario generale del Comitato centrale del PCC e il presidente Xi Jinping hanno compiuto una visita di Stato in Corea del Nord, inaugurando un nuovo capitolo dell’amicizia tra Cina e Corea del Nord.

5. Il Laos rafforza la formazione dei quadri e la costruzione ideologica e teorica per preparare il nuovo congresso del partito

Nel 2019, il Partito rivoluzionario popolare del Laos ha superato molte influenze negative in patria e all’estero e ha continuato a promuovere l’innovazione socialista. Lo sviluppo di tutti gli aspetti dell’economia e della società ha mantenuto un buon ritmo. Tra questi, la crescita economica annuale è stata del 6,4% e il PIL pro capite ha raggiunto i 2.620 dollari; sono stati raggiunti risultati positivi nella riduzione della povertà.

Nel 2019, il Partito rivoluzionario popolare del Laos ha convocato l’8a e la 9a sessione plenaria del 10° Comitato centrale per tracciare un bilancio dei risultati e dell’esperienza della edificazione socialista e della costruzione del partito in Laos nella fase attuale, e prendere accordi per l’11° Congresso nazionale del partito che si terrà all’inizio del 2021. Tra questi, l’ottava sessione plenaria del Comitato centrale ha pubblicato tre documenti rilevanti per rafforzare il processo di formazione dei quadri. Prima e dopo i due plenum, il Partito rivoluzionario popolare del Laos ha anche pubblicato una serie di importanti risoluzioni, sottolineando l’ulteriore miglioramento del processo di formazione dei quadri. Il Partito Rivoluzionario del Popolo del Laos ha anche rafforzato la capacità del partito di governare e mantenere la natura avanzata dell’istruzione dei membri del partito, e ha ottenuto grandi risultati nell’elaborazione del pensiero politico, nella gestione dei quadri, nella lotta alla corruzione e per l’onestà, nella costruzione dello stile di lavoro e nella supervisione della disciplina. Dopo l’ottava sessione plenaria del decimo Comitato centrale del Partito rivoluzionario popolare del Laos, è stato effettuato un costante e ordinato adeguamento dei quadri per preparare le disposizioni del personale per l’11° Congresso nazionale del Partito rivoluzionario popolare del Laos, che si terrà all’inizio del 2021.

Nel 2019, il Partito rivoluzionario popolare del Laos ha anche fatto nuovi progressi nell’innovazione teorica. Il 13 dicembre 2018 e il 27 marzo 2019 l’ufficio politico del Partito rivoluzionario popolare del Laos ha promulgato il pensiero di Kaysone Phomvihane e il marxismo-leninismo ideologia guida del partito, in ottemperanza alle risoluzioni del 10° Congresso nazionale.

Documenti come la Risoluzione sullo studio del pensiero di Kaysone Phomvihane e la Risoluzione sulla creazione del Comitato di Ricerca sul pensiero di Kaysone Phomvihane hanno portato alla fondazione del Comitato di Ricerca, composto da rappresentanti dell’Accademia Nazionale delle Scienze Sociali del Laos, dell’Accademia Nazionale dell’Amministrazione, dell’Istituto Nazionale delle Scienze Sociali Kaysone Phomvihane College, del People’s Security College e del Kaysone Phomvihane Museum. Il 5 maggio 2019, l’Ufficio Politico del Comitato Centrale del Partito Rivoluzionario Popolare del Laos ha anche promulgato la Risoluzione sulla creazione dell’Istituto Centrale di Ricerca Teorica del Partito, sì che l’attività di ricerca teorica e propaganda del partito si è gradualmente rafforzata.

III.

I PARTITI COMUNISTI DEI PAESI NON SOCIALISTI CERCANO

ATTIVAMENTE VIE DI SVILUPPO, CON RISULTATI CONTRASTANTI

1. Le performance dei partiti comunisti nei paesi in via di sviluppo e nei paesi dell’ex Unione Sovietica e dell’Europa orientale sono di segno contrastante

Il movimento comunista in Nepal, nell’Asia meridionale, è stato attivo negli ultimi due anni. Il 15 febbraio 2018, il Partito comunista del Nepal (Marxista-Leninista unito) e il Partito comunista del Nepal (Centro Maoista) hanno formato una coalizione di sinistra e sono saliti al potere, annunciando la loro fusione per formare il Partito comunista del Nepal il 17 maggio 2018. Nell’ultimo anno, il Nepal ha ottenuto grandi risultati in campo politico, economico, sociale e diplomatico. È stato il periodo più stabile degli ultimi 30 anni. Nel 2019 il Partito Comunista del Nepal ha integrato e migliorato le teorie di base dell’ex Partito Comunista del Nepal (Marxista-Leninista unito) e del Partito Comunista del Nepal (Centro Maoista). Tra questi, la questione di come affrontare la guerra popolare non è ancora giunta a una posizione unitaria. Nel 2020 il Partito Comunista del Nepal convocherà il primo congresso del partito dopo la fusione. Il congresso definirà un nuovo programma teorico e pianificherà un progetto per un nuovo periodo.

Invece desta preoccupazione l’andamento del Partito Comunista dell’India (M-L), la più grande organizzazione comunista dell’Asia meridionale. Nella 17a elezione della Camera del Popolo dell’India, tenutasi nel maggio 2019, il numero di seggi conquistati dal Partito Comunista dell’India (M-L) si è ridotto da 6 a 3, scendendo al punto più basso della sua storia, e il numero di seggi del Partito Comunista dell’India è aumentato da 1 a 2. Il Partito Bharatiya Janata ha ottenuto una vittoria schiacciante. La svolta a destra della politica indiana si è ulteriormente consolidata, e lo spazio politico a sinistra si è ulteriormente compresso.

Nel 2019 il Parlamento europeo ha ancora una volta approvato una risoluzione anticomunista sull’Unione Sovietica e sull’Europa dell’Est. In alcuni Paesi i partiti comunisti sono stati banditi dalle attività e i partiti comunisti si sono trovati in una situazione difficile. In occasione del centenario della fondazione dell’Internazionale comunista e del trentesimo anniversario della caduta del muro di Berlino, i partiti comunisti e operai dei Paesi dell’Europa orientale hanno partecipato attivamente alle attività e alle conferenze internazionali che commemorano il centenario della fondazione dell’Internazionale comunista, hanno passato in rassegna e riassunto la storia dei drastici cambiamenti nell’Europa orientale e la storia del movimento comunista. L’esperienza e le lezioni della storia hanno dato impulso allo sviluppo del movimento comunista internazionale nell’ex Unione Sovietica e nell’Europa orientale. In termini di partecipazione politica, si sono accresciuti i consensi ad alcuni partiti comunisti alle elezioni nazionali e locali, e ciò ha portato nuova vitalità allo sviluppo dei movimenti socialisti nelle diverse aree.

Tra queste, nelle elezioni regionali e locali russe del settembre 2019, il Partito comunista della Federazione Russa ha fatto notevoli progressi. In 10 delle 12 regioni, è aumentato il sostegno al Partito comunista della Federazione Russa, ed è aumentato anche il numero totale di seggi nei consigli comunali, soprattutto nelle elezioni del Consiglio comunale di Mosca, dove il PCFR ha conquistato 13 seggi, 8 in più rispetto alla precedente tornata elettorale.

Nelle elezioni di novembre per l’Assemblea nazionale della Bielorussia, il numero di seggi del Partito comunista bielorusso è passato da 8 che aveva nel 2016 a 11. In qualità di partito più grande del Parlamento, esso mantiene una certa influenza nell’ambito della politica interna[15].

Al contempo, nelle elezioni nazionali del 24 febbraio 2019, il Partito comunista moldavo è crollato su tutta la linea, perdendo tutti i 21 seggi parlamentari e diventando un partito extraparlamentare. Questa è stata un’altra grave battuta d’arresto dopo aver perso la sua posizione di governo nel 2019.

2. La maggior parte dei partiti comunisti occidentali ha intrapreso la strada della lotta parlamentare attraverso l’unità a sinistra. Con punti luminosi, ma una flessione generale

Il 2019 è stato l’anno delle elezioni del Parlamento europeo. I partiti politici e le organizzazioni dei 27 Paesi dell’UE si sono pienamente impegnati nella campagna elettorale. I partiti comunisti di vari Paesi hanno partecipato attivamente alle elezioni parlamentari. Alcuni partiti comunisti, unendosi con altri partiti di sinistra, hanno sostenuto candidati comuni. Tuttavia, poiché nella campagna elettorale ci si è concentrati sulla coalizione di sinistra, le posizioni dei partiti comunisti non emergevano, poco chiari risultavano i loro tratti distintivi, che nel complesso non riuscivano a cogliere le esigenze e le preoccupazioni del proprio elettorato. Inoltre, i partiti comunisti sono stati ostacolati da partiti populisti e di estrema destra. Quindi non si è ottenuto un buon risultato: degli oltre 700 seggi del Parlamento europeo, il GUE/NGL (Sinistra Unitaria Europea/Sinistra Verde Nordica), composto dal Partito Comunista Francese, da Rifondazione comunista, dal Partito Comunista Spagnolo e da diversi partiti di sinistra in Europa, si è aggiudicato solo 39 seggi, con una diminuzione di 13 seggi rispetto al parlamento precedente. Tra i partiti comunisti partecipanti, il Partito del lavoro del Belgio (PTB) ha ottenuto un seggio, il miglior risultato nella sua storia, il Partito comunista greco ha mantenuto i due seggi, il Partito comunista portoghese si è ridotto a due seggi, mentre gli altri partiti comunisti e operai non hanno ottenuto seggi.

Nelle elezioni parlamentari del 2019, il Partito del lavoro del Belgio (PTB) è diventato un “outsider” che è emerso improvvisamente dalla difficile situazione dei partiti radicali di sinistra in Europa. Il sostegno al Partito del lavoro del Belgio alle elezioni del Parlamento europeo del maggio 2019 è salito all’8,7%, consentendogli di aggiudicarsi un seggio: una svolta storica. Inoltre, nelle elezioni del Parlamento regionale del Paese, il PTB ha ottenuto il 6,6%, il 12% e il 13,5% di consensi nelle Fiandre, a Bruxelles e in Vallonia, e rispettivamente 4, 11 e 10 seggi. Alle elezioni del Parlamento nazionale belga, il PTB ha ottenuto 12 seggi nel Parlamento federale e 4 seggi al Senato. Oltre al seggio nel Parlamento europeo, il numero di seggi del PTB è aumentato rapidamente dagli 8 seggi del 2014 a 42 seggi, classificandosi al quinto posto tra i 12 partiti politici con rappresentanti eletti in tutto il Paese. In una situazione di generale caduta e riflusso o addirittura di trasformazione in senso non comunista del movimento comunista in Occidente, il PTB ha messo in atto con successo un perfetto “contrattacco”, noto come “un’importante brillante svolta rossa” e un “movimento sociale fenomenale”. Il motivo è che il PTB ha adeguato la sua strategia d’azione e la sua elaborazione teorica e ha proposto che l’obiettivo finale sia quello di costruire una società senza classi, cioè una società veramente collettivistica o una società comunista. Questo è conforme agli ideali della maggioranza della popolazione nella situazione attuale e la attrae verso l’adesione al partito. Di conseguenza, il numero dei membri del partito è passato da 2.800 nel 2007 a 19.000 alla fine del 2019. La fruttuosa pratica politica del PTB è un importante riferimento e un’importante ispirazione per gli altri partiti comunisti occidentali.

In Asia, il Partito comunista del Giappone, che in origine occupava gran parte dell’area tradizionale dei partiti comunisti dei Paesi capitalistici sviluppati, è in declino negli ultimi anni. Nella 25a elezione al Senato, tenutasi nel 2019, il PCG ha ottenuto 13 dei 245 seggi, uno in meno rispetto al precedente mandato, ed è in crescita il divario di seggi locali con il Partito Komeito e il Partito liberaldemocratico. Per cercare di svilupparsi, il Partito comunista giapponese ha cambiato la sua strategia di lotta. In primo luogo, si è impegnato alla possibile formazione di un fronte unito con i partiti dell’opposizione per stabilire un governo di coalizione. In secondo luogo, si sta rivolgendo alla diplomazia interpartitica attribuendo grande importanza al rapporto con i partiti europei. Al 28° Congresso del Partito, che si è tenuto dal 14 al 18 gennaio 2020, il PCG ha rivisto il programma del partito, ha cancellato l’affermazione secondo cui Cina, Vietnam, Cuba e altri Paesi sono “alla ricerca di nuove vie al socialismo” e non ha considerato il XXI secolo come un’epoca in cui coesistono due sistemi, capitalista e socialista. Queste modifiche del PCG riflettono in realtà alcune caratteristiche comuni degli attuali partiti comunisti occidentali e questa tendenza è degna di attenzione.

Nelle Americhe, l’anno 2019 è il centenario della fondazione del Partito Comunista degli Stati Uniti. Il PCUSA ha tenuto il suo 31° Congresso Nazionale dal 15 al 16 giugno; con esso Rossana Cambron e Joe Sims sono diventati copresidenti del Partito[16]. Il Congresso ha condotto un’analisi dettagliata del capitalismo attuale, ha proposto strategie specifiche che il partito segua nella conduzione delle lotte nella nuova era, ha formulato le tappe e i passi che gli Stati Uniti devono compiere per giungere al socialismo e al comunismo e conseguire gli obiettivi del Green New Deal attraverso un potente movimento della classe operaia per promuovere il socialismo americano. Nelle elezioni presidenziali americane del 2020, il partito comunista statunitense sostiene il deputato democratico Sanders, considerato socialista. Il PCUSA spera di espandere la sua influenza unendo la sinistra per partecipare alle attività politiche.

In Australia, il movimento comunista è diventato attivo, ma le divisioni interne sono rimaste gravi. Venticinque anni dopo lo scioglimento del Partito comunista della Nuova Zelanda, fondato nel 1921, un gruppo di giovani, soprattutto studenti delle scuole, ha fondato il “New Communist Party of Aotearoa” (NCPA). Il congresso di fondazione e la prima riunione del Comitato centrale si sono tenute a Wellington il 21 novembre 2019. Durante l’incontro sono stati approvati lo statuto e il programma del partito, che assume chiaramente il marxismo-leninismo come ideologia guida del partito e dichiara che si tratta di un partito proletario. Sempre nella riunione inaugurale è stato proposto lo slogan “Una classe, due sindacati”. “Una classe” significa che il Partito comunista neozelandese è un partito proletario. “Due sindacati” si riferisce ai sindacati dei lavoratori da un lato e alle unioni comunitarie[17] dall’altro: il partito attua una politica incentrata sui sindacati e i movimenti comunitari.

Negli ultimi anni, nel Partito Comunista dell’Australia (Communist Party of Australia, CPA) vi sono state gravi divergenze su questioni ideologiche e principi organizzativi. L’ex Segretario Generale del Comitato Centrale Bob Briton ha annunciato la fondazione dell’Australian Communist Party (ACP) nel giugno 2019. Briton ritiene che il partito debba essere un rigoroso partito marxista-leninista, che ingaggia profonde lotte teoriche, rafforza lo studio teorico marxista e la costruzione dell’organizzazione e si oppone al metodo riformista di fare affidamento sui sindacati e sulle alleanze di sinistra per far parte del parlamento. Egli ritiene che sia difficile integrare l’economia di mercato con gli obiettivi socialisti. Sono proprio questi i punti su cui egli si differenzia dagli altri membri del CPA, e sono in realtà la causa comune delle divisioni interne in alcuni partiti comunisti occidentali.

IV.

NEL 2020 LA SUPERIORITÀ DEL SISTEMA SOCIALISTA SARÀ PIÙ EVIDENTE NELLA SITUAZIONE DETERMINATA DAL COVID-19

Il 2020 è il 200° anniversario della nascita di Engels e il 150° anniversario della nascita di Lenin. I partiti comunisti e i paesi socialisti terranno attività commemorative e seminari accademici incentrati su temi correlati, e reinterpreteranno le opere classiche del socialismo dall’utopia alla scienza, dalla teoria alla pratica, alla luce della nuova situazione, da un paese a più paesi, dalla transizione diretta alla transizione indiretta e altri punti di vista teorici correlati, rivalutando la grande personalità dei mentori rivoluzionari e promuovendo il nuovo sviluppo della costruzione del socialismo mondiale e del movimento comunista internazionale nella nuova era.

Tuttavia, all’inizio del 2020, il COVID-19 ha spazzato il mondo. Sotto l’influenza dell’epidemia, la portata della commemorazione di Engels e Lenin da parte dei partiti comunisti di vari Paesi è stata limitata. Quindi, i partiti comunisti e gli studiosi di vari Paesi attraverso libri e articoli hanno illustrato al movimento comunista internazionale il grande significato del pensiero dello scrittore classico. Per esempio, il professor Yu Liangzao dell’Università Normale di Nanjing ha scritto un articolo sulla teoria del socialismo scientifico creata da Marx ed Engels per guidare il proletariato nella conduzione di movimenti rivoluzionari e nella costruzione del comunismo. È una teoria in evoluzione. Dopo la morte di Marx, soprattutto dopo il 1890, Engels collegò strettamente la teoria del socialismo scientifico alla guida ide movimento comunista internazionale e arricchì la teoria basata su nuove pratiche[18]. Il ricercatore Jin Minqing dell’Accademia cinese delle scienze sociali ritiene che la Lega comunista creata da Marx ed Engels attraverso la riorganizzazione della Lega dei Giusti sia stato il primo partito proletario nella storia dell’umanità costituito sulla base del socialismo scientifico, aprendo una nuova era al movimento comunista[19]. Il professor Nguyen Xuan Thang, segretario del Segretariato del Comitato centrale del Partito comunista del Vietnam, direttore del Comitato teorico centrale e presidente della Scuola di Partito del Comitato centrale del PCV, ha scritto il 22 aprile un articolo sul giornale comunista del PCV, affermando che Lenin sostenne e sviluppò la teoria marxista sul nuovo stadio storico, cioè l’imperialismo e la rivoluzione proletaria, guidò con successo la Rivoluzione d’Ottobre russa del 1917, istituì la prima potenza politica mondiale degli operai e dei contadini, inaugurando una nuova era che segnava il passaggio dal capitalismo al socialismo, il socialismo si evolveva dalla teoria alla realtà attraverso la sua eccezionale teoria e le sue attività pratiche. La vita di Lenin e la sua causa rivoluzionaria sono state grandiose e il suo contributo alla classe operaia e ai lavoratori oppressi nel mondo è stato estremamente importante. È di importanza epocale. Nel commemorare il 150° anniversario della nascita di Lenin, dobbiamo aderire fermamente e applicare in modo creativo il marxismo-leninismo, aderire agli obiettivi dell’indipendenza nazionale e del socialismo, superare senza riserve le sfide, perseverare nell’innovazione e creare un miracolo in Vietnam[20].

Il movimento comunista internazionale nel 2020 continuerà a svilupparsi sotto l’influenza del COVID-19. Questa epidemia non solo avrà un impatto sulla salute delle persone, ma avrà anche un impatto importante e di vasta portata sui metodi di produzione del mondo, sullo sviluppo tecnologico, sulla struttura internazionale e sul rapporto di forze tra socialismo e capitalismo.

Da un lato, la Cina, il Paese che ha sofferto per primo la pandemia, ha controllato con successo e in tempi rapidi la diffusione dell’epidemia, dimostrando pienamente la natura avanzata del Partito comunista cinese e la superiorità del sistema socialista con caratteristiche cinesi. Allo stesso tempo, anche altri Paesi socialisti come il Vietnam, il Laos, Cuba e la Corea del Nord hanno saputo controllare e gestire bene l’epidemia. Al 30 aprile, ad eccezione di Cuba, gli altri tre Paesi non hanno segnalato un solo decesso per COVID-19. Tra questi, la Corea del Nord non ha riportato alcun caso, il Laos ha solo 19 casi e da metà aprile non sono comparse nuove epidemie. Il Vietnam, un Paese con una popolazione di quasi 100 milioni di abitanti, ha riportato solo 320 casi e tutti sono stati curati. Cuba, sebbene abbia avuto 1.467 casi e 58 decessi, ha dimostrato – rispetto alla maggior parte dei Paesi del mondo, soprattutto rispetto alla diffusione su larga scala dell’epidemia nel vicino Brasile – un’eccellente capacità di prevenzione e controllo dell’epidemia. Ciò dimostra chiaramente che i Paesi socialisti hanno utilizzato azioni pratiche per dimostrare la superiorità del sistema socialista nella gestione e nel controllo dei grandi disastri e del sistema sanitario.

Inoltre, la Cina si è mossa pienamente con spirito internazionalista e senso di responsabilità di un grande Paese, fornendo a molti Paesi una grande quantità di materiali per la prevenzione dell’epidemia, esperienza di trattamento ed équipe mediche, e ha fatto ogni sforzo per aiutare altri Paesi a sconfiggere l’epidemia, conquistandosi il riconoscimento e l’apprezzamento di tutti i Paesi del mondo. Il 2 aprile 2020, il Partito Comunista Cinese e più di 230 partiti politici in oltre 100 paesi hanno lanciato un appello congiunto per il rafforzamento della cooperazione internazionale contro l’epidemia[21]. I partiti politici che hanno partecipato all’appello congiunto provenivano dai cinque continenti, compresi i partiti al governo, importanti partiti dell’opposizione e i raggruppamenti politici internazionali dei principali Paesi, che comprendono partiti politici con ideologie diverse, di sinistra, centro e destra. L’appello ha ricevuto in vari modi anche il sostegno e l’apprezzamento del Partito Comunista di Cuba, del Partito Comunista del Nepal, del Partito Progressista dei Lavoratori di Cipro (AKEL), del Partito Comunista degli Stati Uniti, del Partito Comunista del Brasile, del Partito Comunista del Cile, del Partito Comunista dell’Argentina, del Partito Comunista della Gran Bretagna, del Partito Comunista della Gran Bretagna (marxista-leninista), del Partito Comunista spagnolo, del Partito Comunista australiano e del Partito Comunista del Bangladesh (marxista-leninista) in vari modi[22]. La pandemia evidenzia che tutti gli esseri umani condividono la sofferenza e il dolore di fronte ai disastri e nessuno può sopravvivere da solo. Pertanto è più facile apprezzare e accogliere il concetto cinese di costruire una comunità con un futuro comune per l’umanità.

D’altra parte, alcuni paesi occidentali ignorano i risultati ottenuti dalla Cina nella lotta contro il COVID-19 e lanciano accuse e attacchi infondati contro di essa, ma le loro politiche sono lente e inefficaci nell’affrontare l’epidemia nei loro paesi, portando alla diffusione della stessa. L’epidemia mette a nudo non solo i doppi standard che i politici capitalisti stanno applicando sotto le spoglie della libertà e della democrazia, ma anche le carenze del sistema sanitario occidentale, la gestione della società, l’obiettivo capitalistico della massimizzazione dei profitti e l’ipocrisia dei diritti umani che l’Occidente sostiene. Con il diffondersi dell’epidemia nei paesi occidentali i lavoratori e le persone ai livelli più bassi della società sono ancor meno tutelati, non si può garantire loro il sostentamento necessario per vivere; il divario tra ricchi e poveri si è ulteriormente allargato, il che può causare problemi sociali più gravi nonché disordini politici.

Pertanto, sotto i colpi dell’epidemia, il socialismo, come ideologia e sistema che sostituisce il capitalismo, ha ricevuto sempre più attenzione e fiducia nel mondo. Tuttavia, poiché la differenza tra le due forze è netta, i difensori della borghesia occidentale e del sistema capitalistico non si fermeranno. Essi inevitabilmente intensificheranno la loro resistenza e reprimeranno il movimento socialista; la situazione dei partiti comunisti in tutti i paesi sarà ancora più difficile. Anche se la lotta tra i due sistemi è favorevole al socialismo, è difficile che possa cambiare la coesistenza a lungo termine dei due sistemi. Per questo dovremmo sostenere attivamente l’idea di costruire una comunità con un futuro comune per l’umanità, che è una soluzione razionale per una cooperazione vantaggiosa per tutti i paesi e i diversi sistemi del mondo nelle attuali condizioni storiche.

  1. Tradotto dal cinese in inglese dalla dottoressa Liu Xinxin, revisione di Esther Chang Qingyun, EIS Education Group PLT. Traduzione dall’inglese: Andrea Catone.
  2. L’obiettivo del ringiovanimento, della “rinascita” del popolo cinese è stato fortemente rimarcato nel rapporto di Xi Jinping al XIX congresso del PCC (18-24 ottobre 2017) [NdT].
  3. http://www.wyzxwk.com/Article/sichao/2019/06/404628.html; cfr. anche: https://inter.rkrp.ru/%D0%B1%D0%B5%D0%B7-%D1%80%D1%83%D0%B1%D1%80%D0%B8%D0%BA%D0%B8/final-declaration-of-the-participants-of-international-conference-100-years-to-the-communist-international-and-tasks-of-the-communist-movement-today-moscow-1-2-june-2019/
  4. Lin Jianhua, The Practical Logic of the Communist International in the World Revolution. “Chinese Social Sciences”, Issue 8, 2014.
  5. Cfr. 根. 安. 久加诺夫, 刘淑春 摘译: 共产国际的宝贵经验, in “World Socialism Studies”, Issue 5, 2019 [G. A. Zjuganov, Liu Shuchun (traduttrice), L’inestimabile esperienza del Comintern]. Cfr. anche: Бесценный опыт Коминтерна (1° marzo 2019), in https://kprf.ru/party-live/cknews/183054.html.
  6. Zou Enlai, The Communist International and the Chinese Communist Party, 14-15 luglio 1960, in Selected Works of Zhou Enlai, Volume 2, Foreign Languages Press, Beijing, 1989, p. 306. I 24 anni di vita dell’IC (1919-1943) vengono suddivisi in tre periodi di 8 anni ciascuno [NdT].
  7. Lin Jianhua, The Practical Logic…, op. cit.
  8. Joe Sims, The Road to Socialism and the World Communist Movement: A Reply to Wadi’h Halabi, http://www.cpusa.org/article/the-road-to-socialism-and-the-world-communist-movement-a-reply-to-wadih-halabi
  9. В Турции прошла XXI Международная встреча коммунистических и рабочих партий [In Turchia si è svolto il XXI Incontro Internazionale dei partiti comunisti e operai] “Pravda”, 22.11.2019, https://kprf.ru/party-live/opinion/189657.html.
  10. Prende il nome dal giorno in cui scoppiò nel 1919 [NdT].
  11. Xi Jinping, Speech at the Conference Commemorating the 100th Anniversary of the May Fourth Movement, People’s Publishing House, 2019, p. 2.
  12. Song Qu, China is fully capable of handling domestic issues - Interview with Zyuganov, Chairman of the Central Committee of the Communist Party of the Russian Federation, “People’s Daily”, December 9th, 2019.
  13. Jiang Hui, The Transitional Role of Socialism with Chinese Characteristics in the World Socialist Movement, “World Socialism Studies”, Issue 4, 2019.
  14. La dottrina dell’“evoluzione pacifica”, formulata dal segretario di Stato americano John Foster Dulles durante la guerra fredda, si riferisce al tentativo di effettuare, principalmente da parte degli Stati Uniti, una trasformazione politica ed economico-sociale dei Paesi socialisti con mezzi pacifici, dall’interno, diffondendo le idee politiche e gli stili di vita occidentali, incitando il malcontento e incoraggiando gruppi di popolazione a sfidare la leadership del Partito comunista. Le “rivoluzioni colorate” ne sono un’attuazione e sviluppo. Mao Zedong mise in guardia dal pericolo delle “pallottole di zucchero” della borghesia per “prendere la fortezza socialista dall’interno” [NdT].
  15. Yu Haiqing, Qin Zhenyan. New Situation and New Characteristics of the Development and Changes of Foreign Communist Parties in 2019, “Contemporary World”, Issue 1, 2020.
  16. Yu Haiqing, Qin Zhenyan, New Situation and New Characteristics of the Development and Changes of Foreign Communist Parties in 2019, “Contemporary World”, Issue 1, 2020.
  17. Sono le associazioni che si occupano, ad esempio, della lotta per la riduzione degli affitti, o questioni più ampie come i lavori pubblici, i servizi e la vita della comunità. Cfr. Muhammed Shabeer, New Communist Party of Aotearoa seeks to blaze a new trail in New Zealand, “Peoples Dispatch”, February 16, 2020, https://peoplesdispatch.org/2020/02/16/new-communist-party-of-aotearoa-seeks-to-blaze-a-new-trail-in-new-zealand/ [NdT].
  18. Yu Liangzao. Engels’ Important Contributions to the Theory of Scientific Socialism in His Later Years, “Theory and Reform”, Issue 3, 2020.
  19. Jin Minqing. Engels’ Special Contributions in the Process of Creating the First Communist Party in History, “Studies on Party and Government”, Issue 3, 2020.
  20. http://tapchicongsan.org.vn/web/guest/tin-tieu -diem/-/asset_publisher/s5L7xhQiJeKe/content/di-san-cua-v-i-le-nin-gia-tri-ly-luan-va-thuc-tien-doi-voi-cach-mang-the-gioi-va-viet-nam
  21. http://www.xinhuanet.com/ politics/ 2020 - 04 /02/c_1125806860.html
  22. https://mp.weixin.qq.com/ s/ BX0kTpGYn vPM 0RuhIj-1ww

Trump’s virus. Covid-19 and international relations

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Trump’s virus. Covid-19 and international relations

 

[Text for the Marxist Academy at CASS - Chinese Academy of Social Sciences]

 

Andrea Catone, Editor in chief of​​ MarxVentuno, communist magazine​​ 

 

 

 

Abstract

The Covid-19 pandemic marks a turning point in world history. It opened a great health, economic, political, cultural and political crisis, which could either go towards a progressive solution or a regressive one. The PRC and its President have indicated the progressive outlet: with a view to building a community of shared future for all humanity, promoting and intensifying global health cooperation and solidarity, putting human health and well-being first. The main obstacle to this progressive universalistic perspective is represented today by the USA, whose dominant class has developed on the basis of the American primacy, supported by a huge military-industrial complex and the dollar as currency for international trade. The USA responds to the PRCs proposal for cooperation with a very violent anti-Chinese campaign, trying to drag the other countries, in particular those of the EU, Chinas main trading partner. To this end, the US seeks to impose a​​ new cold war​​ based on​​ bipolar confrontation. Instead, the international workers​​ movement and progressive forces are fighting for a​​ multipolar world, of which the BRI project is an essential pillar. In the new difficult and complex world phase that is opening up, the political forces of socialism, which today have a fundamental point of reference in the PRC, have the historic task of strengthening international cooperation and solidarity to counter US imperialism and work actively along the traced path of building a community of shared destiny for all humanity.

 

 

Contents

1. Two opposing lines. The Covid-19 is a battleground between progress and reaction.

2. The role of the public health system

3. Facing the pandemic: international cooperation or​​ “America first”?​​ 

4. With the pandemic, the US attack on China is not retreating, but is intensifying.

5. The US attack on PRC: contingent or structural?

6. Europe​​ as a​​ theatre​​ for​​ Trump’s attack on China

7.​​ “Cold War”, bipolarism, unipolarism, multipolarism

8. A difficult and complex world phase is opening

 

 

1. Two opposing lines. The Covid-19 is a battleground between progress and reaction.

 

It is common opinion that the pandemic, still in progress, marks a turning point in world history, so that we will talk about a world​​ before and after Covid-19. The pandemic has opened a phase of crisis in the world, which has general characteristics common to all countries and crosses with particular characteristics of each country. As it has​​ happened with​​ every crisis in the history of humankind, this crisis is also substantially open towards two antithetical solutions:

-​​ Towards a progressive outlet, which will mark an important step forward in the historical path of humankind, towards the realization of those ideals of freedom, equality, solidarity, omnilateral development of the human person (Marx) which were at the basis of the French Revolution of 1789 and then of the socialist revolutions of the 20th​​ century.​​ 

- Or​​ a regressive outlet, which will block human development for a historical phase,​​ and​​ constitute a retreat in political, economic, social institutions,​​ producing​​ greater inequality, greater poverty, greater social injustice,​​ and​​ increasing the danger of war.​​ 

Covid-19 is a battleground between progress and reaction.​​ 

In the course of the development of the pandemic and its spread with unequal rhythms, times and modes in the various areas and countries of the world and​​ in the struggle against​​ it, two opposing trends have emerged:

- On the one hand, governments have taken the warnings and advice of scientists and doctors seriously, and have considered that the most effective and necessary measure​​ ​​ for​​ the state reached so far by scientific knowledge on the subject​​ ​​ was​​ that of rigorously blocking physical contact between people, adopting economically, as well as socially and culturally, very heavy measures to block (lockdown)​​ all​​ activities, so as to isolate the virus and remove its fundamental basis​​ ​​ human​​ beings​​ ​​ in​​ which it​​ keeps itself​​ and reproduces. The first country​​ ​​ the​​ most populous in the world​​ ​​ that​​ adopted this very difficult choice was the PRC, with its very strict virus containment measures. When news of the Chinese blockade arrived at the end of January, commentators from many European countries were incredulous and astonished. There was no shortage of the usual anti-Chinese arrogance, which claimed that only a dictatorial country could implement similar measures1. Stopping the economic and social activities of the​​ factory of the world, the country that more than any other provides the world with intermediate components and finished products, was one of the most difficult decisions that the leaders of the PRC had​​ ever​​ made. But the socialist principle that inspires the PRC led them to put human health first, realizing that the countrys economy, an economy that is also planned​​ ​​ albeit​​ in a different way from Soviet planning​​ ​​ would​​ suffer heavily from the blockade.

- On the other hand, political leaders and governments who, in order to avoid the​​ lockdown​​ of the economy, preferred not to listen to what the world medical science said, belittled the danger of spreading the virus, or​​ lent​​ themselves to strange theories without​​ any​​ scientific basis, regressing from the level of modern science​​ ​​ which​​ follows the Galilean method​​ ​​ to​​ that of magicians, sorcerers and charlatans, presenting themselves as inventors of easy recipes to overcome the virus. The most sensational case was that of US President Donald Trump, who recommended injecting himself with​​ bleach​​ to kill the virus and forced all American manufacturers and sellers of disinfectants, as well as the major American TV and media, to deny and warn of the deadly danger that such advice entailed2. In order not to stop the economic machine of their country, the highest representatives of the major capitalist powers in the world have torn the modern scientific revolution to shreds, have regressed to charlatanism and magic, have shown in fact how much has decayed that bourgeois class that in the rise of the modern age​​ combined science and the Enlightenment as Marx and Engels​​ wrote in the pages of the​​ 1848​​ Manifesto. In​​ the same line of thought​​ with Trump is also the Brazilian president Bolsonaro, denounced at the beginning of April by the Brazilian Association of Jurists for Democracy (ABJD) for having​​ with​​ his actions​​ substantially endanger[ed] the physical health and well-being of the Brazilian population, exposing them to a lethal virus […] echoing unscrupulous businessmen, [he] has stubbornly refused to adopt the world standard of combating the pandemic, social confinement. Thus, Brazil due to the actions of President Bolsonaro ceases to participate in the strategy to flatten the infection curve. Rather, he seeks to expand it. Bolsonaros conduct inevitably will cause the health system in Brazil to collapse3.

Although the governments of the main Western capitalist countries had had the​​ great advantage of​​ knowing in advance​​ the experience of the Chinese​​ lockdown​​ and its success in containing the virus – when​​ the first outbreaks were ignited in Italy in the third decade of February, the spread of the contagion in China​​ had​​ almost​​ been​​ completely blocked – they​​ showed themselves to be rather uncertain and​​ wavering​​ on the​​ lockdown. The Italian government, however, after a phase of uncertainty and​​ a lockdown​​ limited to certain areas, decided to adopt​​ it​​ in the whole country.​​ Generally speaking, almost all European countries adopted​​ rigid​​ lockdown​​ measures, after a more or less long phase of uncertainty and hesitation due to the attempt to limit their​​ economic damage.​​ 

The countries such as Trump’s USA and Bolsonaro’s Brazil that have most opposed the use of the​​ lockdown​​ of​​ all​​ activities and​​ of​​ the physical distance between people are today​​ those​​ with the highest number of infected​​ people and deaths.

In dealing with the virus, two lines, two different conceptions of the world, have substantially manifested themselves. One, which places the value of human life first and has accepted the need to sacrifice the economy; the other, which instead places economic interest above the value of life.

 

 

2. The role of the public health system

 

A second aspect that divides the different countries of the world is, beyond​​ the political choice​​ wheter or not to impose a lockdown, the health system and the overall political system of the country. The containment of​​ the​​ contagion, in fact, is strongly influenced by the efficiency of the political system, its ability to effectively implement the decisions taken, to ensure that they are consciously implemented by the population. What is done under coercion always works much less than what is done as a conscious choice: this is what several Western commentators didn’t understand about China, which has been successful in the fight against Covid-19 because its 1,400 million people have consciously, disciplined and actively followed the indications of the CPC.

The reason for the health disaster in Lombardy – the​​ Italian region that had the highest number of infected and deaths4​​ – is​​ to be found in the abandonment of territorial care and the privatization of​​ local​​ health care: in 1981 there were 530 thousand beds in Lombardy, today there are less than 215 thousand, the local health units (USL)​​ used to be​​ 642, while in 2017​​ there where​​ only 97​​ left. This impoverishment explains the chain of errors that led to the Covid-19 disaster. The territorial network that should have taken charge of patients has been dismantled, the emergency rooms have become places of contagion instead of prevention and the hospitals​​ are​​ overwhelmed by the arrival of already serious patients5. Another element of weakness was the insufficient number of test kits, the difficulty of tracing the contagion and, therefore, inadequate diagnostic health facilities.​​ 

The high number of deaths in Lombardy and in Italy as a whole lays bare the inefficiencies and​​ inadequacies of Italian health care, which had one of the most advanced universal health services in the world, established with the 1978 reform. Such health care system was​​ the result of the struggles​​ of​​ the workers’​​ movement during the​​ previous​​ decade, when​​ it was most present and active in Italian society.​​ 

Here too the world is divided on the basis of the efficiency of the public health system. The worst situation is in the USA, where healthcare is essentially private and​​ for​​ profit: here the existing data reveal deep inequalities by race, especially​​ to the detriment of African Americans. As of May 19, the overall mortality rate of COVID-19 for​​ African​​ Americans​​ is 2.4 times higher than​​ that of​​ whites; in Arizona, the mortality rate for indigenous people is more than five times higher than for all​​ the​​ other groups, while in New Mexico, the rate is seven times higher than for all​​ the​​ other groups6.

It is clear that public health must be strengthened where it exists, or must be fully​​ set up. The universal right to health cannot be guaranteed by private enterprise, but only by the public sector,​​ democratically directed and governed by representatives of the citizens. It is essential to expand the investment of public resources in the health and pharmaceutical system and equipment (in everything related to health). The capitalist system cannot effectively cure pandemics, because the investments and research of multinationals are motivated by the tension for maximum profit and not by the health of the popular masses7. A country oriented towards socialism like the PRC, on the contrary, will have no difficulty in further strengthening the health system in the name of the priority of human health.

The way in which a reform and strengthening of the public health service, which considers health as a universal right of the entire population, will be undertaken in the various countries will mark a clear dividing line between the two possible outlets for the crisis. The Covid-19 pandemic has found several countries unprepared. If humanity is not blind, it knows that this pandemic will not be the last and that lessons must be learned. It means strengthening prevention and territorial medicine, diagnostic systems and investing in research.

 

 

3. Facing the pandemic: international cooperation or​​ “America first”?​​ 

 

This pandemic has also shown that strong international cooperation is needed, conceiving the universal right to health for all humanity on all five continents. Here too, two opposing lines have emerged:

On the one hand, the tendency to strengthen not only the health system and research in individual countries, but to cooperate in research and production of mass drugs, vaccines, worldwide; then, the strengthening of the WHO, the sharing of research and medical-scientific knowledge around the world, the building of a shared future community for health worldwide. This proposal was made by Xi Jinping at the G20 on 26 March:

 

Major infectious disease is the enemy of all […] At such a moment, it is imperative for the international community to strengthen confidence, act with unity and​​ work together in a collective response.​​ We must comprehensively step up international cooperation and foster greater synergy​​ so that humanity as one could win the battle against such a major infectious disease. […] I propose that a G20 health ministers​​ meeting be convened as quick as possible to improve information sharing,​​ strengthen cooperation on drugs, vaccines and epidemic control, and cut off cross-border infections. G20 members need​​ to jointly help developing countries with weak public health systems enhance preparedness and response. […] Guided by the vision of building a community with a shared future for mankind,​​ China will be more than ready to share our good practices, conduct joint research and development of drugs and vaccines, and provide assistance where we can to countries hit by the growing outbreak. […] It is imperative that countries pool their strengths and speed up research and development of drugs, vaccines and testing capabilities in the hope to achieve early breakthrough to the benefit of all8.​​ 

 

And again, at the World Health Assembly on May 18:

 

We must always put the people first, for nothing in the world is more precious than peoples lives. […]​​ We need to step up information sharing, exchange experience and best practice, and pursue international cooperation on testing methods, clinical treatment, and vaccine and medicine research and development.​​ […]China calls on the international community to increase political and financial support for WHO so as to mobilize resources worldwide to defeat the virus. […]​​ we must provide greater support for Africa.​​ Developing countries, African countries in particular, have weaker public health systems.​​ Helping them build capacity must be our top priority in COVID-19 response.​​ […]​​ we must strengthen global governance in the area of public health […]​​ In view of the weaknesses and deficiencies exposed by COVID-19, we need to improve the governance system for public health security. We need to respond more quickly to public health emergencies and​​ establish global and regional reserve centers of anti-epidemic supplies​​ […]​​ we must strengthen international cooperation.​​ Mankind is a community with a shared future.​​ Solidarity and cooperation is our most powerful weapon for defeating the virus9.

 

The Chinese president starts from a universalistic conception: he considers the well-being of humankind​​ as a common good, beyond the borders and systems of states. It is a simple, common sense and at the same time great proposal: sharing knowledge, cooperating in the research of drugs and vaccines, fostering the birth of a world health system, creating networks of research and world production of drugs and health equipment, helping the less advanced countries. So, no patents, no properties on vaccines and medicines against epidemics.

This universalistic and progressive conception, in the direction of the unification of the human race, exposed by Xi Jinping, is contrasted by a narrow and petty vision of medical-scientific research and health as a private monopoly, for profit or for the exclusive benefit of one country to the detriment of others. Here, too, Donald Trump fully represents this regressive trend, as he has shown on more than one occasion, seeking exclusivity on vaccines. He tried first with the German biopharmaceutical company CureVac10, then with the French pharmaceutical group Sanofi11.​​ And he repeatedly attacked​​ the WHO, accused of​​ alarming lack of independence from the Peoples Republic of China12,​​ announcing the suspension of US funding to the organization (14 April) and threatening with an ultimatum (18 May) to cut it​​ for good​​ if the World Health Organization does not commit to major substantive improvements within the next 30 days​​ in order​​ to​​ demonstrate independence from China.​​ The conclusion of his letter​​ is illuminating and revealing of the conception that​​ D. Trump​​ has of​​ the​​ international bodies:​​ 

 

I cannot allow American taxpayer dollars to continue to finance an organization that, in its present state, is so clearly not serving Americas interests13.

 

Thus, the highest representative of world imperialism, the one who continually affirms​​ “America first”, the USA first and above all else, cannot anywhere near conceive of the possibility of cooperation aimed at safeguarding the health of all human beings and not just the Americans (whom, by the way, with his disastrous conduct of the Covid-19 emergency,​​ will be those most likely to suffer death from the virus​​ than any other country in the world). The political conception and practice of the absolute primacy of the United States, which belongs to the entire American​​ ruling class​​ ​​ and​​ not only to Trump​​ ​​ is​​ the main obstacle to the path of emancipation and progress of the peoples of the world and the main threat to peace.

 

 

4. With the pandemic, the US attack on China does not retreat, but intensifies.

 

As the pandemic began to spread exponentially in the USA in the third week of March (on 27 March the number of contagions, over 100,000, exceeded those in the PRC), one might have expected that the Chinese President’s call for international health cooperation, expressed clearly and distinctly at the G20 on 26 March, would​​ have​​ been​​ accepted by the US President; but this was not the case. On the contrary, we are witnessing a crescendo of harder and harder attacks on the PRC, of which, as we write these notes, we cannot see the end.

After the first attacks on the WHO, accused of being​​ China-centric14,​​ on April 17, the National Republican Senatorial Committee published the​​ Corona big book, a 57-page guide for Republican candidates, which indicates as the focus of the election campaign the attack on the PRC and the CPC: a real anti-Chinese booklet that prescribes three main lines of aggression: a) China caused the virus​​ by​​ covering it; b) Republicans will push for sanctions against China for its role in the spread of this pandemic; c) Democrats are​​ soft on China15.​​ 

Between April and May, the anti-Chinese campaign​​ was deployed at full speed by every means, not only in the USA, but in all the countries in the world where US-controlled media can reach. One of the weapons that the American administration uses abundantly​​ in this mad campaign​​ is that of​​ a​​ legal action to obtain from the PRC, accused of being responsible for the propagation of the virus, billionaire reparations.​​ A legal action considered by many jurists to be absurd and​​ useless, but with a considerable propaganda impact, aimed at creating a climate unfavourable to China,​​ which is thus​​ put on the bench of the accused. On 27 April, Trump announced a very serious claim for damages16. Trump Counsellor George Sorial, a former Trump Organization executive,​​ is putting forward​​ a class action for damages against Beijing in the United States17. Some influential media and even consumer associations are moving in different countries​​ making similar claims. On April 16, the most popular German daily newspaper,​​ Bild,​​ joined the campaign, claiming 162 billion dollars in compensation from China. A few days later, the Italian Coordination of Associations for the Protection of the Environment and Consumer Rights (Codacons)​​ joined​​ Trumps anti-Chinese campaign; on 23 April, its website openeds with the invitation:​​ Book to join free of charge the Codacons action for damages against China, for the serious responsibilities and omissions in the fight against the spread of the Covid-19; the action is carried out in collaboration with the American law firm Kenneth B.​​ Moll18. On 29 April, the President of Lombardy, Attilio Fontana, also announced a claim for compensation of 20 billion euros.

On 29 April, Trump, following the old French proverb​​ calomniez, calomniez, il en restera toujours quelque chose19, for which a constantly repeated lie will end up appearing as truth, accentuateds the campaign of attacks and slander against China, stating that the origin of the coronavirus is linked to a laboratory in Wuhan, without providing any explanation, let alone proof20.​​ 

In an even more aggressive and battling manner, fuelling a climate in which​​ war​​ is more and more​​ in the​​ air, Trumps​​ entourage moves: someone proposes to ask China 10 million dollars for each U.S. victim of the virus, with the aim, indicated by Trump himself, to snatch hundreds of billions of dollars from China; Republican Senator Marsha Blackburn argues that​​ China has cost the U.S. economy six thousand billion and could cost another five thousand and proposes to get compensation by no longer paying China interest on U.S. Treasury bonds that it owns. Others think of new trade tariffs, or the imposition of sanctions worth a trillion dollars on future Chinese imports21.​​ On May 1, a report by the U.S. Department of Homeland Security, shared​​ by​​ law enforcement and government agencies,​​ went​​ even​​ further, accusing the Chinese government of intentionally hiding​​ the​​ severity of coronavirus epidemic while stockpiling supplies:​​ the Chinese government intentionally concealed the severity of COVID-19 from the international community in early January while it stockpiled medical supplies by both increasing imports and decreasing exports. […] China likely cut its exports of medical supplies prior to its January WHO notification that COVID-19 is a contagion22. As you can see, everything is being done to present the PRC and the CPC in the worst light: not only​​ they​​ are​​ accused of having​​ lied about the ways and times of the origin of the virus, which continues to fuel the suspicion that it came out of Wuhans laboratory, but they​​ are even accused of having done so​​ to speculate about medical supplies, to do dirty business​​ at the expense​​ of the American people...

On 3 May, Secretary of State Mike Pompeo said that there​​ was​​ enormous​​ evidence that the new coronavirus outbreak originated from a biomedical laboratory in Wuhan, China, but he did not present any23. After all, U.S. leaders,​​ whether​​ Republican or Democrat, are used to slandering their enemies in front of the world and impudently exhibiting​​ evidence​​ that does not exist. Suffice it to recall here the vial full of white powder agitated by the then Secretary of State Colin Powell at the UN Security Council on 5 February 2003​​ in order​​ to accuse Iraq of producing chemical and bacteriological weapons of mass destruction; weapons​​ which, after the Anglo-American occupation of the country,​​ turned out to be non-existent.​​ 

At the beginning of May, the U.S. administration cut the investment links between the U.S. federal pension funds and Chinese shares to a value of about 4 billion dollars, claiming that this would involve investment risks and national security24. On 14 May, in an interview with​​ FOX​​ Business​​ Trump threatened to sever all trade and economic relations with the PRC, claiming that this would save the US $500 billion25.

Added to all this are the recent positions taken by the US administration towards Taiwan, which, treating the island as de facto independent, tend to disregard the principle of one China (the People’s Republic of China), established since 1992 and recognized in hundreds of international​​ agreements. Lucio Caracciolo, editor in chief of the Italian geopolitical magazine​​ “Limes”, wrote on this subject in his editorial of 25 May:​​ 

 

Recent cases confirm that Washington has taken off its gloves to beat hard. With protocol semantics, when Secretary of State Pompeo congratulates Tsai Ing-Wen, re-elected to the presidency of the Republic of China (Taiwan), calling her​​ ​​ President​​ - i.e. Head of State. With the violence of economic reprisal, announcing that Taiwan Seminconductor Manufacturing (world leader) will open a factory in Arizona, while banning the sale of its semiconductors in Beijing. Huawei and his 5G are under attack26.

 

Equally aggressive is the US administration’s stance on Hong Kong, where it foments and supports secessionist and anti-communist movements and now mobilizes its media apparatus to attack the Chinese National People’s Congress to draft a national security law for Hong Kong.

At the same time, the US is stepping up its military action in the seas of China. The​​ “South China Morning Post”​​ of May 10 writes:

 

So far this year, aircraft from the US armed forces have conducted 39 flights over the South China Sea, East China Sea, Yellow Sea and the Taiwan Strait – more than three times the number carried out in the equivalent period of 2019. […]​​ Meanwhile, the US Navy conducted four freedom of navigation operations in the South China Sea in the first four months of the year – compared with just eight for the whole of 2019 – with the latest on April 29, as guided-missile cruiser USS Bunker Hill sailed through the Spratly Islands chain27.

 

 

5. The US attack on PRC: contingent or structural?

 

In the face of this avalanche of increasingly warlike official statements, accompanied by political, legal, economic, military hostilities all over the world, the question arises as to whether this is a temporary, contingent situation, essentially linked, on the one hand, to the attempt to hijack against China, rather than against the Trump administration, the resentment of the population hit massively by the disastrous management of the pandemic, and, on the other hand, to the presidential election campaign next November, as the​​ Corona big book, the instruction manual for Republican candidates, would seem to suggest.​​ Several observers and political commentators have insisted on this contingent aspect, linked to the capture of the internal US consensus. It is likely that Trumps need to make up​​ for​​ lost ground in the U.S. electorate has contributed to inflaming the tone of the most demagogic president in U.S. history and to increase the clash with China: his rival, Democrat Joe Biden, is doing better in his voting intentions than Hillary Clinton in 2016; a survey by​​ Fox News​​ (Trumps​​ friendliest​​ TV), confirmed by an average of the polls of the week 18-24 May, gives the Democratic candidate at 48% and the incumbent president at 40%28.​​ 

However, there is more than one reason to believe that the current violent US attack against the PRC is not temporary and occasional, but rather structural, rooted in the economic-political system of the United States, in the fundamental traits of the dominant class, which, democratic or republican, shares the ideology of​​ America first, of the US primacy in the world, of US unipolarity which does not accept and cannot be reconciled with the prospect of a multipolar world.​​ 

The USA is not and does not conceive of itself as a capitalist country like the others, nor as a​​ primus inter pares. The ideology of the absolute primacy of the United States was forged during the​​ cold war​​ (1946-1991) and was openly proclaimed in the White Houses strategic documents in the aftermath of the dissolution of the USSR;​​ the latter affirm​​ the will to maintain and strengthen US unipolarism. This unipolarity has a strong anchorage in the military-industrial complex, which expanded enormously with the Second World War and even more so with the​​ Cold War.​​ 

The​​ cold war, the permanent confrontation with the USSR and the​​ socialist camp, designated as the absolute enemy, the​​ empire of evil, the perennial threat to the freedom and values of the West, served the US ruling class to a) compact under its own military, political, economic command the capitalist countries of Europe and Asia (while Latin America was the​​ backyard​​ of Uncle Sam); b) to feed and extend an enormous military-industrial complex that has no equal in the world (US military spending in 2019 was 732 billion dollars29); c) to impose the dollar as a currency for international trade; d) to inoculate in the US population a nationalism of great power that needs to continuously​​ be​​ feed on a great enemy, a great and threatening evil against which to fight, presenting itself as a super-empire of​​ Good.​​ 

The ruling class in the USA is the centre, the beating heart of the world imperialist system and has become too accustomed to enjoying the privileges that this centrality gives it. The possible loss of world supremacy alarms the US economic potentates, who can maintain a world role by leveraging the political-military power of the country. This primacy is not only military, political, economic, it is also ideological-cultural, in soft power, and colonizes the imagination of the world population. Losing this primacy is today the main concern of the US ruling class, which sees the branch on which it sits sawed off.

This peculiar US structure can explain the violent attack on China. The US ruling class has built consensus on American primacy in the world, and on the fight against​​ an​​ enemy. American mentality, starting from World War II, and even more from the outbreak of the​​ “cold war”, was built on the perennial image of a dark enemy: from World War II, when the enemy​​ were​​ the Japanese and the German Nazis, to the​​ “cold war”​​ when the Communists and the USSR were the enemy, to the post-”cold war”​​ when Islamist terrorism​​ became​​ one, and finally China. In order to keep the internal cohesion Trump, and not only he, but the entire American ruling class, must find an enemy, and refusing to find it in itself and in its economic-social structure, hurls himself against China.​​ 

The​​ choice​​ of​​ the​​ PRC as an enemy​​ par excellence​​ is not by chance, nor is it only contingent. It was already present between the lines in the strategic doctrine of the USA in the​​ 1990s. And it became the obsession of the American dominant class​​ ​​ bipartisan, crossing both the Republican and Democratic parties​​ ​​ after​​ the great financial crisis of 2007-2008.​​ The PRC​​ also​​ suffered the repercussions of that crisis, but​​ ​​ thanks​​ to its​​ socialist oriented system, to the effective capacity of the CPC to orient and direct the economy​​ ​​ it​​ was able to reorganize itself rapidly, continuing with excellent performance, becoming in 2010 the second world economy and continuing on its path of internal development, of progressive overcoming of the​​ pockets of poverty present in the country, of creating the largest domestic market. Its political system, moreover, strengthened and increased social cohesion; the CPC proposed at the 19th Congress (2017) to solve the new contradictions that the development of the previous years had created, and set itself as a country that - unique in the world - spoke to the whole world proposing, contrary to the imperialist globalization of the USA, a​​ shared path of win-win development in a multipolar world, of which the great project of the New Silk Road is a fundamental pillar.​​ 

Trump’s presidency has been characterized​​ ​​ making​​ the tare of some​​ oscillations and statements​​ that theatrically distinguish this personage​​ ​​ by​​ placing China as an adversary, and then main enemy, against which he started a hard trade war in 2017. This war, even if​​ led​​ in a zig-zag​​ direction,​​ grew, caused great unrest in world markets and basically started a backwards path in globalization and international production chains. The three years of the Trump presidency preceding the Covid-19 pandemic have seen a gradual increase in economic attacks on China, but that is not all. Anti-Chinese media propaganda has intensified, the USA has fomented anti-Chinese movements in Hong Kong, has spread lies about the​​ “repression of the Uyghurs”, has operated, in short, as they had well learned to do in the period of the​​ “cold war”, when US President Ronald Reagan called the USSR​​ the​​ “empire of evil”.​​ 

 

 

6.​​ Europe​​ as a​​ theatre​​ for​​ Trumps attack on China

 

That the growing number of attacks on China has a base that goes well beyond the current election campaign also shows us the great media mobilisation and strong political pressure – a real​​ “let’s tighten​​ our​​ ranks!”​​ – of​​ the USA towards countries linked to them by military or commercial treaties, with the clear objective of aligning them against Beijing. These are countries which, although with economic-political systems very different from that of the PRC, have developed commercial and cultural relations with it over the last few decades.​​ 

One of the most relevant areas of the world – if​​ not the main one –​​ which the policy of the United States is aiming to align it with the anti-Chinese attack is Europe (understood not as geographical Europe, therefore, Russia​​ is​​ excluded). China is the EUs second largest trading partner after the US and the EU is Chinas first trading partner30. Both sides are committed to a comprehensive strategic partnership, as expressed in the​​ Strategic Agenda for EU-China Cooperation 202031. There is also the 17+1 cooperation of Central and Eastern European Countries (CEECs) for the Belt and Road Initiative32. In spring 2019 the main Western European countries signed important agreements with the PRC on the New Silk Road, emphasized by the visit of President Xi Jinping. Italy signed the​​ Memorandum of Understanding, the first G7 country​​ to do so.

During the pandemic China lent considerable aid to Italy and a survey in March indicated that the PRC was considered a friendly country by the majority of Italians33. The political forces of the present government – although​​ with some differences – look​​ to China with prospects of economic collaboration and growth of interchange, including cultural exchange. For some of them, collaboration with China could be a considerable support to face the economic crisis that has been weighing on the country for years.​​ 

The US media offensive to embark and harness European countries in the anti-Chinese crusade takes place across the board, with an abundance of means and interventions in the major media. If​​ we look at what is today the most important European country, Germany, we can see the virulence of the anti-Chinese campaign.​​ 

Lets look at the open letter to Xi Jinping that Julian Reichelt, editor in chief of​​ Bild, the best-selling newspaper in Europe (over one and a half million copies) of the Springer publishing group, published in mid-April34. The newspaper had become a spokesman for the campaign orchestrated by Washington to demand billions in compensation from China for the damage caused by the pandemic. The Chinese embassy in Berlin had addressed an open letter to​​ Bild​​ underlining the absurdity and groundlessness of this request. Reichelt wrote a very rhetorical, heavy-handed letter that was openly offensive to the PRC and Xi Jinping. What arguments does he use? He repeats the refrain on the lack of democracy, on the authoritarian,​​ non-transparent​​ regime, which​​ rules by surveillance​​ and​​ is a denial of freedom; moreover, the PRC is accused of​​ intellectual property theft, enriching itself​​ with the inventions of others, instead of inventing itself; it credits Washingtons unsubstantiated accusation that the virus escaped from Wuhans laboratory and then spread the virus around the world, so it has to pay dearly​​ for it; and finally, also the gift of face masks is​​ imperialism hidden behind a smile – a Trojan Horse. Nothing new under the sun. Reichelt vomits against China the usual clichés. Among them the accusation of theft of intellectual property to a country that has become​​ ​​ thanks​​ to the policy of strong investments in schools and universities and in research and development​​ ​​ a​​ leader in information and digital technologies (think about 5G), rather reveals the hostility, induced by the USA, to the collaboration with China​​ on​​ 5G.

But this rough and offensive letter pales in​​ compariason to​​ the intervention of Mathias Döpfner, CEO of Springer, the largest German publisher. The U.S. is calling for all the media in the anti-Chinese campaign. But, as​​ it​​ is made clear here, its not a question of Wuhans Laboratory or anything similar (although the subject will continue to be agitated), but of the economic and political future. Germany is invited, and so are all European countries, to​​ decouple​​ with China, to give up their trade with it. Döpfner puts an​​ aut aut:​​ Where does Europe stand? On the side of the US or China?. And he takes up the clichés about the undemocratic, authoritarian country, etc., inviting mistrust of its​​ seemingly friendly and peaceful international expansion. He states that Chinas admission to the WTO in 2001 was​​ perhaps the biggest mistake made in recent history by the western market economies: since then,​​ the USs share in the gross world product (GWP) dropped from 20.18% in 2001 to 15.03% (2019). Europes share dropped from 23.5% to 16.05%, a drop of 7.45 percentage points in less than two decades. While Chinas share increased from 7.84% to 19.24% in the same period, with an average annual growth rate of around 9%. According to Döpfner, this is due not to the intrinsic strength of Chinas socialist system, which combines plan and market, state-owned enterprises and private enterprises to implement long-term strategic development programs, which have made it possible to reduce poverty enormously and rapidly increase workers​​ wages and significantly improve their living conditions, but to​​ a non-democratic state capitalism that exploits easier trading and competitive conditions without subjecting itself to the same rules. Asymmetry instead of reciprocity was the result. So, says Döpfner, the US policy of​​ decoupling from China​​ must be followed.​​ China or the US. It is no longer possible to go with both.​​ [...]​​ If Germany decides to expand its 5G infrastructure with Huawei, that will place an enormous strain on transatlantic relations. It would be a turning point, as America could no longer trust Germany. And Germany cannot and must not disassociate itself from the US, which, after its hard opposition to the USSR and the GDR,​​ directly and indirectly made German reunification possible. We must not allow​​ ​​ continues​​ Döpfner​​ ​​ the state capitalism of a totalitarian global power to continue to infiltrate or even take over key industries like banking (Deutsche Bank), automotive (Daimler, Volvo), robotics (Kuka)​​ and trading hubs (Port of Piraeus). Therefore, he invites Europe to continue​​ the traditional transatlantic alliance despite Trump, including the explicit and closer involvement of a post-Brexit UK and other allies such as Canada, Australia, Switzerland and the democratic countries of Asia​​ and to pursue, Germany in the first place, that is Europes economic engine,​​ a strict process of decoupling from China, because​​ the economic ties are always political ties as well​​ and​​ we might all wake up one day to find ourselves in a gruesome society, on the side of China and the states loosely associated with it – like​​ Russia, Iran and other autocracies. Germany, which has an annual trade volume with China of about 200 billion euros, compared to all German trade valued at 2.4 trillion Euros, would suffer a heavy blow with the loss of Chinese trade,​​ but not insupportable35.

It is a very strong solicitation, coming from the main chain of newspapers in Germany, to join without​​ hesitation​​ the western camp led by the USA, which means first of all a strengthening of the link between Germany and the USA, despite some​​ tantrums​​ by Trump, and the strengthening of NATO. In this regard, there are significant political forces in Germany such as the SPD (and Die Linke) – the​​ German Social Democratic camp – that​​ would like to loosen the ties with the US and NATO. At the beginning of May, Rolf Mützenich, the leader of the Social Democrats (SPD) in the Bundestag, called for Germany not to support US nuclear warheads. And he immediately received a harsh rebuke from the American ambassador in Berlin, Richard Grenell, who – and​​ this is interesting to note – included​​ among the reasons for the need to strengthen the Atlantic alliance, along with the​​ traditional​​ Russian enemy, the PRC:​​ The Russian invasion of Ukraine, the deployment of new nuclear-weapon-capable missiles by Russia on the periphery of Europe and new capabilities of China, North Korea and other countries make it clear that the threat is all too present36.

In short, there is growing American pressure for a​​ tightening of​​ ranks​​ among its​​ European allies. The role of NATO is now fully recovered in view of the anti-Chinese crusade. If during the election campaign and at the beginning of his term of office Trump had expressed, in his usual theatrical style, reservations about NATOs role and usefulness37​​ – but in reality he aimed rather to ask the Europeans to double their economic contribution to the Alliance – NATO is now fully defended and accredited, bringing the Russian threat closer to the Chinese one.​​ 

Beyond and more than Germany, where the USA is very much involved in stopping the autonomist attempts of a part of the SPD (party that governs in coalition with the CDU), there is another country in Europe that must be kept under close surveillance, Italy. This country, despite the official pro-Atlantic statements of the Defence Ministers Guerini38​​ (PD) and the Foreign​​ minister Di Maio39​​ (5-star Movement), manifests in the latest polls feelings of friendship towards the PRC much more than towards the USA. The order that comes from across the Atlantic and to which almost all the major media adapt is unequivocal: to demolish at all costs the image of China, starting with the accusation of being the cause of the epidemic for a virus that was let slip, either intentionally or by mistake, from Wuhans laboratory, to the point of demanding to reinforce NATO against the Chinese threat. The arguments and the way they are presented are essentially similar to those used in Germany by Reichelt and Döpfner.

On 4th May, the newspaper​​ La Stampa, hosts Mark Esper, US Secretary of Defence, interviewed by Paolo Mastrolilli40:

 

Russia and China are both taking advantage of a unique situation to advance their own interests​​ […]​​ Huawei and 5G is a prime example of this malign activity by China. This could harm our alliance. Reliance on Chinese 5G vendors, for example, could render our partners​​ critical systems vulnerable to disruption, manipulation, and espionage. It could also jeopardize our communication and intelligence sharing capabilities. To counter this, we are encouraging allied and U.S. tech companies to develop alternative 5G solutions…

 

On May 13, the newspaper​​ La Repubblica, in turn, hosts an interview (or a simulacrum of it, since the interviewer seems to ask only the questions the interviewee wants) of the journalist DArgenio to the Secretary General of NATO, already significant under the title:​​ Stoltenberg: NATO united against Russian and Chinese disinformation41. Russia and China, through disinformation42​​ on the Covid-19, would carry out destabilizing acts against Western democracies in order to gain political influence on NATO and European Union partners. Like Esper, Stoltenberg also raises the alarm on Huaweis 5G:​​ Allies should avoid foreign investment that could compromise the confidentiality of our communications. NATO is thus fully enlisted in the anti-Chinese crusade.

The attack on China is carried out almost daily by the major media and right-wing exponents, acting as a sounding board for Trump and Pompeos statements. Already in January,​​ Il Giornale​​ was already embracing the thesis of the virus which had escaped from Wuhans laboratory43. And Matteo Salvini, leader of the League (which was the first Italian party at​​ the European elections on May 26, 2019, with 34.26% of the votes), said in a recent speech in the Senate:​​ 

 

We will join the request at least for a Commission of Inquiry to understand who has done and who has not done what, because we could end 2020 with the absurdity of having a single growing world economy, which is the Chinese economy which, after having voluntarily or involuntarily, it is not for me to judge it, caused a global pandemic, on the rubble of this pandemic goes to buy companies, data, telephony and hotels in Italy and around the world44.​​ 

 

He also calls, in full agreement with Trump, to reconsider the contributions of the Italian Republic to the World Health Organisation.​​ The request for billions in compensation from China, by the President of Lombardy, Mr Fontana​​ has already been​​ mentioned.​​ 

But the attack on China is also conducted in an indirect and more devious way.​​ Report​​ ​​ the​​ investigation broadcast by Rai3 (the​​ left-wing​​ channel of Italian Radio and Television), conducted by journalist Sigfrido Ranucci​​ ​​ is​​ in line with the mainstream that tends to cast a sinister light on China. The May 11 broadcast is dedicated to an investigation into the WHO, just a few days before its 73rd World Assembly on May 18-19, at which Trump sends a letter to its Director General, accusing the WHO of being enslaved to China.​​ Report​​ fully supports this thesis45.​​ 

The first part of the broadcast is dedicated to the demolition of the figure of WHO General Director Tedros Adhanom Ghebreyesus, who is shown in the broadcast sitting next to Chinese President Xi Jinping in the Great Hall of the People of Beijing (January 28). His grave guilt? To openly praise the Chinese government for the management of Covid-19,​​ “but”​​ ​​ the​​ journalist tells us​​ ​​ “we do not know on what basis since the WHO has not yet made a real inspection in China”. But who is Tedros? Here is the evil portrait that makes the broadcast:

 

In his country, Ethiopia, he was minister first of Health, then of Foreign Affairs in governments that did not hesitate to use violence against the opposition. His party is the dreaded TPLF: the Popular Front for the Liberation of the Tigris [...] During the management of the Ethiopian government, the TPLF has been accused of many episodes of corruption. Tedros was not only a member of that government, Tedros is a leading figure in the TPLF party. The TPLF, which was the main force in government.

 

We would therefore be dealing with a shady figure, a leading figure of a corrupt government (many episodes of corruption) and despotic (he used violence against the opposition). But thats not enough: the main force of government, the TPLF,​​ is linked by a double thread to the Chinese Communist Party and in particular to the figure of the current President Xi Jinping because of his heavy investments in the Ethiopian country.​​ Report​​ tells us quite explicitly that the appointment of the​​ first African who manages to climb to the top of the WHO​​ is not due to personal merit, but to China, which, thanks to the large investments in infrastructure, can influence the African Union and get it elected.​​ 

Report​​ makes a digression on Chinese policy in Africa. Many countries on the continent - it is said with great regret​​ ​​ have​​ become very attached from an economic point of view to China. But, it is said,​​ this Chinese embrace of the continent was not​​ for​​ free, but to​​ lay their hands on​​ the countries of the continent. But its not enough: not only do the Chinese evildoers buy the director of the WHO, presented as a puppet in their hands, but they spy on the work of the Union of African Countries:​​ The data that passed through the headquarters of the African Union were intercepted by the Chinese government within this same structure. And here is the conclusion, the portrait of a real criminal association:​​ Money, investments: this is the thread that keeps Tedros tied to China at this moment. Even the African Union would thus be a puppet in Chinese hands. This statement is dropped there, as if it were proven truth, without the​​ investigative journalist​​ bringing any evidence.​​ 

But it is still not enough: last but not least, there is the interview with Andrea Sing-Ying Lee, presented as​​ “Taiwanese Ambassador to Italy”, pretending to ignore​​ ​​ but​​ they are professional journalists!​​ ​​ that​​ the only Chinese Embassy in Italy is that of the PRC and that Italy, like other countries in the world, has for years adhered to the​​ “One China”​​ principle, a policy that now the US administration, in its mad policy of attack on the PRC, aims to overturn.​​ 

 

 

7.​​ “Cold War”, bipolarism, unipolarism, multipolarism

 

The expression​​ “new cold war”​​ is increasingly used in political interventions and in the media to designate the current situation of relations between the USA and the PRC. This expression – as​​ language scholars teach us – is​​ neither neutral nor innocent, it communicates a certain point of view to readers or listeners, it tends to give a certain vision of things.​​ 

In the current language of journalism, but also of historians, the expression​​ “cold war”​​ is used throughout the post-1945 period (end of World War II) until the demolition of the socialist countries of Central Eastern and Balkan Europe (1989) and the USSR (1991). Which configuration of world relations implied the Cold War? Basically a bipolar world, in which two great antagonistic and irreconcilable blocs, socialism and capitalism, East and West, two – so​​ it was said –​​ “superpowers”, were confronted.​​ 

The bipolar opposition was not a choice of the Soviet leadership, but was imposed by the USA and the United Kingdom, which​​ thus managed to align all the countries of Western Europe under the political, economic and military command of the USA. The founding of NATO in 1949 and its subsequent enlargements sealed this alignment. The Warsaw Pact only took shape several years later and was dissolved in 1991.​​ 

The concept of​​ “West”, of​​ “Western values”, of Western bloc, as we still use it today, as a synonym of market economy, liberal-democracy and pro-Atlantism, also took shape after World War II in contrast to the East of the USSR and the People’s Republic of China, depicted as dictatorships and barbaric. In this way, Marx and Engels,​​ Communist thought, as well as all thought of anti-colonial and anti-imperialist emancipation, were expelled from the​​ “West”.​​ 

The binary simplification of​​ the bipolar world​​ played in favour of the dominant class of US imperialism, which forced them to take sides for or against the Western bloc, excluding the possibility of intermediate and diversified positions. The birth of the movement of non-aligned countries, which we can date back to the Bandung Conference (1955), to which the Prime Minister of the PRC Zhu Enlai made an important contribution, was the attempt to break the bipolar scheme imposed by US imperialism.​​ 

Even the use of the term​​ “superpower”, which came into use in journalistic language, was deceptive, because it put two countries on the same economic and military level, two countries that were not in reality: the economic strength of the USSR – which​​ had undoubtedly made great strides thanks to socialist planning in the 1930s and later – was​​ nevertheless considerably less than that of the USA (and it should be remembered what a huge tribute of victims and economic destruction the USSR paid to defeat Nazi-Fascism, compared to the USA, which did not have war at home). The USSR was forced by the US offensive to the arms race, which allowed it a certain dissuasive power in the use of nuclear weapons, but not to reach parity with the US, which had the most powerful military-industrial complex in the world. Furthermore, the arms race to which the USSR was forced, diverted resources that could have been used in social spending to improve the standard of living and well-being of the people, thus weakening the consensus to the Soviet government and the​​ CPSU. The USSR was not a​​ “superpower”: this label favored the ideological campaign to demonize it as an​​ “empire of evil”.

If we observe the historical experience of the defeat of Soviet socialism and European countries, it can be seen that the terrain of confrontation of bipolarism imposed by the USA in the aftermath of the Second World War was favourable to the latter, which could pass after 1991 to the affirmation of unipolarism, of the USA as the only dominant centre in the world. Throughout the historical phase of the thirty years after 1991, the political and cultural forces of socialism, as well as of anti-colonial and anti-imperialist emancipation, proposed and fought for the end of US unipolarism and the transition to a multipolar world. This concept is not only opposed to unipolarism, but also to bipolarism, it rejects the​​ cold war​​ battleground chosen by the imperialists. Holding the flag of the​​ multipolar world, the world strategy of struggle for socialism learns the lessons of the historical experience of the twentieth century, understands that the world of the twenty-first century is articulated in different countries with different degrees of development of productive forces and​​ relations of production with their respective political superstructures: the transition to more advanced socialist production relations cannot take place simultaneously, nor with a general final clash between the poles of socialism and imperialism, but through the combination of the consolidation and growth of socialist-oriented countries (and here the role of the PRC and socialism with Chinese characteristics is extremely important), with the escape from underdevelopment and dependence on imperialism of the countries of Asia, Africa, Latin America, with the class struggle between capital and labour in European capitalist countries, and a plurality of other intermediate social forms. The multipolar world would allow more favorable conditions for the transition to more advanced relations on the road to social emancipation and socialism.​​ 

The New Silk Road project is heading in the direction of a multipolar world, which builds fundamental infrastructures, creating the conditions for communication and mutual benefit for countries with different cultures, economic systems and political regimes, such as, for example, the growing commercial but also cultural relations between China and the EU, whose countries are for the most part affiliated to NATO, which is fully US-led.

The current policy of the US administration, which sees its unipolar domination increasingly staggering, is instead aiming at re-proposing the bipolarism scheme, which was successful during the​​ “cold war”​​ period, and is trying to bring the PRC onto this ground. This is clearly shown by the increasingly frequent aut-aut (the heaviest is, as we have seen, that of Springer’s CEO): European countries must choose, either with the USA or China. With bipolarism the US, fierce opponents of the BRI, tend to align European countries against the PRC under their command.

 

 

8. A difficult and complex world phase is opening

 

The forces of socialism and progress in the world are today called to the difficult task of opposing, also at the media level, the current US strategy, which aims at a bipolar US-China confrontation, presenting the latter as a​​ “superpower”. China has never said that it is or wants to become a superpower. On the contrary, it has always said the opposite. And this is based on all the political thinking of the CPC, from Mao Zedong to Zhu Enlai, to Deng Xiaoping, to Xi Jinping. Underlying this is a well-established world view and strategic vision, which Xi’s thinking has further developed. It is the idea of a long and complex process of transition to socialism, which requires within it cooperation with bourgeois forces to develop productive forces, and, on the international level, the battle for the affirmation of a multipolar world. The latter is, under the given conditions, the best environment for the struggle for socialism, for changing the relationships of power, while avoiding the catastrophe of war. China is today one of the main bastions for world peace, it is based on the idea of peaceful development. In the multipolar world one can play with a plurality of actors and contradictions. Socialist forces can move forward, as in fact has happened extraordinarily with the growth of China, Vietnam, Cuba. The bipolar world forces to clash wall against wall, forcing even the neutrals to take their place. It favors imperialism, with its enormous control over the media.​​ 

The new world situation determined by the Covid-19 pandemic and its political, cultural and social implications is still open to different solutions, to a possible progressive outlet for humanity. But the conservative and reactionary forces at world level, and in particular US imperialism, are decisively opposed to any possible community of shared destiny for all humanity. The current dominant class in the USA, born and raised in the culture of the American imperial mission and unchallenged domination over the whole world, does not accept the passage to a multipolar world, based on cooperation with mutual advantage between countries and blocs of countries with equal dignity. To the constructive and reasonable proposals of the PRC for world health cooperation, it responds with an escalation of real declarations of war, increasingly raising the level of the clash and trying to drag the PRC on the preferred terrain of clash of the USA, the bipolar confrontation, which allows the USA, mobilizing the whole system of political-military alliances grown with the Cold War, first of all NATO, to yoke the European countries in the clash against China.​​ 

It opens a difficult and complex world phase, in which the forces of socialism, progress and social emancipation, which today have a fundamental point of reference in the PRC, have the historic task of strengthening international cooperation and solidarity and of countering with strategic political intelligence and tactical flexibility the forces of the imperialist reaction, working actively along the traced path of building a community of shared destiny for all humanity.

1

​​ See for example:​​ Pierre Haski,​​ La gestione autoritaria dellepidemia di coronavirus da parte della Cina​​ [The authoritarian management of the coronavirus epidemic by China], in​​ Internazionale, 2020/02/14,​​ https://www.internazionale.it/opinione/pierre-haski/2020/02/18/cina-coronavirus-autoritarismo

2

​​ See:​​ Allyson Chiu, Katie Shepherd, Brittany Shammas, Colby Itkowitz:​​ Trump claims controversial comment about injecting disinfectants was​​ sarcastic, in​​ The Whashington Post, 2020/04/24,​​ https://www.washingtonpost.com/nation/2020/04/24/disinfectant-injection-coronavirus-trump/

3

​​ See:​​ Brazilian Association of Jurists for Democracy:​​ Bolsonaro denounced for crimes against humanity before the International Criminal Court, in​​ Peoples Dispatch, 2020/04/24,​​ https://peoplesdispatch.org/2020/04/03/bolsonaro-denounced-for-crimes-against-humanity-before-the-international-criminal-court/​​ 

4

​​ Lombardy has 10 million and 84,000 inhabitants, a little less than the inhabitants of the city of Wuhan. As of May 21, according to data from the Ministry of Health (http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_notizie_4792_0_file.pdf) there are just over 86,000 infected and 15,727 deaths.

5

​​ See:​​ Claudia Guasco,​​ Virus Lombardia, la crisi del modello​​ Pirellone: la catena di errori che ha fatto dilagare i contagi​​ [Virus Lombardy, the crisis of the​​ Pirellone​​ model: the chain of errors that has spread the contagions],​​ Il Messaggero, 2020/05/21,​​ https://www.ilmessaggero.it/italia/lombardia_coronavirus_contagi_covid_19_morti_oggi_news-5242285.html​​ 

6

​​ See:​​ Apm Research Lab Staff:​​ The color of coronavirus: COVID-19 deaths by race and ethnicity in the U.S,​​ in​​ Apm Research Lab,​​ https://www.apmresearchlab.org/covid/deaths-by-race

7

​​ A recent article by​​ Prabir Purkayastha, founder and editor-in-chief of​​ Newsclick​​ makes this clear and timely. See:​​ Why Capitalism Cant Cure Global Pandemics?, in​​ Citizen Truth,​​ 2020/05/13,​​ https://citizentruth.org/why-capitalism-cant-cure-global-pandemics/.

8

​​ See:​​ Full text of Xis remarks at Extraordinary G20 Leaders​​ Summit,​​ Source: Xinhua 2020/03/26,​​ http://www.xinhuanet.com/english/2020-03/26/c_138920685.htm.​​ The italics in Xi Jinpings text are mine, A.C.

9

​​ See:​​ Full text: Speech by President Xi Jinping at opening of 73rd World Health Assembly,​​ http://www.xinhuanet.com/english/2020-05/18/c_139067018.htm. The italics in Xi Jinpings text are mine, A.C.

10

​​ See the Sunday edition of the German newspaper​​ Die Welt, according to which Trump offered the German biopharmaceutical company CureVac, which is carrying out advanced research on Covid-19, several million dollars to ensure that the potential vaccine goes​​ exclusively​​ only to the USA:​​ Jan Dams,​​ Diese Erfahrung wird Europa so schnell nicht vergessen​​ [Europe will not soon forget this experience], in​​ Die Welt, 2020/03/15,​​ https://www.welt.de/wirtschaft/plus206563595/Trump-will-deutsche-Impfstoff-Firma-CureVac-Traumatische-Erfahrung.html​​ 

11

​​ The United States will be entitled to more substantial priority orders, since they have invested more.​​ This was the announcement of the CEO of Sanofi Paul Hudson released in Bloomberg.​​ A vaccine must be subtracted from the law of the market, thundered Macron, closely followed by the European Commission, who pointed out:​​ It is a public good, its access will be fair and universal. See:​​ Scontro sul vaccino anti-Covid, Sanofi promette: Prima agli Usa​​ [Covid vaccine clash, Sanofi promises: First to the U.S.], in​​ QuiFinanza, 2020/05/14,​​ https://quifinanza.it/info-utili/vaccino-coronavirus-sanofi-scontro-usa-francia-ue/382601/​​ 

12

​​ Thus in the letter sent by Trump to the Director General of the WHO on 18 May: https://www.whitehouse.gov/wp-content/uploads/2020/05/Tedros-Letter.pdf. But already on April 5 an editorial of the​​ Wall Street Journal​​ (World Health Coronavirus Disinformation. WHOs bows to Beijing have harmed the global response to the pandemic) accused WHO of bending to the line dictated by Beijing in responding to the coronavirus emergency. A decision that would have undermined the global response to the pandemic, showing that the worlds largest health care organization is suffering from Chinas flu:​​ https://www.wsj.com/articles/world-health-coronavirus-disinformation-11586122093?mod=e2tw​​ 

13

​​ Ibidem. The statements in Trumps letter are refuted and contested by scientists, doctors and health care professionals, starting with the editor​​ Richard Horton​​ of the well-known medical-scientific journal​​ The Lancet​​ (see​​ https://twitter.com/TheLancet/status/1262721061361254401). See also:​​ Expert reaction to letter sent by Donald Trump to Dr Tedros Adhanom, Director-General of the WHO, in​​ Science Media Center, 2020/05/19,​​ https://www.sciencemediacentre.org/expert-reaction-to-letter-sent-from-donald-trump-to-dr-tedros-adhanom-director-general-of-the-who/

14

​​ The W.H.O. really blew it. For some reason, funded largely by the United States, yet very China centric. We will be giving that a good look. Fortunately I rejected their advice on keeping our borders open to China early on. Why did they give us such a faulty recommendation?, in​​ REUTERS, 2020/04/07:​​ https://www.reuters.com/article/us-health-coronavirus-usa-who/trump-says-who-is-china-centric-really-blew-it-on-coronavirus-idUSKBN21P2E1​​ 

15

​​ The U.S. newspaper​​ Politico​​ published on April 24 the manual for the anti-Chinese campaign:​​ Alex Isenstadt,​​ GOP memo urges anti-China assault over coronavirus, 2020/04/24,​​ https://www.politico.com/news/2020/04/24/gop-memo-anti-china-coronavirus-207244. The manual is in https://static.politico.com/80/54/2f3219384e01833b0a0ddf95181c/corona-virus-big-book-4.17.20.pdf

16

See:​​ Helen Davidson​​ and​​ Alison Rourke,​​ Trump says China could have stopped Covid-19 and suggests US will seek damages, in​​ The Guardian, 2020/04/28,​​ https://www.theguardian.com/world/2020/apr/28/trump-says-china-could-have-stopped-covid-19-and-suggests-us-will-seek-damages

17

​​ See:​​ Marco Valsania,​​ Trump, tutte le idee per una rappresaglia contro la Cina​​ [Trump, all the ideas for a retaliation against China], in​​ Il Sole 24 ORE, 2020/05/01,​​ https://www.ilsole24ore.com/art/trump-tutte-idee-una-rappresaglia-contro-cina-ADp9gsN

19

​​ Slandered, slandered, there will always be something left. The proverb is attributed to the French dramatist Beaumarchais (1732-1799).

20

​​ See:​​ Coronavirus, ultime notizie dal mondo: oltre 230mila morti. Trump convinto virus arrivi da laboratorio Wuhan.​​ LAmerica riparte​​ [Coronavirus, latest world news: over 230,000 dead. Trump convinced virus arrives from Wuhan lab. America is on the move again], in​​ Il Sole 24 ORE, 2020/04/30,​​ https://www.ilsole24ore.com/art/coronavirus-ultime-notizie-mondo-cina-rallenta-508-indice-pmi-ad-aprile-ADRaVcN

21

​​ See:​​ Marco Valsania,​​ op. cit,​​ https://www.ilsole24ore.com/art/trump-tutte-idee-una-rappresaglia-contro-cina-ADp9gsN

22

​​ See:​​ Ella Torres, Josh Margolin, Christina Carrega​​ and​​ William Mansell, US intel believes China hid severity of coronavirus epidemic while stockpiling supplies,​​ in​​ ABC, 2020/05/03,​​ https://abcnews.go.com/US/coronavirus-live-updates-us-surpasses-65000-covid-19/story?id=70467380​​ 

23

​​ See:​​ Ashley Brown, Conor Finnegan​​ and​​ Jack Arnholz,​​ Pompeo says​​ enormous evidence​​ for unproven theory that coronavirus came from lab, in “ABC”,​​ 2020/05/03,​​ https://abcnews.go.com/Politics/pompeo-enormous-evidence-unproven-theory-coronavirus-lab/story?id=70472857. The following day, on May 4, the​​ Guardian​​ reporteds the denial of intelligence sources:​​ There is no current evidence to suggest that coronavirus leaked from a Chinese research laboratory,​​ see:​​ Dan Sabbagh,​​ Defence and security editor,​​ Five Eyes network contradicts theory Covid-19 leaked from lab​​ https://www.theguardian.com/world/2020/may/04/five-eyes-network-contradicts-theory-covid-19-leaked-from-lab

24

​​ See:​​ Trump on China:​​ We could cut off the whole relationship. Administration mulls options on Chinas handling of coronavirus pandemic, in “FOXBusiness”, 2020/05/14;​​ interviewer:​​ Maria Bartiromo,​​ https://www.foxbusiness.com/politics/trump-on-china-we-could-cut-off-the-whole-relationship

25

​​ See:​​ Trump: If US cut off relationship with China, wed save $500B,​​ in “FOXBusiness”, 2020/05/14;​​ interviewer:​​ Maria Bartiromo,​​ https://video.foxbusiness.com/v/6156582691001/#sp=show-clips

26

​​ See:​​ Lucio Caracciolo,​​ Taiwan è il grimaldello con cui gli Usa vogliono scardinare la Cina​​ [Taiwan is the picklock with which the U.S. wants to unhinge China], in “Limes” online, 2020/05/25,​​ https://www.limesonline.com/rubrica/taiwan-usa-cina-indipendenza-lucio-caracciolo-editoriale

27

See:​​ Kristin Huang,​​ US-China tensions in South China Sea fuelled by increase in military operations,​​ in​​ South China Morning Post”, 2020/05/10,​​ https://www.scmp.com/news/china/military/article/3083698/us-china-tensions-south-china-sea-fuelled-increase-military

28

​​ See the survey published on 21 April 2020 by the PEW Research Center: https://www.pewresearch.org/global/2020/04/21/u-s-views-of-china-increasingly-negative-amid-coronavirus-outbreak/; see also https://www.agi.it/estero/news/2020-04-21/cina-usa-sondaggio-8399936/; and https://www.agi.it/estero/news/2020-05-24/sondaggi-trump-biden-usa-2020-8711919/.

29

​​ See Manlio Dinucci,​​ La pandemia della spesa militare​​ [The military spending pandemic], in​​ il manifesto, 2020/05/05,​​ https://ilmanifesto.it/la-pandemia-della-spesa-militare/​​ 

30

​​ In 2017, the EU was Chinas main partner, with 13% of goods exports to China (€217 billion) and 16% of goods imports from China (€332 billion). In the same year, China accounted for 11% of exports of non-EU goods (€198 billion) and was the largest trading partner, with 20% of imports of non-EU goods (€375 billion).

31

​​ See:​​ COMUNICACIÓN CONJUNTA AL PARLAMENTO EUROPEO, EL CONSEJO EUROPEO Y EL CONSEJO, UE-China – Una perspectiva estratégica​​ [JOINT COMMUNICATION TO THE EUROPEAN PARLIAMENT, THE EUROPEAN COUNCIL AND THE COUNCIL:​​ EU-China – A strategic perspective],​​ https://ec.europa.eu/commission/sites/beta-political/files/communication-eu-china-a-strategic-outlook_es.pdf

32

​​ Founded in 2012 between China and sixteen Central and Eastern European countries, joined by Greece (12 EU countries: Greece, Slovenia, Croatia, Czech Republic, Slovakia, Poland, Bulgaria, Romania, Hungary, Estonia, Latvia, Lithuania and five non-EU countries: Albania, Bosnia and Herzegovina, Montenegro, North Macedonia, Serbia), it was born as an initiative of the Chinese government to promote trade relations and investment, within the Chinese Belt and Road Initiative.

33

​​ In a survey presented at the beginning of April by SWG, 52% of those interviewed consider China a friendly country, while only 17% consider the USA as a friend.​​ See:​​ Francesco Bechis,​​ Se gli italiani preferiscono la Cina agli Usa (e alla Ue)​​ [If Italians prefer China to the USA (and to the EU)], in “formiche”, April 2020,​​ https://formiche.net/2020/04/italiani-preferiscono-cina-usa-ue/​​ 

34

​​ See:​​ Julian Reichelt, “You are endangering the world, in “BILD”, 2020/04/17,​​ https://www.bild.de/politik/international/bild-international/bild-chief-editor-responds-to-the-chinese-president-70098436.bild.html​​ 

35

​​ Mathias Döpfner,​​ The coronavirus pandemic makes it clear: Europe must decide between the US and China, in​​ Businessinsider, 2020/05/03,​​ https://www.businessinsider.com/coronavirus-pandemic-crisis-clear-europe-must-choose-us-china-2020-5?IR=T

36

​​ Paul Carrel; editing by​​ Frances Kerry,​​ Trump Envoy Accuses Germany of Undermining NATOs Nuclear Deterrent,​​ in “REUTERS”,​​ 2020/05/14,​​ https://www.reuters.com/article/us-germany-usa-nato-idUSKBN22Q265.

37

​​ See:​​ Ashley Parker,​​ Donald Trump Says NATO is​​ Obsolete,​​ UN is​​ Political Game,​​ New York Times,​​ 2016/04/02,​​ https://www.nytimes.com/politics/first-draft/2016/04/02/donald-trump-tells-crowd-hed-be-fine-if-nato-broke-up/;​​ David E. Sanger​​ and​​ Maggie Haberman,​​ Donald Trump Sets Conditions for Defending NATO Allies Against Attack,​​ New York Times”, 2016/07/21,​​ https://www.nytimes.com/2016/07/21/us/politics/donald-trump-issues.html

38

​​ See the statement of 14 February 2020:​​ It is clear that NATO remains the cornerstone of our defence and security architecture. It is no coincidence that Italy is the second largest contributor in terms of personnel employed in the missions, in​​ Per Guerini​​ nella difesa è in gioco la sovranità nazionale​​ [For Guerini​​ national sovereignty is concerned with defence”], in “AGI”, 2020/02/14,​​ https://www.agi.it/politica/news/2020-02-14/difesa-sovranita-nazionale-guerini-7084219/; and again:​​ The pillars of our security are NATO and the EU, and the pandemic does not change the fundamentals of the countrys political and international position, in​​ Francesco Bechis,​​ F-35 e non solo.​​ Guerini spiega le mosse della Difesa (con Nato e Ue)​​ [F-35s and beyond.​​ Guerini explains the Defense moves (with Nato and EU), in​​ “Formiche”, April 2020,​​ https://formiche.net/2020/04/f-35-guerini-mosse-difesa-nato-ue/​​ .​​ And again:​​ The EU and NATO are our pillars, we need transparency on the origin of the virus,​​ in​​ Tommaso Ciriaco,​​ Lorenzo Guerini:​​ Ue e Nato i nostri pilastri, serve trasparenza sullorigine del virus, in “la Repubblica”, 2020/05/04,​​ https://rep.repubblica.it/pwa/intervista/2020/05/04/news/lorenzo_guerini_ue_e_nato_i_nostri_pilastri_serve_trasparenza_sull_origine_del_virus_-255690300/?ref=RHPPTP-BH-I255630873-C12-P5-S1.8-T1​​ 

39

​​ See:​​ Stefano Pioppi,​​ Più Nato con il coronavirus. Ecco cosa ha detto Di Maio al vertice dellAlleanza​​ [More NATO with the coronavirus.​​ Thats what Di Maio said at the top of the Alliance], in​​ Formiche.net,​​ 2020/04/02,​​ https://formiche.net/2020/04/nato-virus-di-maio-vertice/

40

​​ See:​​ US Defense Secretary:​​ 5G networks, industry and aid, China and Russia exploit the virus to have more power in Italy, in “La Stampa in English”, 2020/05/04,​​ https://www.lastampa.it/esteri/la-stampa-in-english/2020/05/04/news/us-defense-secretary-5g-networks-industry-and-aid-so-china-and-russia-exploit-the-virus-to-have-more-power-in-italy-1.38801408

41

​​ See:​​ Alberto DArgenio,​​ Stoltenberg: la Nato unita contro la disinformazione russa e cinese​​ [Stoltenberg: NATO united against Russian and Chinese disinformation] “La Repubblica, 2020/05/13,​​ https://rep.repubblica.it/pwa/intervista/2020/05/13/news/stoltenberg_con_il_virus_russia_e_cina_vogliono_destabilizzare_l_occidente_-256546000/

42

​​ An Apulian proverb reads:​​ the ox says cuckold to the ass, whose meaning is similar to the Chinese sayng​​ The villain sues the victim before he himself is prosecuted. So the USA, who put out the fake new of virus escaped from Wuhans laboratory, accuse China of disinformation.

43

​​ See:​​ Lavinia Greci,​​ A Wuhan il laboratorio che studia il virus letale.​​ Il dubbio:​​ È scappato da lì?​​ [In Wuhan the laboratory that studies the deadly virus. The doubt:​​ Did he escape from there?”], in “il Giornale.it”, 2020/01/23,​​ 

https://www.ilgiornale.it/news/cronache/coronavirus-proprio-wuhan-laboratorio-ad-alto-isolamento-1816035.html

44

​​ See the speech in the Senate on 27 May, in​​ Salvini, commissione inchiesta su Cina​​ [Salvini, Committee of Inquiry on China], in​​ https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2020/05/27/salvini-commissione-inchiesta-su-cina_49085fcc-ba96-49eb-8ac1-6ffe040bba70.html; my italics, AC.

45

​​ The broadcast can be seen on the website​​ https://www.rai.it/programmi/report/inchieste/Disorganizzazione-mondiale-b8ed1cc8-5ae5-436f-925b-22812f52371d.html, from which you can also download the pdf of the texts read by the speaker and the interviews.​​ The italics in the quotations are mine, AC.

 


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Andrea Catone – Il virus di Trump. Covid-19 e rapporti internazionali

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Il virus di Trump.​​ Covid-19​​ e rapporti internazionali

 

[Testo per l’Accademia marxista presso la CASS - Chinese Academy of Social Sciences]

 

di​​ Andrea Catone, direttore​​ di​​ “MarxVentuno”,​​ rivista comunista​​ 

 

 

 

Indice

1. Due linee contrapposte. Il Covid-19 è un terreno di scontro tra progresso e reazione.

2. Il ruolo del sistema sanitario pubblico

3. Di fronte alla pandemia: cooperazione internazionale o “America first”?​​ 

4. Con la pandemia l’attacco USA alla Cina non arretra, ma si intensifica

5. L’attacco USA alla RPC: contingente o strutturale?

6. Europa teatro dell’attacco di Trump alla Cina

7. “Guerra fredda”, bipolarismo, unipolarismo, multipolarismo

8. Si apre una fase mondiale difficile e complessa

 

 

 

1. Due linee contrapposte. Il Covid-19 è un terreno di scontro tra progresso e reazione

 

È opinione comune che la pandemia, tuttora in corso, segni​​ un punto di svolta nella storia mondiale, per cui si parlerà di un mondo​​ prima e dopo il Covid-19. La pandemia ha aperto nel mondo una fase di crisi, che riveste caratteri generali, comuni a tutti i Paesi​​ e​​ si interseca con caratteri particolari propri di ciascun Paese. Come è stato per ogni crisi nella storia dellumanità, anche questa crisi è aperta sostanzialmente verso due soluzioni antitetiche:

-​​ Verso uno sbocco progressivo, che farà fare un importante passo avanti nel percorso storico dellumanità, verso la realizzazione​​ di quegli ideali di libertà, uguaglianza, solidarietà, sviluppo onnilaterale della persona umana (Marx) che furono alla base della rivoluzione francese​​ del 1789​​ e poi delle rivoluzioni socialiste​​ del XX secolo.​​ 

- Oppure​​ uno sbocco regressivo, che bloccherà per una fase storica lo sviluppo umano, che costituirà un arretramento nelle istituzioni politiche, economiche, sociali, che produrrà maggiore disuguaglianza, maggiore povertà, maggiori ingiustizie sociali, accrescendo il pericolo di guerra.​​ 

Il Covid-19 è un terreno di scontro tra progresso e reazione.​​ 

Già nel corso di sviluppo della pandemia e della sua diffusione con ritmi, tempi, modalità ineguali nelle varie aree e​​ Paesi del mondo e del contrasto ad essa,​​ si sono manifestate due opposte tendenze:

- Da un lato, i governi che hanno preso seriamente gli ammonimenti e i consigli degli scienziati, dei medici, e hanno ritenuto che la misura più efficace e necessaria – per lo stato sinora raggiunto dalle conoscenze scientifiche in merito – era quella del blocco rigoroso dei contatti fisici tra le persone, adottando misure economicamente, oltre che socialmente e culturalmente,​​ molto pesanti, di blocco (lockdown) delle attività, in modo da isolare il virus e togliergli​​ la base fondamentale – gli esseri umani – in cui esso si mantiene in vita e si riproduce. Il primo​​ Paese – il più popoloso al mondo – che ha adottato questa difficilissima scelta è stata la RPC, con le sue misure​​ rigorosissime​​ di contenimento del virus. Quando a fine gennaio sono arrivate le notizie sul blocco cinese, i commentatori di molti​​ Paesi europei erano increduli e stupiti. Non sono mancate le solite frecciate anticinesi, che affermavano che solo un​​ Paese dittatoriale poteva attuare misure simili1. Fermare le attività economiche e sociali della​​ fabbrica del mondo, del​​ Paese che più di ogni altro fornisce​​ al mondo componenti​​ intermedie e​​ prodotti finiti, è stata una decisione tra le più difficili che i dirigenti della​​ RPC hanno dovuto assumere. Ma il principio socialista che ispira la RPC ha spinto a​​ porre la salute delluomo al primo posto, mettendo in conto che leconomia del​​ Paese, uneconomia che è tra laltro pianificata – pur se in modo diverso da quella che era la pianificazione sovietica – avrebbe pesantemente sofferto del blocco.

- Dallaltro, leader politici e governi che, per evitare il blocco delleconomia, hanno preferito non ascoltare quanto la scienza medica mondiale diceva, hanno sminuito il pericolo di diffusione del virus, o si sono abbandonati a strane teorie senza fondamento scientifico, regredendo dal livello della scienza moderna – che segue il metodo galileiano – a quello di maghi,​​ stregoni e ciarlatani, presentandosi essi stessi come inventori di ricette facili per vincere il virus. Il caso più clamoroso è stato​​ quello del presidente USA Donald​​ Trump, che consigliava di iniettarsi varichina per ammazzare il virus e ha costretto tutti i produttori e venditori americani di​​ disinfettanti, oltre che le principali tv e media americani,​​ a smentire e ad avvertire del pericolo mortale che un tale consiglio comportava2. Pur di non fermare la macchina economica del loro​​ Paese i massimi rappresentanti delle maggiori potenze capitalistiche al mondo hanno stracciato la rivoluzione scientifica moderna, sono regrediti alla ciarlataneria e alla magia, hanno mostrato nei fatti quanto sia decaduta quella classe borghese che nella fase di ascesa nelletà moderna sposava la scienza e lilluminismo come Marx ed Engels scrivono nelle pagine del​​ Manifesto​​ del 1848.​​ In buona compagnia con Trump è anche il presidente brasiliano Bolsonaro, denunciato​​ a inizi aprile​​ dallAssociazione​​ brasiliana​​ dei giuristi​​ per la​​ democrazia (ABJD) per aver messo​​ con le sue azioni​​ sostanzialmente in pericolo la salute fisica e il benessere della popolazione brasiliana, esponendola a un virus letale​​ [] facendo eco a uomini daffari senza scrupoli, si è ostinatamente rifiutato di adottare lo standard mondiale di lotta alla pandemia, il confinamento sociale. Così, il Brasile a causa delle azioni del presidente Bolsonaro cessa di partecipare alla strategia di appiattimento della curva di infezione. Piuttosto, cerca di espanderla. La condotta di Bolsonaro causerà inevitabilmente il collasso del sistema sanitario in Brasile3.

Nonostante i governi dei principali​​ Paesi capitalistici occidentali avessero avuto il grande vantaggio di poter conoscere l’esperienza del blocco cinese e del suo successo nel contenere il virus – quando i primi focolai si accendono in Italia nella terza decade di febbraio,​​ la diffusione del contagio in Cina è stata quasi completamente bloccata – essi si sono mostrati piuttosto incerti e oscillanti sul blocco. Il governo italiano comunque, dopo una fase di incertezza e di blocchi circoscritti ad alcune zone, ha deciso di adottare il blocco​​ in tutto il​​ Paese.​​ Nel complesso,​​ quasi​​ tutti i​​ Paesi europei adottano misure rigide di blocco, dopo una fase più o meno lunga di incertezze e tentennamenti dovuti al tentativo di limitare i danni economici del blocco delle attività.​​ 

I​​ Paesi​​ come gli USA di Trump e il Brasile di Bolsonaro​​ che più hanno osteggiato il ricorso al blocco​​ delle attività​​ e al distanziamento fisico tra le persone si trovano oggi​​ con​​ il maggior numero di contagiati e di morti:

Nell’affrontare il virus si sono​​ sostanzialmente​​ manifestate due linee, due diverse concezioni del mondo. Una, che pone al primo posto il valore della vita umana e ha accettato la necessità di sacrificare l’economia;​​ l’altra,​​ che pone invece l’interesse economico al di sopra del valore della vita.

 

 

2. Il​​ ruolo del​​ sistema sanitario​​ pubblico

 

Un secondo aspetto che divide i diversi​​ Paesi del mondo è dato non solo dalla scelta politica che ha orientato le decisioni di chiusura o meno, ma dal sistema sanitario e dal sistema politico complessivo del Paese.​​ Sul contenimento del contagio,​​ infatti,​​ incide fortemente l’efficienza del sistema politico, la sua capacità di mettere effettivamente in atto le decisioni​​ adottate, di far sì che​​ esse siano attuate consapevolmente dalla popolazione. Ciò che si fa sotto coercizione funziona sempre molto​​ meno di ciò che si fa come scelta consapevole: è questo che​​ diversi commentatori occidentali non hanno compreso a proposito della Cina, che ha avuto successo nella lotta al Covid-19 perché i suo 1.400milioni di persone hanno consapevolmente,​​ disciplinatamente e attivamente seguito le indicazioni del PCC.​​ 

La causa del disastro sanitario in​​ Lombardia​​ – la regione italiana che ha avuto il più alto numero di infetti e di decessi4​​ ​​ va ricercata nellabbandono dellassistenza territoriale e nella privatizzazione della sanità lombarda: nel 1981 in Lombardia cerano 530mila posti letto, oggi sono meno di 215mila, le Unità sanitarie locali (USL)​​ erano 642, mentre​​ nel 2017 solo 97. Questo depauperamento spiega la catena di errori che ha portato al disastro Covid-19.​​ La rete territoriale che avrebbe dovuto farsi carico dei pazienti è stata smantellata, i pronto soccorso sono diventati luoghi di contagio anziché di prevenzione e gli ospedali travolti dallarrivo di malati già gravi5.​​ Un altro elemento di debolezza è stato il numero insufficiente di tamponi, la difficoltà di tracciare il contagio, quindi, uninsufficienza della struttura sanitaria di diagnosi.​​ 

L’elevato numero di morti in Lombardia e in Italia nel complesso mette a nudo le inefficienze e i deficit della sanità italiana, che pure aveva un servizio sanitario​​ universale​​ tra i più avanzati​​ al mondo,​​ istituito con la​​ riforma del 1978, frutto delle lotte condotte dal movimento operaio nel corso del decennio (1968-78) in cui maggiormente è stato presente e attivo nella società italiana.​​ 

Anche qui il mondo si divide sulla base dellefficienza del sistema sanitario pubblico. La situazione peggiore è negli USA, dove​​ la​​ sanità​​ è essenzialmente privata e finalizzata al profitto capitalistico: qui i dati esistenti rivelano profonde disuguaglianze per razza, soprattutto per i neri americani.​​ Al 19 maggio il​​ tasso di mortalità complessivo di COVID-19 per i neri americani è 2,4 volte superiore a quello dei bianchi; in Arizona, il tasso di mortalità degli indigeni è più di cinque volte superiore a quello di tutti gli altri gruppi, mentre nel Nuovo Messico, il tasso supera sette volte tutti gli altri gruppi6.

Risulta chiaro che la sanità pubblica va potenziata dove esiste,​​ o va interamente costruita.​​ Il​​ diritto​​ universale​​ alla salute​​ non può essere garantito​​ dallimpresa privata, ma solo dal settore pubblico, democraticamente diretto e governato dai​​ rappresentanti​​ dei cittadini. È fondamentale ampliare linvestimento di risorse pubbliche nel sistema sanitario e farmaceutico e delle attrezzature (in tutto ciò che riguarda la sanità).​​ Il sistema capitalista non può curare effettivamente le pandemie, perché gli investimenti e la ricerca delle multinazionali sono motivati dalla​​ tensione al​​ massimo profitto e non dal​​ fine​​ della salute delle masse popolari7.​​ Un Paese orientato al​​ socialismo​​ come la RPC, al​​ contrario,​​ non avrà difficoltà a potenziare​​ ulteriormente​​ il sistema sanitario​​ in nome​​ della priorità della salute delluomo.

Il modo in cui si avvierà​​ nei diversi Paesi​​ una riforma e potenziamento​​ del servizio sanitario​​ pubblico,​​ che guarda alla salute​​ come diritto universale​​ di tutta la popolazione,​​ segnerà​​ una chiara linea di demarcazione tra i due possibili sbocchi alla crisi. La pandemia di Covid-19 ha trovato diversi​​ Paesi impreparati. Se l’umanità non è cieca, sa che​​ questa pandemia​​ non sarà l’ultima e che​​ occorre imparare la lezione. Significa potenziare la prevenzione e la medicina territoriale, i sistemi diagnostici e investire in ricerca.

 

 

3.​​ Di fronte alla pandemia: cooperazione internazionale o​​ “America first”?​​ 

 

Questa pandemia ha mostrato anche che occorre una forte cooperazione internazionale, concependo il diritto universale alla salute per tutta l’umanità dei cinque continenti.​​ Anche qui sono emerse due linee contrapposte:

Da un lato,​​ la tendenza a potenziare non solo il sistema sanitario e la ricerca nei singoli​​ Paesi, ma a cooperare nella ricerca e produzione di farmaci di massa, vaccini, a livello mondiale; quindi,​​ il potenziamento dell’OMS, la condivisione delle ricerche e delle conoscenze medico-scientifiche in tutto il mondo,​​ la costruzione di​​ una comunità di futuro condiviso per la salute a livello mondiale. Questa proposta​​ è stata​​ avanzata da​​ Xi Jinping​​ al G20 del 26​​ marzo:

 

Le malattie infettive gravi sono il nemico di tutti.​​ […]​​ In questo momento, è imperativo per la comunità internazionale rafforzare la fiducia, agire con unità e​​ lavorare insieme a una risposta collettiva. Dobbiamo​​ intensificare la cooperazione internazionale in modo globale e promuovere una maggiore sinergia​​ affinché lumanità possa vincere la battaglia contro una malattia infettiva così grave. […]​​ propongo di convocare al più presto una riunione dei ministri della salute del G20 per migliorare la condivisione delle informazioni,​​ rafforzare la cooperazione in materia di farmaci, vaccini e controllo delle epidemie,​​ e bloccare le infezioni transfrontaliere. I membri del G20 devono​​ aiutare congiuntamente i Paesi in via di sviluppo con deboli sistemi sanitari pubblici a migliorare la preparazione e la risposta.​​ […]​​ Guidata dalla visione di costruire una comunità con un futuro condiviso per lumanità,​​ la Cina sarà più che pronta a condividere le nostre buone pratiche, a condurre ricerche e sviluppo comuni di farmaci e vaccini e a fornire assistenza laddove possibile ai Paesi colpiti dalla crescente epidemia. […]​​ È imperativo che i Paesi mettano in comune le loro forze e accelerino la ricerca e lo sviluppo di farmaci, vaccini e capacità di test nella speranza di ottenere una svolta precoce a vantaggio di tutti8.

 

E ancora, all’Assemblea mondiale della salute,​​ il 18 maggio:

 

Dobbiamo sempre mettere le persone al primo posto, perché niente al mondo è più prezioso della vita delle persone.​​ […]​​ Dobbiamo intensificare la condivisione delle informazioni, scambiare esperienze e buone pratiche e perseguire la cooperazione internazionale sui metodi di sperimentazione, sul trattamento clinico e sulla ricerca e sviluppo di vaccini e medicine.​​ […]​​ La Cina invita la comunità internazionale ad aumentare il sostegno politico e finanziario allOMS in modo da mobilitare risorse in tutto il mondo per sconfiggere il virus. […] dobbiamo fornire un maggiore sostegno allAfrica.​​ I Paesi in via di sviluppo, in particolare quelli africani, hanno sistemi sanitari pubblici più deboli.​​ Aiutarli a costruire capacità deve essere la nostra massima priorità nella risposta al COVID-19.​​ […]​​ dobbiamo rafforzare la​​ governance​​ globale nel settore della salute pubblica.​​ […]​​ Alla luce delle debolezze e delle carenze esposte dal COVID-19, dobbiamo migliorare il sistema di​​ governance​​ per la sicurezza sanitaria pubblica. Dobbiamo rispondere più rapidamente alle emergenze sanitarie pubbliche e​​ istituire centri di riserva globali e regionali di forniture antiepidemiche.​​ […]​​ Lumanità è una comunità con un futuro comune.​​ La solidarietà e la cooperazione sono la nostra arma più potente per sconfiggere il virus9.

 

Il presidente cinese​​ parte da una concezione universalistica: si considera il benessere dell’umanità come un bene comune, al di là delle frontiere e degli ordinamenti degli stati. È una proposta semplice,​​ di buon senso​​ e al contempo grandiosa: condividere le conoscenze, cooperare nella ricerca di farmaci e vaccini, favorire la nascita di un sistema sanitario mondiale,​​ creando​​ reti​​ di ricerca e di produzione mondiale di farmaci e attrezzature sanitarie,​​ aiutando i​​ Paesi meno avanzati. Quindi, nessun brevetto, nessuna proprietà su vaccini e farmaci contro le epidemie.

A questa concezione universalistica e progressiva, in direzione dellunificazione del genere umano, esposta da Xi Jinping,​​ si contrappone​​ una visione gretta e meschina​​ della ricerca​​ medico-scientifica​​ e della salute​​ come monopolio privato,​​ a fini di lucro o​​ per​​ il vantaggio esclusivo di un Paese a danno di altri.​​ Anche qui Donald​​ Trump​​ rappresenta a pieno questa tendenza regressiva, come ha mostrato in più di unoccasione, cercando di ottenere​​ lesclusiva sui vaccini. Ci​​ ha​​ provato​​ prima​​ con​​ la casa biofarmaceutica tedesca​​ CureVac10,​​ poi con il gruppo farmaceutico francese​​ Sanofi11. E​​ attacca a più riprese​​ lOMS,​​ accusata​​ di​​ allarmante mancanza di indipendenza dalla Repubblica Popolare Cinese12,​​ annunciando di​​ sospendere i finanziamenti USA allorganizzazione (14​​ aprile) e​​ minacciando​​ con un ultimatum​​ (18 maggio) di tagliarli definitivamente​​ se lOrganizzazione mondiale della sanità non si impegnerà a realizzare importanti miglioramenti sostanziali entro i prossimi 30 giorni,​​ per​​ dimostrare lindipendenza dalla Cina13.​​ È illuminante e rivelatore della concezione che ha D. Trump degli organismi internazionali la conclusione della sua lettera:​​ 

 

Non posso permettere che il denaro dei contribuenti americani continui a finanziare unorganizzazione che, nel suo stato attuale,​​ non è chiaramente al servizio degli interessi dellAmerica.

 

Ecco, il massimo rappresentante dellimperialismo mondiale, colui che continuamente afferma​​ America first, gli USA prima e al di sopra di ogni cosa, non riesce lontanamente a concepire la possibilità di una cooperazione finalizzata a salvaguardare la salute di​​ tutti​​ gli esseri umani e non dei​​ soli​​ statunitensi (che, tra laltro, con la sua conduzione disastrosa dellemergenza Covid-19, ha condannato a morte in numero maggiore che qualsiasi altro​​ Paese al mondo).​​ La concezione e la pratica politica del primato assoluto degli USA, che è propria di tutta la​​ classe dominante statunitense – e non solo di Trump – è il principale ostacolo al percorso di emancipazione e progresso dei popoli del mondo e la principale minaccia alla pace.​​ 

 

 

4. Con la pandemia l’attacco USA alla Cina non arretra, ma si intensifica

 

Con lincalzare della pandemia, che proprio​​ dalla terza settimana di marzo comincia a​​ diffondersi​​ in misura esponenziale negli USA (il 27 marzo il numero dei contagi, sopra i 100.000, ha superato quelli della RPC), ci si poteva aspettare che lappello del presidente cinese alla cooperazione internazionale sanitaria, espresso in modo chiaro e netto al G20 del 26 marzo,​​ sarebbe stato accolto​​ dal presidente USA;​​ ma​​ così non è stato. Anzi, assistiamo a un​​ crescendo​​ di attacchi sempre più duri alla RPC, di cui, nel momento in cui stendiamo queste note,​​ non si vede la fine.

Dopo i primi attacchi allOMS, accusata di essere​​ sinocentrica14,​​ viene pubblicato il​​ 17 aprile​​ dal​​ National Republican Senatorial Committee il​​ Corona big book, una guida di 57 pagine per i candidati repubblicani, che indica come fulcro della campagna elettorale lattacco alla RPC e al PCC: un vero e proprio manualetto anticinese che prescrive​​ tre linee principali di aggressione:​​ a)​​ la Cina ha causato il virus​​ coprendolo; b)​​ i Repubblicani​​ spingeranno per sanzioni contro la Cina per il suo ruolo nella diffusione di questa pandemia; c)​​ i Democratici sono​​ morbidi con la Cina15.​​ 

Tra aprile e maggio la campagna anticinese si dispiega a pieno ritmo con ogni mezzo, non solo negli USA, ma in tutti i​​ Paesi del mondo in cui i​​ media​​ controllati dagli USA possono arrivare. Una delle armi che in questa forsennata campagna lamministrazione​​ americana​​ impiega abbondantemente è quella dellazione legale per ottenere dalla RPC, accusata di essere responsabile della propagazione del virus, risarcimenti miliardari. Azione legale considerata da molti giuristi assurda e destinata al nulla di fatto, ma con un notevole impatto propagandistico, volto a creare un clima sfavorevole alla Cina, messa sul banco degli accusati. Il 27 aprile Trump annuncia la richiesta salatissima di risarcimento danni16.​​ Il consigliere d Trump George Sorial, ex dirigente della Trump Organization, avvia negli Stati Uniti unazione legale collettiva per danni contro Pechino17.​​ Alcuni influenti​​ media​​ e anche associazioni di consumatori si​​ muovono​​ in diversi​​ Paesi​​ annunciando richieste simili.​​ Lo​​ fa​​ clamorosamente il 16 aprile il più diffuso quotidiano tedesco,​​ Bild, con la richiesta​​ alla Cina​​ di 162 miliardi di dollari​​ di risarcimento. Qualche giorno dopo,​​ il Coordinamento italiano delle associazioni per la difesa dellambiente e dei diritti dei consumatori (Codacons) si schiera armi e bagagli a fianco della campagna anticinese degli USA;​​ il 23 aprile, il suo​​ sito apre con linvito:​​ Preaderisci gratuitamente allazione del Codacons di risarcimento danni contro la Cina, per le gravi responsabilità ed omissioni nel​​ contrasto della diffusione del Covid-19; lazione viene portata avanti in collaborazione con​​ lo studio legale americano​​ Kenneth B.​​ Moll18. Anche il presidente leghista della regione Lombardia Attilio Fontana annuncia il 29 aprile una richiesta di risarcimento di 20 miliardi.​​ 

Il​​ 29 aprile​​ Trump, seguendo​​ il vecchio proverbio francese​​ calomniez, calomniez, il en restera toujours quelque chose19, per​​ cui una menzogna continuamente ripetuta finirà con lapparire come verità, accentua la campagna di attacchi e calunnie contro la Cina,​​ affermando​​ che​​ lorigine del coronavirus​​ è​​ legata a un laboratorio di Wuhan, senza fornire alcuna spiegazione, né tantomeno prova20.​​ 

In modo ancor più aggressivo​​ e bellicoso, alimentando un clima in cui si respira sempre più aria di guerra a tutto campo,​​ si muove lentourage​​ di Trump:​​ qualcuno​​ propone di richiedere alla Cina​​ 10 milioni di dollari per ciascuna vittima statunitense del virus, con lobiettivo, indicato​​ dallo stesso Trump,​​ di​​ strappare alla Cina centinaia di miliardi di dollari; il senatore repubblicano Marsha Blackburn​​ sostiene che​​ la Cina è costata alleconomia americana seimila miliardi​​ e potrebbe costarne altri 5mila​​ e propone​​ di farsi risarcire non pagando più​​ alla Cina gli interessi​​ sui titoli del Tesoro Usa che​​ essa​​ possiede.​​ Altri pensano a​​ nuovi dazi commerciali.​​ O allimposizione di sanzioni per un valore di mille miliardi di dollari su future​​ importazioni​​ cinesi21. Il​​ 1°​​ maggio​​ un​​ rapporto del Dipartimento di Sicurezza Nazionale USA,​​ condiviso con le forze dellordine e le agenzie governative, rincara ancora la dose, accusando​​ il governo cinese​​ di aver​​ intenzionalmente nascosto alla comunità internazionale la gravità del​​ COVID-19 allinizio di gennaio, mentre accumulava scorte di materiale medico sia aumentando le importazioni che diminuendo le esportazioni​​ […]​​ La Cina ha probabilmente tagliato le sue esportazioni di forniture mediche prima della notifica dellOMS di gennaio secondo cui​​ il COVID-19 è contagioso22.​​ Come si vede, si fa di tutto per presentare la RPC e il PCC nella luce peggiore: non solo​​ avrebbero mentito sui modi e tempi dellorigine del virus, su cui si continua ad alimentare il sospetto che sia uscito dal laboratorio di Wuhan, ma​​ lo avrebbero fatto​​ per speculare sulle forniture di materiale medico, per fare sporchi affari sulla pelle del popolo americano…​​ 

Il 3​​ maggio​​ il​​ Segretario di Stato Mike Pompeo​​ afferma​​ che ci sono​​ enormi​​ prove che il​​ nuovo focolaio di coronavirus​​ abbia​​ avuto origine da un laboratorio biomedico a Wuhan, in Cina23, ma non ne presenta nessuna.​​ Del resto, i dirigenti USA, repubblicani o democratici, sono abituati a calunniare di fronte al mondo i loro nemici e ad esibire impudentemente​​ prove​​ inesistenti. Basti​​ qui ricordare​​ la fialetta piena di una polvere bianca agitata dallallora segretario di Stato​​ Colin Powell al Consiglio di Sicurezza dellONU​​ il 5 febbraio 2003​​ per accusare​​ lIraq​​ di produrre armi chimiche​​ e batteriologiche​​ di distruzione di massa che, dopo​​ loccupazione anglo-americana del​​ Paese, continuamente cercate, risultarono inesistenti.​​ 

Ai primi di maggio​​ lamministrazione​​ USA,​​ taglia i legami di investimento tra i fondi pensione federali statunitensi e le azioni cinesi​​ per un valore di circa 4 miliardi di dollari,​​ sostenendo che​​ ciò comporterebbe rischi di investimento e di sicurezza nazionale24.​​ Il​​ 14 maggio​​ in unintervista​​ alla FOX Business Trump minaccia di troncare tutti i rapporti commerciali ed economici con la RPC, affermando che così gli USA risparmierebbero 500 miliardi di dollari25.

A tutto questo si aggiungono le​​ recenti posizioni assunte dallamministrazione USA nei confronti di Taiwan, che,​​ trattando lisola come di fatto indipendente,​​ tendono a disconoscere il principio dellunica Cina (la Repubblica Popolare Cinese), stabilito dal 1992 e riconosciuto in centinaia di accordi internazionali. Scrive in proposito Lucio Caracciolo, direttore della rivista di geopolitica​​ Limes, nelleditoriale del 25 maggio:​​ 

 

Alcuni recenti episodi confermano che Washington sè tolta i guanti per picchiare duro.​​ Con la semantica protocollare, quando il segretario di Stato Pompeo si congratula con Tsai Ing-Wen, rieletta alla presidenza della Repubblica di Cina (Taiwan), definendola​​ presidente​​ – cioè capo di Stato. Con la violenza della rappresaglia economica, annunciando che la Taiwan Seminconductor Manufacturing (leader mondiale) aprirà una fabbrica in Arizona, intanto vietando la vendita dei suoi semiconduttori a Pechino. Huawei e il suo 5G sono sotto attacco26.

 

Parimenti aggressiva è la posizione​​ dell’amministrazione​​ USA​​ su Hong Kong, dove fomenta e sostiene movimenti secessionisti e anticomunisti e ora mobilita il suo apparato mediatico​​ per attaccare il Congresso nazionale del popolo cinese per la formulazione di una legge sulla sicurezza nazionale per Hong Kong.

Al contempo, gli USA intensificano la loro azione militare nei mari della Cina. Scrive il​​ “South China Morning Post”​​ del 10 maggio:​​ 

 

Finora questanno, gli aerei delle forze armate statunitensi hanno effettuato 39 voli sul Mar Cinese Meridionale, sul Mar Cinese Orientale, sul Mar Giallo e sullo Stretto di Taiwan, più di tre volte il numero effettuato nel periodo equivalente del 2019. […] Nel frattempo, la Marina degli Stati Uniti ha condotto quattro operazioni di navigazione​​ nel Mar Cinese Meridionale nei primi quattro mesi dellanno – mentre​​ nellintero​​ 2019 erano state otto in tutto; lultima il 29 aprile, quando lincrociatore missilistico USS Bunker Hill ha attraversato la catena delle Isole Spratly27.

 

 

5. L’attacco USA alla RPC: contingente o strutturale?

 

Di fronte a questa valanga di dichiarazioni ufficiali sempre più bellicose, accompagnate da ostili​​ politiche, legali, economiche, militari a tutto campo e in ogni parte del mondo, si pone la questione se si tratti di una situazione temporanea,​​ contingente, legata essenzialmente,​​ da un lato,​​ al tentativo di dirottare contro la Cina, invece che sullamministrazione Trump, il risentimento della popolazione colpita massicciamente dalla disastrosa gestione della pandemia, e, dallaltro, alla campagna elettorale per le presidenziali del prossimo novembre, come sembrerebbe suggerire il​​ Corona big book,​​ il manuale di istruzioni​​ per i candidati repubblicani. Diversi osservatori e commentatori politici hanno insistito su questo aspetto contingente, legato alla cattura del consenso interno degli USA. È probabile che il bisogno di Trump di recuperare il terreno perduto nellelettorato statunitense​​ abbia contribuito ad infiammare i toni del presidente più demagogico della storia degli States e ad incrementare lo scontro con la Cina: il suo rivale, il democratico Joe Biden,​​ nelle intenzioni di voto va meglio di Hillary Clinton nel 2016; un rilevamento di Fox News (la TV più​​ amica​​ di Trump), confermato da una media dei sondaggi della settimana 18-24 maggio, dà il candidato democratico al 48% e il presidente in carica al 40%28.​​ 

Tuttavia, vi è più di una ragione per ritenere che il violento attuale attacco statunitense contro la RPC, non sia temporaneo e occasionale, ma rivesta piuttosto un carattere strutturale, radicato cioè nel sistema economico-politico degli USA, nei tratti fondamentali della classe dominante, che, democratica o repubblicana, condivide lideologia dellAmerica first, del primato statunitense nel mondo, dellunipolarismo USA che non accetta e non si concilia con la prospettiva di un mondo multipolare.​​ 

Gli USA non si concepiscono e non sono un​​ Paese capitalistico al pari degli altri, e neppure un​​ primus inter pares. Lideologia del primato assoluto statunitense si è forgiata nel corso della​​ guerra fredda​​ (1946-1991) e si è apertamente proclamata nei documenti strategici della Casa Bianca allindomani della dissoluzione dellURSS; in essi si afferma la volontà di mantenere e rafforzare​​ lunipolarismo statunitense.​​ Questo unipolarismo ha un forte ancoraggio nel complesso​​ militar-industriale, che si è enormemente esteso con la II guerra mondiale e ancor più con la​​ guerra fredda.​​ 

La​​ guerra fredda, il confronto permanente con lURSS e con il​​ campo socialista, designati come il nemico assoluto, limpero del male, la minaccia perenne alla libertà e ai valori dellOccidente, servirono alla classe dominante USA per a) compattare sotto il proprio comando militare, politico, economico,​​ i​​ Paesi capitalistici di Europa e Asia​​ (mentre lAmerica Latina era il​​ cortile di casa​​ dello zio Sam); b) alimentare ed estendere un enorme complesso militar-industriale che non ha pari nel mondo (la spesa militare USA​​ è stata​​ nel 2019 di 732 miliardi di dollari29); c) imporre il dollaro come valuta per gli scambi internazionali;​​ d)​​ inoculare nella popolazione USA un nazionalismo​​ di grande potenza​​ che​​ ha bisogno di alimentarsi​​ continuamente​​ di un grande nemico, di un​​ grande e minaccioso​​ malvagio​​ contro cui combattere,​​ presentandosi come un super​​ impero del bene.​​ 

La classe dominante negli USA è il centro, il cuore pulsante del sistema imperialistico mondiale​​ e​​ si​​ è​​ troppo abituata​​ a​​ godere dei privilegi che questa centralità le conferisce.​​ La possibile perdita del primato mondiale​​ mette in allarme i​​ potentati economici​​ statunitensi, che possono mantenere un ruolo mondiale facendo leva sul potere politico-militare del Paese.​​ Questo primato non è solo militare, politico,​​ economico, è anche​​ ideologico-culturale, nel​​ soft power,​​ e colonizza limmaginario della popolazione mondiale. Perdere questo primato è​​ oggi​​ la preoccupazione​​ principale della classe dominante USA, che vede segare il ramo su cui è seduta.

Questa struttura peculiare degli USA può spiegarci il violentissimo attacco alla Cina. La classe dominante USA ha costruito il consenso sul primato americano nel mondo, e sulla lotta contro il nemico. La mentalità americana, a partire dalla II guerra mondiale,​​ e ancor più dallo scatenamento della​​ “guerra fredda”,​​ è stata costruita sull’immagine perenne di un nemico oscuro da combattere: dalla II guerra mondiale, in cui il nemico erano i giapponesi e i nazisti tedeschi,​​ alla​​ “guerra fredda”​​ in cui erano​​ i comunisti​​ e l’URSS,​​ al dopo​​ “guerra fredda”, in cui per una fase​​ è stato​​ il terrorismo islamista, e,​​ infine,​​ la Cina. Per tenere la coesione interna Trump, e non solo​​ lui,​​ ma​​ tutta la classe dominante americana, deve trovare un nemico, e rifiutando di trovarlo in se stessa​​ e nella sua struttura economico-sociale,​​ si scaglia contro la Cina.​​ 

Lelezione della RPC a nemico​​ par excellence​​ non è casuale, né solo contingente. Era già presente​​ tra le righe​​ nella dottrina strategica degli USA​​ negli anni​​ 90. Ed è divenuta lossessione della classe dominante americana –​​ bipartisan, attraversando sia il partito repubblicano che democratico – dopo la grande crisi finanziaria del 2007-2008. Anche la RPC subì​​ il​​ contraccolpo​​ di quella crisi, ma – grazie al sistema ad orientamento socialista, alla capacità effettiva del PCC di orientare e dirigere leconomia​​ ​​ seppe​​ riorganizzarsi rapidamente continuando con ottime​​ performance, divenendo​​ nel 2010​​ la seconda economia mondiale e proseguendo nel suo percorso di sviluppo interno, di superamento progressivo delle fasce di povertà presenti nel​​ Paese, di creazione del più grande mercato solvibile interno. Il suo sistema politico, inoltre, si rafforzava, accresceva la coesione sociale; il PCC​​ si​​ proponeva al​​ XIX​​ congresso​​ (2017)​​ di risolvere le nuove contraddizioni che lo sviluppo degli anni precedenti aveva creato, e si poneva come un​​ Paese che – unico​​ al mondo – parlava al mondo intero proponendo,​​ rispetto alla globalizzazione imperialista degli USA,​​ un percorso condiviso di sviluppo​​ win win​​ in un mondo multipolare, di cui il grande progetto della Nuova Via della Seta è un pilastro fondamentale.​​ 

La presidenza di Trump è stata caratterizzata – facendo la tara di alcune oscillazioni ed esternazioni che contraddistinguono teatralmente il personaggio – dal porre la Cina come avversario, e poi nemico principale, contro il quale​​ ha iniziato nel 2017 una dura guerra commerciale. Tale guerra, pur in un percorso a zig-zag,​​ è stata in crescendo, ha​​ provocato grandi disordini nei mercati​​ mondiali e ha sostanzialmente avviato un percorso a ritroso nella globalizzazione e nelle catene produttive internazionali.​​ I​​ tre​​ anni della presidenza Trump che precedono la pandemia di Covid-19 hanno visto progressivamente aumentare gli attacchi economici alla Cina, ma non solo. Si è intensificata l’azione di propaganda mediatica anticinese, gli USA hanno fomentato i movimenti anti​​ RPC a Hong Kong, hanno diffuso menzogne sulla​​ “repressione degli​​ uiguri”, hanno operato,​​ insomma,​​ come avevano ben imparato a fare nel periodo della​​ “guerra fredda”,​​ quando​​ il presidente USA Ronald​​ Reagan definì l’URSS​​ “impero del male”.​​ 

 

 

6.​​ Europa​​ teatro​​ dell’attacco di​​ Trump​​ alla Cina

 

Che il crescendo di attacchi alla Cina abbia una base che va ben al di là della campagna elettorale in corso ce lo mostra anche la grande mobilitazione mediatica e la forte pressione politica – un vero e proprio​​ “serriamo i ranghi!”​​ – degli USA verso i​​ Paesi ad essi legati da trattati militari o commerciali, con il palese obiettivo di allinearli contro Pechino. Si tratta di​​ Paesi che, pur con sistemi economico-politici ben diversi da​​ quello della RPC,​​ hanno sviluppato​​ nel corso degli ultimi decenni​​ relazioni​​ commerciali e culturali con​​ essa.​​ 

Una delle aree del mondo più rilevanti – se non la principale – su cui la politica degli USA sta puntando per allinearla allattacco anticinese è lEuropa​​ (intesa non come Europa geografica, quindi​​ Russia esclusa).​​ La Cina è il secondo partner commerciale della​​ UE dopo gli Stati Uniti e lUE è il primo partner commerciale della Cina30. Entrambe le parti sono impegnate in un partenariato strategico globale, espresso nellAgenda strategica per la cooperazione UE-Cina 202031.​​ Vi è​​ inoltre, la cooperazione 17+1​​ dei Paesi dellEuropa centrale e orientale (PECO) per la Belt and Road Initiative32. Nella primavera del 2019 i principali​​ Paesi dellEuropa occidentale hanno siglato con la RPC importanti accordi sulla Nuova Via della Seta, enfatizzati dalla visita del presidente Xi Jinping. LItalia, primo​​ Paese del G7,​​ ha sottoscritto il​​ Memorandum​​ dIntesa.​​ 

In occasione della pandemia la Cina ha prestato notevoli aiuti allItalia e un sondaggio a marzo indicava come la RPC fosse considerata un​​ Paese amico dalla maggioranza degli italiani33. Le forze politiche dellattuale governo – pur con alcuni distinguo – guardano alla Cina con prospettive di collaborazione economica, di crescita dellinterscambio​​ anche​​ culturale. Per alcune di esse la​​ collaborazione con la​​ Cina potrebbe costituire un supporto notevole per fronteggiare la crisi economica che da anni pesa sul​​ Paese.​​ 

Loffensiva mediatica USA per imbarcare e imbrigliare i​​ Paesi europei nella crociata anticinese si svolge a tutto campo, con abbondanza di mezzi e interventi sui principali​​ media.​​ Se guardiamo a quello che è oggi il più importante​​ Paese europeo, la Germania, possiamo osservare la virulenza della campagna anticinese.​​ 

Prendiamo in esame la lettera aperta​​ a Xi Jinping che Julian Reichelt, direttore di​​ Bild,​​ il quotidiano più venduto in Europa (oltre​​ un milione e mezzo​​ di​​ copie) del gruppo editoriale Springer, pubblica a​​ metà aprile34. Il giornale si era fatto portavoce della campagna orchestrata da Washington per richiedere alla Cina un risarcimento​​ miliardario​​ per i danni provocati dalla pandemia. Lambasciata cinese a Berlino aveva rivolto a​​ Bild​​ una lettera aperta sottolineando lassurdità e linfondatezza di tale richiesta. Reichelt scrive una lettera molto retorica,​​ pesante, dai tratti apertamente offensivi​​ nei confronti della RPC e di Xi Jinping. Quali argomenti usa?​​ Ripete il​​ refrain​​ sulla mancanza di democrazia, sul regime autoritario,​​ non trasparente,​​ che​​ governa con la sorveglianza​​ ed è​​ negazione della libertà; per di più, la RPC viene accusata di​​ furti di proprietà intellettuale, arricchendosi​​ delle invenzioni altrui, invece di inventare da sola;​​ accredita laccusa​​ senza prove​​ di Washington sulla fuga del virus dal laboratorio di Wuhan​​ e quindi​​ della propagazione del virus nel mondo, per cui​​ deve pagare caro; e, infine, anche​​ il dono​​ delle maschere facciali è un cavallo di troia, è imperialismo nascosto.​​ Nulla di nuovo sotto il sole. Reichelt vomita contro la Cina i consueti luoghi comuni. Tra questi, laccusa di furto di proprietà intellettuale a un Paese che è diventato – grazie​​ alla politica di forti investimenti nella scuola e nelle università e in ricerca e sviluppo –​​ leader​​ nelle tecnologie informatiche e digitali​​ (si pensi al 5G),​​ rivela​​ piuttosto​​ lostilità, indotta dagli USA,​​ alla collaborazione con la Cina per il 5G.

Ma questa lettera greve e dai toni offensivi impallidisce di fronte alla discesa in campo di Mathias Döpfner, CEO di Springer, il maggior editore tedesco.​​ Gli USA chiamano a raccolta tutti i media nella campagna anticinese. Ma, come qui si chiarisce, non è questione del​​ Laboratorio di Wuhan o​​ altro simile (anche se​​ il tema​​ continuerà ad essere agitato), ma del futuro economico e politico. La Germania è invitata, e​​ così tutti i Paesi europei,​​ al​​ disaccoppiamento​​ con la Cina, a rinunciare ai​​ suoi commerci con essa.​​ Döpfner pone un​​ aut aut:​​ A che punto è lEuropa? Dalla parte degli Stati Uniti o della Cina?. E riprende i luoghi comuni sul Paese non democratico, autoritario, ecc., invitando a diffidare della sua​​ espansione internazionale apparentemente amichevole e pacifica. Afferma che lammissione nel 2001 della Cina nellOMC è stato​​ il più grande errore commesso nella storia recente dalle economie di mercato occidentali: da​​ allora,​​ la quota degli Stati Uniti nel prodotto mondiale lordo (PIL) è scesa dal 20,18% nel 2001 al 15,03% (2019). La quota dellEuropa è scesa dal 23,5% al 16,05%, con un calo di 7,45 punti percentuali in meno di due decenni. Mentre la quota della Cina è aumentata dal 7,84% al 19,24% nello stesso periodo, con un tasso di crescita medio annuo di circa il 9%.​​ Secondo​​ Döpfner ciò è dovuto non alla forza​​ intrinseca del sistema socialista cinese, che combina piano e mercato, imprese statali e imprese private per implementare programmi strategici di sviluppo di lungo periodo, che hanno consentito di ridurre enormemente la povertà e di far crescere rapidamente le retribuzioni dei lavoratori e di migliorare decisamente le loro condizioni di vita, ma a​​ un capitalismo di stato non democratico che sfrutta le condizioni di commercio e di concorrenza più facili senza sottomettersi alle stesse regole. Il risultato è stato lasimmetria invece della reciprocità.​​ Quindi, sostiene​​ Döpfner, occorre seguire la politica degli USA​​ di​​ disaccoppiamento dalla Cina.​​ La Cina o gli Stati Uniti. Non è più possibile andare con entrambi.​​ […]​​ Se la Germania deciderà di espandere le sue infrastrutture 5G con Huawei, ciò metterà a dura prova le relazioni transatlantiche. Sarebbe un punto di svolta, perché lAmerica non potrebbe più fidarsi della Germania.​​ E la Germania non può e non deve disancorarsi dagli USA, che, dopo essersi opposti duramente allURSS e alla RDT,​​ hanno reso possibile, direttamente e indirettamente, la riunificazione tedesca. Non bisogna permettere – continua​​ Döpfner –​​ al capitalismo di stato di una potenza globale totalitaria di continuare a infiltrarsi o addirittura di prendere il controllo di industrie chiave come il settore bancario (Deutsche Bank), automobilistico (Daimler, Volvo), robotico (Kuka) e commerciale (Porto del Pireo). Quindi, invita lEuropa a proseguire​​ la​​ tradizionale alleanza transatlantica,​​ nonostante Trump, compreso lesplicito e più stretto coinvolgimento di un Regno Unito post-Brexit e di altri alleati come il Canada, lAustralia, la Svizzera e i​​ Paesi democratici dellAsia​​ e a perseguire, Germania in primis, motore economico dellEuropa,​​ un rigoroso processo di disaccoppiamento dalla Cina, perché​​ i legami economici sono sempre anche legami politici​​ e​​ potremmo tutti noi un giorno svegliarci per ritrovarci in una società raccapricciante, dalla parte della Cina e degli Stati ad essa vagamente associati,​​ come​​ la Russia, lIran e altre autocrazie.​​ La Germania,​​ che​​ ha un volume annuale di scambi commerciali con la Cina di circa 200 miliardi di euro, a fronte di tutto il commercio tedesco valutato​​ in​​ 2,4 trilioni di euro,​​ subirebbe con la​​ perdita del commercio cinese​​ un colpo pesante,​​ ma non insopportabile.​​ La recessione del coroanvirus sta già portando la Germania ad un nuovo e devastante risultato economico, ma questo ci offre unopportunità unica per rimetterci sulla giusta strada.​​ La dipendenza economica sarà solo il primo passo. Seguirà linfluenza politica. In futuro, chi dominerà il campo dellintelligenza artificiale dominerà prima economicamente e poi politicamente35.

È una sollecitazione fortissima, che viene dalla principale catena di giornali della Germania, ad aderire senza se e senza ma al campo occidentale guidato dagli USA, il che significa prima di tutto un rafforzamento del legame tra Germania e USA, nonostante qualche​​ bizza​​ di Trump, e al rafforzamento della NATO. A questo proposito, vi sono in Germania forze politiche di rilievo come la SPD (e la Linke) – il campo della socialdemocrazia tedesca – che vorrebbero allentare i legami con USA e NATO. A inizio maggio​​ Rolf Mützenich, il​​ leader​​ dei socialdemocratici (SPD) del Bundestag​​ chiede che la Germania non supporti le testate nucleari degli USA. E riceve subito un duro rimbrotto dallambasciatore americano a Berlino​​ Richard Grenell, il quale – e ciò è​​ interessante notare – inserisce tra le ragioni che rendono necessario il rafforzamento dellalleanza atlantica, insieme al​​ tradizionale​​ nemico russo, la RPC:​​ Linvasione russa dellUcraina, il dispiegamento di nuovi missili dotati di armi nucleari da parte della Russia alla periferia dellEuropa e​​ le nuove capacità della Cina, della Corea del Nord e di altri​​ Paesi rendono evidente che la minaccia è fin troppo presente36.

Insomma, cresce la pressione americana per un​​ serrate le fila​​ degli alleati europei. Il ruolo della NATO viene ora completamente recuperato in vista della crociata anticinese. Se durante la campagna elettorale e agli inizi del suo mandato Trump aveva espresso, nel suo solito stile teatrale,​​ riserve​​ sul ruolo e lutilità della NATO37​​ – ma in realtà mirava piuttosto a chiedere agli europei di raddoppiare il loro contributo economico allAlleanza – ora la NATO viene pienamente difesa e accreditata, accostando alla minaccia russa quella cinese.​​ 

Oltre e più che la Germania, dove gli USA intervengono a gamba tesa a stoppare i tentativi autonomistici di una parte della SPD – partito che governa in coalizione con la CDU – vi è un altro​​ Paese in Europa che va tenuto sotto stretta sorveglianza,​​ lItalia, che, nonostante le dichiarazioni ufficiali filo-atlantiche dei ministri della Difesa Guerini38​​ (PD) e degli esteri Di Maio39​​ (Movimento​​ 5 stelle), manifesta negli ultimi sondaggi sentimenti di amicizia verso la RPC ben più che verso gli USA. Lordine che viene doltre Atlantico e cui si adeguano quasi tutti i principali​​ media​​ è inequivocabile: demolire ad ogni costo limmagine della Cina, cominciando con laccusa di essere la causa dellepidemia per un virus lasciato sfuggire,​​ o intenzionalmente o per colpevole errore,​​ dal laboratorio di Wuhan, fino a richiedere di rinsaldare la NATO contro la minaccia cinese. Gli argomenti e il modo di presentarli sono sostanzialmente simili a quelli impiegati in Germania​​ da Reichelt e Döpfner.

Il 4 maggio il quotidiano​​ La Stampa, ospita​​ Mark Esper, Segretario USA della Difesa, intervistato da Paolo Mastrolilli40:​​ 

 

Russia e Cina stanno entrambe approfittando di una situazione unica per far avanzare i loro interessi. […] Huawei e il 5G sono un importante esempio di questa attività maligna da parte della Cina. Ciò può danneggiare la nostra alleanza. La dipendenza dai fornitori cinesi di 5G, ad esempio, potrebbe rendere i sistemi cruciali dei nostri partner vulnerabili a interruzione, manipolazione e spionaggio. Questo metterebbe a rischio le nostre capacità di comunicazione e condivisione dell’intelligence. Per contrastare tutto ciò, noi incoraggiamo gli alleati e le compagnie tecnologiche americane a sviluppare soluzioni alternative di 5G.

 

Il 13 maggio il quotidiano​​ La Repubblica, a sua volta,​​ ospita unintervista​​ (o un simulacro di essa, visto che lintervistatore sembra porre solo le domande che vuole lintervistato) del giornalista DArgenio​​ al​​ segretario generale della NATO, già significativa dal titolo:​​ Stoltenberg: la Nato​​ unita contro la disinformazione russa e cinese41. Russia e Cina, attraverso la disinformazione42​​ sul Covid-19 compirebbero​​ atti destabilizzanti contro le democrazie occidentali per guadagnare influenza politica sui partner di Nato ed Unione europea.​​ Al pari di Esper,​​ Stoltenberg lancia anche lallarme sul 5G di Huawei:​​ Gli alleati dovrebbero evitare investimenti stranieri che possano compromettere la riservatezza delle​​ nostre comunicazioni.​​ La NATO viene così pienamente arruolata nella crociata anticinese.

Lattacco alla Cina viene svolto quasi quotidianamente dai principali​​ media​​ ed esponenti​​ di destra, facendo da cassa di risonanza alle dichiarazioni di Trump e Pompeo.​​ Già a gennaio​​ Il Giornale​​ sposava la tesi del virus sfuggito dal laboratorio di Wuhan43. E​​ Matteo Salvini,​​ leader​​ della Lega (risultata alle elezioni europee del 26 maggio​​ 2019 il primo partito italiano, con il 34,26% dei voti),​​ in un recente intervento in Senato​​ afferma:​​ 

 

Ci uniremo alla richiesta almeno di una Commissione dinchiesta per capire chi ha fatto e chi non ha fatto cosa, perché potremmo finire il 2020 con lassurdo di avere ununica economia mondiale che cresce, che è quella cinese che, dopo aver volontariamente o involontariamente, non sta a me giudicarlo,​​ causato una pandemia globale,​​ sulle macerie di questa pandemia va ad acquistare aziende, dati, telefonia e alberghi in Italia e nel mondo44.​​ 

 

Chiede inoltre, in piena sintonia con Trump, di rimettere in discussione i contributi della Repubblica italiana all’Organizzazione mondiale della sanità.​​ 

Della richiesta alla Cina di risarcimento miliardario prospettata dal governatore leghista Fontana si è già detto.​​ 

Ma lattacco alla Cina viene condotto anche in​​ modo indiretto e più subdolo.​​ Report​​ –​​ la​​ trasmissione di inchiesta​​ di Rai3​​ (il canale​​ di sinistra​​ della​​ Radiotelevisione italiana),​​ condotta dal giornalista Sigfrido Ranucci​​ –​​ si​​ allinea al​​ mainstream​​ che tende a​​ gettare una luce sinistra sulla Cina.​​ La trasmissione dell11 maggio​​ è​​ dedicata​​ ad uninchiesta sullOMS, guarda caso proprio qualche giorno prima della​​ sua 73a​​ Assemblea​​ mondiale del 18-19 maggio, in occasione della quale Trump invia una lettera al suo direttore generale, accusando lOMS di essere asservita alla Cina.​​ Report​​ sposa in pieno​​ questa tesi45.​​ 

La prima parte della trasmissione è dedicata alla demolizione della figura del direttore generale dellOMS​​ Tedros​​ Adhanom​​ Ghebreyesus, che viene mostrato nella trasmissione​​ seduto​​ accanto​​ al​​ presidente​​ cinese​​ Xi​​ Jinping​​ nella​​ Grande​​ sala​​ del​​ popolo​​ di​​ Pechino (28 gennaio). La sua grave colpa? Elogiare​​ apertamente​​ il​​ governo​​ cinese per la gestione del Covid-19,​​ ma​​ – ci dice il giornalista –​​ non​​ si​​ sa​​ su​​ quali​​ basi​​ visto​​ che​​ lOMS​​ non​​ ha​​ ancora​​ fatto​​ una​​ vera​​ ispezione​​ in​​ Cina.​​ Ma chi è mai Tedros? Eccone il ritratto malefico che ne fa la trasmissione:

 

Nel​​ suo​​ Paese,​​ lEtiopia,​​ è​​ stato​​ ministro​​ prima​​ della​​ sanità,​​ poi​​ degli​​ esteri​​ in​​ governi​​ che​​ non​​ hanno​​ esitato​​ a​​ usare​​ la​​ violenza​​ contro​​ le​​ opposizioni.​​ Il​​ suo​​ partito​​ è​​ il​​ temuto​​ TPLF:​​ il​​ Fronte​​ Popolare​​ di​​ Liberazione​​ del​​ Tigrè […] Durante​​ la​​ gestione​​ del​​ governo​​ etiope,​​ il​​ TPLF​​ è​​ stato​​ accusato​​ di​​ moltissimi​​ episodi di​​ corruzione.​​ Tedros​​ non​​ solo​​ era​​ membro​​ di​​ quel​​ governo,​​ Tedros​​ è​​ una​​ figura​​ di primo​​ piano​​ del​​ partito​​ TPLF.​​ Il​​ TPLF,​​ che​​ era​​ la​​ forza​​ principale​​ di​​ governo.

 

Avremmo​​ dunque a che fare con un losco figuro, personaggio di primo piano di un governo corrotto (moltissimi​​ episodi di​​ corruzione) e dispotico (usava​​ la​​ violenza​​ contro​​ le​​ opposizioni). Ma non basta: la​​ forza​​ principale​​ di​​ governo, il TPLF,​​ è​​ legato​​ a​​ doppio​​ filo​​ al​​ partito​​ comunista​​ cinese​​ e​​ in​​ particolare​​ alla​​ figura​​ dellattuale​​ presidente​​ Xi​​ Jinping​​ per​​ via​​ dei​​ suoi​​ pesanti​​ investimenti​​ nel​​ Paese​​ etiope.​​ Report​​ ci dice in modo abbastanza esplicito che la nomina del​​ primo​​ africano​​ che​​ riesce​​ a​​ scalare​​ i​​ vertici​​ dellOMS46​​ non è dovuta a meriti personali, ma alla Cina, che, grazie ai grandi investimenti infrastrutturali, può influenzare lUnione africana e farlo così eleggere.​​ 

Report​​ fa​​ una digressione sulla politica cinese in Africa. Molti Paesi del continente – lo si dice​​ con grande rammarico​​ – si sono​​ molto​​ legati​​ dal​​ punto​​ di​​ vista​​ economico​​ alla​​ Cina. Però, ci si dice,​​ questo​​ abbraccio​​ cinese​​ verso​​ il​​ continente​​ non​​ era​​ gratuito, ma per​​ tenere in pugno​​ i​​ Paesi del continente. Ma non basta:​​ non solo i malefici cinesi si comprano il direttore dellOMS, presentato come una marionetta nelle loro mani, ma spiano i lavori​​ dellUnione​​ dei​​ Paesi​​ africani:​​ I​​ dati​​ che​​ passavano​​ per​​ il​​ quartier​​ generale​​ dellUnione​​ Africana​​ venivano​​ intercettati dal​​ governo​​ cinese​​ allinterno​​ di​​ questa​​ stessa​​ struttura. Ed ecco la conclusione, il ritratto di una vera e propria associazione a delinquere:​​ Soldi,​​ investimenti:​​ è​​ questo​​ il​​ filo​​ che​​ tiene​​ legato​​ in​​ questo​​ momento​​ Tedros​​ alla​​ Cina.​​ Anche lUnione africana sarebbe così una marionetta nelle mani cinesi. Questa affermazione viene lasciata cadere lì, come fosse verità provata, senza che il​​ giornalista dinchiesta​​ porti​​ elementi​​ di prova.​​ 

Ma non basta ancora:​​ dulcis in fundo,​​ vi è lintervista ad​​ Andrea Sing-Ying Lee, presentato come​​ Ambasciatore di Taiwan in Italia, fingendo di ignorare – ma sono giornalisti di professione! – che lunica ambasciata cinese in Italia è quella della RPC e che lItalia, al pari degli​​ altri​​ Paesi del mondo, ha aderito da anni al principio​​ One China, politica che ora lamministrazione USA,​​ nella sua forsennata politica di attacco alla RPC,​​ punta a rovesciare.​​ 

 

 

7.​​ “Guerra fredda”, bipolarismo, unipolarismo, multipolarismo

 

Lespressione​​ nuova guerra fredda​​ viene sempre più frequentemente impiegata negli interventi politici e nei​​ media​​ per designare la situazione attuale dei rapporti tra USA e RPC. Questa espressione – come ci insegnano gli studiosi del linguaggio – non è neutrale, né innocente, comunica ai lettori o agli ascoltatori un determinato punto di vista, tende a dare una determinata visione delle cose.​​ 

Nel corrente linguaggio giornalistico, ma anche degli storici, si indica con lespressione​​ guerra fredda​​ tutto il periodo post 1945 (fine della II guerra mondiale) fino alla demolizione dei​​ Paesi socialisti dellEuropa centro-orientale e balcanica (1989) e dellURSS (1991). Quale configurazione dei rapporti mondiali implicava la guerra fredda? Fondamentalmente un​​ mondo bipolare, in cui si confrontavano due grandi blocchi antagonisti e inconciliabili, socialismo e capitalismo, Oriente e Occidente,​​ due – così si diceva –​​ superpotenze.​​ 

La contrapposizione bipolare non fu una scelta della dirigenza sovietica, ma fu imposta da USA e Regno Unito, che riuscirono così ad allineare sotto il comando politico, economico, militare degli USA tutti i​​ Paesi dell’Europa occidentale. La fondazione della NATO nel 1949 e i suoi successivi allargamenti sigillano questo allineamento. Il Patto di Varsavia prese forma solo diversi​​ anni dopo e fu sciolto nel 1991.​​ 

Anche il concetto di​​ “Occidente”, di​​ “valori occidentali”, di blocco occidentale, come ancora oggi lo impieghiamo, quale sinonimo di economia di mercato, liberal-democrazia e filo atlantismo, prende forma nel secondo dopoguerra in contrapposizione con l’Oriente dell’URSS e della Repubblica Popolare Cinese, raffigurati come dittature e barbarie. In questo modo dall’“Occidente”​​ venivano espunti Marx ed Engels, il pensiero comunista, nonché tutto il pensiero di emancipazione anticoloniale e antimperialista.​​ 

La semplificazione binaria del​​ mondo bipolare​​ giocava a favore della classe dominante dellimperialismo USA, che costringeva​​ a schierarsi pro o contro il blocco occidentale, escludendo​​ la​​ possibilità di posizioni intermedie e diversificate. La nascita del movimento dei​​ Paesi non allineati, che possiamo datare alla Conferenza di Bandung (1955), cui il​​ primo​​ ministro della​​ RPC Zhu Enlai dette un importante contributo, fu il tentativo di rompere lo schema bipolare imposto dallimperialismo USA.​​ 

Anche l’uso del termine​​ “superpotenza”, entrato in uso nel linguaggio giornalistico, era ingannevole, poiché metteva sullo stesso piano economico e militare, due​​ Paesi che in realtà non lo erano: la forza economica dell’URSS – che aveva indubbiamente fatto passi da gigante grazie alla pianificazione socialista degli anni 30 e successivi – era tuttavia notevolmente inferiore a quella degli USA (e va ricordato quale enorme tributo di vittime e di distruzione economica pagò l’URSS per sconfiggere il nazifascismo, a fronte degli USA, che non ebbero la guerra in casa). L’URSS fu costretta dall’offensiva USA alla corsa agli armamenti, che le consentì un certo potere di dissuasione nell’impiego delle armi nucleari, ma non di raggiungere la parità con gli USA, che avevano il più potente complesso militar-industriale del mondo. Inoltre, la corsa agli armamenti cui l’URSS fu costretta,​​ distolse​​ risorse che avrebbero potuto essere impiegate nelle spesa​​ sociale​​ per migliorare il tenore di vita e il benessere del popolo, indebolendo così il consenso al governo sovietico e al PCUS.​​ L’URSS non era una​​ “superpotenza”: questa etichetta favoriva la campagna ideologica per demonizzarla come​​ “impero del male”.

Se guardiamo allesperienza storica della disfatta del socialismo sovietico e dei​​ Paesi europei si può osservare che il terreno di scontro del bipolarismo imposto dagli USA allindomani della II guerra mondiale risultò favorevole a questi ultimi, che poterono passare dopo il 1991 allaffermazione dellunipolarismo, degli USA quale unico centro dominante​​ del mondo.​​ Per tutta la fase storica del trentennio​​ successivo​​ al 1991 le forze politiche e culturali del socialismo, nonché dellemancipazione anticoloniale e antimperialista,​​ hanno proposto e si sono battute per la fine dellunipolarismo USA e il passaggio a un​​ mondo multipolare.​​ Questo concetto non solo si contrappone allunipolarismo, ma anche al bipolarismo, rifiuta il terreno di scontro della​​ guerra fredda​​ scelto dagli imperialisti. Impugnando la bandiera del mondo multipolare la strategia mondiale di lotta per il socialismo apprende le lezioni dellesperienza storica del XX secolo, comprende che il mondo del XXI secolo si articola in diversi​​ Paesi con diversi gradi di sviluppo delle forze produttive e dei rapporti di produzione​​ con​​ le rispettive sovrastrutture politiche: il passaggio a più avanzati rapporti di produzione socialisti non può avvenire simultaneamente, né con uno scontro finale generale tra i poli del socialismo e dellimperialismo, ma attraverso la combinazione del consolidamento e crescita dei​​ Paesi ad orientamento socialista (e qui il ruolo della RPC e del socialismo con caratteristiche cinesi è straordinario),​​ con la fuoriuscita dal sottosviluppo e dalla dipendenza dallimperialismo dei​​ Paesi di Asia,​​ Africa,​​ America Latina, con la lotta di classe tra capitale e lavoro nei​​ Paesi capitalistici europei, e una pluralità di altre forme sociali intermedie. Il mondo multipolare consentirebbe condizioni più favorevoli per il passaggio a rapporti più​​ avanzati sulla strada dellemancipazione sociale e del​​ socialismo.​​ 

Va​​ in direzione di un mondo multipolare il progetto della​​ Nuova Via della Seta, che costruisce infrastrutture fondamentali, creando le condizioni della comunicazione e reciproco vantaggio per​​ Paesi con culture, sistemi economici e regimi politici diversi tra loro, quali,​​ ad esempio,​​ i crescenti rapporti commerciali, ma anche culturali,​​ tra Cina e​​ UE, i cui​​ Paesi​​ sono per la maggior parte affiliati​​ alla NATO, che è pienamente a guida USA.

Lattuale politica dellamministrazione USA, che vede sempre più barcollare il suo dominio unipolare, sta puntando invece a riproporre lo schema del bipolarismo, risultato vincente nel periodo della​​ guerra fredda,​​ e cerca di portare la RPC su questo terreno.​​ Lo mostrano chiaramente i sempre più frequenti​​ aut aut​​ (il più pesante è, come abbiamo visto, quello del CEO di Springer):​​ i​​ Paesi europei devono scegliere,​​ o con gli USA o con la Cina. Con il bipolarismo gli USA, feroci oppositori della BRI, tendono ad allineare​​ sotto il loro comando i​​ Paesi europei​​ contro​​ della RPC.

 

 

8. Si apre una fase mondiale difficile e complessa

 

Le forze del socialismo e del progresso mondiali sono chiamate oggi al difficile compito di contrastare, anche sul piano mediatico, lattuale strategia USA, che punta allo scontro bipolare USA-Cina, presentando questultima come​​ superpotenza.​​ La Cina non ha mai detto di essere,​​ né di voler diventare una superpotenza. Anzi, ha sempre detto il contrario. E ciò sulla base di tutto il pensiero politico del PCC, da Mao​​ Zedong​​ a​​ Zhu Enlai, a Deng​​ Xiaoping,​​ a Xi Jinping.​​ Alla base di ciò vi è una concezione del mondo e una visione strategica consolidata, che il pensiero di Xi ha ulteriormente sviluppato. È lidea di un lungo e complesso processo di transizione al socialismo, che richiede allinterno una cooperazione con forze borghesi per sviluppare le forze produttive, e,​​ sul piano internazionale,​​ la battaglia per laffermazione di un mondo multipolare.​​ Questultimo​​ è, nelle condizioni date, lambiente migliore per la lotta per il socialismo, per mutare i rapporti di forza, evitando al contempo la catastrofe della guerra. La Cina è oggi uno dei​​ principali​​ baluardi​​ per la pace nel mondo, essa si basa sullidea di sviluppo pacifico. Nel mondo multipolare si può giocare con una pluralità di attori e di contraddizioni. Le forze socialiste possono avanzare,​​ come infatti è straordinariamente avvenuto con la crescita della Cina, del Vietnam, di Cuba. Il mondo bipolare obbliga allo scontro muro contro muro, costringendo anche i neutrali a collocarsi. Esso favorisce limperialismo, col suo enorme controllo sui​​ media.​​ 

La nuova situazione mondiale determinata dalla pandemia del Covid-19 e dalle sue implicazioni politiche, culturali, sociali è ancora aperta a soluzioni diverse, ad un possibile sbocco progressivo per lumanità. Ma le forze conservatrici e reazionarie a livello mondiale, e in particolare limperialismo USA, si oppongono decisamente ad ogni possibile comunità di destino condiviso per tutta lumanità. Lattuale classe dominante negli USA, nata e cresciuta nella cultura della missione imperiale americana e del dominio incontrastato sullintero mondo, non accetta il passaggio a un mondo multipolare, basato sulla cooperazione con reciproco vantaggio tra​​ Paesi e blocchi di​​ Paesi con uguale dignità. Alle proposte costruttive e ragionevoli della RPC di cooperazione sanitaria mondiale risponde con unescalation​​ di vere e proprie dichiarazioni di guerra, elevando sempre di più il livello dello scontro e cercando di trascinare la RPC sul terreno di scontro preferito dagli USA, il confronto bipolare, che consente agli USA, mobilitando tutto il sistema di alleanze politico-militari cresciute con la guerra fredda,​​ in primis​​ la NATO, di aggiogare i​​ Paesi europei nello scontro con la Cina.​​ 

Si apre una fase mondiale difficile e complessa, in cui le forze del socialismo, del progresso e dellemancipazione sociale, che hanno oggi nella RPC un fondamentale punto di​​ riferimento, hanno il compito storico di rafforzare la cooperazione e la solidarietà internazionale e di contrastare con intelligenza politica strategica e duttilità tattica le forze della reazione imperialista, lavorando attivamente lungo la strada tracciata della costruzione di una comunità di destino condiviso per tutta lumanità.

1

​​ Cfr. ad esempio​​ Pierre Haski,​​ La gestione autoritaria dellepidemia di coronavirus da parte della Cina,​​ in​​ Internazionale, 14-2-2020, https://www.internazionale.it/opinione/pierre-haski/2020/02/18/cina-coronavirus-autoritarismo.

2

​​ Cfr.​​ Trump claims controversial comment about injecting disinfectants was​​ sarcastic, in​​ The Whashington Post, 24-4-2020,​​ https://www.washingtonpost.com/nation/2020/04/24/disinfectant-injection-coronavirus-trump/

3

​​ Cfr.​​ Bolsonaro denounced for crimes against humanity before the International Criminal Court, 3-4-2020,​​ https://peoplesdispatch.org/2020/04/03/bolsonaro-denounced-for-crimes-against-humanity-before-the-international-criminal-court/

4

​​ La Lombardia ha 10 milioni e 84.000 abitanti, un po​​ meno degli abitanti della città di Wuhan. Al 21 maggio, secondo i dati del Ministero della salute (http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_notizie_4792_0_file.pdf) poco più di 86.000 infetti e 15.727 decessi.

5

​​ Cfr.​​ Virus Lombardia, la crisi del modello​​ Pirellone: la catena di errori che ha fatto dilagare i contagi, in​​ Il Messaggero, 21-5-2020,​​ https://www.ilmessaggero.it/italia/lombardia_coronavirus_contagi_covid_19_morti_oggi_news-5242285.html​​ 

6

​​ Cfr.​​ The color of coronavirus: COVID-19 deaths by race and ethnicity in the U.S,​​ https://www.apmresearchlab.org/covid/deaths-by-race​​ 

7

​​ Lo ribadisce in modo chiaro e puntuale un recente articolo di​​ Prabir Purkayastha, fondatore e direttore di​​ Newsclick:​​ Why Capitalism Cant Cure Global Pandemics,​​ https://citizentruth.org/why-capitalism-cant-cure-global-pandemics/​​ 

8

Full text of Xis remarks at Extraordinary G20 Leaders​​ Summit,​​ Source: Xinhua 2020-03-26,​​ http://www.xinhuanet.com/english/2020-03/26/c_138920685.htm.​​ I corsivi sono miei, A.C. La traduzione italiana è in​​ https://www.marx21books.com/xi-jinping-lavorare-insieme-per-sconfiggere-lepidemia-di-covid-19/

9

​​ Cfr. Xi Jinping,​​ Fighting COVID-19 Through Solidarity and Cooperation. Building a Global Community of Health for All, in​​ http://www.xinhuanet.com/english/2020-05/18/c_139067018.htm.​​ I corsivi sono miei, A.C.​​ Traduzione italiana in​​ http://www.marx21.it/index.php/internazionale/cina/30508-2020-05-21-06-04-02​​ 

10

​​ Cfr. ledizione domenicale del giornale tedesco​​ Die Welt, secondo cui Trump avrebbe offerto alla casa biofarmaceutica tedesca CureVac, che sta effettuando ricerche avanzate sul Covid-19, molti milioni di dollari per assicurare che il potenziale vaccino vada​​ in esclusiva​​ solo agli Usa. In​​ https://www.welt.de/wirtschaft/plus206563595/Trump-will-deutsche-Impfstoff-Firma-CureVac-Traumatische-Erfahrung.html​​ 

11

​​ Gli Stati Uniti avranno diritto allordinazione prioritaria più consistente, dal momento che hanno investito di più. È stato questo lannuncio del Ceo di​​ Sanofi​​ Paul Hudson rilasciato a​​ Bloomberg.​​ Un vaccino deve essere sottratto alla legge del mercato, ha tuonato Macron, seguito a ruota dalla Commissione Europea, che ha puntualizzato:​​ Si tratta di un bene pubblico, il suo accesso sarà equo e universale:​​ https://quifinanza.it/info-utili/vaccino-coronavirus-sanofi-scontro-usa-francia-ue/382601/​​ 

12

​​ Così nella lettera inviata da Trump al direttore generale dellOMS il 18 maggio:​​ https://www.whitehouse.gov/wp-content/uploads/2020/05/Tedros-Letter.pdf. Ma già il 5 aprile un editoriale del​​ Wall Street Journal​​ –​​ World Health Coronavirus Disinformation. WHOs bows to Beijing have harmed the global response to the pandemic​​ –​​ accusava lOms di​​ essersi piegata alla linea dettata da Pechino nel rispondere allemergenza coronavirus. Una decisione che avrebbe​​ messo in crisi la risposta globale alla pandemia, mostrando che​​ il principale ente sanitario al mondo risente dellinfluenza della Cina:​​ https://www.wsj.com/articles/world-health-coronavirus-disinformation-11586122093?mod=e2tw​​ 

13

​​ Ivi. Le affermazioni contenute nella lettera di Trump sono smentite e contestate da scienziati, medici e operatori sanitari, a partire dal direttore​​ Richard Horton​​ della nota rivista medico-scientifica​​ The Lancet​​ (cfr.​​ https://twitter.com/TheLancet/status/1262721061361254401).​​ Cfr. anche​​ Expert reaction to letter sent from Donald Trump to Dr Tedros Adhanom, Director-General of the WHO,​​ https://www.sciencemediacentre.org/expert-reaction-to-letter-sent-from-donald-trump-to-dr-tedros-adhanom-director-general-of-the-who/​​ 

14

​​ The W.H.O. really blew it. For some reason, funded largely by the United States, yet very China centric. We will be giving that a good look. Fortunately I rejected their advice on keeping our borders open to China early on. Why did they give us such a faulty recommendation?,​​ https://www.reuters.com/article/us-health-coronavirus-usa-who/trump-says-who-is-china-centric-really-blew-it-on-coronavirus-idUSKBN21P2E1​​ 

15

​​ È il quotidiano statunitense​​ Politico​​ a pubblicare il 24 aprile il manuale per la campagna anticinese:​​ GOP memo urges anti-China assault over coronavirus,​​ 24-4-2020,​​ https://www.politico.com/news/2020/04/24/gop-memo-anti-china-coronavirus-207244. Il manuale è in​​ https://static.politico.com/80/54/2f3219384e01833b0a0ddf95181c/corona-virus-big-book-4.17.20.pdf

19

​​ Calunniate, calunniate, resterà sempre qualcosa. Il proverbio è attribuito al drammaturgo francese Beaumarchais (1732-1799).

23

​​ Cfr.​​ This Week Sunday​​ della ABC,​​ https://abcnews.go.com/Politics/pompeo-enormous-evidence-unproven-theory-coronavirus-lab/story?id=70472857.​​ Il giorno dopo il​​ 4 maggio il​​ Guardian​​ riferisce la smentita di​​ fonti di intelligence:​​ Non ci sono prove attuali che suggeriscano che il coronavirus sia venuto da un laboratorio di ricerca cinese,​​ https://www.theguardian.com/world/2020/may/04/five-eyes-network-contradicts-theory-covid-19-leaked-from-lab​​ 

29

​​ Cfr. Manlio Dinucci,​​ La pandemia della spesa militare, in​​ il manifesto, 5 maggio 2020,​​ https://ilmanifesto.it/la-pandemia-della-spesa-militare/​​ 

30

​​ Nel 2017, lUE è stata il principale partner della Cina, con il 13% delle esportazioni di beni in Cina (217 miliardi di euro) e il 16% delle importazioni di beni dalla Cina (332 miliardi di euro). Nello stesso anno, la Cina ha rappresentato l11% delle esportazioni di beni extra-UE (198 miliardi) ed è stato il principale partner commerciale, con il 20% delle importazioni di beni extra-UE (375 miliardi di euro).

32

​​ Fondata nel 2012 tra la Cina e sedici Paesi dellEuropa centrale e orientale, cui si è poi aggiunta la Grecia (12​​ Paesi UE: Grecia, Slovenia, Croazia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Polonia, Bulgaria, Romania, Ungheria, Estonia, Lettonia, Lituania e 5 non appartenenti allUE: Albania, Bosnia ed Erzegovina, Montenegro, Macedonia del Nord, Serbia), è nata come iniziativa del governo cinese volta a promuovere le relazioni commerciali e gli investimenti, nellambito delliniziativa cinese Belt and Road Initiative.

33

​​ In un sondaggio presentato a inizi aprile da SWG risulta che il 52% degli intervistati considera la Cina un​​ Paese amico, mentre solo il 17% è per gli USA. Cfr.​​ https://formiche.net/2020/04/italiani-preferiscono-cina-usa-ue/​​ 

34

https://www.bild.de/politik/international/bild-international/bild-chief-editor-responds-to-the-chinese-president-70098436.bild.html

35

​​ Mathias Döpfner, in​​ Businessinsider, 3-5-2020:​​ The coronavirus pandemic makes it clear: Europe must decide between the US and China, in​​ https://www.businessinsider.com/coronavirus-pandemic-crisis-clear-europe-must-choose-us-china-2020-5?IR=T​​ 

36

​​ Trump Envoy Accuses Germany of Undermining NATOs Nuclear Deterrent,​​ in Reuters -NYTimes, 14 maggio 2020,​​ https://www.nytimes.com/reuters/2020/05/14/world/europe/14reuters-germany-usa-nato.html.

37

​​ Cfr. Ashley Parker,​​ Donald Trump Says NATO is​​ Obsolete,​​ UN is​​ Political Game,​​ New York Times, 2-4-2016,​​ https://www.nytimes.com/politics/first-draft/2016/04/02/donald-trump-tells-crowd-hed-be-fine-if-nato-broke-up/;​​ David E. Sanger​​ and​​ Maggie Haberman,​​ Donald Trump Sets Conditions for Defending NATO Allies Against Attack,​​ New York Times 21-7-2016,​​ https://www.nytimes.com/2016/07/21/us/politics/donald-trump-issues.html

38

​​ 14-2-2020:​​ È evidente che la​​ Nato​​ resta la pietra angolare della nostra architettura di difesa e sicurezza. Non a caso lItalia è il secondo contributore in termini di personale impiegato nelle missioni, in​​ https://www.agi.it/politica/news/2020-02-14/difesa-sovranita-nazionale-guerini-7084219/;​​ aprile 2020:​​ I pilastri della nostra sicurezza sono la Nato e lUe, e la pandemia non cambia i fondamentali della collocazione politica e internazionale del Paese, in​​ https://formiche.net/2020/04/f-35-guerini-mosse-difesa-nato-ue/. E​​ ancora: Lorenzo Guerini​​ Ue e Nato i nostri pilastri, serve trasparenza sullorigine del virus,​​ https://rep.repubblica.it/pwa/intervista/2020/05/04/news/lorenzo_guerini_ue_e_nato_i_nostri_pilastri_serve_trasparenza_sull_origine_del_virus_-255690300/?ref=RHPPTP-BH-I255630873-C12-P5-S1.8-T1​​ 

39

​​ Cfr. Stefano Pioppi,​​ Più Nato con il coronavirus. Ecco cosa ha detto Di Maio al vertice dellAlleanza, in​​ Formiche.net, 2-4-2020,​​ https://formiche.net/2020/04/nato-virus-di-maio-vertice/

42

​​ Un proverbio pugliese recita:​​ il bue dice cornuto allasino, per indicare il rovesciamento delle parti, dove il mentitore acclarato accusa il suo avversario di mentire. Così gli USA, che hanno messo in giro la​​ fake new​​ del virus sfuggito al laboratorio di Wuhan, accusano la Cina di disinformazione.

44

​​ Cfr. lintervento in Senato del 27 maggio; corsivo mio, AC, in​​ Salvini, commissione inchiesta su Cina,​​ https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2020/05/27/salvini-commissione-inchiesta-su-cina_49085fcc-ba96-49eb-8ac1-6ffe040bba70.html

45

​​ La trasmissione si può vedere sul sito​​ https://www.rai.it/programmi/report/inchieste/Disorganizzazione-mondiale-b8ed1cc8-5ae5-436f-925b-22812f52371d.html, da cui si può anche scaricare il pdf dei testi letti dal conduttore e delle interviste. Il corsivo nelle citazioni è mio, AC.

46

​​ La frase, così come è formulata, suona velatamente razzista: un​​ africano​​ riesce a​​ scalare​​ i vertici dellOMS. La cosa peggiora se la colleghiamo a quanto si dice in seguito, che la​​ scalata​​ sarebbe avvenuta non per merito proprio, ma solo grazie alle oscure manovre della RPC con lUnione dei Paesi africani.

 


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Forges Davanzati – Gli effetti perversi della moderazione salariale e la proposta di stato innovatore di prima istanza

 

 

Gli effetti perversi della moderazione salariale

e la proposta di stato innovatore di prima istanza

 

di Guglielmo Forges Davanzati*

 

 

 

 

1 - Introduzione

 

Le politiche economiche messe​​ in atto in Italia negli ultimi anni, in piena coerenza con quanto suggerito dalla commissione europea e con quanto realizzato in altri Paesi europei, si fondano essenzialmente su due assi: consolidamento fiscale e riforme strutturali. Il consolidamento fiscale viene raggiunto attraverso compressioni di spesa pubblica e aumento dell’onere fiscale, con riduzione, in particolare, della spesa sociale e per servizi di​​ welfare​​ e con aumento della tassazione – peraltro sempre meno progressiva – soprattutto a danno dei lavoratori. Le c.d. riforme strutturali riguardano i processi di privatizzazione e liberalizzazione e, soprattutto, ulteriori misure di precarizzazione del lavoro.

L’obiettivo di questa nota è (i) dar conto del fallimento di queste misure in relazione all’obiettivo dichiarato di generare ripresa della crescita economica e aumento del tasso di occupazione; (ii) articolare la proposta di un maggior intervento pubblico finalizzato a far diventare lo Stato occupatore e innovatore di prima istanza. Si tratta di una proposta tratta dalla tradizione teorica postkeynesiana (Minsky, in particolare) e ripresa nei tempi più recenti dagli studiosi della​​ modern money theory.​​ Su quest’ultimo aspetto, verrà articolata una critica ‘simpatetica’, basata sulla convinzione in base alla quale lo Stato, in un assetto capitalistico, non è un attore ‘neutrale’ rispetto ai rapporti di forza esistenti e verificati nel mercato del lavoro. Tutt’altro. Le politiche economiche risentono profondamente del conflitto capitale-lavoro (incluse le rendite finanziarie) e dei conflitti intercapitalistici. In tal senso, la proposta in oggetto, più che essere criticata sul piano ‘tecnico’ (possibili effetti inflazionistici, eventuale aumento del debito pubblico), dovrebbe tener conto della natura intrinsecamente di classe delle scelte di politica economica.

L’esposizione è organizzata come segue. Il par. 2 dà conto del fallimento delle politiche di consolidamento fiscale e di precarizzazione del lavoro, con particolare riferimento al caso italiano. Nel par. 3 si discute la proposta dello Stato come datore di lavoro e innovatore di prima istanza e nel par. 4 si forniscono alcune considerazioni conclusive.​​ 

 

 

2 – Il fallimento della moderazione salariale in Italia

 

Il combinato di politiche di​​ austerità (ora denominate misure di “consolidamento fiscale”) e precarizzazione del lavoro, secondo la Commissione europea e i Governi italiani che si sono succeduti negli ultimi anni, dovrebbe garantire la ripresa della crescita economica attraverso l’aumento delle esportazioni. Il consolidamento fiscale viene perseguito con l’obiettivo dichiarato di ridurre il rapporto debito pubblico/Pil, mentre la precarizzazione del lavoro viene attuata con l’obiettivo dichiarato di accrescere l’occupazione. Le due misure – ci si aspetta – dovrebbero inoltre migliorare il saldo delle partite correnti, mediante maggiore competitività delle esportazioni italiane.

Si ipotizza, cioè, che la moderazione salariale, derivante da minore spesa pubblica e maggiore precarietà del​​ lavoro, riducendo i costi di produzione, ponga le imprese italiane nella condizione di essere più competitive (ovvero di poter vendere a prezzi più bassi) nei mercati internazionali. Anche le misure di defiscalizzazione rientrano in questa logica, dal momento che ci si attende che minori tasse sui profitti implichino minori costi per le imprese e, dunque, maggiore competitività nei mercati internazionali.​​ 

Si tratta di un’impostazione che si è rivelata del tutto fallimentare e che, a meno di non pensare che​​ dia i suoi risultati nel lunghissimo periodo, andrebbe completamente ribaltata. Le basi teoriche sulle quali poggiano queste politiche sono estremamente fragili, per i seguenti motivi.

1) Le politiche di austerità, soprattutto se attuate in fasi recessive, determinano un aumento, non una riduzione, del rapporto debito pubblico/Pil, che è infatti costantemente aumentato (dal 120% del 2010 al 133% del 2018). Ciò a ragione del fatto che la riduzione della spesa pubblica riduce il tasso di crescita, riducendo​​ il denominatore di quel rapporto più di quanto ne riduca il numeratore. Questo effetto è tanto maggiore quanto maggiore è il valore del moltiplicatore fiscale, stimato, dal Fondo Monetario Internazionale, a 1.5. In tal senso, il consolidamento fiscale è prima ancora che un errore di politica economica un errore propriamente un errore tecnico, basato su una stima sbagliata degli effetti moltiplicativi di variazioni della spesa pubblica​​ 

2) Le politiche di precarizzazione del lavoro non accrescono l’occupazione, anzi tendono a generare aumenti del tasso di disoccupazione. Ciò fondamentalmente per due ragioni. In primo luogo, la precarizzazione del lavoro accrescere l’incertezza dei lavoratori in ordine al rinnovo del contratto e, dunque, incentiva risparmi precauzionali deprimendo consumi e domanda interna. In secondo luogo, la precarizzazione del lavoro, in quanto consente alle imprese di recuperare competitività attraverso misure di moderazione salariale, disincentiva le innovazioni, dunque il tasso di crescita della produttività del lavoro e, per conseguenza, dell’occupazione. In più, la precarizzazione del lavoro, in quanto genera moderazione salariale, contribuisce a generare deflazione; la deflazione accresce l’onere reale del servizio del debito pubblico​​ e obbliga a maggiore tassazione. In un contesto nel quale le imprese sono mobili su scala internazionale e le banche sono, particolarmente nel caso italiano, creditrici dello Stato, l’unico soggetto tassabile (in quanto non mobile, né creditore) è il lavoro dipendente (ed eventualmente la piccola impresa).​​ 

3) La detassazione degli utili d’impresa non ha effetti significativi sugli investimenti, dal momento che questi dipendono fondamentalmente dalle aspettative imprenditoriali, le quali, a loro volta, sono​​ fortemente condizionate dalle aspettative di crescita (e dunque, da ciò che ci si attende di poter vendere). Manovre fiscali restrittive, comprimendo i mercati di sbocco interni (quelli rilevanti per la gran parte delle imprese italiane), possono semmai peggiorare le aspettative e, dunque, generare riduzione degli investimenti. Peraltro, la detassazione degli utili d’impresa – in una condizione nella quale occorre generare avanzi primari – implica aumenti di tassazione sui redditi dei lavoratori, ovvero sui redditi di quei soggetti che esprimono la più alta propensione al consumo. Anche per questa ragione, detassare le imprese significa ridurne i mercati di sbocco, almeno quelli interni, con conseguente riduzione dei profitti e aumento delle insolvenze. Il​​ problema si pone soprattutto per la riproposizione di queste misure nel tentativo di attrarre investimenti nel Mezzogiorno, attraverso la recente istituzione delle “zone economiche speciali”. In più, il tentativo di stimolare gli investimenti nel Mezzogiorno attraverso misure di incentivazione non tiene conto della modesta dinamica della domanda interna (le imprese investono se si attendono di poter vendere e ottenere ragionevoli margini di profitto; cosa che non accade se la domanda è bassa e in riduzione), della presenza di criminalità, del deficit di infrastrutture.​​ 

4) La moderazione salariale non accresce le esportazioni. L’ultimo Rapporto ISTAT certifica che il saldo delle partite correnti italiano è migliorato solo perché si sono ridotte le importazioni, a seguito della caduta della domanda interna, e che l’economia italiana è, ad oggi, una delle meno internazionalizzate fra le economie europee. Si registra anche che nonostante un seppur leggero aumento dei margini di profitto delle nostre imprese a partire dal 2014, gli investimenti privati continuano a essere in costante riduzione. Viene anche fatto rilevare che per parte delle nostre esportazioni (in particolare, l’agroalimentare e i beni di lusso), ciò che conta non è la competitività di prezzo (e dunque la compressione dei salari è inutile o controproducente, dal momento che comprime la domanda interna), la competitività basata sulla qualità o sul c.d. effetto Veblen, per il quale è semmai vero che al crescere del prezzo unitario aumenta il volume di merci esportate.​​ 

Si tratta, peraltro, di politiche attuate ormai da quasi un decennio, sempre con risultati fallimentari. Il fondamentale errore degli ultimi Governi sta appunto nell’aver usato le (poche) risorse disponibili nel peggiore dei modi possibili: decontribuzioni alle imprese e trasferimenti monetari alle famiglie (si pensi alla misura degli 80 euro del Governo Renzi). Misure che non impattano né sugli investimenti privati né sui consumi. Ma che, verosimilmente, e in una logica di brevissimo periodo, accrescono il consenso, salvo poi tornare al punto di partenza ma con meno risorse.​​ 

Con la massima schematizzazione, nel dibattito interno alla sinistra italiana (ed escludendo le opzioni del c.d. sovranismo di sinistra di abbandono dell’euro), sembra emergere una posizione sufficientemente condivisa. Si ritiene che,​​ nelle condizioni istituzionali date, escludendo cioè opzioni di​​ exit​​ dall’Unione monetaria europea1, occorrerebbe utilizzare lo spazio fiscale disponibile per maggiori investimenti pubblici che facciano crescere la domanda interna e la produttività del lavoro. Le risorse necessarie andrebbero reperite attraverso una più equa ripartizione del carico fiscale, ribaltando la​​ logica fin qui seguita di detassazione dei redditi più elevati. Ripristinare maggiore progressività delle imposte (ovvero innalzare le aliquote fiscali sui redditi più alti, soprattutto se derivanti da rendite finanziarie o immobiliari), oltre a rispondere​​ a un elementare criterio di equità, è una pre-condizione per accrescere le entrate. A ciò si aggiunge una radicale revisione delle misure di precarizzazione del lavoro. Una variante di questa misura fa riferimento alla possibilità di un intervento pubblico diretto nel mercato del lavoro, finalizzato a rendere lo Stato datore di lavoro di ultima istanza e innovatore di prima istanza. Quest’ultima proposta verrà discussa in quanto segue.​​ 

 

 

3 – Lo Stato come datore di lavoro di ultima istanza e come innovatore di prima istanza: il caso italiano

 

La proposta di Stato occupatore e innovatore di ultima istanza è motivata, sul piano fattuale e con riferimento all’Italia, da due considerazioni:

1) Il problema dell’economia italiana è essenzialmente, e sempre più,​​ un problema di fragilità della struttura produttiva, che si traduce, da almeno un ventennio, in una drammatica caduta del tasso di crescita della produttività del lavoro. Le imprese italiane, e ancor più meridionali, sono, di norma, imprese di piccole dimensioni, poco innovative, poco esposte alla concorrenza internazionale, spesso a gestione familiare, con una specializzazione produttiva in settori ‘maturi’ e a bassa intensità tecnologica (agroalimentare, beni di lusso). La domanda di lavoro che esse esprimono è, nella gran parte dei casi, domanda di lavoro poco qualificato, a fronte della crescita dell’offerta di lavoro qualificata. La disoccupazione giovanile, che in Italia raggiunge il 40%, e in alcune aree supera il 60%, è in larga misura disoccupazione​​ – o sottoccupazione – intellettuale. I Governi che si sono succeduti negli ultimi anni hanno provato a contrastarla, senza esito, depotenziando la qualità dell’offerta di lavoro, attraverso tagli massicci al sistema formativo (cfr. Forges Davanzati, 2018). In questo scenario, ha una sua razionalità l’ipotesi di un l’aumento dell’occupazione nel settore pubblico, finalizzata ad assorbire​​ in primis​​ la disoccupazione giovanile, soprattutto nella sua componente con più alta qualificazione. La​​ ratio​​ di questa proposta consiste nel mettere insieme la visione dello Stato​​ occupatore​​ con la visione dello Stato come​​ innovatore​​ – ovvero come soggetto che, in assenza di incrementi di produttività generati nel settore privato, si fa carico di produrre innovazioni attraverso l’assunzione di lavoratori altamente qualificati.​​ 

2) Contrariamente alla vulgata mediatica, l’intero settore pubblico italiano nelle due diverse ramificazioni è nei fatti il più sottodimensionato d’Europa.

Questa proposta – in acronimo ELR (Stato​​ come​​ employer of last resort)​​ – è stato recentemente ripresa nel solco di una rivisitazione del pensiero di Minsky all’interno della cornice teorica della​​ Modern Money Theory​​ (MMT). La variante elaborata dai suoi sostenitori si presta a due considerazioni​​ critiche:

a) I teorici della MMT ritengono che la spesa pubblica sia o possa essere interamente monetizzata, assumendo che Stato e Banca centrale siano un settore ‘consolidato’ (Wray, 1998). Ciò che qui interessa preliminarmente discutere è se,​​ nelle condizioni date, la proposta sia ragionevolmente prospettabile. Ad avviso di chi scrive, si tratta di un punto di criticità. Nella MMT si assume che il raggiungimento del pieno impiego sia possibile dal momento che lo Stato (inteso come un macro-agente consolidato con la Banca Centrale) può monetizzare la spesa senza alcun vincolo di scarsità, e far ciò in assenza di pressioni inflazionistiche. La principale criticità di questa impostazione è che la monetizzazione incontra vincoli​​ politici​​ (particolarmente, in questa fase storica, nell’Unione Monetaria Europea), che tali vincoli riflettono sia convinzioni di teoria economica sia interessi materiali, che non possono essere ignorati dal momento che riflettono i rapporti di classe esistenti.​​ 

b) L’ipotesi implicita​​ della proposta della MMT prescinde del tutto dai rapporti di forza fra capitale e lavoro. Occorre ricordare, a riguardo, la tesi di Kalecki, secondo la quale un’economia capitalistica è incompatibile con il​​ mantenimento​​ del pieno impiego (in quanto questa​​ condizione renderebbe massimo il potere contrattuale dei lavoratori sia nel mercato del lavoro, sia soprattutto nella sfera politica).

La questione dell’individuazione dei canali di finanziamento per maggiore spesa pubblica è, in larga misura, un falso problema. L’individuazione delle c.d. “coperture’ attiene a un problema squisitamente politico, che rinvia a scelte appunto politiche sull’allocazione di risorse pubbliche fra usi alternativi. Per conseguenza, il reale problema che incontra la proposta dell’ELR riguarda il ribaltamento dei rapporti capitale-lavoro: un problema strutturale, non monetario (cfr. Kriesler, and Halevi, 2001). E, assumendone qui la fattibilità politica, nel caso italiano occorre riformularla coniugando la visione dello Stato come​​ occupatore​​ e dello Stato come​​ innovatore di prima istanza.​​ 

L’ultima rilevazione OCSE ci informa che, mentre nel nostro Paese la pubblica amministrazione assorbe circa 3.400 lavoratori, in Francia e nel Regno Unito, Paesi con una popolazione e un Pil pro-capite di entità simile alla nostra, se ne contano rispettivamente 6.200 e 5800. Negli Stati Uniti – Paese tradizionalmente guardato come una vera economia di mercato – il numero di dipendenti pubblici è di circa il 25% superiore al nostro. Si può aggiungere​​ che, in Italia, l’occupazione nel settore pubblico riguarda prevalentemente individui con elevata scolarizzazione. Si può anche rilevare che, come osservato fra gli altri da Dutt (2012), una condizione di piena occupazione favorisce la crescita della produttività del lavoro. Ciò a ragione del fatto che le imprese non sono messe nella condizione di competere comprimendo i salari e sono, per contro, ‘forzate’ a competere innovando. In tal senso, lo schema ELR potrebbe essere anche – e forse più utilmente – pensato per generare crescita economica​​ anche dal lato dell’offerta, non solo quindi come programma finalizzato al pieno impiego. A ciò si può aggiungere che, seguendo la linea teorica dei proponenti lo schema ELR, la spesa pubblica è​​ complementare​​ alla spesa privata per investimenti: si tratta di una ‘complementarietà monetaria’, dal momento che l’aumento della spesa pubblica accresce i mercati di sbocco e rende conveniente l’attuazione di nuovi flussi di investimenti privati2. Conseguentemente, uno schema ELR potrebbe agire positivamente sul tasso di crescita della produttività del lavoro, sia per l’aumento degli investimenti pubblici che farebbe seguito a un aumento della spesa pubblica, sia a seguito del contenimento di fenomeni di obsolescenza intellettuale che si determinerebbero nel caso alternativo di disoccupazione, a maggior ragione se di lungo periodo. Un ulteriore vantaggio derivante dall’attuazione di uno schema ELR deriverebbe dal fatto che, in condizioni di piena occupazione, sarebbe estremamente difficile reclutare lavoratori nell’economia sommersa o, ancor più, nell’economia criminale. Questo argomento è particolarmente rilevante nel caso italiano, e ancor più meridionale, dal momento che la presenza del lavoro nero e dell’attività criminale è molto più diffusa rispetto agli altri Paesi dell’eurozona.​​ 

E’ anche rilevante, sebbene con una specificazione, l’argomento di Wray (1998) per il quale la disoccupazione ha elevati costi sociali, oltre che esistenziali. Per converso, l’essere occupati dovrebbe garantire migliori condizioni di vita, anche per l’aumento dell’autostima. Vero o plausibile, ma con la dovuta specificazione per la quale l’occupazione garantita dal settore pubblico deve essere gratificante, ovvero lo schema ELR non può limitarsi a individuare misure per l’aumento​​ dell’occupazione ma anche​​ per il miglioramento della qualità del lavoro.​​ 

In più, come mostrato in particolare da Massimo Florio (https://www.ripensarelasinistra.it/wp-content/uploads/2014/05/florio.pdf), lo schema ELR potrebbe utilmente ribaltare la linea di​​ policy​​ seguita in Italia –​​ con la massima intensità fra i Paesi dell’Eurozona​​ – finalizzata ad accentuare le privatizzazioni. Le privatizzazioni, come mostra un’inequivocabile evidenza empirica, generano effetti redistributivi soprattutto a ragione dell’aumento delle tariffe – e della conseguente caduta dei salari reali – e dell’eccezionale aumento degli stipendi dei​​ manager​​ nel passaggio dalla proprietà pubblica alla proprietà privata. Generano anche minore crescita dal momento che, in moltissimi casi, Italia non esclusa, le imprese privatizzate sono imprese orientate alla speculazione finanziaria che, come da più​​ parti documentato, è un rilevante freno agli investimenti reali.​​ 

Le inefficienze del settore pubblico, come gli sprechi nel settore privato, sono ovunque. La retorica del dipendente pubblico fannullone resta tale, fa danni al Paese, impedisce un dibattito​​ aperto su come l’intervento pubblico in economia può contribuire alla crescita economica e all’aumento dell’occupazione, soprattutto giovanile e soprattutto di alta qualità. Al netto di singoli casi di comportamenti eticamente censurabili e comunque punibili (che, nella vulgata mediatica italiana, si riferisce ai c.d. “furbetti del cartellino”), stando alla normativa vigente, occorre considerare i possibili effetti macroeconomici che tali misure verosimilmente produrranno. E occorre anche preliminarmente considerare che la normativa vigente – si pensi al c.d. decreto Brunetta - già contiene tutte le misure necessarie per consentire il licenziamento di dipendenti pubblici, in un quadro normativo nel quale il regime di sanzionamento dell’assenteismo è diverso​​ fra settore privato e settore pubblico. Nel settore privato, la disciplina sulle assenze per malattia prevede che, per i primi tre giorni di assenza continuativa, l’indennità di malattia è a carico del datore di lavoro, con una percentuale di copertura definita dal contratto nazionale. A partire dal quarto giorno, l’Inps versa un’indennità non inferiore al 50 per cento della retribuzione, mentre la parte rimanente viene integrata dal datore di lavoro.​​ 

Nel settore pubblico, per contro, è prevista la perdita di ogni componente accessoria del salario (circa il 20 per cento della retribuzione in media) per i primi dieci giorni di assenza continuativa per malattia, e le visite fiscali – effettuabili in un intervallo di sette ore al giorno – sono quasi il doppio​​ di quelle registrate nel settore privato.​​ 

Non è un mistero che i provvedimenti che, in Italia, sono stati posti in essere per monitorare il rendimento dei lavoratori pubblici rispondono fondamentalmente all’obiettivo del ‘dimagrimento’ del settore pubblico, che viene diffusamente giustificato con due ordini di ragioni: il settore pubblico italiano è sovradimensionato e assume lavoratori scarsamente produttivi. Si tratta di due argomenti che non reggono alla prova dei fatti.

Per il primo aspetto, si​​ consideri che, a partire dalla seconda metà degli anni ’90, la spesa corrente ha cominciato a contrarsi, riducendosi, dal 1993 al 1994, da 896.000 miliardi a circa 894.000 miliardi. La spesa complessiva delle Amministrazioni pubbliche diminuisce dal 51,7%​​ al 50,8% del Pil nel 1994 e, nel 1995, continua la riduzione dell’incidenza della spesa sul Pil, che raggiunge il 49,2%. Interessante osservare che, nel confronto internazionale con i principali Paesi OCSE, dal 1961 al 1980 (periodo nel quale la spesa pubblica in Italia è stata in continua crescita), lo Stato italiano ha impegnato risorse pubbliche in rapporto al Pil sistematicamente inferiori alla media dei Paesi industrializzati: a titolo puramente esemplificativo, nel 1980, il rapporto spesa corrente su​​ Pil, in Italia, era pari al 41% a fronte del 41.2% della Germania. Negli stessi anni, l’Italia ha sperimentato la più rilevante contrazione della domanda interna, nel confronto con i principali Paesi dell’eurozona; contrazione prevalentemente imputabile alla riduzione della spesa pubblica e, soprattutto negli ultimi anni, all’aumento della pressione fiscale.​​ 

Per quanto riguarda il secondo aspetto, si rileva, su fonte INPS, che, nel confronto internazionale, l’Italia è uno dei paesi caratterizzati dai più bassi livelli di assenza per malattia, ma con minore incidenza nel settore pubblico. La bassa efficienza del settore pubblico italiano non sembra essere quindi dovuta alla scarsa motivazione al lavoro dei suoi dipendenti, ma piuttosto alla bassissima dotazione di capitale che ne caratterizza i processi di produzione di beni e servizi. A titolo puramente indicativo, si può considerare che molte amministrazioni pubbliche sono quasi del tutto sprovviste di sistemi informatici. Vi è poi da considerare che, per il sostanziale blocco del​​ turnover, i lavoratori occupati nel settore pubblico sono, in media, individui di età superiore ai quaranta anni, dunque, per molte mansioni, meno produttivi di quanto potrebbero essere lavoratori più giovani.​​ 

L’economia italiana,​​ per contro, avrebbe bisogno – nei limiti dello spazio fiscale disponibile – di investimenti pubblici in ricerca, che attivino un percorso potenzialmente virtuoso di crescita trainata da incrementi di domanda, nel breve periodo, e da innovazioni, nel lungo​​ periodo. E’ opportuno ricordare che la spesa pubblica e privata per ricerca e sviluppo in Italia è la più bassa dell’Eurozona. Ed è sempre opportuno ricordare che, in una condizione nella quale le imprese non innovano, è bene che sia lo Stato a diventare​​ innovatore di prima istanza. In altri termini, come ampiamente mostrato in letteratura, le innovazioni nel settore privato sono sempre (e sono storicamente sempre state) precedute da innovazioni nel settore pubblico: si pensi ai computer che quotidianamente utilizziamo, i cui dispositivi tecnici originano, in ultima analisi, da investimenti pubblici nel settore informatico che possono farsi risalire alla seconda guerra mondiale e agli ingenti finanziamenti erogati, in quella fase, all’apparato bellico negli​​ Stati Uniti (cfr. Mazzucato, 2014). Si può aggiungere che l’Italia vive il paradosso di un elevato numero di laureati sottoccupati (o emigrati), dunque con un tasso di rendimento individuale e aggregato fra i più bassi d’Europa, e i minori sbocchi occupazionali in attività di ricerca e sviluppo finanziate dal settore pubblico. Da questa prospettiva, il vero​​ mismatch​​ non è fra domanda e offerta di lavoro nel settore privato, ma è il mancato incontro fra offerta di lavoro qualificato e​​ carenza​​ di domanda di​​ lavoro qualificato nel settore pubblico (per il blocco del​​ turnover​​ e l’assenza di una strategia di investimenti pubblici nell’ambito della ricerca scientifica).

Vi è ovviamente un nesso fra calo degli investimenti pubblici e privati in ricerca e sviluppo​​ e aumento della precarizzazione del lavoro, soprattutto nel segmento della forza-lavoro altamente qualificata. L’aumento della sottoccupazione intellettuale e delle migrazioni intellettuali dipende fondamentalmente dall’incapacità del settore privato di assorbire forza-lavoro altamente qualificata e la risposta di​​ policy​​ degli ultimi anni - definanziare le Università per dequalificare l’offerta di lavoro - appare chiaramente inadeguata per far fronte al problema (cfr. Bellofiore e Vertova, 2018). Queste misure sono concepibili sono assumendo che l’operatore pubblico non possa intervenire per modificare la struttura produttiva​​ 

 

 

4 – Considerazioni conclusive

 

In questo saggio, si è mostrato come le politiche di consolidamento fiscale combinante con le c.d. riforme strutturali siano state, e continuino a essere, fallimentari rispetto agli obiettivi dichiaratamente perseguiti (ripresa della crescita, aumento dell’occupazione). Si è mostrato, successivamente, come la proposta di radicale revisione di questa linea di politica economica – basata sull’idea che lo Stato possa agire come datore di lavoro di ultima istanza – sebbene sia, in linea di principio, decisamente migliorativa rispetto allo​​ status quo, presenta, con particolare riferimento all’Italia, alcune criticità. Si è infine mostrato come un programma di Stato come​​ innovatore di prima istanza, attuato mediante un significativo incremento degli investimenti pubblici in R&D combinato con lo sblocco del​​ turnover​​ nella pubblica amministrazione, possa contrastare il continuo aumento della disoccupazione giovanile, in particolare, per la componente con la più alta qualificazione.

 

 

 

Riferimenti bibliografici

 

Bellofiore, R. e Vertova, G. (2018).​​ Ai confini della docenza. Per la critica dell’Università.​​ Bergamo: Academia University Press.​​ 

Dutt, A.K. (2012).​​ Distributional dynamics in Post-Keynesian growth models, “Journal of PostKeynesian Economics”, 34(3), Spring: 431-51

Forges Davanzati, G. (2016).​​ Credit supply, credit demand and unemployment in the mode of Augusto Graziani, “Review of Keynesian Economics”, September, pp. 264-278

Forges Davanzati, G. (2017).​​ L’irrilevanza della teoria economica sull’abbandono dell’euro,​​ www.micromega.net, giugno.​​ 

Forges Davanzati, G (2018).​​ La ristrutturazione del capitalismo italiano, la nuova Università di classe e il ruolo della valutazione​​ e​​ le condizioni di lavoro in Università,​​ in R. Bellofiore e G. Vertova,​​ Ai limiti della docenza, Academia University Press, Torino, p.44-61

Kriesler, P. and Halevi, J. (2001).​​ Political aspects of buffer stock employment, “Centre for Applied Economic Research” – The University of New South Wales, w.p.2.​​ 

Mazzucato, M. (2014).​​ Lo Stato innovatore. Roma-Bari: Laterza.​​ 

Parguez, A. (2008).​​ Money​​ creation, employment and economic stability: The monetary theory of unemployment and inflation, “Panoecnomicus, 1, 2008, p.50.

Wray, R. (1998).​​ Understanding Modern Money: The Key to Full Employment and Price Stability. Cheltenham, UK: Edward Elgar.

 

 

 

 

1

​​ Le motivazioni di questa scelta sono numerose e non è questa la sede per discuterle. Sia consentito rinviare a http://temi.repubblica.it/micromega-online/come-la-lega-ci-porterebbe-fuori-dall%E2%80%99euro-e-con-quali-conseguenze/ e a http://temi.repubblica.it/micromega-online/i-venti-anni-dell%E2%80%99euro-un-bilancio/

2

​​ Come mostrato in Forges Davanzati (2016), contrariamente a ciò che accade nel modello IS-LM, se si accoglie l’ipotesi per la quale la spesa pubblica agisce da àncora agli investimenti privati, l’aumento della spesa pubblica – in quanto accresce i fondi interni delle imprese e, dunque,​​ il loro potere contrattuale nei confronti delle banche, tende ad associarsi a una​​ riduzione​​ del tasso di interesse, che potrebbe stimolare ulteriori investimenti privati.​​ Come osserva Parguez (2008, p.50): “a full employment policy automatically pushes for increased investment and therefore for the embodiment of more and more technology-innovations in the stock of equipment. It is tantamount to the proposition that a full employment policy sustains the growth of productivity in the long run”.​​