Categoria: Cina

[12 febbraio] Quarto incontro: Il socialismo con caratteristiche cinesi

Il socialismo con caratteristiche cinesi

Incontri-dibattito online organizzati da MarxVentuno Edizioni

 Sala virtuale di ZOOM

Testo base: Zhang Boying

Il socialismo con caratteristiche cinesi. Perché funziona?, MarxVentuno Edizioni, Bari 2019

 

Venerdì 12 febbraio, ore 19:00

Ruolo e funzioni del PCC nella RPC

Relazione introduttiva di Francesco Maringiò

 

Francesco Maringiò - Dipartimento esteri del PCI, comitato editoriale della rivista "World Socialism Studies" del Centro studi sul socialismo mondiale dell’Accademia Cinese delle Scienze Sociali, autore per le edizioni MarxVentuno di "Interviste ai marxisti cinesi" e di numerosi saggi e articoli sul PCC e la politica della RPC

 

Per iscriversi e ricevere il link di partecipazione, inviare una mail a info@marx21books.com con nome, cognome, città, attività

Sarà possibile seguire l’incontro in streaming sul canale YouTube delle edizioni MarxVentuno:

https://www.youtube.com/channel/UCoAWUtQm8Xm_8bjPM8cDMpg

e sulla pagina Facebook: https://www.facebook.com/EdizioniMarxVentuno/

 

***

Qui le registrazioni degli incontri precedenti:
https://www.youtube.com/channel/UCoAWUtQm8Xm_8bjPM8cDMpg

 

[6 febbraio] Terzo incontro: Il socialismo con caratteristiche cinesi

Il socialismo con caratteristiche cinesi

Incontri-dibattito on-line organizzati da MarxVentuno edizioni

Testo base: Zhang Boying

Il socialismo con caratteristiche cinesi. Perché funziona?, MarxVentuno Edizioni, Bari 2019

 

Sabato 6 febbraio, ore 17.00

Economia socialista e mercato in Cina.

Relazione introduttiva di Vladimiro Giacché

 

Vladimiro Giacché, attraverso le “lenti di Marx”, ha spaziato nei suoi numerosi lavori tra filosofia e storia, analisi economica e sociale, critica dei media (cfr. La fabbrica del falso: strategie della menzogna nella politica contemporanea, Roma 2008). È stato anche coautore, (con O. Diliberto e F. Sorini) di Ricostruire il partito comunista, Macerata 2011; nel 2013 esce Anschluss. L’annessione. L’unificazione della Germania e il futuro dell’Europa (Reggio Emilia, 2013).

Tra i suoi più recenti lavori per il tema importantissimo che tratteremo vi è “L’economia e la proprietà. Stato e mercato nella Cina contemporanea”, in Più vicina. La Cina del XXI secolo, a cura di P. Ciofi, Roma, 2020, pp. 11-71). Il pdf è disponibile al link di Academia.edu:

https://www.academia.edu/43258807/Vladimiro_Giacché_Leconomia_e_la_proprietà_Stato_e_mercato_nella_Cina_contemporanea_in_Aa_Vv_Più_vicina_La_Cina_del_XXI_secolo_a_cura_di_P_Ciofi_Roma_bordeaux_2020_pp_11_71

Si tratta di un testo prezioso, tra i migliori e più aggiornati oggi in Occidente. Una prima parte è un’essenziale ed efficace sintesi del percorso di sviluppo dell’economia cinese, delle caratteristiche delle diverse forme di proprietà oggi presenti in Cina, delle tappe essenziali della costruzione economico-sociale cinese e della politica work in progress di “riforma e apertura”. Una seconda parte riprende il più che secolare dibattito sui caratteri dell’economia socialista, sul rapporto tra la proprietà socialista e le sue diverse forme e il “mercato”, sul rapporto tra piano e mercato, sul rapporto tra proprietà socialista e proprietà privata, sulla “natura sociale” dei paesi sorti dalle rivoluzioni socialiste del XX secolo. Nell’esposizione della sua riflessione a vasto raggio, Giacché riprende, articolandolo e ampliandolo, l’approccio metodologico del libro di Rémy Herrera e Zhiming Long, La Cina è capitalista? (pubblicato da MarxVentuno edizioni nel 2020) e affronta l’argomento con puntuali riferimenti ai testi “classici”: la marxiana Critica del Programma di Gotha (cfr. il saggio di Giacchè in “Dianoia”, giugno 2018, pp. 203-221); l’Anti-Dühring di Engels (cfr. il saggio pubblicato in “Marxistische Blätter”, 6/2020, pp. 48-58); la straordinaria riflessione di Lenin dopo la conquista del potere sovietico (cfr. l’ampia introduzione di Giacchè all’antologia Economia della rivoluzione, Milano 2017); i Problemi economici del socialismo dell’ultimo Stalin (1952) e l’elaborazione teorica sovietica e delle democrazie popolari europee, in particolare nella RDT, sui “rapporti mercantil-monetari nel socialismo”; la riflessione di Mao Zedong, Deng Xiaoping, Xi Jinping e il vivace dibattito teorico-politico tra i marxisti cinesi, ricostruito da Giacché grazie alle (ancora purtroppo poche) pubblicazioni accessibili a lettori occidentali, tra cui il volume di Zhang Boying (di cui rendiamo disponibile nel pdf allegato una parte del capitolo V), e le Interviste ai marxisti cinesi a cura di Francesco Maringiò (edizioni MarxVentuno 2017), il volume in inglese Frontiers of World Socialism Studies. Yellow Book of World Socialism 2013, a cura di Li Shenming, presidente del World Socialism Center presso la Chinese Academy of Social Sciences (CASS) e direttore della rivista World Socialism Studies (di cui alcuni abstract sono disponibili anche in italiano: https://www.marx21books.com/approfondimenti/prc/rivista-world-socialism-studies/).

Per chi continua a guardare alla prospettiva del socialismo nella storia dell’umanità – e MarxVentuno si colloca tra questi – il testo di Giacché ha il grande merito di riprendere a leggere la Cina e le sue formidabili e rapide trasformazioni con “le lenti di Marx”; fornisce argomenti e strumenti per la ripresa – anche in Occidente – del dibattito alto e dell’elaborazione marxista sulla società socialista.

 

 

Per iscriversi e ricevere il link di partecipazione, inviare una mail a info@marx21books.com con nome, cognome, città, attività

 

Sarà possibile seguire l’incontro in streaming sul canale youtube delle edizioni MarxVentuno:

 

e sulla pagina Facebook: https://www.facebook.com/EdizioniMarxVentuno/

 

***

I prossimi incontri

 

Venerdì 12 febbraio, ore 19.00

Ruolo e funzioni del PCC nella RPC

Relazione di Francesco Maringiò

Dipartimento esteri del PCI, pubblicista, collaboratore di riviste marxiste della RPC

 

[22 gennaio] Secondo incontro: Il socialismo con caratteristiche cinesi

Il socialismo con caratteristiche cinesi

Incontri-dibattito on-line organizzati da MarxVentuno edizioni

Testo base: Zhang Boying

Il socialismo con caratteristiche cinesi. Perché funziona?

 

Venerdì 22 gennaio, ore 18.30

“Percorrere la strada dello sviluppo pacifico”.

La RPC e il mondo

(dal X capitolo del libro di Zhang; cfr. l’estratto parziale nel pdf allegato)

 Scarica da qui l'estratto del libro

Relazione introduttiva di Fabio Massimo Parenti

Per iscriversi e ricevere il link di partecipazione, inviare una mail a info@marx21books.com con nome, cognome, città, attività

Sarà possibile seguire l’incontro in streaming sul canale youtube delle edizioni MarxVentuno: https://www.youtube.com/channel/UCoAWUtQm8Xm_8bjPM8cDMpg  

 

e sulla pagina Facebook di Marx21.it:

https://www.facebook.com/marx21it/

MarxVentuno edizioni - II strada Borrelli 34, 70124 Bari

https://www.marx21books.com

https://www.facebook.com/EdizioniMarxVentuno/

 

Fabio Massimo Parenti, Ph.D. in Geopolitica e Geoeconomia, è attualmente Associate Professor of International Studies alla China Foreign Affairs University, Beijing, dove insegna International Political Economy. In Italia è docente internazionale all’Italian International Institute Lorenzo de’ Medici, Firenze, dove insegna Global Financial Markets, China’s Development and Global Shift, Globalization and Social Change e War and Media. Ha insegnato anche a Città del Messico, Monterrey, e a Manchester, NH, Usa, ove continua a tenere collaborazioni accademiche. È embro di EURISPES, Laboratorio BRICS, e ricercatore al Central China Economic Region Research Institute (CCERRI), Zhengzhou, Henan. Collabora inoltre con la CCTV, CGTN e China Association of International Engineering Consultants.

Tra i suoi libriGeofinance and Geopolitics 2018; Geofinanza e geopolitica 2016; Il socialismo prospero 2017; Mutamento del sistema-mondo: per una geografia dell’ascesa cinese 2009; Gli spazi della globalizzazione 2004. Ha inoltre pubblicato articoli su riviste scientifiche nazionali (es. Rivista Geografica Italiana e Bollettino della Società Geografica Italiana) e internazionali (es. Human Geography e GeoJournal), contributi in volumi collettanei, voci per l’Universale Treccani e articoli divulgativi su varie testate giornalistiche. Editoriali e interviste sono apparse su Global TimesXinhua, CRI, Radio Sputnik International, CGTN, CCTV, La7 e altri media.

***

Il calendario dei prossimi incontri

 

Sabato 6 febbraio, ore 17.00

L’economia socialista di mercato in Cina.

Relazione di Vladimiro Giacché

Presidente del Centro Europa Ricerche e autore del recente saggio “L'economia e la proprietà. Stato e mercato nella Cina contemporanea”

Venerdì 12 febbraio, ore 19.00

Ruolo e funzioni del PCC nella RPC

Relazione di Francesco Maringiò

Dipartimento esteri del PCI, pubblicista, collaboratore di riviste marxiste della RPC

[12 gennaio] Dibattito sul Socialismo con caratteristiche cinesi

Ciclo di incontri per una riflessione sul Socialismo con caratteristiche cinesi a partire dai libri di

Zhang Boying: Il socialismo con caratteristiche cinesi. Perché funziona?

Rémy Herrera, Zhiming Long: La Cina è capitalista?

 

Martedì 12 gennaio 2021

Ore 19.00 - Sala virtuale ZOOM

ne parliamo con

Alessandra Ciattini

Antropologia, Università La Sapienza, Roma, collaboratrice de “La Città Futura”

Francesco Galofaro

Semiotica, Università di Torino, collaboratore di “MarxVentuno” e del sito marx21.it

Per iscriversi, inviare una mail con i propri dati a

info@marx21books.com

Sarà possibile seguire l’incontro in streaming su youtube

 


 

Il calendario dei prossimi incontri

Venerdì 22 gennaio, ore 19.00

“Percorrere la strada dello sviluppo pacifico”: La RPC e il mondo

Relazione di Fabio Massimo Parenti,

Ph.D. in Geopolitica e Geoeconomia, Associate Profess or of International Studies alla China Foreign Affairs University, Beijing

 

Sabato 6 febbraio, ore 17.00

L’economia socialista di mercato in Cina

Relazione di Vladimiro Giacché

Presidente del Centro Europa Ricerche e autore del recente saggio “L'economia e la proprietà. Stato e mercato nella Cina contemporanea”

 

Venerdì 12 febbraio, ore 19.00

Ruolo e funzioni del PCC nella RPC

Relazione di Francesco Maringiò

dipartimento esteri del PCI, pubblicista, collaboratore di riviste marxiste della RPC

Accademia marxismo (CASS) – Nuove opportunità per il Movimento Comunista Internazionale

Nuove opportunità per il Movimento Comunista Internazionale in un’epoca di straordinari mutamenti[1]


Click here for the english version


Rapporto sullo sviluppo del Movimento Comunista Internazionale dal 2019 al 2020

Gruppo di ricerca dell’Accademia del Marxismo, CASS

(diretto dai professori Jiang Hui e Pan Jin’e; coordinato da Li Kaixuan, professore associato)

Abstract

Nel 2019 i partiti comunisti di diversi Paesi hanno commemorato in vari modi il centenario della fondazione dell’Internazionale Comunista e hanno parlato della possibilità di un’alleanza internazionale nella nuova era. Nei Paesi socialisti la Cina ha celebrato solennemente il centenario del Movimento del 4 maggio e il settantesimo anniversario della fondazione della Repubblica Popolare Cinese. Paesi socialisti come Vietnam, Cuba, Laos e Corea del Nord hanno continuato a promuovere le riforme e a delineare nuovi sviluppi attraverso la revisione delle costituzioni e l’attività legislativa. La maggior parte dei partiti comunisti nei paesi in cui non sono al potere ha cercato di cambiare le proprie strategie di lotta. Nel frattempo, il pensiero socialista si è sviluppato anche in Europa e in America. Tuttavia, in una situazione in cui si sta diffondendo la mentalità di una “Nuova Guerra Fredda”, la maggior parte dei partiti comunisti dell’Occidente è ancora in una fase di riflusso. Nel 2020, con la diffusione del COVID-19, si è ulteriormente manifestata la superiorità del sistema socialista e il concetto di costruire una comunità con un futuro comune per l’umanità sta diventando sempre più popolare.

Parole chiave: Internazionale Comunista, 70 anni di RPC, rapporto tra i due sistemi, unità della sinistra, comunità con un futuro condiviso per l’umanità.

***

In un’epoca di straordinari cambiamenti mai prima visti nell’arco di un secolo, sono emersi molti elementi nuovi nel movimento comunista internazionale. Il 2019 è stato un anno di grande significato commemorativo per la storia di questo movimento: centenario della fondazione dell’Internazionale Comunista, centenario dello scoppio del Movimento del 4 maggio in Cina, settantesimo anniversario della fondazione della Repubblica Popolare Cinese.

I partiti comunisti di tutto il mondo hanno tenuto una serie di attività commemorative per valutare l’esperienza storica dell’Internazionale Comunista, trarre lezioni da tale esperienza ed esplorare la possibilità di alleanze internazionali nella nuova era.

La Cina ha commemorato solennemente il centenario dello scoppio del Movimento del 4 Maggio e il settantesimo anniversario della fondazione della Repubblica Popolare Cinese. Ha passato in rassegna la storia e le conquiste del Partito comunista cinese nel suo glorioso cammino, incoraggiando la nazione cinese a continuare a lavorare sodo per realizzare il sogno cinese di un grande ringiovanimento[2].

Paesi socialisti come Vietnam, Cuba, Laos e Corea del Nord hanno continuato nelle pratiche innovative e nello sviluppo di nuovi progetti.

Da parte loro, i partiti comunisti che non sono al potere stanno attivamente esplorando e cercando nuove opportunità; i loro risultati sono contrastanti.

Nel 2020, con la diffusione del COVID-19, il concetto cinese di costruire una comunità con un futuro condiviso per l’umanità sta diventando ancora più significativo.

I.

I PARTITI COMUNISTI DI TUTTI I PAESI VALUTANO L’ESPERIENZA STORICA DELL’INTERNAZIONALE COMUNISTA, NE TRAGGONO LEZIONI ED ESPLORANO LE POSSIBILITÀ DI UN’ALLEANZA INTERNAZIONALE NELLA NUOVA ERA

L’Internazionale Comunista (IC: la Terza Internazionale, o Comintern) fu fondata a Mosca il 2 marzo 1919 e fu sciolta il 25 maggio 1943. Nel 2019, la commemorazione del centenario della fondazione dell’IC è diventata un tema importante del movimento comunista internazionale. Le organizzazioni comuniste di tutto il mondo hanno svolto varie attività commemorative e conferenze per esaminare il significato e l’impatto storico dell’IC.

Il 16 e 17 febbraio 2019 i partiti comunisti e operai europei hanno tenuto in Turchia una conferenza dal titolo “Lotta per il comunismo: 100 anni di patrimonio politico”.

Dal 1° al 2 giugno 30 partiti comunisti hanno tenuto a Mosca una conferenza a carattere scientifico-pratico su “I 100 anni del Comintern e i compiti attuali del movimento comunista”. L’incontro ha in generale affermato il ruolo positivo della Terza Internazionale istituita sotto la guida di Lenin e il suo contributo allo sviluppo e al rafforzamento del movimento operaio comunista mondiale. La dichiarazione della conferenza ha sottolineato:

La nostra valutazione positiva non implica assolutamente che l’esperienza di lotta del Comintern sia stata priva di errori, né che i nostri partiti non debbano affrontarla con spirito critico […][3].

Anche se non ci sono le condizioni per un nuovo Comintern, è comunque necessario studiare ulteriormente l’esperienza storica della Terza Internazionale e applicarla all’attuale lotta del movimento comunista internazionale nel futuro.

Dal 18 al 20 ottobre, 137 rappresentanti di 74 partiti di 58 Paesi hanno partecipato in Turchia alla XXI Conferenza mondiale dei Partiti comunisti e operai, intitolata “A cento anni dalla fondazione dell’Internazionale comunista, la lotta per la pace e il socialismo continua”. I partecipanti all’incontro hanno analizzato e valutato la crisi in corso del sistema capitalista, le tensioni internazionali e l’intensificarsi delle minacce di guerra, hanno sollecitato il mantenimento della pace e della sicurezza mondiale, hanno chiesto il rafforzamento dell’alleanza internazionale del proletariato.

La Festa dell’Humanité del Partito Comunista Francese e la Festa dell’Avante! del Partito Comunista Portoghese hanno posto al centro anche le celebrazioni del centenario della fondazione dell’Internazionale Comunista. Esso coincide con il centenario della fondazione del Partito Comunista degli Stati Uniti. Quest’ultimo ha promosso a settembre iniziative regionali a Chicago, New York e Los Angeles per celebrare questi due storici centenari. Il Partito Comunista Britannico e altri hanno anche svolto una serie di attività commemorative, cogliendo l’occasione per rafforzarsi e ampliare la loro influenza, che è però relativamente debole.

I partiti dell’ex Unione Sovietica e dell’Europa orientale hanno partecipato attivamente alle conferenze internazionali per commemorare i grandi eventi storici del movimento comunista internazionale, hanno esaminato e riflettuto sulla storia del socialismo, hanno espresso dichiarazioni e valutazioni congiunte sulla situazione attuale; ciò ha mostrato la forza e l’unità dei partiti comunisti e operai e ha anche contribuito a rafforzare i piccoli partiti. Questa conferenza ha rafforzato la fiducia nel partito comunista e nel popolo.

In Cina, istituzioni accademiche come la Società cinese per la storia dei movimenti comunisti internazionali, la Società di Pechino per la storia dei movimenti comunisti internazionali e l’Accademia del marxismo dell’Accademia cinese delle scienze sociali hanno tenuto seminari accademici in commemorazione dell’Internazionale comunista per discutere il suo significato storico e cogliere il suo impatto sulla rivoluzione cinese.

Per quanto riguarda il significato storico dell’IC, i partiti comunisti di diversi Paesi ritengono in generale che essa, durante la sua breve esistenza, abbia promosso la nascita, lo sviluppo e la crescita di partiti proletari in tutto il mondo. Ciò ha contribuito alla vittoria del socialismo in alcuni Paesi dopo la seconda guerra mondiale, oltre che alla fondazione del Partito Comunista Cinese. Quando l’IC fu fondata, c’erano solo 13 partiti al mondo che portavano il nome di “Partito Comunista”, ma quando essa fu sciolta, il loro numero era salito a 68 con oltre 3 milioni di iscritti[4]. L’IC ha risvegliato le nazioni oppresse nelle colonie e nei paesi dipendenti e ha contribuito allo sviluppo dei movimenti di liberazione nazionale in Asia, Africa e America Latina. L’IC ha promosso attivamente la lotta antifascista nel mondo e ha sostenuto il fronte unito antifascista. In un articolo commemorativo pubblicato sul giornale del partito il leader del Partito Comunista della Federazione Russa, Gennadij Zjuganov ha sottolineato:

Il significato storico del Comintern sta nel fatto che esso ha collegato il marxismo-leninismo con il movimento operaio di massa su scala mondiale, ha promosso la creazione di partiti proletari e la mobilitazione dei lavoratori per difendere i loro interessi nella lotta contro l’imperialismo e il fascismo, ha rafforzato la solidarietà internazionale dei lavoratori, ha portato il movimento di liberazione nazionale nelle colonie e nei paesi dipendenti ad un nuovo livello. Il lavoro svolto dal Comintern ha posto le basi per le successive conquiste, tra cui la vittoria dei comunisti in molti Paesi e la formazione del sistema socialista mondiale[5].

Per quanto riguarda le lezioni storiche dell’IC, i partiti hanno opinioni diverse. I punti principali sono i seguenti: In primo luogo, il sistema organizzativo altamente centralizzato dell’Internazionale Comunista ignorava l’entusiasmo e la creatività dei partiti comunisti. In secondo luogo, la politica nei confronti dei partiti socialdemocratici non riuscì a unire tutte le forze che potevano essere unite. In terzo luogo, l’errata valutazione delle condizioni storiche della situazione rivoluzionaria e del capitalismo portò ad “errori di sinistra”.

Per quanto riguarda i meriti e i demeriti dell’IC nella rivoluzione cinese, il primo ministro Zhou Enlai ha detto che il presidente Mao Zedong “una volta ha commentato che l’Internazionale comunista ha funzionato bene nel primo e nel terzo periodo, ma non molto bene nel secondo. Con questo non voleva dire che tutto andasse bene durante il primo e il terzo periodo e niente andava bene durante il secondo”[6]. Dal punto di vista della storia dello sviluppo della rivoluzione cinese, questa è anche una valutazione più pertinente del ruolo dell’IC. Alcuni studiosi hanno affermato che i meriti e i demeriti storici del Comintern potrebbero essere ulteriormente riassunti come segue: “Sono state fatte grandi conquiste, che risplenderanno nella storia; gli errori però sono gravi e mettono in guardia per le pratiche future[7].

Nel riassumere l’esperienza e le lezioni dell’IC, si è pensato alla necessità e alle modalità dell’unità internazionale nell’attuale movimento socialista mondiale. I cosiddetti “ortodossi” rappresentati dal Partito comunista greco ritengono che il movimento comunista internazionale si sia allontanato dal marxismo-leninismo fin dagli anni ‘50, e che la situazione dell’attuale movimento comunista internazionale sia simile a quella del crollo della Seconda Internazionale e dell’opportunismo che ha travolto il movimento socialista di sinistra. Il Partito comunista greco ha criticato il fatto che “decine di Paesi si siano uniti al sistema imperialista e abbiano formato un monopolio capitalista”. Nel tracciare un bilancio dell’IC, Joe Sims, co-presidente del Partito Comunista degli Stati Uniti, ha sottolineato:

il Comintern ha fallito non tanto per il predominio del PCUS, quanto perché la varietà e la diversità del movimento operaio in ogni paese rendeva impossibile centralizzare la direzione e il processo decisionale […] L’internazionalismo proletario e la solidarietà sono chiaramente necessari […] Ma questo deve essere fatto con attenzione nel pieno rispetto dell’autonomia e dell’indipendenza dei partiti interessati.[8]

Molti partiti comunisti ritengono che, a 100 anni dalla fondazione dell’Internazionale comunista, dovrebbe esserci un nuovo punto di partenza per la ricostruzione del movimento operaio internazionale e del movimento comunista.

Il Partito comunista moldavo ha sostenuto che, sotto la spinta della concorrenza globale, il progresso scientifico e tecnologico sta avanzando a passi da gigante. Lo sviluppo della tecnologia comporta la creazione di un’intelligenza artificiale con un potenziale superiore a quello degli esseri umani. L’opportunità di una rivoluzione mondiale che sta prendendo forma oggi è il segno di una nuova Internazionale comunista.

La Lega dei comunisti di Lettonia ritiene che l’attuale arma dei comunisti sia ancora l’internazionalismo proletario, la lotta unitaria e l’unità delle classi e dei compagni. Questa è una condizione necessaria per opporsi all’isolamento nazionale e all’imperialismo. L’unità dei comunisti è la scelta inevitabile per il futuro.

Il primo segretario del PCFR dell’oblast’ di Penza, Georgij Kamnev, ha detto che il Comintern è esistito per 24 anni, dal 1919 al 1943, attraversando varie fasi della sua storia. È molto importante che oggi lo spirito dell’Internazionale sia ancora vivo, che il movimento comunista si stia sviluppando. Trent’anni dopo i drastici cambiamenti in Unione Sovietica e nell’Europa dell’Est l’Internazionale del capitale sta di nuovo crollando: le guerre commerciali di Trump, le contraddizioni tra USA e UE, le contraddizioni all’interno dell’UE, ecc. In queste condizioni è importante sviluppare una strategia e una tattica unitaria dei comunisti dei diversi Paesi per sfruttare le divisioni nel campo imperialista per il trionfo del socialismo[9].

I partiti comunisti di vari Paesi hanno espresso opinioni diverse su come realizzare l’unione internazionale. I partiti comunisti di vari Paesi hanno espresso opinioni diverse su come realizzare l’unità internazionale.

La posizione “ortodossa” rappresentata dal Partito comunista greco ritiene che le forze comuniste che oggi aderiscono al marxismo-leninismo debbano prima integrare ideologia e strategia rivoluzionaria. L’integrazione di ideologia e strategia rivoluzionaria significa che le opinioni attuali sull’imperialismo, sul fascismo, sul capitalismo e su altre questioni debbono essere coerenti.

Alcuni partiti comunisti rappresentati dal Partito Comunista Turco ritengono che la realizzazione di alleanze internazionali da parte del partito comunista rifletta principalmente l’unità interpartitica e lo scambio di esperienze, e non può permettere che si stabilisca in un Paese alcuna autorità che sia al di sopra della volontà del partito e dei suoi membri.

Il leader della Lega dei Comunisti della Lettonia ritiene che il partito comunista debba rafforzare la cooperazione delle forze comuniste nella UE e lottare contro i partiti che difendono il sistema esistente. Solo così si può mettere in pratica lo slogan “proletari di tutto il mondo unitevi!”.

In sintesi, in occasione del centenario dell’IC, i partiti comunisti di tutti i Paesi hanno riconosciuto la necessità e l’urgenza di realizzare l’unità internazionale e hanno esplorato i modi per rafforzarla. Tuttavia, vi sono oggi differenze su alcune questioni teoriche di base e strategie di azione che emergono dalle diverse valutazioni dei vari partiti comunisti sulla storia dell’IC, nonché sulle strategie e i percorsi per le alleanze internazionali. Queste differenze riguardano principalmente il modo di vedere, sostenere e sviluppare il marxismo, le riforme socialiste e altre questioni. Questo è diventato il principale ostacolo all’unità internazionale dei partiti comunisti nel mondo.

II.

I PAESI SOCIALISTI ELABORANO UNA SINTESI DELLA LORO PRASSI, CERCANO DI FARE PASSI AVANTI E DELINEANO UN NUOVO MODELLO DI SVILUPPO

1. La Cina commemora il Movimento del 4 maggio e celebra le gloriose conquiste della Repubblica Popolare Cinese in 70 anni, guidando il movimento socialista mondiale in un nuovo cammino

Il Movimento del 4 maggio[10], fu un movimento ideologico illuminista e di nuova cultura, guidato principalmente dai giovani, che diede inizio alla nuova rivoluzione democratica della Cina. In un importante discorso in occasione della commemorazione del suo centenario, Xi Jinping, segretario generale del Comitato centrale del Partito comunista cinese, ha sottolineato che il Movimento del 4 maggio promuoveva la diffusione del marxismo in Cina e promuoveva l’integrazione del marxismo con il movimento operaio cinese. Esso ha preparato ideologicamente i quadri e ha nutrito nuovi rivoluzionari in termini di forze e di cultura[11] e ha un grande significato nella storia dello sviluppo del socialismo cinese.

Il 1° ottobre 1949 è stata fondata la Repubblica Popolare Cinese. Negli ultimi 70 anni, sotto la guida del Partito Comunista Cinese, il popolo cinese ha creato un miracolo di rapida crescita economica e di stabilità a lungo termine della società. Attualmente, la Cina è la seconda economia mondiale per dimensioni, detiene la quota maggiore nella produzione e nel commercio mondiali, è il secondo più grande consumatore di beni, e il secondo paese per afflusso di capitali stranieri. Le sue riserve di valuta estera sono al primo posto nel mondo da molti anni. La Cina ha contribuito per oltre il 30% alla crescita economica mondiale. Negli ultimi 70 anni, la Cina ha continuamente esplorato vie nuove, ha istituito un sistema politico socialista con caratteristiche cinesi. La Cina ha raggiunto il massimo livello mondiale in alcuni settori ad alta tecnologia, guidando lo sviluppo della tecnologia industriale. Negli ultimi 70 anni, la produzione dei mezzi di sussistenza del popolo cinese ha raggiunto risultati notevoli e il tenore di vita della popolazione è in continuo miglioramento. Nel 2020 la Cina eliminerà la povertà in tutto il Paese e costruirà una società moderatamente prospera sotto tutti gli aspetti. Inoltre, i risultati ottenuti dalla RPC nel campo militare e diplomatico sono riconosciuti in tutto il mondo. Zjuganov, presidente del Comitato Centrale del Partito Comunista della Federazione Russa, ritiene che la Cina sia diventata un importante motore per la crescita economica globale e che abbia compiuto progressi nel campo dell’alta tecnologia, mostrando al mondo un percorso di sviluppo unico”[12]. Il successo della Cina è un esempio eccezionale per il mondo. La Cina ha dato un grande contributo al socialismo mondiale e al movimento comunista internazionale nel corso di 70 anni. Attualmente, la Cina tiene alta la bandiera di continuare a promuovere la globalizzazione economica verso una direzione giusta e ragionevole, indicando un importante punto di svolta per lo sviluppo del socialismo mondiale[13].

2. Il Partito Comunista del Vietnam cerca di sviluppare un nuovo progetto per il 13° Congresso Nazionale del Partito

Sotto la guida del Partito comunista del Vietnam, l’economia vietnamita è cresciuta rapidamente nel 2019. Il PIL annuale è cresciuto del 7,02% e il tasso di inflazione è rimasto ad un livello basso: il tasso di crescita annuale è stato del 2,79%, un minimo triennale. Il commercio totale annuo di merci ha raggiunto i 517 miliardi di dollari, di cui le esportazioni sono ammontate a 264.189 miliardi di dollari, con un surplus di 11.118 miliardi di dollari. 38 miliardi di dollari di investimenti di capitale estero, il livello più alto degli ultimi 10 anni, è un record nella storia.

La vita politica è ricca e vibrante. Il Comitato centrale del Partito comunista del Vietnam (PCV) ha convocato la X e l’XI sessione plenaria del 12° Comitato centrale. L’XI sessione plenaria del CC ha promosso l’attuazione dei compiti del 12° Congresso nazionale del partito. Il governo ha formulato un piano di sviluppo economico e sociale a medio e lungo termine in accordo con l’impostazione del Partito, l’Assemblea nazionale ha tenuto due riunioni per discutere i documenti rilevanti e le principali questioni dell’economia sociale in Vietnam, e ha approvato una serie di documenti e progetti di risoluzione.

Sostanzialmente, per la preparazione del 13° Congresso nazionale il lavoro del PCV nel 2019 si è concentrato sui seguenti aspetti: costituire un gruppo che guidi la preparazione della conferenza, procedere nella preparazione dei documenti della conferenza, formulare piani di sviluppo economico e sociale, consolidare la formazione di un contingente di quadri di alta qualità e di altro personale, approfondire il lavoro anti-corruzione, rafforzare la gestione sociale e prevenire l’”evoluzione pacifica”[14] delle forze ostili, ecc. Tra questi, vale la pena di notare che il 19 febbraio 2019 il Primo Ministro del Vietnam Nguyen Xuan Phuc ha proposto, in occasione dell’ispezione del Ministero della Pianificazione e degli Investimenti, la visione dei “due centenari” per lo sviluppo economico e sociale.

Il primo passo è che entro il centenario della fondazione del Partito, nel 2030, il Vietnam entrerà nelle fila dei Paesi a reddito medio-alto e diventerà una “società innovativa, equa, democratica e civile”, rispettando cinque indicatori:

(1) PIL pro capite oltre i 18.000 dollari USA (parità di potere d’acquisto nel 2011);

(2) residenza nelle aree urbane della maggior parte della popolazione del Paese (oltre il 50%);

(3) industria e servizi forniscono oltre il 90% del PIL e impiegano più del 70% dei lavoratori;

(4) l’economia privata produce oltre l’80% del PIL;

(5) superare lo 0,7 nell’indice di sviluppo umano delle Nazioni Unite.

Il secondo passo consiste nell’affermare il Vietnam come “paese sviluppato e prospero” entro il 100° anniversario della sua fondazione nel 2045. Gli indicatori specifici sono:

(1) entrare nel gruppo dei Paesi ad alto reddito più felici del mondo e diventare un Paese prospero;

(2) essere tra i primi 20 Paesi al mondo in termini di indice di competitività globale e indice imprenditoriale, esplorare un’economia basata sulla conoscenza con un alto reddito e fonti diversificate di esso. L’industria sta progredendo verso la direzione della modernizzazione. La percentuale di agricoltura è scesa sotto il 10% e non è più agricoltura pura;

(3) diventare uno dei paesi con la più alta qualità dell’istruzione nella regione Asia-Pacifico.

3. Cuba commemora solennemente il 60° anniversario della vittoria della rivoluzione, modificando la Costituzione e riformando il sistema di direzione del Paese

Il 2019 segna il 60° anniversario della vittoria della Rivoluzione Cubana, e il governo cubano ha organizzato un grande evento commemorativo. I dirigenti della Cina e di altri Paesi socialisti hanno inviato messaggi di congratulazioni affermando che la vittoria della rivoluzione cubana non solo ha inaugurato una nuova storia dell’indipendenza e dello sviluppo di Cuba, ma ha anche ispirato a partire dagli anni Sessanta il movimento di liberazione nazionale, il movimento dei Paesi non allineati e la società nei Paesi in via di sviluppo.

Nel 2019 Cuba ha approvato una nuova Costituzione attraverso un referendum. Essa stabilisce che il Consiglio di Stato è un organo permanente del Congresso nazionale del popolo. Il ruolo di capo dello Stato e di capo del governo non è più concentrato nella persona del presidente del Consiglio di Stato, ma viene suddiviso nelle persone del presidente e del primo ministro. Il Presidente dello Stato è eletto dal Congresso nazionale del popolo, deve avere almeno 35 anni e non superare i 60 quando viene eletto per la prima volta. Il mandato è di 5 anni e può essere rinnovato ulteriormente per altri 5. Il Primo Ministro è eletto dal Congresso Nazionale del Popolo su proposta del Presidente della Repubblica; è responsabile del lavoro quotidiano del governo e guida la compagine ministeriale. Nell’ottobre 2019, secondo la nuova costituzione e la nuova legge elettorale, Miguel Diaz-Canel è stato eletto come primo presidente di Cuba, e Salvador Valdes come vicepresidente, Esteban Lazo Hernández è presidente del Congresso nazionale del popolo e presidente del Consiglio di Stato, mentre Manuel Marrero Cruz è il primo ministro del governo. È stato anche eletto il Consiglio di Stato di 21 membri. Raul Castro sarà il primo segretario del Comitato centrale del Partito comunista di Cuba fino al 2021. La nuova costituzione sottolinea che la proprietà nazionale è la principale forma di proprietà a Cuba, e il sistema economico cubano si basa sia su fattori di pianificazione che di mercato.

4. La Corea del Nord ha modificato la sua Costituzione, ha ridimensionato la sua “politica Songun” e ha raggiunto nuovi traguardi nella crescita economica e nella diplomazia

Ad aprile e agosto 2019 la 14a Assemblea Suprema del Popolo della Corea del Nord ha convocato due riunioni per discutere gli emendamenti costituzionali. Gli emendamenti sono: eliminare molti “pensieri Songun”, fondere la figura del leader supremo nominale con l’attuale leader supremo e implementare un sistema socialista di gestione della responsabilità aziendale. Ci sono tre motivi principali per gli emendamenti. Il primo è che, poiché la “politica Songun” è stata inclusa nel kimilsungismo-kimjongilismo non è più enfatizzata separatamente, come anche la “politica Songun”, conformatasi allo spostamento strategico incentrato sulla costruzione economica. In secondo luogo, la nuova Costituzione stabilisce che “rappresentante del Paese” è il presidente del Consiglio di Stato al posto del presidente permanente dell’Assemblea Suprema del Popolo, la quale ha istituito un sistema politico nazionale incentrato sul Consiglio di Stato, in modo che il presidente del Consiglio di Stato non solo possieda l’effettiva guida suprema del Paese, ma rappresenti anche di diritto il Paese, rendendo così più fluidi i rapporti legislativi nel sistema. In terzo luogo, lo “spirito di Chongsanri” e il “sistema di lavoro Taean” sono stati sostituiti da “metodi di lavoro rivoluzionari che esercitano fortemente il potere spirituale e la capacità creativa delle masse” e “implementano un sistema di gestione basato sulla responsabilità aziendale socialista”, poiché la vecchia espressione ha l’impronta delle caratteristiche regionali degli anni Sessanta, mentre le nuove espressioni sono più in linea con le più ampie esigenze di sviluppo strategico della Corea del Nord nella nuova era.

Tuttavia, è necessario chiarire che, sebbene la Corea del Nord abbia adeguato il focus della sua strategia di sviluppo, il contenuto fondamentale della Costituzione non è cambiato. Ad esempio, non è stato rivisto l’articolo 34 che recita: “l’economia nazionale della Repubblica Democratica di Corea è un’economia pianificata”; la nuova Costituzione pone maggiore enfasi sul ruolo del popolo e insiste sul principio che il popolo è al primo posto. Kim Jong-un ha sottolineato che mettere il popolo al primo posto è il principio fondamentale in tutti gli ambiti. Ciò dimostra che gli emendamenti alla Costituzione della Corea del Nord mirano a cambiare alcune espressioni superate, rettificare il sistema amministrativo e i metodi di gestione economica e garantire che il Paese possa svilupparsi senza problemi lungo la via socialista di stile coreano nella nuova era.

Nel 2019 la diplomazia della Corea del Nord ha raggiunto importanti risultati. Il 7-10 gennaio Kim Jong-un ha visitato nuovamente la Cina; il 26 febbraio Kim Jong-un è arrivato ad Hanoi per tenere il secondo summit nordcoreano con il presidente americano Trump, e ha visitato ufficialmente il Vietnam. È la prima volta per il leader supremo dopo un intervallo di 55 anni. Il 24 aprile, Kim Jong-un e Putin si sono incontrati a Vladivostok. Il 30 giugno, Kim Jong-un e Trump hanno tenuto uno storico incontro al confine tra la Corea del Nord e la Corea del Sud, noto come il 38° parallelo. Durante lo storico incontro sul 38° Parallelo, Trump ha attraversato il 38° Parallelo verso la Corea del Nord e ha stretto la mano a Kim Jong-un, diventando il primo presidente in carica degli Stati Uniti a mettere piede sul territorio nordcoreano nella storia, il che ha un significato emblematico. Dal 20 al 21 giugno, il segretario generale del Comitato centrale del PCC e il presidente Xi Jinping hanno compiuto una visita di Stato in Corea del Nord, inaugurando un nuovo capitolo dell’amicizia tra Cina e Corea del Nord.

5. Il Laos rafforza la formazione dei quadri e la costruzione ideologica e teorica per preparare il nuovo congresso del partito

Nel 2019, il Partito rivoluzionario popolare del Laos ha superato molte influenze negative in patria e all’estero e ha continuato a promuovere l’innovazione socialista. Lo sviluppo di tutti gli aspetti dell’economia e della società ha mantenuto un buon ritmo. Tra questi, la crescita economica annuale è stata del 6,4% e il PIL pro capite ha raggiunto i 2.620 dollari; sono stati raggiunti risultati positivi nella riduzione della povertà.

Nel 2019, il Partito rivoluzionario popolare del Laos ha convocato l’8a e la 9a sessione plenaria del 10° Comitato centrale per tracciare un bilancio dei risultati e dell’esperienza della edificazione socialista e della costruzione del partito in Laos nella fase attuale, e prendere accordi per l’11° Congresso nazionale del partito che si terrà all’inizio del 2021. Tra questi, l’ottava sessione plenaria del Comitato centrale ha pubblicato tre documenti rilevanti per rafforzare il processo di formazione dei quadri. Prima e dopo i due plenum, il Partito rivoluzionario popolare del Laos ha anche pubblicato una serie di importanti risoluzioni, sottolineando l’ulteriore miglioramento del processo di formazione dei quadri. Il Partito Rivoluzionario del Popolo del Laos ha anche rafforzato la capacità del partito di governare e mantenere la natura avanzata dell’istruzione dei membri del partito, e ha ottenuto grandi risultati nell’elaborazione del pensiero politico, nella gestione dei quadri, nella lotta alla corruzione e per l’onestà, nella costruzione dello stile di lavoro e nella supervisione della disciplina. Dopo l’ottava sessione plenaria del decimo Comitato centrale del Partito rivoluzionario popolare del Laos, è stato effettuato un costante e ordinato adeguamento dei quadri per preparare le disposizioni del personale per l’11° Congresso nazionale del Partito rivoluzionario popolare del Laos, che si terrà all’inizio del 2021.

Nel 2019, il Partito rivoluzionario popolare del Laos ha anche fatto nuovi progressi nell’innovazione teorica. Il 13 dicembre 2018 e il 27 marzo 2019 l’ufficio politico del Partito rivoluzionario popolare del Laos ha promulgato il pensiero di Kaysone Phomvihane e il marxismo-leninismo ideologia guida del partito, in ottemperanza alle risoluzioni del 10° Congresso nazionale.

Documenti come la Risoluzione sullo studio del pensiero di Kaysone Phomvihane e la Risoluzione sulla creazione del Comitato di Ricerca sul pensiero di Kaysone Phomvihane hanno portato alla fondazione del Comitato di Ricerca, composto da rappresentanti dell’Accademia Nazionale delle Scienze Sociali del Laos, dell’Accademia Nazionale dell’Amministrazione, dell’Istituto Nazionale delle Scienze Sociali Kaysone Phomvihane College, del People’s Security College e del Kaysone Phomvihane Museum. Il 5 maggio 2019, l’Ufficio Politico del Comitato Centrale del Partito Rivoluzionario Popolare del Laos ha anche promulgato la Risoluzione sulla creazione dell’Istituto Centrale di Ricerca Teorica del Partito, sì che l’attività di ricerca teorica e propaganda del partito si è gradualmente rafforzata.

III.

I PARTITI COMUNISTI DEI PAESI NON SOCIALISTI CERCANO

ATTIVAMENTE VIE DI SVILUPPO, CON RISULTATI CONTRASTANTI

1. Le performance dei partiti comunisti nei paesi in via di sviluppo e nei paesi dell’ex Unione Sovietica e dell’Europa orientale sono di segno contrastante

Il movimento comunista in Nepal, nell’Asia meridionale, è stato attivo negli ultimi due anni. Il 15 febbraio 2018, il Partito comunista del Nepal (Marxista-Leninista unito) e il Partito comunista del Nepal (Centro Maoista) hanno formato una coalizione di sinistra e sono saliti al potere, annunciando la loro fusione per formare il Partito comunista del Nepal il 17 maggio 2018. Nell’ultimo anno, il Nepal ha ottenuto grandi risultati in campo politico, economico, sociale e diplomatico. È stato il periodo più stabile degli ultimi 30 anni. Nel 2019 il Partito Comunista del Nepal ha integrato e migliorato le teorie di base dell’ex Partito Comunista del Nepal (Marxista-Leninista unito) e del Partito Comunista del Nepal (Centro Maoista). Tra questi, la questione di come affrontare la guerra popolare non è ancora giunta a una posizione unitaria. Nel 2020 il Partito Comunista del Nepal convocherà il primo congresso del partito dopo la fusione. Il congresso definirà un nuovo programma teorico e pianificherà un progetto per un nuovo periodo.

Invece desta preoccupazione l’andamento del Partito Comunista dell’India (M-L), la più grande organizzazione comunista dell’Asia meridionale. Nella 17a elezione della Camera del Popolo dell’India, tenutasi nel maggio 2019, il numero di seggi conquistati dal Partito Comunista dell’India (M-L) si è ridotto da 6 a 3, scendendo al punto più basso della sua storia, e il numero di seggi del Partito Comunista dell’India è aumentato da 1 a 2. Il Partito Bharatiya Janata ha ottenuto una vittoria schiacciante. La svolta a destra della politica indiana si è ulteriormente consolidata, e lo spazio politico a sinistra si è ulteriormente compresso.

Nel 2019 il Parlamento europeo ha ancora una volta approvato una risoluzione anticomunista sull’Unione Sovietica e sull’Europa dell’Est. In alcuni Paesi i partiti comunisti sono stati banditi dalle attività e i partiti comunisti si sono trovati in una situazione difficile. In occasione del centenario della fondazione dell’Internazionale comunista e del trentesimo anniversario della caduta del muro di Berlino, i partiti comunisti e operai dei Paesi dell’Europa orientale hanno partecipato attivamente alle attività e alle conferenze internazionali che commemorano il centenario della fondazione dell’Internazionale comunista, hanno passato in rassegna e riassunto la storia dei drastici cambiamenti nell’Europa orientale e la storia del movimento comunista. L’esperienza e le lezioni della storia hanno dato impulso allo sviluppo del movimento comunista internazionale nell’ex Unione Sovietica e nell’Europa orientale. In termini di partecipazione politica, si sono accresciuti i consensi ad alcuni partiti comunisti alle elezioni nazionali e locali, e ciò ha portato nuova vitalità allo sviluppo dei movimenti socialisti nelle diverse aree.

Tra queste, nelle elezioni regionali e locali russe del settembre 2019, il Partito comunista della Federazione Russa ha fatto notevoli progressi. In 10 delle 12 regioni, è aumentato il sostegno al Partito comunista della Federazione Russa, ed è aumentato anche il numero totale di seggi nei consigli comunali, soprattutto nelle elezioni del Consiglio comunale di Mosca, dove il PCFR ha conquistato 13 seggi, 8 in più rispetto alla precedente tornata elettorale.

Nelle elezioni di novembre per l’Assemblea nazionale della Bielorussia, il numero di seggi del Partito comunista bielorusso è passato da 8 che aveva nel 2016 a 11. In qualità di partito più grande del Parlamento, esso mantiene una certa influenza nell’ambito della politica interna[15].

Al contempo, nelle elezioni nazionali del 24 febbraio 2019, il Partito comunista moldavo è crollato su tutta la linea, perdendo tutti i 21 seggi parlamentari e diventando un partito extraparlamentare. Questa è stata un’altra grave battuta d’arresto dopo aver perso la sua posizione di governo nel 2019.

2. La maggior parte dei partiti comunisti occidentali ha intrapreso la strada della lotta parlamentare attraverso l’unità a sinistra. Con punti luminosi, ma una flessione generale

Il 2019 è stato l’anno delle elezioni del Parlamento europeo. I partiti politici e le organizzazioni dei 27 Paesi dell’UE si sono pienamente impegnati nella campagna elettorale. I partiti comunisti di vari Paesi hanno partecipato attivamente alle elezioni parlamentari. Alcuni partiti comunisti, unendosi con altri partiti di sinistra, hanno sostenuto candidati comuni. Tuttavia, poiché nella campagna elettorale ci si è concentrati sulla coalizione di sinistra, le posizioni dei partiti comunisti non emergevano, poco chiari risultavano i loro tratti distintivi, che nel complesso non riuscivano a cogliere le esigenze e le preoccupazioni del proprio elettorato. Inoltre, i partiti comunisti sono stati ostacolati da partiti populisti e di estrema destra. Quindi non si è ottenuto un buon risultato: degli oltre 700 seggi del Parlamento europeo, il GUE/NGL (Sinistra Unitaria Europea/Sinistra Verde Nordica), composto dal Partito Comunista Francese, da Rifondazione comunista, dal Partito Comunista Spagnolo e da diversi partiti di sinistra in Europa, si è aggiudicato solo 39 seggi, con una diminuzione di 13 seggi rispetto al parlamento precedente. Tra i partiti comunisti partecipanti, il Partito del lavoro del Belgio (PTB) ha ottenuto un seggio, il miglior risultato nella sua storia, il Partito comunista greco ha mantenuto i due seggi, il Partito comunista portoghese si è ridotto a due seggi, mentre gli altri partiti comunisti e operai non hanno ottenuto seggi.

Nelle elezioni parlamentari del 2019, il Partito del lavoro del Belgio (PTB) è diventato un “outsider” che è emerso improvvisamente dalla difficile situazione dei partiti radicali di sinistra in Europa. Il sostegno al Partito del lavoro del Belgio alle elezioni del Parlamento europeo del maggio 2019 è salito all’8,7%, consentendogli di aggiudicarsi un seggio: una svolta storica. Inoltre, nelle elezioni del Parlamento regionale del Paese, il PTB ha ottenuto il 6,6%, il 12% e il 13,5% di consensi nelle Fiandre, a Bruxelles e in Vallonia, e rispettivamente 4, 11 e 10 seggi. Alle elezioni del Parlamento nazionale belga, il PTB ha ottenuto 12 seggi nel Parlamento federale e 4 seggi al Senato. Oltre al seggio nel Parlamento europeo, il numero di seggi del PTB è aumentato rapidamente dagli 8 seggi del 2014 a 42 seggi, classificandosi al quinto posto tra i 12 partiti politici con rappresentanti eletti in tutto il Paese. In una situazione di generale caduta e riflusso o addirittura di trasformazione in senso non comunista del movimento comunista in Occidente, il PTB ha messo in atto con successo un perfetto “contrattacco”, noto come “un’importante brillante svolta rossa” e un “movimento sociale fenomenale”. Il motivo è che il PTB ha adeguato la sua strategia d’azione e la sua elaborazione teorica e ha proposto che l’obiettivo finale sia quello di costruire una società senza classi, cioè una società veramente collettivistica o una società comunista. Questo è conforme agli ideali della maggioranza della popolazione nella situazione attuale e la attrae verso l’adesione al partito. Di conseguenza, il numero dei membri del partito è passato da 2.800 nel 2007 a 19.000 alla fine del 2019. La fruttuosa pratica politica del PTB è un importante riferimento e un’importante ispirazione per gli altri partiti comunisti occidentali.

In Asia, il Partito comunista del Giappone, che in origine occupava gran parte dell’area tradizionale dei partiti comunisti dei Paesi capitalistici sviluppati, è in declino negli ultimi anni. Nella 25a elezione al Senato, tenutasi nel 2019, il PCG ha ottenuto 13 dei 245 seggi, uno in meno rispetto al precedente mandato, ed è in crescita il divario di seggi locali con il Partito Komeito e il Partito liberaldemocratico. Per cercare di svilupparsi, il Partito comunista giapponese ha cambiato la sua strategia di lotta. In primo luogo, si è impegnato alla possibile formazione di un fronte unito con i partiti dell’opposizione per stabilire un governo di coalizione. In secondo luogo, si sta rivolgendo alla diplomazia interpartitica attribuendo grande importanza al rapporto con i partiti europei. Al 28° Congresso del Partito, che si è tenuto dal 14 al 18 gennaio 2020, il PCG ha rivisto il programma del partito, ha cancellato l’affermazione secondo cui Cina, Vietnam, Cuba e altri Paesi sono “alla ricerca di nuove vie al socialismo” e non ha considerato il XXI secolo come un’epoca in cui coesistono due sistemi, capitalista e socialista. Queste modifiche del PCG riflettono in realtà alcune caratteristiche comuni degli attuali partiti comunisti occidentali e questa tendenza è degna di attenzione.

Nelle Americhe, l’anno 2019 è il centenario della fondazione del Partito Comunista degli Stati Uniti. Il PCUSA ha tenuto il suo 31° Congresso Nazionale dal 15 al 16 giugno; con esso Rossana Cambron e Joe Sims sono diventati copresidenti del Partito[16]. Il Congresso ha condotto un’analisi dettagliata del capitalismo attuale, ha proposto strategie specifiche che il partito segua nella conduzione delle lotte nella nuova era, ha formulato le tappe e i passi che gli Stati Uniti devono compiere per giungere al socialismo e al comunismo e conseguire gli obiettivi del Green New Deal attraverso un potente movimento della classe operaia per promuovere il socialismo americano. Nelle elezioni presidenziali americane del 2020, il partito comunista statunitense sostiene il deputato democratico Sanders, considerato socialista. Il PCUSA spera di espandere la sua influenza unendo la sinistra per partecipare alle attività politiche.

In Australia, il movimento comunista è diventato attivo, ma le divisioni interne sono rimaste gravi. Venticinque anni dopo lo scioglimento del Partito comunista della Nuova Zelanda, fondato nel 1921, un gruppo di giovani, soprattutto studenti delle scuole, ha fondato il “New Communist Party of Aotearoa” (NCPA). Il congresso di fondazione e la prima riunione del Comitato centrale si sono tenute a Wellington il 21 novembre 2019. Durante l’incontro sono stati approvati lo statuto e il programma del partito, che assume chiaramente il marxismo-leninismo come ideologia guida del partito e dichiara che si tratta di un partito proletario. Sempre nella riunione inaugurale è stato proposto lo slogan “Una classe, due sindacati”. “Una classe” significa che il Partito comunista neozelandese è un partito proletario. “Due sindacati” si riferisce ai sindacati dei lavoratori da un lato e alle unioni comunitarie[17] dall’altro: il partito attua una politica incentrata sui sindacati e i movimenti comunitari.

Negli ultimi anni, nel Partito Comunista dell’Australia (Communist Party of Australia, CPA) vi sono state gravi divergenze su questioni ideologiche e principi organizzativi. L’ex Segretario Generale del Comitato Centrale Bob Briton ha annunciato la fondazione dell’Australian Communist Party (ACP) nel giugno 2019. Briton ritiene che il partito debba essere un rigoroso partito marxista-leninista, che ingaggia profonde lotte teoriche, rafforza lo studio teorico marxista e la costruzione dell’organizzazione e si oppone al metodo riformista di fare affidamento sui sindacati e sulle alleanze di sinistra per far parte del parlamento. Egli ritiene che sia difficile integrare l’economia di mercato con gli obiettivi socialisti. Sono proprio questi i punti su cui egli si differenzia dagli altri membri del CPA, e sono in realtà la causa comune delle divisioni interne in alcuni partiti comunisti occidentali.

IV.

NEL 2020 LA SUPERIORITÀ DEL SISTEMA SOCIALISTA SARÀ PIÙ EVIDENTE NELLA SITUAZIONE DETERMINATA DAL COVID-19

Il 2020 è il 200° anniversario della nascita di Engels e il 150° anniversario della nascita di Lenin. I partiti comunisti e i paesi socialisti terranno attività commemorative e seminari accademici incentrati su temi correlati, e reinterpreteranno le opere classiche del socialismo dall’utopia alla scienza, dalla teoria alla pratica, alla luce della nuova situazione, da un paese a più paesi, dalla transizione diretta alla transizione indiretta e altri punti di vista teorici correlati, rivalutando la grande personalità dei mentori rivoluzionari e promuovendo il nuovo sviluppo della costruzione del socialismo mondiale e del movimento comunista internazionale nella nuova era.

Tuttavia, all’inizio del 2020, il COVID-19 ha spazzato il mondo. Sotto l’influenza dell’epidemia, la portata della commemorazione di Engels e Lenin da parte dei partiti comunisti di vari Paesi è stata limitata. Quindi, i partiti comunisti e gli studiosi di vari Paesi attraverso libri e articoli hanno illustrato al movimento comunista internazionale il grande significato del pensiero dello scrittore classico. Per esempio, il professor Yu Liangzao dell’Università Normale di Nanjing ha scritto un articolo sulla teoria del socialismo scientifico creata da Marx ed Engels per guidare il proletariato nella conduzione di movimenti rivoluzionari e nella costruzione del comunismo. È una teoria in evoluzione. Dopo la morte di Marx, soprattutto dopo il 1890, Engels collegò strettamente la teoria del socialismo scientifico alla guida ide movimento comunista internazionale e arricchì la teoria basata su nuove pratiche[18]. Il ricercatore Jin Minqing dell’Accademia cinese delle scienze sociali ritiene che la Lega comunista creata da Marx ed Engels attraverso la riorganizzazione della Lega dei Giusti sia stato il primo partito proletario nella storia dell’umanità costituito sulla base del socialismo scientifico, aprendo una nuova era al movimento comunista[19]. Il professor Nguyen Xuan Thang, segretario del Segretariato del Comitato centrale del Partito comunista del Vietnam, direttore del Comitato teorico centrale e presidente della Scuola di Partito del Comitato centrale del PCV, ha scritto il 22 aprile un articolo sul giornale comunista del PCV, affermando che Lenin sostenne e sviluppò la teoria marxista sul nuovo stadio storico, cioè l’imperialismo e la rivoluzione proletaria, guidò con successo la Rivoluzione d’Ottobre russa del 1917, istituì la prima potenza politica mondiale degli operai e dei contadini, inaugurando una nuova era che segnava il passaggio dal capitalismo al socialismo, il socialismo si evolveva dalla teoria alla realtà attraverso la sua eccezionale teoria e le sue attività pratiche. La vita di Lenin e la sua causa rivoluzionaria sono state grandiose e il suo contributo alla classe operaia e ai lavoratori oppressi nel mondo è stato estremamente importante. È di importanza epocale. Nel commemorare il 150° anniversario della nascita di Lenin, dobbiamo aderire fermamente e applicare in modo creativo il marxismo-leninismo, aderire agli obiettivi dell’indipendenza nazionale e del socialismo, superare senza riserve le sfide, perseverare nell’innovazione e creare un miracolo in Vietnam[20].

Il movimento comunista internazionale nel 2020 continuerà a svilupparsi sotto l’influenza del COVID-19. Questa epidemia non solo avrà un impatto sulla salute delle persone, ma avrà anche un impatto importante e di vasta portata sui metodi di produzione del mondo, sullo sviluppo tecnologico, sulla struttura internazionale e sul rapporto di forze tra socialismo e capitalismo.

Da un lato, la Cina, il Paese che ha sofferto per primo la pandemia, ha controllato con successo e in tempi rapidi la diffusione dell’epidemia, dimostrando pienamente la natura avanzata del Partito comunista cinese e la superiorità del sistema socialista con caratteristiche cinesi. Allo stesso tempo, anche altri Paesi socialisti come il Vietnam, il Laos, Cuba e la Corea del Nord hanno saputo controllare e gestire bene l’epidemia. Al 30 aprile, ad eccezione di Cuba, gli altri tre Paesi non hanno segnalato un solo decesso per COVID-19. Tra questi, la Corea del Nord non ha riportato alcun caso, il Laos ha solo 19 casi e da metà aprile non sono comparse nuove epidemie. Il Vietnam, un Paese con una popolazione di quasi 100 milioni di abitanti, ha riportato solo 320 casi e tutti sono stati curati. Cuba, sebbene abbia avuto 1.467 casi e 58 decessi, ha dimostrato – rispetto alla maggior parte dei Paesi del mondo, soprattutto rispetto alla diffusione su larga scala dell’epidemia nel vicino Brasile – un’eccellente capacità di prevenzione e controllo dell’epidemia. Ciò dimostra chiaramente che i Paesi socialisti hanno utilizzato azioni pratiche per dimostrare la superiorità del sistema socialista nella gestione e nel controllo dei grandi disastri e del sistema sanitario.

Inoltre, la Cina si è mossa pienamente con spirito internazionalista e senso di responsabilità di un grande Paese, fornendo a molti Paesi una grande quantità di materiali per la prevenzione dell’epidemia, esperienza di trattamento ed équipe mediche, e ha fatto ogni sforzo per aiutare altri Paesi a sconfiggere l’epidemia, conquistandosi il riconoscimento e l’apprezzamento di tutti i Paesi del mondo. Il 2 aprile 2020, il Partito Comunista Cinese e più di 230 partiti politici in oltre 100 paesi hanno lanciato un appello congiunto per il rafforzamento della cooperazione internazionale contro l’epidemia[21]. I partiti politici che hanno partecipato all’appello congiunto provenivano dai cinque continenti, compresi i partiti al governo, importanti partiti dell’opposizione e i raggruppamenti politici internazionali dei principali Paesi, che comprendono partiti politici con ideologie diverse, di sinistra, centro e destra. L’appello ha ricevuto in vari modi anche il sostegno e l’apprezzamento del Partito Comunista di Cuba, del Partito Comunista del Nepal, del Partito Progressista dei Lavoratori di Cipro (AKEL), del Partito Comunista degli Stati Uniti, del Partito Comunista del Brasile, del Partito Comunista del Cile, del Partito Comunista dell’Argentina, del Partito Comunista della Gran Bretagna, del Partito Comunista della Gran Bretagna (marxista-leninista), del Partito Comunista spagnolo, del Partito Comunista australiano e del Partito Comunista del Bangladesh (marxista-leninista) in vari modi[22]. La pandemia evidenzia che tutti gli esseri umani condividono la sofferenza e il dolore di fronte ai disastri e nessuno può sopravvivere da solo. Pertanto è più facile apprezzare e accogliere il concetto cinese di costruire una comunità con un futuro comune per l’umanità.

D’altra parte, alcuni paesi occidentali ignorano i risultati ottenuti dalla Cina nella lotta contro il COVID-19 e lanciano accuse e attacchi infondati contro di essa, ma le loro politiche sono lente e inefficaci nell’affrontare l’epidemia nei loro paesi, portando alla diffusione della stessa. L’epidemia mette a nudo non solo i doppi standard che i politici capitalisti stanno applicando sotto le spoglie della libertà e della democrazia, ma anche le carenze del sistema sanitario occidentale, la gestione della società, l’obiettivo capitalistico della massimizzazione dei profitti e l’ipocrisia dei diritti umani che l’Occidente sostiene. Con il diffondersi dell’epidemia nei paesi occidentali i lavoratori e le persone ai livelli più bassi della società sono ancor meno tutelati, non si può garantire loro il sostentamento necessario per vivere; il divario tra ricchi e poveri si è ulteriormente allargato, il che può causare problemi sociali più gravi nonché disordini politici.

Pertanto, sotto i colpi dell’epidemia, il socialismo, come ideologia e sistema che sostituisce il capitalismo, ha ricevuto sempre più attenzione e fiducia nel mondo. Tuttavia, poiché la differenza tra le due forze è netta, i difensori della borghesia occidentale e del sistema capitalistico non si fermeranno. Essi inevitabilmente intensificheranno la loro resistenza e reprimeranno il movimento socialista; la situazione dei partiti comunisti in tutti i paesi sarà ancora più difficile. Anche se la lotta tra i due sistemi è favorevole al socialismo, è difficile che possa cambiare la coesistenza a lungo termine dei due sistemi. Per questo dovremmo sostenere attivamente l’idea di costruire una comunità con un futuro comune per l’umanità, che è una soluzione razionale per una cooperazione vantaggiosa per tutti i paesi e i diversi sistemi del mondo nelle attuali condizioni storiche.

  1. Tradotto dal cinese in inglese dalla dottoressa Liu Xinxin, revisione di Esther Chang Qingyun, EIS Education Group PLT. Traduzione dall’inglese: Andrea Catone.
  2. L’obiettivo del ringiovanimento, della “rinascita” del popolo cinese è stato fortemente rimarcato nel rapporto di Xi Jinping al XIX congresso del PCC (18-24 ottobre 2017) [NdT].
  3. http://www.wyzxwk.com/Article/sichao/2019/06/404628.html; cfr. anche: https://inter.rkrp.ru/%D0%B1%D0%B5%D0%B7-%D1%80%D1%83%D0%B1%D1%80%D0%B8%D0%BA%D0%B8/final-declaration-of-the-participants-of-international-conference-100-years-to-the-communist-international-and-tasks-of-the-communist-movement-today-moscow-1-2-june-2019/
  4. Lin Jianhua, The Practical Logic of the Communist International in the World Revolution. “Chinese Social Sciences”, Issue 8, 2014.
  5. Cfr. 根. 安. 久加诺夫, 刘淑春 摘译: 共产国际的宝贵经验, in “World Socialism Studies”, Issue 5, 2019 [G. A. Zjuganov, Liu Shuchun (traduttrice), L’inestimabile esperienza del Comintern]. Cfr. anche: Бесценный опыт Коминтерна (1° marzo 2019), in https://kprf.ru/party-live/cknews/183054.html.
  6. Zou Enlai, The Communist International and the Chinese Communist Party, 14-15 luglio 1960, in Selected Works of Zhou Enlai, Volume 2, Foreign Languages Press, Beijing, 1989, p. 306. I 24 anni di vita dell’IC (1919-1943) vengono suddivisi in tre periodi di 8 anni ciascuno [NdT].
  7. Lin Jianhua, The Practical Logic…, op. cit.
  8. Joe Sims, The Road to Socialism and the World Communist Movement: A Reply to Wadi’h Halabi, http://www.cpusa.org/article/the-road-to-socialism-and-the-world-communist-movement-a-reply-to-wadih-halabi
  9. В Турции прошла XXI Международная встреча коммунистических и рабочих партий [In Turchia si è svolto il XXI Incontro Internazionale dei partiti comunisti e operai] “Pravda”, 22.11.2019, https://kprf.ru/party-live/opinion/189657.html.
  10. Prende il nome dal giorno in cui scoppiò nel 1919 [NdT].
  11. Xi Jinping, Speech at the Conference Commemorating the 100th Anniversary of the May Fourth Movement, People’s Publishing House, 2019, p. 2.
  12. Song Qu, China is fully capable of handling domestic issues - Interview with Zyuganov, Chairman of the Central Committee of the Communist Party of the Russian Federation, “People’s Daily”, December 9th, 2019.
  13. Jiang Hui, The Transitional Role of Socialism with Chinese Characteristics in the World Socialist Movement, “World Socialism Studies”, Issue 4, 2019.
  14. La dottrina dell’“evoluzione pacifica”, formulata dal segretario di Stato americano John Foster Dulles durante la guerra fredda, si riferisce al tentativo di effettuare, principalmente da parte degli Stati Uniti, una trasformazione politica ed economico-sociale dei Paesi socialisti con mezzi pacifici, dall’interno, diffondendo le idee politiche e gli stili di vita occidentali, incitando il malcontento e incoraggiando gruppi di popolazione a sfidare la leadership del Partito comunista. Le “rivoluzioni colorate” ne sono un’attuazione e sviluppo. Mao Zedong mise in guardia dal pericolo delle “pallottole di zucchero” della borghesia per “prendere la fortezza socialista dall’interno” [NdT].
  15. Yu Haiqing, Qin Zhenyan. New Situation and New Characteristics of the Development and Changes of Foreign Communist Parties in 2019, “Contemporary World”, Issue 1, 2020.
  16. Yu Haiqing, Qin Zhenyan, New Situation and New Characteristics of the Development and Changes of Foreign Communist Parties in 2019, “Contemporary World”, Issue 1, 2020.
  17. Sono le associazioni che si occupano, ad esempio, della lotta per la riduzione degli affitti, o questioni più ampie come i lavori pubblici, i servizi e la vita della comunità. Cfr. Muhammed Shabeer, New Communist Party of Aotearoa seeks to blaze a new trail in New Zealand, “Peoples Dispatch”, February 16, 2020, https://peoplesdispatch.org/2020/02/16/new-communist-party-of-aotearoa-seeks-to-blaze-a-new-trail-in-new-zealand/ [NdT].
  18. Yu Liangzao. Engels’ Important Contributions to the Theory of Scientific Socialism in His Later Years, “Theory and Reform”, Issue 3, 2020.
  19. Jin Minqing. Engels’ Special Contributions in the Process of Creating the First Communist Party in History, “Studies on Party and Government”, Issue 3, 2020.
  20. http://tapchicongsan.org.vn/web/guest/tin-tieu -diem/-/asset_publisher/s5L7xhQiJeKe/content/di-san-cua-v-i-le-nin-gia-tri-ly-luan-va-thuc-tien-doi-voi-cach-mang-the-gioi-va-viet-nam
  21. http://www.xinhuanet.com/ politics/ 2020 - 04 /02/c_1125806860.html
  22. https://mp.weixin.qq.com/ s/ BX0kTpGYn vPM 0RuhIj-1ww

Andrea Catone – Il virus di Trump. Covid-19 e rapporti internazionali

CLICK HERE FOR ENGLISH VERSION


 

Il virus di Trump.​​ Covid-19​​ e rapporti internazionali

 

[Testo per l’Accademia marxista presso la CASS - Chinese Academy of Social Sciences]

 

di​​ Andrea Catone, direttore​​ di​​ “MarxVentuno”,​​ rivista comunista​​ 

 

 

 

Indice

1. Due linee contrapposte. Il Covid-19 è un terreno di scontro tra progresso e reazione.

2. Il ruolo del sistema sanitario pubblico

3. Di fronte alla pandemia: cooperazione internazionale o “America first”?​​ 

4. Con la pandemia l’attacco USA alla Cina non arretra, ma si intensifica

5. L’attacco USA alla RPC: contingente o strutturale?

6. Europa teatro dell’attacco di Trump alla Cina

7. “Guerra fredda”, bipolarismo, unipolarismo, multipolarismo

8. Si apre una fase mondiale difficile e complessa

 

 

 

1. Due linee contrapposte. Il Covid-19 è un terreno di scontro tra progresso e reazione

 

È opinione comune che la pandemia, tuttora in corso, segni​​ un punto di svolta nella storia mondiale, per cui si parlerà di un mondo​​ prima e dopo il Covid-19. La pandemia ha aperto nel mondo una fase di crisi, che riveste caratteri generali, comuni a tutti i Paesi​​ e​​ si interseca con caratteri particolari propri di ciascun Paese. Come è stato per ogni crisi nella storia dellumanità, anche questa crisi è aperta sostanzialmente verso due soluzioni antitetiche:

-​​ Verso uno sbocco progressivo, che farà fare un importante passo avanti nel percorso storico dellumanità, verso la realizzazione​​ di quegli ideali di libertà, uguaglianza, solidarietà, sviluppo onnilaterale della persona umana (Marx) che furono alla base della rivoluzione francese​​ del 1789​​ e poi delle rivoluzioni socialiste​​ del XX secolo.​​ 

- Oppure​​ uno sbocco regressivo, che bloccherà per una fase storica lo sviluppo umano, che costituirà un arretramento nelle istituzioni politiche, economiche, sociali, che produrrà maggiore disuguaglianza, maggiore povertà, maggiori ingiustizie sociali, accrescendo il pericolo di guerra.​​ 

Il Covid-19 è un terreno di scontro tra progresso e reazione.​​ 

Già nel corso di sviluppo della pandemia e della sua diffusione con ritmi, tempi, modalità ineguali nelle varie aree e​​ Paesi del mondo e del contrasto ad essa,​​ si sono manifestate due opposte tendenze:

- Da un lato, i governi che hanno preso seriamente gli ammonimenti e i consigli degli scienziati, dei medici, e hanno ritenuto che la misura più efficace e necessaria – per lo stato sinora raggiunto dalle conoscenze scientifiche in merito – era quella del blocco rigoroso dei contatti fisici tra le persone, adottando misure economicamente, oltre che socialmente e culturalmente,​​ molto pesanti, di blocco (lockdown) delle attività, in modo da isolare il virus e togliergli​​ la base fondamentale – gli esseri umani – in cui esso si mantiene in vita e si riproduce. Il primo​​ Paese – il più popoloso al mondo – che ha adottato questa difficilissima scelta è stata la RPC, con le sue misure​​ rigorosissime​​ di contenimento del virus. Quando a fine gennaio sono arrivate le notizie sul blocco cinese, i commentatori di molti​​ Paesi europei erano increduli e stupiti. Non sono mancate le solite frecciate anticinesi, che affermavano che solo un​​ Paese dittatoriale poteva attuare misure simili1. Fermare le attività economiche e sociali della​​ fabbrica del mondo, del​​ Paese che più di ogni altro fornisce​​ al mondo componenti​​ intermedie e​​ prodotti finiti, è stata una decisione tra le più difficili che i dirigenti della​​ RPC hanno dovuto assumere. Ma il principio socialista che ispira la RPC ha spinto a​​ porre la salute delluomo al primo posto, mettendo in conto che leconomia del​​ Paese, uneconomia che è tra laltro pianificata – pur se in modo diverso da quella che era la pianificazione sovietica – avrebbe pesantemente sofferto del blocco.

- Dallaltro, leader politici e governi che, per evitare il blocco delleconomia, hanno preferito non ascoltare quanto la scienza medica mondiale diceva, hanno sminuito il pericolo di diffusione del virus, o si sono abbandonati a strane teorie senza fondamento scientifico, regredendo dal livello della scienza moderna – che segue il metodo galileiano – a quello di maghi,​​ stregoni e ciarlatani, presentandosi essi stessi come inventori di ricette facili per vincere il virus. Il caso più clamoroso è stato​​ quello del presidente USA Donald​​ Trump, che consigliava di iniettarsi varichina per ammazzare il virus e ha costretto tutti i produttori e venditori americani di​​ disinfettanti, oltre che le principali tv e media americani,​​ a smentire e ad avvertire del pericolo mortale che un tale consiglio comportava2. Pur di non fermare la macchina economica del loro​​ Paese i massimi rappresentanti delle maggiori potenze capitalistiche al mondo hanno stracciato la rivoluzione scientifica moderna, sono regrediti alla ciarlataneria e alla magia, hanno mostrato nei fatti quanto sia decaduta quella classe borghese che nella fase di ascesa nelletà moderna sposava la scienza e lilluminismo come Marx ed Engels scrivono nelle pagine del​​ Manifesto​​ del 1848.​​ In buona compagnia con Trump è anche il presidente brasiliano Bolsonaro, denunciato​​ a inizi aprile​​ dallAssociazione​​ brasiliana​​ dei giuristi​​ per la​​ democrazia (ABJD) per aver messo​​ con le sue azioni​​ sostanzialmente in pericolo la salute fisica e il benessere della popolazione brasiliana, esponendola a un virus letale​​ [] facendo eco a uomini daffari senza scrupoli, si è ostinatamente rifiutato di adottare lo standard mondiale di lotta alla pandemia, il confinamento sociale. Così, il Brasile a causa delle azioni del presidente Bolsonaro cessa di partecipare alla strategia di appiattimento della curva di infezione. Piuttosto, cerca di espanderla. La condotta di Bolsonaro causerà inevitabilmente il collasso del sistema sanitario in Brasile3.

Nonostante i governi dei principali​​ Paesi capitalistici occidentali avessero avuto il grande vantaggio di poter conoscere l’esperienza del blocco cinese e del suo successo nel contenere il virus – quando i primi focolai si accendono in Italia nella terza decade di febbraio,​​ la diffusione del contagio in Cina è stata quasi completamente bloccata – essi si sono mostrati piuttosto incerti e oscillanti sul blocco. Il governo italiano comunque, dopo una fase di incertezza e di blocchi circoscritti ad alcune zone, ha deciso di adottare il blocco​​ in tutto il​​ Paese.​​ Nel complesso,​​ quasi​​ tutti i​​ Paesi europei adottano misure rigide di blocco, dopo una fase più o meno lunga di incertezze e tentennamenti dovuti al tentativo di limitare i danni economici del blocco delle attività.​​ 

I​​ Paesi​​ come gli USA di Trump e il Brasile di Bolsonaro​​ che più hanno osteggiato il ricorso al blocco​​ delle attività​​ e al distanziamento fisico tra le persone si trovano oggi​​ con​​ il maggior numero di contagiati e di morti:

Nell’affrontare il virus si sono​​ sostanzialmente​​ manifestate due linee, due diverse concezioni del mondo. Una, che pone al primo posto il valore della vita umana e ha accettato la necessità di sacrificare l’economia;​​ l’altra,​​ che pone invece l’interesse economico al di sopra del valore della vita.

 

 

2. Il​​ ruolo del​​ sistema sanitario​​ pubblico

 

Un secondo aspetto che divide i diversi​​ Paesi del mondo è dato non solo dalla scelta politica che ha orientato le decisioni di chiusura o meno, ma dal sistema sanitario e dal sistema politico complessivo del Paese.​​ Sul contenimento del contagio,​​ infatti,​​ incide fortemente l’efficienza del sistema politico, la sua capacità di mettere effettivamente in atto le decisioni​​ adottate, di far sì che​​ esse siano attuate consapevolmente dalla popolazione. Ciò che si fa sotto coercizione funziona sempre molto​​ meno di ciò che si fa come scelta consapevole: è questo che​​ diversi commentatori occidentali non hanno compreso a proposito della Cina, che ha avuto successo nella lotta al Covid-19 perché i suo 1.400milioni di persone hanno consapevolmente,​​ disciplinatamente e attivamente seguito le indicazioni del PCC.​​ 

La causa del disastro sanitario in​​ Lombardia​​ – la regione italiana che ha avuto il più alto numero di infetti e di decessi4​​ ​​ va ricercata nellabbandono dellassistenza territoriale e nella privatizzazione della sanità lombarda: nel 1981 in Lombardia cerano 530mila posti letto, oggi sono meno di 215mila, le Unità sanitarie locali (USL)​​ erano 642, mentre​​ nel 2017 solo 97. Questo depauperamento spiega la catena di errori che ha portato al disastro Covid-19.​​ La rete territoriale che avrebbe dovuto farsi carico dei pazienti è stata smantellata, i pronto soccorso sono diventati luoghi di contagio anziché di prevenzione e gli ospedali travolti dallarrivo di malati già gravi5.​​ Un altro elemento di debolezza è stato il numero insufficiente di tamponi, la difficoltà di tracciare il contagio, quindi, uninsufficienza della struttura sanitaria di diagnosi.​​ 

L’elevato numero di morti in Lombardia e in Italia nel complesso mette a nudo le inefficienze e i deficit della sanità italiana, che pure aveva un servizio sanitario​​ universale​​ tra i più avanzati​​ al mondo,​​ istituito con la​​ riforma del 1978, frutto delle lotte condotte dal movimento operaio nel corso del decennio (1968-78) in cui maggiormente è stato presente e attivo nella società italiana.​​ 

Anche qui il mondo si divide sulla base dellefficienza del sistema sanitario pubblico. La situazione peggiore è negli USA, dove​​ la​​ sanità​​ è essenzialmente privata e finalizzata al profitto capitalistico: qui i dati esistenti rivelano profonde disuguaglianze per razza, soprattutto per i neri americani.​​ Al 19 maggio il​​ tasso di mortalità complessivo di COVID-19 per i neri americani è 2,4 volte superiore a quello dei bianchi; in Arizona, il tasso di mortalità degli indigeni è più di cinque volte superiore a quello di tutti gli altri gruppi, mentre nel Nuovo Messico, il tasso supera sette volte tutti gli altri gruppi6.

Risulta chiaro che la sanità pubblica va potenziata dove esiste,​​ o va interamente costruita.​​ Il​​ diritto​​ universale​​ alla salute​​ non può essere garantito​​ dallimpresa privata, ma solo dal settore pubblico, democraticamente diretto e governato dai​​ rappresentanti​​ dei cittadini. È fondamentale ampliare linvestimento di risorse pubbliche nel sistema sanitario e farmaceutico e delle attrezzature (in tutto ciò che riguarda la sanità).​​ Il sistema capitalista non può curare effettivamente le pandemie, perché gli investimenti e la ricerca delle multinazionali sono motivati dalla​​ tensione al​​ massimo profitto e non dal​​ fine​​ della salute delle masse popolari7.​​ Un Paese orientato al​​ socialismo​​ come la RPC, al​​ contrario,​​ non avrà difficoltà a potenziare​​ ulteriormente​​ il sistema sanitario​​ in nome​​ della priorità della salute delluomo.

Il modo in cui si avvierà​​ nei diversi Paesi​​ una riforma e potenziamento​​ del servizio sanitario​​ pubblico,​​ che guarda alla salute​​ come diritto universale​​ di tutta la popolazione,​​ segnerà​​ una chiara linea di demarcazione tra i due possibili sbocchi alla crisi. La pandemia di Covid-19 ha trovato diversi​​ Paesi impreparati. Se l’umanità non è cieca, sa che​​ questa pandemia​​ non sarà l’ultima e che​​ occorre imparare la lezione. Significa potenziare la prevenzione e la medicina territoriale, i sistemi diagnostici e investire in ricerca.

 

 

3.​​ Di fronte alla pandemia: cooperazione internazionale o​​ “America first”?​​ 

 

Questa pandemia ha mostrato anche che occorre una forte cooperazione internazionale, concependo il diritto universale alla salute per tutta l’umanità dei cinque continenti.​​ Anche qui sono emerse due linee contrapposte:

Da un lato,​​ la tendenza a potenziare non solo il sistema sanitario e la ricerca nei singoli​​ Paesi, ma a cooperare nella ricerca e produzione di farmaci di massa, vaccini, a livello mondiale; quindi,​​ il potenziamento dell’OMS, la condivisione delle ricerche e delle conoscenze medico-scientifiche in tutto il mondo,​​ la costruzione di​​ una comunità di futuro condiviso per la salute a livello mondiale. Questa proposta​​ è stata​​ avanzata da​​ Xi Jinping​​ al G20 del 26​​ marzo:

 

Le malattie infettive gravi sono il nemico di tutti.​​ […]​​ In questo momento, è imperativo per la comunità internazionale rafforzare la fiducia, agire con unità e​​ lavorare insieme a una risposta collettiva. Dobbiamo​​ intensificare la cooperazione internazionale in modo globale e promuovere una maggiore sinergia​​ affinché lumanità possa vincere la battaglia contro una malattia infettiva così grave. […]​​ propongo di convocare al più presto una riunione dei ministri della salute del G20 per migliorare la condivisione delle informazioni,​​ rafforzare la cooperazione in materia di farmaci, vaccini e controllo delle epidemie,​​ e bloccare le infezioni transfrontaliere. I membri del G20 devono​​ aiutare congiuntamente i Paesi in via di sviluppo con deboli sistemi sanitari pubblici a migliorare la preparazione e la risposta.​​ […]​​ Guidata dalla visione di costruire una comunità con un futuro condiviso per lumanità,​​ la Cina sarà più che pronta a condividere le nostre buone pratiche, a condurre ricerche e sviluppo comuni di farmaci e vaccini e a fornire assistenza laddove possibile ai Paesi colpiti dalla crescente epidemia. […]​​ È imperativo che i Paesi mettano in comune le loro forze e accelerino la ricerca e lo sviluppo di farmaci, vaccini e capacità di test nella speranza di ottenere una svolta precoce a vantaggio di tutti8.

 

E ancora, all’Assemblea mondiale della salute,​​ il 18 maggio:

 

Dobbiamo sempre mettere le persone al primo posto, perché niente al mondo è più prezioso della vita delle persone.​​ […]​​ Dobbiamo intensificare la condivisione delle informazioni, scambiare esperienze e buone pratiche e perseguire la cooperazione internazionale sui metodi di sperimentazione, sul trattamento clinico e sulla ricerca e sviluppo di vaccini e medicine.​​ […]​​ La Cina invita la comunità internazionale ad aumentare il sostegno politico e finanziario allOMS in modo da mobilitare risorse in tutto il mondo per sconfiggere il virus. […] dobbiamo fornire un maggiore sostegno allAfrica.​​ I Paesi in via di sviluppo, in particolare quelli africani, hanno sistemi sanitari pubblici più deboli.​​ Aiutarli a costruire capacità deve essere la nostra massima priorità nella risposta al COVID-19.​​ […]​​ dobbiamo rafforzare la​​ governance​​ globale nel settore della salute pubblica.​​ […]​​ Alla luce delle debolezze e delle carenze esposte dal COVID-19, dobbiamo migliorare il sistema di​​ governance​​ per la sicurezza sanitaria pubblica. Dobbiamo rispondere più rapidamente alle emergenze sanitarie pubbliche e​​ istituire centri di riserva globali e regionali di forniture antiepidemiche.​​ […]​​ Lumanità è una comunità con un futuro comune.​​ La solidarietà e la cooperazione sono la nostra arma più potente per sconfiggere il virus9.

 

Il presidente cinese​​ parte da una concezione universalistica: si considera il benessere dell’umanità come un bene comune, al di là delle frontiere e degli ordinamenti degli stati. È una proposta semplice,​​ di buon senso​​ e al contempo grandiosa: condividere le conoscenze, cooperare nella ricerca di farmaci e vaccini, favorire la nascita di un sistema sanitario mondiale,​​ creando​​ reti​​ di ricerca e di produzione mondiale di farmaci e attrezzature sanitarie,​​ aiutando i​​ Paesi meno avanzati. Quindi, nessun brevetto, nessuna proprietà su vaccini e farmaci contro le epidemie.

A questa concezione universalistica e progressiva, in direzione dellunificazione del genere umano, esposta da Xi Jinping,​​ si contrappone​​ una visione gretta e meschina​​ della ricerca​​ medico-scientifica​​ e della salute​​ come monopolio privato,​​ a fini di lucro o​​ per​​ il vantaggio esclusivo di un Paese a danno di altri.​​ Anche qui Donald​​ Trump​​ rappresenta a pieno questa tendenza regressiva, come ha mostrato in più di unoccasione, cercando di ottenere​​ lesclusiva sui vaccini. Ci​​ ha​​ provato​​ prima​​ con​​ la casa biofarmaceutica tedesca​​ CureVac10,​​ poi con il gruppo farmaceutico francese​​ Sanofi11. E​​ attacca a più riprese​​ lOMS,​​ accusata​​ di​​ allarmante mancanza di indipendenza dalla Repubblica Popolare Cinese12,​​ annunciando di​​ sospendere i finanziamenti USA allorganizzazione (14​​ aprile) e​​ minacciando​​ con un ultimatum​​ (18 maggio) di tagliarli definitivamente​​ se lOrganizzazione mondiale della sanità non si impegnerà a realizzare importanti miglioramenti sostanziali entro i prossimi 30 giorni,​​ per​​ dimostrare lindipendenza dalla Cina13.​​ È illuminante e rivelatore della concezione che ha D. Trump degli organismi internazionali la conclusione della sua lettera:​​ 

 

Non posso permettere che il denaro dei contribuenti americani continui a finanziare unorganizzazione che, nel suo stato attuale,​​ non è chiaramente al servizio degli interessi dellAmerica.

 

Ecco, il massimo rappresentante dellimperialismo mondiale, colui che continuamente afferma​​ America first, gli USA prima e al di sopra di ogni cosa, non riesce lontanamente a concepire la possibilità di una cooperazione finalizzata a salvaguardare la salute di​​ tutti​​ gli esseri umani e non dei​​ soli​​ statunitensi (che, tra laltro, con la sua conduzione disastrosa dellemergenza Covid-19, ha condannato a morte in numero maggiore che qualsiasi altro​​ Paese al mondo).​​ La concezione e la pratica politica del primato assoluto degli USA, che è propria di tutta la​​ classe dominante statunitense – e non solo di Trump – è il principale ostacolo al percorso di emancipazione e progresso dei popoli del mondo e la principale minaccia alla pace.​​ 

 

 

4. Con la pandemia l’attacco USA alla Cina non arretra, ma si intensifica

 

Con lincalzare della pandemia, che proprio​​ dalla terza settimana di marzo comincia a​​ diffondersi​​ in misura esponenziale negli USA (il 27 marzo il numero dei contagi, sopra i 100.000, ha superato quelli della RPC), ci si poteva aspettare che lappello del presidente cinese alla cooperazione internazionale sanitaria, espresso in modo chiaro e netto al G20 del 26 marzo,​​ sarebbe stato accolto​​ dal presidente USA;​​ ma​​ così non è stato. Anzi, assistiamo a un​​ crescendo​​ di attacchi sempre più duri alla RPC, di cui, nel momento in cui stendiamo queste note,​​ non si vede la fine.

Dopo i primi attacchi allOMS, accusata di essere​​ sinocentrica14,​​ viene pubblicato il​​ 17 aprile​​ dal​​ National Republican Senatorial Committee il​​ Corona big book, una guida di 57 pagine per i candidati repubblicani, che indica come fulcro della campagna elettorale lattacco alla RPC e al PCC: un vero e proprio manualetto anticinese che prescrive​​ tre linee principali di aggressione:​​ a)​​ la Cina ha causato il virus​​ coprendolo; b)​​ i Repubblicani​​ spingeranno per sanzioni contro la Cina per il suo ruolo nella diffusione di questa pandemia; c)​​ i Democratici sono​​ morbidi con la Cina15.​​ 

Tra aprile e maggio la campagna anticinese si dispiega a pieno ritmo con ogni mezzo, non solo negli USA, ma in tutti i​​ Paesi del mondo in cui i​​ media​​ controllati dagli USA possono arrivare. Una delle armi che in questa forsennata campagna lamministrazione​​ americana​​ impiega abbondantemente è quella dellazione legale per ottenere dalla RPC, accusata di essere responsabile della propagazione del virus, risarcimenti miliardari. Azione legale considerata da molti giuristi assurda e destinata al nulla di fatto, ma con un notevole impatto propagandistico, volto a creare un clima sfavorevole alla Cina, messa sul banco degli accusati. Il 27 aprile Trump annuncia la richiesta salatissima di risarcimento danni16.​​ Il consigliere d Trump George Sorial, ex dirigente della Trump Organization, avvia negli Stati Uniti unazione legale collettiva per danni contro Pechino17.​​ Alcuni influenti​​ media​​ e anche associazioni di consumatori si​​ muovono​​ in diversi​​ Paesi​​ annunciando richieste simili.​​ Lo​​ fa​​ clamorosamente il 16 aprile il più diffuso quotidiano tedesco,​​ Bild, con la richiesta​​ alla Cina​​ di 162 miliardi di dollari​​ di risarcimento. Qualche giorno dopo,​​ il Coordinamento italiano delle associazioni per la difesa dellambiente e dei diritti dei consumatori (Codacons) si schiera armi e bagagli a fianco della campagna anticinese degli USA;​​ il 23 aprile, il suo​​ sito apre con linvito:​​ Preaderisci gratuitamente allazione del Codacons di risarcimento danni contro la Cina, per le gravi responsabilità ed omissioni nel​​ contrasto della diffusione del Covid-19; lazione viene portata avanti in collaborazione con​​ lo studio legale americano​​ Kenneth B.​​ Moll18. Anche il presidente leghista della regione Lombardia Attilio Fontana annuncia il 29 aprile una richiesta di risarcimento di 20 miliardi.​​ 

Il​​ 29 aprile​​ Trump, seguendo​​ il vecchio proverbio francese​​ calomniez, calomniez, il en restera toujours quelque chose19, per​​ cui una menzogna continuamente ripetuta finirà con lapparire come verità, accentua la campagna di attacchi e calunnie contro la Cina,​​ affermando​​ che​​ lorigine del coronavirus​​ è​​ legata a un laboratorio di Wuhan, senza fornire alcuna spiegazione, né tantomeno prova20.​​ 

In modo ancor più aggressivo​​ e bellicoso, alimentando un clima in cui si respira sempre più aria di guerra a tutto campo,​​ si muove lentourage​​ di Trump:​​ qualcuno​​ propone di richiedere alla Cina​​ 10 milioni di dollari per ciascuna vittima statunitense del virus, con lobiettivo, indicato​​ dallo stesso Trump,​​ di​​ strappare alla Cina centinaia di miliardi di dollari; il senatore repubblicano Marsha Blackburn​​ sostiene che​​ la Cina è costata alleconomia americana seimila miliardi​​ e potrebbe costarne altri 5mila​​ e propone​​ di farsi risarcire non pagando più​​ alla Cina gli interessi​​ sui titoli del Tesoro Usa che​​ essa​​ possiede.​​ Altri pensano a​​ nuovi dazi commerciali.​​ O allimposizione di sanzioni per un valore di mille miliardi di dollari su future​​ importazioni​​ cinesi21. Il​​ 1°​​ maggio​​ un​​ rapporto del Dipartimento di Sicurezza Nazionale USA,​​ condiviso con le forze dellordine e le agenzie governative, rincara ancora la dose, accusando​​ il governo cinese​​ di aver​​ intenzionalmente nascosto alla comunità internazionale la gravità del​​ COVID-19 allinizio di gennaio, mentre accumulava scorte di materiale medico sia aumentando le importazioni che diminuendo le esportazioni​​ […]​​ La Cina ha probabilmente tagliato le sue esportazioni di forniture mediche prima della notifica dellOMS di gennaio secondo cui​​ il COVID-19 è contagioso22.​​ Come si vede, si fa di tutto per presentare la RPC e il PCC nella luce peggiore: non solo​​ avrebbero mentito sui modi e tempi dellorigine del virus, su cui si continua ad alimentare il sospetto che sia uscito dal laboratorio di Wuhan, ma​​ lo avrebbero fatto​​ per speculare sulle forniture di materiale medico, per fare sporchi affari sulla pelle del popolo americano…​​ 

Il 3​​ maggio​​ il​​ Segretario di Stato Mike Pompeo​​ afferma​​ che ci sono​​ enormi​​ prove che il​​ nuovo focolaio di coronavirus​​ abbia​​ avuto origine da un laboratorio biomedico a Wuhan, in Cina23, ma non ne presenta nessuna.​​ Del resto, i dirigenti USA, repubblicani o democratici, sono abituati a calunniare di fronte al mondo i loro nemici e ad esibire impudentemente​​ prove​​ inesistenti. Basti​​ qui ricordare​​ la fialetta piena di una polvere bianca agitata dallallora segretario di Stato​​ Colin Powell al Consiglio di Sicurezza dellONU​​ il 5 febbraio 2003​​ per accusare​​ lIraq​​ di produrre armi chimiche​​ e batteriologiche​​ di distruzione di massa che, dopo​​ loccupazione anglo-americana del​​ Paese, continuamente cercate, risultarono inesistenti.​​ 

Ai primi di maggio​​ lamministrazione​​ USA,​​ taglia i legami di investimento tra i fondi pensione federali statunitensi e le azioni cinesi​​ per un valore di circa 4 miliardi di dollari,​​ sostenendo che​​ ciò comporterebbe rischi di investimento e di sicurezza nazionale24.​​ Il​​ 14 maggio​​ in unintervista​​ alla FOX Business Trump minaccia di troncare tutti i rapporti commerciali ed economici con la RPC, affermando che così gli USA risparmierebbero 500 miliardi di dollari25.

A tutto questo si aggiungono le​​ recenti posizioni assunte dallamministrazione USA nei confronti di Taiwan, che,​​ trattando lisola come di fatto indipendente,​​ tendono a disconoscere il principio dellunica Cina (la Repubblica Popolare Cinese), stabilito dal 1992 e riconosciuto in centinaia di accordi internazionali. Scrive in proposito Lucio Caracciolo, direttore della rivista di geopolitica​​ Limes, nelleditoriale del 25 maggio:​​ 

 

Alcuni recenti episodi confermano che Washington sè tolta i guanti per picchiare duro.​​ Con la semantica protocollare, quando il segretario di Stato Pompeo si congratula con Tsai Ing-Wen, rieletta alla presidenza della Repubblica di Cina (Taiwan), definendola​​ presidente​​ – cioè capo di Stato. Con la violenza della rappresaglia economica, annunciando che la Taiwan Seminconductor Manufacturing (leader mondiale) aprirà una fabbrica in Arizona, intanto vietando la vendita dei suoi semiconduttori a Pechino. Huawei e il suo 5G sono sotto attacco26.

 

Parimenti aggressiva è la posizione​​ dell’amministrazione​​ USA​​ su Hong Kong, dove fomenta e sostiene movimenti secessionisti e anticomunisti e ora mobilita il suo apparato mediatico​​ per attaccare il Congresso nazionale del popolo cinese per la formulazione di una legge sulla sicurezza nazionale per Hong Kong.

Al contempo, gli USA intensificano la loro azione militare nei mari della Cina. Scrive il​​ “South China Morning Post”​​ del 10 maggio:​​ 

 

Finora questanno, gli aerei delle forze armate statunitensi hanno effettuato 39 voli sul Mar Cinese Meridionale, sul Mar Cinese Orientale, sul Mar Giallo e sullo Stretto di Taiwan, più di tre volte il numero effettuato nel periodo equivalente del 2019. […] Nel frattempo, la Marina degli Stati Uniti ha condotto quattro operazioni di navigazione​​ nel Mar Cinese Meridionale nei primi quattro mesi dellanno – mentre​​ nellintero​​ 2019 erano state otto in tutto; lultima il 29 aprile, quando lincrociatore missilistico USS Bunker Hill ha attraversato la catena delle Isole Spratly27.

 

 

5. L’attacco USA alla RPC: contingente o strutturale?

 

Di fronte a questa valanga di dichiarazioni ufficiali sempre più bellicose, accompagnate da ostili​​ politiche, legali, economiche, militari a tutto campo e in ogni parte del mondo, si pone la questione se si tratti di una situazione temporanea,​​ contingente, legata essenzialmente,​​ da un lato,​​ al tentativo di dirottare contro la Cina, invece che sullamministrazione Trump, il risentimento della popolazione colpita massicciamente dalla disastrosa gestione della pandemia, e, dallaltro, alla campagna elettorale per le presidenziali del prossimo novembre, come sembrerebbe suggerire il​​ Corona big book,​​ il manuale di istruzioni​​ per i candidati repubblicani. Diversi osservatori e commentatori politici hanno insistito su questo aspetto contingente, legato alla cattura del consenso interno degli USA. È probabile che il bisogno di Trump di recuperare il terreno perduto nellelettorato statunitense​​ abbia contribuito ad infiammare i toni del presidente più demagogico della storia degli States e ad incrementare lo scontro con la Cina: il suo rivale, il democratico Joe Biden,​​ nelle intenzioni di voto va meglio di Hillary Clinton nel 2016; un rilevamento di Fox News (la TV più​​ amica​​ di Trump), confermato da una media dei sondaggi della settimana 18-24 maggio, dà il candidato democratico al 48% e il presidente in carica al 40%28.​​ 

Tuttavia, vi è più di una ragione per ritenere che il violento attuale attacco statunitense contro la RPC, non sia temporaneo e occasionale, ma rivesta piuttosto un carattere strutturale, radicato cioè nel sistema economico-politico degli USA, nei tratti fondamentali della classe dominante, che, democratica o repubblicana, condivide lideologia dellAmerica first, del primato statunitense nel mondo, dellunipolarismo USA che non accetta e non si concilia con la prospettiva di un mondo multipolare.​​ 

Gli USA non si concepiscono e non sono un​​ Paese capitalistico al pari degli altri, e neppure un​​ primus inter pares. Lideologia del primato assoluto statunitense si è forgiata nel corso della​​ guerra fredda​​ (1946-1991) e si è apertamente proclamata nei documenti strategici della Casa Bianca allindomani della dissoluzione dellURSS; in essi si afferma la volontà di mantenere e rafforzare​​ lunipolarismo statunitense.​​ Questo unipolarismo ha un forte ancoraggio nel complesso​​ militar-industriale, che si è enormemente esteso con la II guerra mondiale e ancor più con la​​ guerra fredda.​​ 

La​​ guerra fredda, il confronto permanente con lURSS e con il​​ campo socialista, designati come il nemico assoluto, limpero del male, la minaccia perenne alla libertà e ai valori dellOccidente, servirono alla classe dominante USA per a) compattare sotto il proprio comando militare, politico, economico,​​ i​​ Paesi capitalistici di Europa e Asia​​ (mentre lAmerica Latina era il​​ cortile di casa​​ dello zio Sam); b) alimentare ed estendere un enorme complesso militar-industriale che non ha pari nel mondo (la spesa militare USA​​ è stata​​ nel 2019 di 732 miliardi di dollari29); c) imporre il dollaro come valuta per gli scambi internazionali;​​ d)​​ inoculare nella popolazione USA un nazionalismo​​ di grande potenza​​ che​​ ha bisogno di alimentarsi​​ continuamente​​ di un grande nemico, di un​​ grande e minaccioso​​ malvagio​​ contro cui combattere,​​ presentandosi come un super​​ impero del bene.​​ 

La classe dominante negli USA è il centro, il cuore pulsante del sistema imperialistico mondiale​​ e​​ si​​ è​​ troppo abituata​​ a​​ godere dei privilegi che questa centralità le conferisce.​​ La possibile perdita del primato mondiale​​ mette in allarme i​​ potentati economici​​ statunitensi, che possono mantenere un ruolo mondiale facendo leva sul potere politico-militare del Paese.​​ Questo primato non è solo militare, politico,​​ economico, è anche​​ ideologico-culturale, nel​​ soft power,​​ e colonizza limmaginario della popolazione mondiale. Perdere questo primato è​​ oggi​​ la preoccupazione​​ principale della classe dominante USA, che vede segare il ramo su cui è seduta.

Questa struttura peculiare degli USA può spiegarci il violentissimo attacco alla Cina. La classe dominante USA ha costruito il consenso sul primato americano nel mondo, e sulla lotta contro il nemico. La mentalità americana, a partire dalla II guerra mondiale,​​ e ancor più dallo scatenamento della​​ “guerra fredda”,​​ è stata costruita sull’immagine perenne di un nemico oscuro da combattere: dalla II guerra mondiale, in cui il nemico erano i giapponesi e i nazisti tedeschi,​​ alla​​ “guerra fredda”​​ in cui erano​​ i comunisti​​ e l’URSS,​​ al dopo​​ “guerra fredda”, in cui per una fase​​ è stato​​ il terrorismo islamista, e,​​ infine,​​ la Cina. Per tenere la coesione interna Trump, e non solo​​ lui,​​ ma​​ tutta la classe dominante americana, deve trovare un nemico, e rifiutando di trovarlo in se stessa​​ e nella sua struttura economico-sociale,​​ si scaglia contro la Cina.​​ 

Lelezione della RPC a nemico​​ par excellence​​ non è casuale, né solo contingente. Era già presente​​ tra le righe​​ nella dottrina strategica degli USA​​ negli anni​​ 90. Ed è divenuta lossessione della classe dominante americana –​​ bipartisan, attraversando sia il partito repubblicano che democratico – dopo la grande crisi finanziaria del 2007-2008. Anche la RPC subì​​ il​​ contraccolpo​​ di quella crisi, ma – grazie al sistema ad orientamento socialista, alla capacità effettiva del PCC di orientare e dirigere leconomia​​ ​​ seppe​​ riorganizzarsi rapidamente continuando con ottime​​ performance, divenendo​​ nel 2010​​ la seconda economia mondiale e proseguendo nel suo percorso di sviluppo interno, di superamento progressivo delle fasce di povertà presenti nel​​ Paese, di creazione del più grande mercato solvibile interno. Il suo sistema politico, inoltre, si rafforzava, accresceva la coesione sociale; il PCC​​ si​​ proponeva al​​ XIX​​ congresso​​ (2017)​​ di risolvere le nuove contraddizioni che lo sviluppo degli anni precedenti aveva creato, e si poneva come un​​ Paese che – unico​​ al mondo – parlava al mondo intero proponendo,​​ rispetto alla globalizzazione imperialista degli USA,​​ un percorso condiviso di sviluppo​​ win win​​ in un mondo multipolare, di cui il grande progetto della Nuova Via della Seta è un pilastro fondamentale.​​ 

La presidenza di Trump è stata caratterizzata – facendo la tara di alcune oscillazioni ed esternazioni che contraddistinguono teatralmente il personaggio – dal porre la Cina come avversario, e poi nemico principale, contro il quale​​ ha iniziato nel 2017 una dura guerra commerciale. Tale guerra, pur in un percorso a zig-zag,​​ è stata in crescendo, ha​​ provocato grandi disordini nei mercati​​ mondiali e ha sostanzialmente avviato un percorso a ritroso nella globalizzazione e nelle catene produttive internazionali.​​ I​​ tre​​ anni della presidenza Trump che precedono la pandemia di Covid-19 hanno visto progressivamente aumentare gli attacchi economici alla Cina, ma non solo. Si è intensificata l’azione di propaganda mediatica anticinese, gli USA hanno fomentato i movimenti anti​​ RPC a Hong Kong, hanno diffuso menzogne sulla​​ “repressione degli​​ uiguri”, hanno operato,​​ insomma,​​ come avevano ben imparato a fare nel periodo della​​ “guerra fredda”,​​ quando​​ il presidente USA Ronald​​ Reagan definì l’URSS​​ “impero del male”.​​ 

 

 

6.​​ Europa​​ teatro​​ dell’attacco di​​ Trump​​ alla Cina

 

Che il crescendo di attacchi alla Cina abbia una base che va ben al di là della campagna elettorale in corso ce lo mostra anche la grande mobilitazione mediatica e la forte pressione politica – un vero e proprio​​ “serriamo i ranghi!”​​ – degli USA verso i​​ Paesi ad essi legati da trattati militari o commerciali, con il palese obiettivo di allinearli contro Pechino. Si tratta di​​ Paesi che, pur con sistemi economico-politici ben diversi da​​ quello della RPC,​​ hanno sviluppato​​ nel corso degli ultimi decenni​​ relazioni​​ commerciali e culturali con​​ essa.​​ 

Una delle aree del mondo più rilevanti – se non la principale – su cui la politica degli USA sta puntando per allinearla allattacco anticinese è lEuropa​​ (intesa non come Europa geografica, quindi​​ Russia esclusa).​​ La Cina è il secondo partner commerciale della​​ UE dopo gli Stati Uniti e lUE è il primo partner commerciale della Cina30. Entrambe le parti sono impegnate in un partenariato strategico globale, espresso nellAgenda strategica per la cooperazione UE-Cina 202031.​​ Vi è​​ inoltre, la cooperazione 17+1​​ dei Paesi dellEuropa centrale e orientale (PECO) per la Belt and Road Initiative32. Nella primavera del 2019 i principali​​ Paesi dellEuropa occidentale hanno siglato con la RPC importanti accordi sulla Nuova Via della Seta, enfatizzati dalla visita del presidente Xi Jinping. LItalia, primo​​ Paese del G7,​​ ha sottoscritto il​​ Memorandum​​ dIntesa.​​ 

In occasione della pandemia la Cina ha prestato notevoli aiuti allItalia e un sondaggio a marzo indicava come la RPC fosse considerata un​​ Paese amico dalla maggioranza degli italiani33. Le forze politiche dellattuale governo – pur con alcuni distinguo – guardano alla Cina con prospettive di collaborazione economica, di crescita dellinterscambio​​ anche​​ culturale. Per alcune di esse la​​ collaborazione con la​​ Cina potrebbe costituire un supporto notevole per fronteggiare la crisi economica che da anni pesa sul​​ Paese.​​ 

Loffensiva mediatica USA per imbarcare e imbrigliare i​​ Paesi europei nella crociata anticinese si svolge a tutto campo, con abbondanza di mezzi e interventi sui principali​​ media.​​ Se guardiamo a quello che è oggi il più importante​​ Paese europeo, la Germania, possiamo osservare la virulenza della campagna anticinese.​​ 

Prendiamo in esame la lettera aperta​​ a Xi Jinping che Julian Reichelt, direttore di​​ Bild,​​ il quotidiano più venduto in Europa (oltre​​ un milione e mezzo​​ di​​ copie) del gruppo editoriale Springer, pubblica a​​ metà aprile34. Il giornale si era fatto portavoce della campagna orchestrata da Washington per richiedere alla Cina un risarcimento​​ miliardario​​ per i danni provocati dalla pandemia. Lambasciata cinese a Berlino aveva rivolto a​​ Bild​​ una lettera aperta sottolineando lassurdità e linfondatezza di tale richiesta. Reichelt scrive una lettera molto retorica,​​ pesante, dai tratti apertamente offensivi​​ nei confronti della RPC e di Xi Jinping. Quali argomenti usa?​​ Ripete il​​ refrain​​ sulla mancanza di democrazia, sul regime autoritario,​​ non trasparente,​​ che​​ governa con la sorveglianza​​ ed è​​ negazione della libertà; per di più, la RPC viene accusata di​​ furti di proprietà intellettuale, arricchendosi​​ delle invenzioni altrui, invece di inventare da sola;​​ accredita laccusa​​ senza prove​​ di Washington sulla fuga del virus dal laboratorio di Wuhan​​ e quindi​​ della propagazione del virus nel mondo, per cui​​ deve pagare caro; e, infine, anche​​ il dono​​ delle maschere facciali è un cavallo di troia, è imperialismo nascosto.​​ Nulla di nuovo sotto il sole. Reichelt vomita contro la Cina i consueti luoghi comuni. Tra questi, laccusa di furto di proprietà intellettuale a un Paese che è diventato – grazie​​ alla politica di forti investimenti nella scuola e nelle università e in ricerca e sviluppo –​​ leader​​ nelle tecnologie informatiche e digitali​​ (si pensi al 5G),​​ rivela​​ piuttosto​​ lostilità, indotta dagli USA,​​ alla collaborazione con la Cina per il 5G.

Ma questa lettera greve e dai toni offensivi impallidisce di fronte alla discesa in campo di Mathias Döpfner, CEO di Springer, il maggior editore tedesco.​​ Gli USA chiamano a raccolta tutti i media nella campagna anticinese. Ma, come qui si chiarisce, non è questione del​​ Laboratorio di Wuhan o​​ altro simile (anche se​​ il tema​​ continuerà ad essere agitato), ma del futuro economico e politico. La Germania è invitata, e​​ così tutti i Paesi europei,​​ al​​ disaccoppiamento​​ con la Cina, a rinunciare ai​​ suoi commerci con essa.​​ Döpfner pone un​​ aut aut:​​ A che punto è lEuropa? Dalla parte degli Stati Uniti o della Cina?. E riprende i luoghi comuni sul Paese non democratico, autoritario, ecc., invitando a diffidare della sua​​ espansione internazionale apparentemente amichevole e pacifica. Afferma che lammissione nel 2001 della Cina nellOMC è stato​​ il più grande errore commesso nella storia recente dalle economie di mercato occidentali: da​​ allora,​​ la quota degli Stati Uniti nel prodotto mondiale lordo (PIL) è scesa dal 20,18% nel 2001 al 15,03% (2019). La quota dellEuropa è scesa dal 23,5% al 16,05%, con un calo di 7,45 punti percentuali in meno di due decenni. Mentre la quota della Cina è aumentata dal 7,84% al 19,24% nello stesso periodo, con un tasso di crescita medio annuo di circa il 9%.​​ Secondo​​ Döpfner ciò è dovuto non alla forza​​ intrinseca del sistema socialista cinese, che combina piano e mercato, imprese statali e imprese private per implementare programmi strategici di sviluppo di lungo periodo, che hanno consentito di ridurre enormemente la povertà e di far crescere rapidamente le retribuzioni dei lavoratori e di migliorare decisamente le loro condizioni di vita, ma a​​ un capitalismo di stato non democratico che sfrutta le condizioni di commercio e di concorrenza più facili senza sottomettersi alle stesse regole. Il risultato è stato lasimmetria invece della reciprocità.​​ Quindi, sostiene​​ Döpfner, occorre seguire la politica degli USA​​ di​​ disaccoppiamento dalla Cina.​​ La Cina o gli Stati Uniti. Non è più possibile andare con entrambi.​​ […]​​ Se la Germania deciderà di espandere le sue infrastrutture 5G con Huawei, ciò metterà a dura prova le relazioni transatlantiche. Sarebbe un punto di svolta, perché lAmerica non potrebbe più fidarsi della Germania.​​ E la Germania non può e non deve disancorarsi dagli USA, che, dopo essersi opposti duramente allURSS e alla RDT,​​ hanno reso possibile, direttamente e indirettamente, la riunificazione tedesca. Non bisogna permettere – continua​​ Döpfner –​​ al capitalismo di stato di una potenza globale totalitaria di continuare a infiltrarsi o addirittura di prendere il controllo di industrie chiave come il settore bancario (Deutsche Bank), automobilistico (Daimler, Volvo), robotico (Kuka) e commerciale (Porto del Pireo). Quindi, invita lEuropa a proseguire​​ la​​ tradizionale alleanza transatlantica,​​ nonostante Trump, compreso lesplicito e più stretto coinvolgimento di un Regno Unito post-Brexit e di altri alleati come il Canada, lAustralia, la Svizzera e i​​ Paesi democratici dellAsia​​ e a perseguire, Germania in primis, motore economico dellEuropa,​​ un rigoroso processo di disaccoppiamento dalla Cina, perché​​ i legami economici sono sempre anche legami politici​​ e​​ potremmo tutti noi un giorno svegliarci per ritrovarci in una società raccapricciante, dalla parte della Cina e degli Stati ad essa vagamente associati,​​ come​​ la Russia, lIran e altre autocrazie.​​ La Germania,​​ che​​ ha un volume annuale di scambi commerciali con la Cina di circa 200 miliardi di euro, a fronte di tutto il commercio tedesco valutato​​ in​​ 2,4 trilioni di euro,​​ subirebbe con la​​ perdita del commercio cinese​​ un colpo pesante,​​ ma non insopportabile.​​ La recessione del coroanvirus sta già portando la Germania ad un nuovo e devastante risultato economico, ma questo ci offre unopportunità unica per rimetterci sulla giusta strada.​​ La dipendenza economica sarà solo il primo passo. Seguirà linfluenza politica. In futuro, chi dominerà il campo dellintelligenza artificiale dominerà prima economicamente e poi politicamente35.

È una sollecitazione fortissima, che viene dalla principale catena di giornali della Germania, ad aderire senza se e senza ma al campo occidentale guidato dagli USA, il che significa prima di tutto un rafforzamento del legame tra Germania e USA, nonostante qualche​​ bizza​​ di Trump, e al rafforzamento della NATO. A questo proposito, vi sono in Germania forze politiche di rilievo come la SPD (e la Linke) – il campo della socialdemocrazia tedesca – che vorrebbero allentare i legami con USA e NATO. A inizio maggio​​ Rolf Mützenich, il​​ leader​​ dei socialdemocratici (SPD) del Bundestag​​ chiede che la Germania non supporti le testate nucleari degli USA. E riceve subito un duro rimbrotto dallambasciatore americano a Berlino​​ Richard Grenell, il quale – e ciò è​​ interessante notare – inserisce tra le ragioni che rendono necessario il rafforzamento dellalleanza atlantica, insieme al​​ tradizionale​​ nemico russo, la RPC:​​ Linvasione russa dellUcraina, il dispiegamento di nuovi missili dotati di armi nucleari da parte della Russia alla periferia dellEuropa e​​ le nuove capacità della Cina, della Corea del Nord e di altri​​ Paesi rendono evidente che la minaccia è fin troppo presente36.

Insomma, cresce la pressione americana per un​​ serrate le fila​​ degli alleati europei. Il ruolo della NATO viene ora completamente recuperato in vista della crociata anticinese. Se durante la campagna elettorale e agli inizi del suo mandato Trump aveva espresso, nel suo solito stile teatrale,​​ riserve​​ sul ruolo e lutilità della NATO37​​ – ma in realtà mirava piuttosto a chiedere agli europei di raddoppiare il loro contributo economico allAlleanza – ora la NATO viene pienamente difesa e accreditata, accostando alla minaccia russa quella cinese.​​ 

Oltre e più che la Germania, dove gli USA intervengono a gamba tesa a stoppare i tentativi autonomistici di una parte della SPD – partito che governa in coalizione con la CDU – vi è un altro​​ Paese in Europa che va tenuto sotto stretta sorveglianza,​​ lItalia, che, nonostante le dichiarazioni ufficiali filo-atlantiche dei ministri della Difesa Guerini38​​ (PD) e degli esteri Di Maio39​​ (Movimento​​ 5 stelle), manifesta negli ultimi sondaggi sentimenti di amicizia verso la RPC ben più che verso gli USA. Lordine che viene doltre Atlantico e cui si adeguano quasi tutti i principali​​ media​​ è inequivocabile: demolire ad ogni costo limmagine della Cina, cominciando con laccusa di essere la causa dellepidemia per un virus lasciato sfuggire,​​ o intenzionalmente o per colpevole errore,​​ dal laboratorio di Wuhan, fino a richiedere di rinsaldare la NATO contro la minaccia cinese. Gli argomenti e il modo di presentarli sono sostanzialmente simili a quelli impiegati in Germania​​ da Reichelt e Döpfner.

Il 4 maggio il quotidiano​​ La Stampa, ospita​​ Mark Esper, Segretario USA della Difesa, intervistato da Paolo Mastrolilli40:​​ 

 

Russia e Cina stanno entrambe approfittando di una situazione unica per far avanzare i loro interessi. […] Huawei e il 5G sono un importante esempio di questa attività maligna da parte della Cina. Ciò può danneggiare la nostra alleanza. La dipendenza dai fornitori cinesi di 5G, ad esempio, potrebbe rendere i sistemi cruciali dei nostri partner vulnerabili a interruzione, manipolazione e spionaggio. Questo metterebbe a rischio le nostre capacità di comunicazione e condivisione dell’intelligence. Per contrastare tutto ciò, noi incoraggiamo gli alleati e le compagnie tecnologiche americane a sviluppare soluzioni alternative di 5G.

 

Il 13 maggio il quotidiano​​ La Repubblica, a sua volta,​​ ospita unintervista​​ (o un simulacro di essa, visto che lintervistatore sembra porre solo le domande che vuole lintervistato) del giornalista DArgenio​​ al​​ segretario generale della NATO, già significativa dal titolo:​​ Stoltenberg: la Nato​​ unita contro la disinformazione russa e cinese41. Russia e Cina, attraverso la disinformazione42​​ sul Covid-19 compirebbero​​ atti destabilizzanti contro le democrazie occidentali per guadagnare influenza politica sui partner di Nato ed Unione europea.​​ Al pari di Esper,​​ Stoltenberg lancia anche lallarme sul 5G di Huawei:​​ Gli alleati dovrebbero evitare investimenti stranieri che possano compromettere la riservatezza delle​​ nostre comunicazioni.​​ La NATO viene così pienamente arruolata nella crociata anticinese.

Lattacco alla Cina viene svolto quasi quotidianamente dai principali​​ media​​ ed esponenti​​ di destra, facendo da cassa di risonanza alle dichiarazioni di Trump e Pompeo.​​ Già a gennaio​​ Il Giornale​​ sposava la tesi del virus sfuggito dal laboratorio di Wuhan43. E​​ Matteo Salvini,​​ leader​​ della Lega (risultata alle elezioni europee del 26 maggio​​ 2019 il primo partito italiano, con il 34,26% dei voti),​​ in un recente intervento in Senato​​ afferma:​​ 

 

Ci uniremo alla richiesta almeno di una Commissione dinchiesta per capire chi ha fatto e chi non ha fatto cosa, perché potremmo finire il 2020 con lassurdo di avere ununica economia mondiale che cresce, che è quella cinese che, dopo aver volontariamente o involontariamente, non sta a me giudicarlo,​​ causato una pandemia globale,​​ sulle macerie di questa pandemia va ad acquistare aziende, dati, telefonia e alberghi in Italia e nel mondo44.​​ 

 

Chiede inoltre, in piena sintonia con Trump, di rimettere in discussione i contributi della Repubblica italiana all’Organizzazione mondiale della sanità.​​ 

Della richiesta alla Cina di risarcimento miliardario prospettata dal governatore leghista Fontana si è già detto.​​ 

Ma lattacco alla Cina viene condotto anche in​​ modo indiretto e più subdolo.​​ Report​​ –​​ la​​ trasmissione di inchiesta​​ di Rai3​​ (il canale​​ di sinistra​​ della​​ Radiotelevisione italiana),​​ condotta dal giornalista Sigfrido Ranucci​​ –​​ si​​ allinea al​​ mainstream​​ che tende a​​ gettare una luce sinistra sulla Cina.​​ La trasmissione dell11 maggio​​ è​​ dedicata​​ ad uninchiesta sullOMS, guarda caso proprio qualche giorno prima della​​ sua 73a​​ Assemblea​​ mondiale del 18-19 maggio, in occasione della quale Trump invia una lettera al suo direttore generale, accusando lOMS di essere asservita alla Cina.​​ Report​​ sposa in pieno​​ questa tesi45.​​ 

La prima parte della trasmissione è dedicata alla demolizione della figura del direttore generale dellOMS​​ Tedros​​ Adhanom​​ Ghebreyesus, che viene mostrato nella trasmissione​​ seduto​​ accanto​​ al​​ presidente​​ cinese​​ Xi​​ Jinping​​ nella​​ Grande​​ sala​​ del​​ popolo​​ di​​ Pechino (28 gennaio). La sua grave colpa? Elogiare​​ apertamente​​ il​​ governo​​ cinese per la gestione del Covid-19,​​ ma​​ – ci dice il giornalista –​​ non​​ si​​ sa​​ su​​ quali​​ basi​​ visto​​ che​​ lOMS​​ non​​ ha​​ ancora​​ fatto​​ una​​ vera​​ ispezione​​ in​​ Cina.​​ Ma chi è mai Tedros? Eccone il ritratto malefico che ne fa la trasmissione:

 

Nel​​ suo​​ Paese,​​ lEtiopia,​​ è​​ stato​​ ministro​​ prima​​ della​​ sanità,​​ poi​​ degli​​ esteri​​ in​​ governi​​ che​​ non​​ hanno​​ esitato​​ a​​ usare​​ la​​ violenza​​ contro​​ le​​ opposizioni.​​ Il​​ suo​​ partito​​ è​​ il​​ temuto​​ TPLF:​​ il​​ Fronte​​ Popolare​​ di​​ Liberazione​​ del​​ Tigrè […] Durante​​ la​​ gestione​​ del​​ governo​​ etiope,​​ il​​ TPLF​​ è​​ stato​​ accusato​​ di​​ moltissimi​​ episodi di​​ corruzione.​​ Tedros​​ non​​ solo​​ era​​ membro​​ di​​ quel​​ governo,​​ Tedros​​ è​​ una​​ figura​​ di primo​​ piano​​ del​​ partito​​ TPLF.​​ Il​​ TPLF,​​ che​​ era​​ la​​ forza​​ principale​​ di​​ governo.

 

Avremmo​​ dunque a che fare con un losco figuro, personaggio di primo piano di un governo corrotto (moltissimi​​ episodi di​​ corruzione) e dispotico (usava​​ la​​ violenza​​ contro​​ le​​ opposizioni). Ma non basta: la​​ forza​​ principale​​ di​​ governo, il TPLF,​​ è​​ legato​​ a​​ doppio​​ filo​​ al​​ partito​​ comunista​​ cinese​​ e​​ in​​ particolare​​ alla​​ figura​​ dellattuale​​ presidente​​ Xi​​ Jinping​​ per​​ via​​ dei​​ suoi​​ pesanti​​ investimenti​​ nel​​ Paese​​ etiope.​​ Report​​ ci dice in modo abbastanza esplicito che la nomina del​​ primo​​ africano​​ che​​ riesce​​ a​​ scalare​​ i​​ vertici​​ dellOMS46​​ non è dovuta a meriti personali, ma alla Cina, che, grazie ai grandi investimenti infrastrutturali, può influenzare lUnione africana e farlo così eleggere.​​ 

Report​​ fa​​ una digressione sulla politica cinese in Africa. Molti Paesi del continente – lo si dice​​ con grande rammarico​​ – si sono​​ molto​​ legati​​ dal​​ punto​​ di​​ vista​​ economico​​ alla​​ Cina. Però, ci si dice,​​ questo​​ abbraccio​​ cinese​​ verso​​ il​​ continente​​ non​​ era​​ gratuito, ma per​​ tenere in pugno​​ i​​ Paesi del continente. Ma non basta:​​ non solo i malefici cinesi si comprano il direttore dellOMS, presentato come una marionetta nelle loro mani, ma spiano i lavori​​ dellUnione​​ dei​​ Paesi​​ africani:​​ I​​ dati​​ che​​ passavano​​ per​​ il​​ quartier​​ generale​​ dellUnione​​ Africana​​ venivano​​ intercettati dal​​ governo​​ cinese​​ allinterno​​ di​​ questa​​ stessa​​ struttura. Ed ecco la conclusione, il ritratto di una vera e propria associazione a delinquere:​​ Soldi,​​ investimenti:​​ è​​ questo​​ il​​ filo​​ che​​ tiene​​ legato​​ in​​ questo​​ momento​​ Tedros​​ alla​​ Cina.​​ Anche lUnione africana sarebbe così una marionetta nelle mani cinesi. Questa affermazione viene lasciata cadere lì, come fosse verità provata, senza che il​​ giornalista dinchiesta​​ porti​​ elementi​​ di prova.​​ 

Ma non basta ancora:​​ dulcis in fundo,​​ vi è lintervista ad​​ Andrea Sing-Ying Lee, presentato come​​ Ambasciatore di Taiwan in Italia, fingendo di ignorare – ma sono giornalisti di professione! – che lunica ambasciata cinese in Italia è quella della RPC e che lItalia, al pari degli​​ altri​​ Paesi del mondo, ha aderito da anni al principio​​ One China, politica che ora lamministrazione USA,​​ nella sua forsennata politica di attacco alla RPC,​​ punta a rovesciare.​​ 

 

 

7.​​ “Guerra fredda”, bipolarismo, unipolarismo, multipolarismo

 

Lespressione​​ nuova guerra fredda​​ viene sempre più frequentemente impiegata negli interventi politici e nei​​ media​​ per designare la situazione attuale dei rapporti tra USA e RPC. Questa espressione – come ci insegnano gli studiosi del linguaggio – non è neutrale, né innocente, comunica ai lettori o agli ascoltatori un determinato punto di vista, tende a dare una determinata visione delle cose.​​ 

Nel corrente linguaggio giornalistico, ma anche degli storici, si indica con lespressione​​ guerra fredda​​ tutto il periodo post 1945 (fine della II guerra mondiale) fino alla demolizione dei​​ Paesi socialisti dellEuropa centro-orientale e balcanica (1989) e dellURSS (1991). Quale configurazione dei rapporti mondiali implicava la guerra fredda? Fondamentalmente un​​ mondo bipolare, in cui si confrontavano due grandi blocchi antagonisti e inconciliabili, socialismo e capitalismo, Oriente e Occidente,​​ due – così si diceva –​​ superpotenze.​​ 

La contrapposizione bipolare non fu una scelta della dirigenza sovietica, ma fu imposta da USA e Regno Unito, che riuscirono così ad allineare sotto il comando politico, economico, militare degli USA tutti i​​ Paesi dell’Europa occidentale. La fondazione della NATO nel 1949 e i suoi successivi allargamenti sigillano questo allineamento. Il Patto di Varsavia prese forma solo diversi​​ anni dopo e fu sciolto nel 1991.​​ 

Anche il concetto di​​ “Occidente”, di​​ “valori occidentali”, di blocco occidentale, come ancora oggi lo impieghiamo, quale sinonimo di economia di mercato, liberal-democrazia e filo atlantismo, prende forma nel secondo dopoguerra in contrapposizione con l’Oriente dell’URSS e della Repubblica Popolare Cinese, raffigurati come dittature e barbarie. In questo modo dall’“Occidente”​​ venivano espunti Marx ed Engels, il pensiero comunista, nonché tutto il pensiero di emancipazione anticoloniale e antimperialista.​​ 

La semplificazione binaria del​​ mondo bipolare​​ giocava a favore della classe dominante dellimperialismo USA, che costringeva​​ a schierarsi pro o contro il blocco occidentale, escludendo​​ la​​ possibilità di posizioni intermedie e diversificate. La nascita del movimento dei​​ Paesi non allineati, che possiamo datare alla Conferenza di Bandung (1955), cui il​​ primo​​ ministro della​​ RPC Zhu Enlai dette un importante contributo, fu il tentativo di rompere lo schema bipolare imposto dallimperialismo USA.​​ 

Anche l’uso del termine​​ “superpotenza”, entrato in uso nel linguaggio giornalistico, era ingannevole, poiché metteva sullo stesso piano economico e militare, due​​ Paesi che in realtà non lo erano: la forza economica dell’URSS – che aveva indubbiamente fatto passi da gigante grazie alla pianificazione socialista degli anni 30 e successivi – era tuttavia notevolmente inferiore a quella degli USA (e va ricordato quale enorme tributo di vittime e di distruzione economica pagò l’URSS per sconfiggere il nazifascismo, a fronte degli USA, che non ebbero la guerra in casa). L’URSS fu costretta dall’offensiva USA alla corsa agli armamenti, che le consentì un certo potere di dissuasione nell’impiego delle armi nucleari, ma non di raggiungere la parità con gli USA, che avevano il più potente complesso militar-industriale del mondo. Inoltre, la corsa agli armamenti cui l’URSS fu costretta,​​ distolse​​ risorse che avrebbero potuto essere impiegate nelle spesa​​ sociale​​ per migliorare il tenore di vita e il benessere del popolo, indebolendo così il consenso al governo sovietico e al PCUS.​​ L’URSS non era una​​ “superpotenza”: questa etichetta favoriva la campagna ideologica per demonizzarla come​​ “impero del male”.

Se guardiamo allesperienza storica della disfatta del socialismo sovietico e dei​​ Paesi europei si può osservare che il terreno di scontro del bipolarismo imposto dagli USA allindomani della II guerra mondiale risultò favorevole a questi ultimi, che poterono passare dopo il 1991 allaffermazione dellunipolarismo, degli USA quale unico centro dominante​​ del mondo.​​ Per tutta la fase storica del trentennio​​ successivo​​ al 1991 le forze politiche e culturali del socialismo, nonché dellemancipazione anticoloniale e antimperialista,​​ hanno proposto e si sono battute per la fine dellunipolarismo USA e il passaggio a un​​ mondo multipolare.​​ Questo concetto non solo si contrappone allunipolarismo, ma anche al bipolarismo, rifiuta il terreno di scontro della​​ guerra fredda​​ scelto dagli imperialisti. Impugnando la bandiera del mondo multipolare la strategia mondiale di lotta per il socialismo apprende le lezioni dellesperienza storica del XX secolo, comprende che il mondo del XXI secolo si articola in diversi​​ Paesi con diversi gradi di sviluppo delle forze produttive e dei rapporti di produzione​​ con​​ le rispettive sovrastrutture politiche: il passaggio a più avanzati rapporti di produzione socialisti non può avvenire simultaneamente, né con uno scontro finale generale tra i poli del socialismo e dellimperialismo, ma attraverso la combinazione del consolidamento e crescita dei​​ Paesi ad orientamento socialista (e qui il ruolo della RPC e del socialismo con caratteristiche cinesi è straordinario),​​ con la fuoriuscita dal sottosviluppo e dalla dipendenza dallimperialismo dei​​ Paesi di Asia,​​ Africa,​​ America Latina, con la lotta di classe tra capitale e lavoro nei​​ Paesi capitalistici europei, e una pluralità di altre forme sociali intermedie. Il mondo multipolare consentirebbe condizioni più favorevoli per il passaggio a rapporti più​​ avanzati sulla strada dellemancipazione sociale e del​​ socialismo.​​ 

Va​​ in direzione di un mondo multipolare il progetto della​​ Nuova Via della Seta, che costruisce infrastrutture fondamentali, creando le condizioni della comunicazione e reciproco vantaggio per​​ Paesi con culture, sistemi economici e regimi politici diversi tra loro, quali,​​ ad esempio,​​ i crescenti rapporti commerciali, ma anche culturali,​​ tra Cina e​​ UE, i cui​​ Paesi​​ sono per la maggior parte affiliati​​ alla NATO, che è pienamente a guida USA.

Lattuale politica dellamministrazione USA, che vede sempre più barcollare il suo dominio unipolare, sta puntando invece a riproporre lo schema del bipolarismo, risultato vincente nel periodo della​​ guerra fredda,​​ e cerca di portare la RPC su questo terreno.​​ Lo mostrano chiaramente i sempre più frequenti​​ aut aut​​ (il più pesante è, come abbiamo visto, quello del CEO di Springer):​​ i​​ Paesi europei devono scegliere,​​ o con gli USA o con la Cina. Con il bipolarismo gli USA, feroci oppositori della BRI, tendono ad allineare​​ sotto il loro comando i​​ Paesi europei​​ contro​​ della RPC.

 

 

8. Si apre una fase mondiale difficile e complessa

 

Le forze del socialismo e del progresso mondiali sono chiamate oggi al difficile compito di contrastare, anche sul piano mediatico, lattuale strategia USA, che punta allo scontro bipolare USA-Cina, presentando questultima come​​ superpotenza.​​ La Cina non ha mai detto di essere,​​ né di voler diventare una superpotenza. Anzi, ha sempre detto il contrario. E ciò sulla base di tutto il pensiero politico del PCC, da Mao​​ Zedong​​ a​​ Zhu Enlai, a Deng​​ Xiaoping,​​ a Xi Jinping.​​ Alla base di ciò vi è una concezione del mondo e una visione strategica consolidata, che il pensiero di Xi ha ulteriormente sviluppato. È lidea di un lungo e complesso processo di transizione al socialismo, che richiede allinterno una cooperazione con forze borghesi per sviluppare le forze produttive, e,​​ sul piano internazionale,​​ la battaglia per laffermazione di un mondo multipolare.​​ Questultimo​​ è, nelle condizioni date, lambiente migliore per la lotta per il socialismo, per mutare i rapporti di forza, evitando al contempo la catastrofe della guerra. La Cina è oggi uno dei​​ principali​​ baluardi​​ per la pace nel mondo, essa si basa sullidea di sviluppo pacifico. Nel mondo multipolare si può giocare con una pluralità di attori e di contraddizioni. Le forze socialiste possono avanzare,​​ come infatti è straordinariamente avvenuto con la crescita della Cina, del Vietnam, di Cuba. Il mondo bipolare obbliga allo scontro muro contro muro, costringendo anche i neutrali a collocarsi. Esso favorisce limperialismo, col suo enorme controllo sui​​ media.​​ 

La nuova situazione mondiale determinata dalla pandemia del Covid-19 e dalle sue implicazioni politiche, culturali, sociali è ancora aperta a soluzioni diverse, ad un possibile sbocco progressivo per lumanità. Ma le forze conservatrici e reazionarie a livello mondiale, e in particolare limperialismo USA, si oppongono decisamente ad ogni possibile comunità di destino condiviso per tutta lumanità. Lattuale classe dominante negli USA, nata e cresciuta nella cultura della missione imperiale americana e del dominio incontrastato sullintero mondo, non accetta il passaggio a un mondo multipolare, basato sulla cooperazione con reciproco vantaggio tra​​ Paesi e blocchi di​​ Paesi con uguale dignità. Alle proposte costruttive e ragionevoli della RPC di cooperazione sanitaria mondiale risponde con unescalation​​ di vere e proprie dichiarazioni di guerra, elevando sempre di più il livello dello scontro e cercando di trascinare la RPC sul terreno di scontro preferito dagli USA, il confronto bipolare, che consente agli USA, mobilitando tutto il sistema di alleanze politico-militari cresciute con la guerra fredda,​​ in primis​​ la NATO, di aggiogare i​​ Paesi europei nello scontro con la Cina.​​ 

Si apre una fase mondiale difficile e complessa, in cui le forze del socialismo, del progresso e dellemancipazione sociale, che hanno oggi nella RPC un fondamentale punto di​​ riferimento, hanno il compito storico di rafforzare la cooperazione e la solidarietà internazionale e di contrastare con intelligenza politica strategica e duttilità tattica le forze della reazione imperialista, lavorando attivamente lungo la strada tracciata della costruzione di una comunità di destino condiviso per tutta lumanità.

1

​​ Cfr. ad esempio​​ Pierre Haski,​​ La gestione autoritaria dellepidemia di coronavirus da parte della Cina,​​ in​​ Internazionale, 14-2-2020, https://www.internazionale.it/opinione/pierre-haski/2020/02/18/cina-coronavirus-autoritarismo.

2

​​ Cfr.​​ Trump claims controversial comment about injecting disinfectants was​​ sarcastic, in​​ The Whashington Post, 24-4-2020,​​ https://www.washingtonpost.com/nation/2020/04/24/disinfectant-injection-coronavirus-trump/

3

​​ Cfr.​​ Bolsonaro denounced for crimes against humanity before the International Criminal Court, 3-4-2020,​​ https://peoplesdispatch.org/2020/04/03/bolsonaro-denounced-for-crimes-against-humanity-before-the-international-criminal-court/

4

​​ La Lombardia ha 10 milioni e 84.000 abitanti, un po​​ meno degli abitanti della città di Wuhan. Al 21 maggio, secondo i dati del Ministero della salute (http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_notizie_4792_0_file.pdf) poco più di 86.000 infetti e 15.727 decessi.

5

​​ Cfr.​​ Virus Lombardia, la crisi del modello​​ Pirellone: la catena di errori che ha fatto dilagare i contagi, in​​ Il Messaggero, 21-5-2020,​​ https://www.ilmessaggero.it/italia/lombardia_coronavirus_contagi_covid_19_morti_oggi_news-5242285.html​​ 

6

​​ Cfr.​​ The color of coronavirus: COVID-19 deaths by race and ethnicity in the U.S,​​ https://www.apmresearchlab.org/covid/deaths-by-race​​ 

7

​​ Lo ribadisce in modo chiaro e puntuale un recente articolo di​​ Prabir Purkayastha, fondatore e direttore di​​ Newsclick:​​ Why Capitalism Cant Cure Global Pandemics,​​ https://citizentruth.org/why-capitalism-cant-cure-global-pandemics/​​ 

8

Full text of Xis remarks at Extraordinary G20 Leaders​​ Summit,​​ Source: Xinhua 2020-03-26,​​ http://www.xinhuanet.com/english/2020-03/26/c_138920685.htm.​​ I corsivi sono miei, A.C. La traduzione italiana è in​​ https://www.marx21books.com/xi-jinping-lavorare-insieme-per-sconfiggere-lepidemia-di-covid-19/

9

​​ Cfr. Xi Jinping,​​ Fighting COVID-19 Through Solidarity and Cooperation. Building a Global Community of Health for All, in​​ http://www.xinhuanet.com/english/2020-05/18/c_139067018.htm.​​ I corsivi sono miei, A.C.​​ Traduzione italiana in​​ http://www.marx21.it/index.php/internazionale/cina/30508-2020-05-21-06-04-02​​ 

10

​​ Cfr. ledizione domenicale del giornale tedesco​​ Die Welt, secondo cui Trump avrebbe offerto alla casa biofarmaceutica tedesca CureVac, che sta effettuando ricerche avanzate sul Covid-19, molti milioni di dollari per assicurare che il potenziale vaccino vada​​ in esclusiva​​ solo agli Usa. In​​ https://www.welt.de/wirtschaft/plus206563595/Trump-will-deutsche-Impfstoff-Firma-CureVac-Traumatische-Erfahrung.html​​ 

11

​​ Gli Stati Uniti avranno diritto allordinazione prioritaria più consistente, dal momento che hanno investito di più. È stato questo lannuncio del Ceo di​​ Sanofi​​ Paul Hudson rilasciato a​​ Bloomberg.​​ Un vaccino deve essere sottratto alla legge del mercato, ha tuonato Macron, seguito a ruota dalla Commissione Europea, che ha puntualizzato:​​ Si tratta di un bene pubblico, il suo accesso sarà equo e universale:​​ https://quifinanza.it/info-utili/vaccino-coronavirus-sanofi-scontro-usa-francia-ue/382601/​​ 

12

​​ Così nella lettera inviata da Trump al direttore generale dellOMS il 18 maggio:​​ https://www.whitehouse.gov/wp-content/uploads/2020/05/Tedros-Letter.pdf. Ma già il 5 aprile un editoriale del​​ Wall Street Journal​​ –​​ World Health Coronavirus Disinformation. WHOs bows to Beijing have harmed the global response to the pandemic​​ –​​ accusava lOms di​​ essersi piegata alla linea dettata da Pechino nel rispondere allemergenza coronavirus. Una decisione che avrebbe​​ messo in crisi la risposta globale alla pandemia, mostrando che​​ il principale ente sanitario al mondo risente dellinfluenza della Cina:​​ https://www.wsj.com/articles/world-health-coronavirus-disinformation-11586122093?mod=e2tw​​ 

13

​​ Ivi. Le affermazioni contenute nella lettera di Trump sono smentite e contestate da scienziati, medici e operatori sanitari, a partire dal direttore​​ Richard Horton​​ della nota rivista medico-scientifica​​ The Lancet​​ (cfr.​​ https://twitter.com/TheLancet/status/1262721061361254401).​​ Cfr. anche​​ Expert reaction to letter sent from Donald Trump to Dr Tedros Adhanom, Director-General of the WHO,​​ https://www.sciencemediacentre.org/expert-reaction-to-letter-sent-from-donald-trump-to-dr-tedros-adhanom-director-general-of-the-who/​​ 

14

​​ The W.H.O. really blew it. For some reason, funded largely by the United States, yet very China centric. We will be giving that a good look. Fortunately I rejected their advice on keeping our borders open to China early on. Why did they give us such a faulty recommendation?,​​ https://www.reuters.com/article/us-health-coronavirus-usa-who/trump-says-who-is-china-centric-really-blew-it-on-coronavirus-idUSKBN21P2E1​​ 

15

​​ È il quotidiano statunitense​​ Politico​​ a pubblicare il 24 aprile il manuale per la campagna anticinese:​​ GOP memo urges anti-China assault over coronavirus,​​ 24-4-2020,​​ https://www.politico.com/news/2020/04/24/gop-memo-anti-china-coronavirus-207244. Il manuale è in​​ https://static.politico.com/80/54/2f3219384e01833b0a0ddf95181c/corona-virus-big-book-4.17.20.pdf

19

​​ Calunniate, calunniate, resterà sempre qualcosa. Il proverbio è attribuito al drammaturgo francese Beaumarchais (1732-1799).

23

​​ Cfr.​​ This Week Sunday​​ della ABC,​​ https://abcnews.go.com/Politics/pompeo-enormous-evidence-unproven-theory-coronavirus-lab/story?id=70472857.​​ Il giorno dopo il​​ 4 maggio il​​ Guardian​​ riferisce la smentita di​​ fonti di intelligence:​​ Non ci sono prove attuali che suggeriscano che il coronavirus sia venuto da un laboratorio di ricerca cinese,​​ https://www.theguardian.com/world/2020/may/04/five-eyes-network-contradicts-theory-covid-19-leaked-from-lab​​ 

29

​​ Cfr. Manlio Dinucci,​​ La pandemia della spesa militare, in​​ il manifesto, 5 maggio 2020,​​ https://ilmanifesto.it/la-pandemia-della-spesa-militare/​​ 

30

​​ Nel 2017, lUE è stata il principale partner della Cina, con il 13% delle esportazioni di beni in Cina (217 miliardi di euro) e il 16% delle importazioni di beni dalla Cina (332 miliardi di euro). Nello stesso anno, la Cina ha rappresentato l11% delle esportazioni di beni extra-UE (198 miliardi) ed è stato il principale partner commerciale, con il 20% delle importazioni di beni extra-UE (375 miliardi di euro).

32

​​ Fondata nel 2012 tra la Cina e sedici Paesi dellEuropa centrale e orientale, cui si è poi aggiunta la Grecia (12​​ Paesi UE: Grecia, Slovenia, Croazia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Polonia, Bulgaria, Romania, Ungheria, Estonia, Lettonia, Lituania e 5 non appartenenti allUE: Albania, Bosnia ed Erzegovina, Montenegro, Macedonia del Nord, Serbia), è nata come iniziativa del governo cinese volta a promuovere le relazioni commerciali e gli investimenti, nellambito delliniziativa cinese Belt and Road Initiative.

33

​​ In un sondaggio presentato a inizi aprile da SWG risulta che il 52% degli intervistati considera la Cina un​​ Paese amico, mentre solo il 17% è per gli USA. Cfr.​​ https://formiche.net/2020/04/italiani-preferiscono-cina-usa-ue/​​ 

34

https://www.bild.de/politik/international/bild-international/bild-chief-editor-responds-to-the-chinese-president-70098436.bild.html

35

​​ Mathias Döpfner, in​​ Businessinsider, 3-5-2020:​​ The coronavirus pandemic makes it clear: Europe must decide between the US and China, in​​ https://www.businessinsider.com/coronavirus-pandemic-crisis-clear-europe-must-choose-us-china-2020-5?IR=T​​ 

36

​​ Trump Envoy Accuses Germany of Undermining NATOs Nuclear Deterrent,​​ in Reuters -NYTimes, 14 maggio 2020,​​ https://www.nytimes.com/reuters/2020/05/14/world/europe/14reuters-germany-usa-nato.html.

37

​​ Cfr. Ashley Parker,​​ Donald Trump Says NATO is​​ Obsolete,​​ UN is​​ Political Game,​​ New York Times, 2-4-2016,​​ https://www.nytimes.com/politics/first-draft/2016/04/02/donald-trump-tells-crowd-hed-be-fine-if-nato-broke-up/;​​ David E. Sanger​​ and​​ Maggie Haberman,​​ Donald Trump Sets Conditions for Defending NATO Allies Against Attack,​​ New York Times 21-7-2016,​​ https://www.nytimes.com/2016/07/21/us/politics/donald-trump-issues.html

38

​​ 14-2-2020:​​ È evidente che la​​ Nato​​ resta la pietra angolare della nostra architettura di difesa e sicurezza. Non a caso lItalia è il secondo contributore in termini di personale impiegato nelle missioni, in​​ https://www.agi.it/politica/news/2020-02-14/difesa-sovranita-nazionale-guerini-7084219/;​​ aprile 2020:​​ I pilastri della nostra sicurezza sono la Nato e lUe, e la pandemia non cambia i fondamentali della collocazione politica e internazionale del Paese, in​​ https://formiche.net/2020/04/f-35-guerini-mosse-difesa-nato-ue/. E​​ ancora: Lorenzo Guerini​​ Ue e Nato i nostri pilastri, serve trasparenza sullorigine del virus,​​ https://rep.repubblica.it/pwa/intervista/2020/05/04/news/lorenzo_guerini_ue_e_nato_i_nostri_pilastri_serve_trasparenza_sull_origine_del_virus_-255690300/?ref=RHPPTP-BH-I255630873-C12-P5-S1.8-T1​​ 

39

​​ Cfr. Stefano Pioppi,​​ Più Nato con il coronavirus. Ecco cosa ha detto Di Maio al vertice dellAlleanza, in​​ Formiche.net, 2-4-2020,​​ https://formiche.net/2020/04/nato-virus-di-maio-vertice/

42

​​ Un proverbio pugliese recita:​​ il bue dice cornuto allasino, per indicare il rovesciamento delle parti, dove il mentitore acclarato accusa il suo avversario di mentire. Così gli USA, che hanno messo in giro la​​ fake new​​ del virus sfuggito al laboratorio di Wuhan, accusano la Cina di disinformazione.

44

​​ Cfr. lintervento in Senato del 27 maggio; corsivo mio, AC, in​​ Salvini, commissione inchiesta su Cina,​​ https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2020/05/27/salvini-commissione-inchiesta-su-cina_49085fcc-ba96-49eb-8ac1-6ffe040bba70.html

45

​​ La trasmissione si può vedere sul sito​​ https://www.rai.it/programmi/report/inchieste/Disorganizzazione-mondiale-b8ed1cc8-5ae5-436f-925b-22812f52371d.html, da cui si può anche scaricare il pdf dei testi letti dal conduttore e delle interviste. Il corsivo nelle citazioni è mio, AC.

46

​​ La frase, così come è formulata, suona velatamente razzista: un​​ africano​​ riesce a​​ scalare​​ i vertici dellOMS. La cosa peggiora se la colleghiamo a quanto si dice in seguito, che la​​ scalata​​ sarebbe avvenuta non per merito proprio, ma solo grazie alle oscure manovre della RPC con lUnione dei Paesi africani.

 


CLICK HERE FOR ENGLISH VERSION


Smentite le falsità dell’Occidente sulla pandemia

Global Times 16-04-2020[1]

https://www.globaltimes.cn/content/1185819.shtml

Traduzione di Andrea Catone


CLICK HERE FOR ENGLISH VERSION


Illustration: Liu Rui/GT

Nel bel mezzo della pandemia globale COVID-19, la Cina ha lavorato duramente per superare il picco dell’epidemia e la gente ha iniziato a tornare al lavoro e a riprendere la produzione. In tutto il mondo le persone, che sono ancora nella fase più difficile della loro guerra contro il virus, sperano di ricevere assistenza contro l’epidemia.

Eppure si sono levate alcune accuse bizzarre contro la Cina. Si suggerisce che “la Cina ha nascosto l’estensione dell’epidemia di coronavirus” e che “la Cina vede l’opportunità di espandere l’influenza globale in mezzo a una pandemia”. Sono state anche rivolte alla Cina ridicole richieste di risarcimento. Questo tentativo di dare la colpa alla Cina è stato progettato per distogliere l’attenzione dall’incapacità dei propri Paesi di rispondere adeguatamente al COVID-19. Dobbiamo riconoscerle come offuscamenti che minano purtroppo gli sforzi dell’umanità per porre fine alla pandemia.

L’Istituto Chongyang per gli studi finanziari della Renmin University of China respinge i sei tipi di commenti tipici della situazione attuale.

 

I. Accusare la Cina di nascondere il coronavirus è rovesciare la realtà

Alcuni media e politici occidentali hanno sostenuto che la Cina ha deliberatamente nascosto il numero di infezioni e di morti causati dall’epidemia COVID-19 in Cina. Essi sostengono addirittura che la Cina ha condiviso la disinformazione che ha portato a sottovalutare la portata dell’epidemia e quindi a ritardare la loro risposta al virus.

Tale retorica è dilagante in Occidente, ma in sostanza è un tentativo di giustificare l’incapacità dell’Occidente di combattere la pandemia. In risposta a queste dichiarazioni denigratorie la Cina ha pubblicato il 6 aprile un rapporto sulla tempistica della condivisione delle informazioni sul virus da parte del Paese[2].

Il rapporto mostra in dettaglio come la Cina abbia regolarmente condiviso le informazioni e le sue misure di prevenzione e controllo con gli Stati Uniti dal 3 gennaio. Compresi 30 scambi in un mese.

Negli ultimi tre mesi, esperti americani sono stati invitati in Cina per comprendere meglio la situazione. Ci sono state anche intense comunicazioni, come i colloqui al vertice, la comunicazione tra i migliori diplomatici e tra le autorità sanitarie pubbliche dei due Paesi. Durante questo periodo, anche il presidente americano Donald Trump ha ripetutamente elogiato gli sforzi della Cina ed ha espresso la sua gratitudine a questo Paese.

L’8 aprile l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha pubblicato un calendario delle operazioni contro il COVID-19, il cui contenuto è in continuo aggiornamento. Secondo la cronologia, la Cina ha segnalato una serie di casi di polmonite già al 31 dicembre 2019 e ha identificato un nuovo coronavirus. Il 1° gennaio 2020 l’OMS si è posta in emergenza per affrontare l’epidemia. Molti Paesi e regioni hanno ottenuto buoni risultati grazie all’allarme preventivo dell’agenzia sanitaria delle Nazioni Unite e dalla Cina.

Secondo una recente ricerca dell’Università di Yale, le misure di prevenzione e controllo – quali l’isolamento della città, la quarantena obbligatoria, la gestione della comunità e la limitazione delle attività all’aperto – attuate in Cina dalla fine di gennaio, hanno notevolmente ridotto la trasmissione del COVID-19, che è stato effettivamente messo sotto controllo a metà febbraio. Al 29 febbraio, le misure di salute pubblica a livello nazionale e provinciale attuate in Cina hanno efficacemente impedito più di 1,4 milioni di infezioni e fino a 56.000 decessi in tutto il Paese.

I risultati ottenuti dalla Cina nella lotta contro il virus sono evidenti a tutti. Le accuse mosse contro la gestione dell’epidemia da parte della Cina sono di per sé un virus dell’informazione.

 

II. La falsa accusa che la Cina abbia ingannato il mondo

L’epidemia di COVID-19 continua a diffondersi a livello globale, con l’Europa e gli Stati Uniti che sono stati colpiti più duramente.

Il 9 aprile sono stati confermati a livello globale 1.601.302 casi, con un numero di casi negli Stati Uniti superiore a 460.000: 5,6 volte superiore a quello della Cina. Il numero di infezioni e di decessi a New York ha superato quello della Cina. Il tasso di mortalità legato al coronavirus di New York è maggiore che nella cinese Wuhan. Il numero di casi confermati nell’UE è stato di oltre 650.000, con 54.600 decessi, ovvero 16,4 volte di più che in Cina. Il tasso di mortalità in Europa è stato dell’8,4 per cento, ovvero 2,06 volte superiore a quello cinese.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ripetutamente accusato la Cina di dare informazioni fuorvianti. Le persone informate possono chiaramente vedere che questa è una scusa per sottrarsi alla responsabilità della sua amministrazione per l’inettitudine della sua risposta all’epidemia. Dopo aver analizzato le dichiarazioni di Trump sul COVID-19 dal 22 gennaio ad oggi, abbiamo scoperto che le sue dichiarazioni fatte in diverse fasi dell’epidemia mostrano la sua trasformazione da spettatore ad attore.

La prima fase della trasformazione di Trump va dal 22 gennaio al 25 febbraio, quando ci sono stati pochissimi casi confermati negli Stati Uniti. A quel tempo, i tweet di Trump dicevano che gli Stati Uniti erano in stretto contatto e cooperazione con la Cina, suggerendo che la Cina stava facendo un buon lavoro.

Nella seconda fase, dal 26 febbraio al 9 marzo, l’epidemia ha iniziato a diffondersi negli USA e ha colpito tre importanti mercati azionari. Trump ha dichiarato su Twitter che il virus si stava diffondendo lentamente negli Stati Uniti con un tasso di mortalità ben al di sotto dell’1 per cento, e che stavano iniziando le sperimentazioni cliniche di un vaccino.

Nella terza fase, dal 10 al 14 marzo, quando il coronavirus ha iniziato a colpire tutti gli Stati Uniti, Trump ha cambiato tono e ha iniziato a definire il COVID-19 un “orribile flagello”. Agli americani viene così consigliato di ridurre i viaggi non essenziali e viene dichiarata l’emergenza nazionale. Trump dichiara che il governo federale avrebbe “scatenato tutti i poteri” per sconfiggere il virus.

Nella quarta fase, dal 15 al 18 marzo, il virus si è diffuso rapidamente negli Stati Uniti, e la posizione di Trump è cambiata drasticamente. Per la prima volta, ha definito pubblicamente il COVID-19 un “virus cinese” e si è messo nei pasticci.

Nella quinta fase, dal 19 marzo ad oggi, l’epidemia negli Stati Uniti è fuori controllo. Trump ha cominciato ad accusare la Cina, a calunniare la Cina per non averlo informato prima del virus e ad offrire disinformazione. Ha persino accusato l’OMS di essersi schierata con la Cina, e si è spinto oltre per sospendere i fondi all’OMS.

Oltre alle dichiarazioni di Trump che puntavano il dito contro i fatti noti, alcuni alti funzionari statunitensi hanno anche sfidato i fatti, accusando la Cina di aver fuorviato il mondo e hanno minacciato di ritenere la Cina responsabile dell’epidemia. Sabato 11 aprile, l’alto funzionario della sanità statunitense, il dottor Anthony Fauci, ha detto che la Cina ha ritardato la comprensione del coronavirus da parte del mondo quando, a gennaio, ha suggerito che il virus si trasmetteva solo “da un animale a un umano”. Ha detto che dopo la pandemia, le origini della disinformazione saranno indagate.

I ripetuti tentativi dell’amministrazione Trump di dare la colpa alla Cina, di ridefinire la linea temporale, di difendere il mercato azionario statunitense e di promuovere la sua campagna di rielezione, riflettono il fatto che, di fronte a una catastrofe, Trump si preoccupa più di questioni politiche che di salvare vite umane.

Il direttore generale dell’OMS Tedros Adhanom Ghebreyesus ha risposto alle critiche di Trump senza fare nomi: “Se non volete molti altri morti, allora evitate di politicizzare l’epidemia”. Il candidato democratico Joe Biden, con un’affermazione che sembra essere più di carattere pratico che politico, ha ammonito:

Mentre ci prepariamo a riaprire l’America, dobbiamo ricordare ciò che questa crisi ci ha insegnato: L’incapacità dell’amministrazione di pianificare, di prepararsi, di valutare e comunicare onestamente la minaccia alla nazione ha portato a risultati catastrofici. Non possiamo ripetere questi errori.

III. La fabbrica del falso: “la Cina è responsabile dell’epidemia”

Le affermazioni secondo cui “la Cina dovrebbe essere ritenuta responsabile della pandemia di coronavirus” sono in aumento nel campo dell’opinione pubblica internazionale.

Un quotidiano boliviano mainstream ha citato Patricia Janiot, un’importante giornalista della CNN, in un editoriale pubblicato il 29 marzo, in cui si sostiene che la Cina dovrebbe assumersi la responsabilità della pandemia, cancellando i suoi enormi sacrifici e risultati nella lotta contro il virus, e trascurando le risposte inadeguate degli altri Paesi all’epidemia.

L’accusa è palesemente basata su menzogne e pregiudizi. Accuse come “la Cina ha nascosto l’entità dell’epidemia di coronavirus per due mesi” e “la Cina ha fornito alla Spagna kit difettosi di test per il coronavirus” sono una pura invenzione basata su disinformazioni o dicerie.

La verità è che la Cina è stato il primo paese a segnalare l’epidemia di coronavirus e il primo a contenerla efficacemente. Il paese ha adottato misure decisive per frenare la diffusione del virus ed è stato il primo a rilasciare la sequenza genetica del virus e a condividerla apertamente con la comunità internazionale.

Con il miglioramento della situazione interna, la Cina ha iniziato ad offrire aiuto ad altri Paesi e regioni del mondo. Finora la Cina ha fornito assistenza ad almeno 89 paesi e quattro organizzazioni internazionali ed è diventata il più grande fornitore di materiale medico al mondo. La condivisione trasparente dei dati da parte della Cina ha anche contribuito notevolmente allo sviluppo della ricerca di vaccini e farmaci in altri paesi.

Il 26 marzo, in occasione del vertice straordinario dei leader del G20, il presidente cinese Xi Jinping ha invitato i membri del G20 ad “aiutare congiuntamente i Paesi in via di sviluppo che hanno sistemi sanitari pubblici deboli a migliorare la preparazione e la risposta”[3].

Molti capi di stato e di governo stanno anche prendendo coscienza del fatto che le malattie infettive su larga scala sono una delle principali sfide che l’umanità deve affrontare nell’era della globalizzazione, e per superare la pandemia tutti i Paesi devono unirsi strettamente, piuttosto che incolparsi a vicenda.

Vedendo la forte leadership della Cina nella lotta globale contro il virus, un numero crescente di media internazionali si è reso conto che la Cina ha effettivamente messo in pratica la proposta di costruire una comunità globale con un futuro condiviso per l’umanità, ed ha adempiuto agli obblighi di una potenza mondiale responsabile.

 

IV. Ingiustificata richiesta alla Cina di risarcimenti

Il 4 aprile i media indiani riportavano che il Consiglio internazionale dei giuristi e l’Ordine degli avvocati di tutta l’India hanno presentato una petizione al Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite, chiedendo un risarcimento alla Cina per la pandemia globale.

La denuncia accusa la Cina di “sviluppare in modo surrettizio un’arma biologica di distruzione di massa” ed esorta la Cina a “risarcire adeguatamente la comunità internazionale e gli Stati membri, in particolare l’India”.

Notizie di cause simili si trovano negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Australia e in molte altre parti del mondo. Sebbene diverse nella forma, sono in sostanza le stesse: chiedono che la Cina sia ritenuta responsabile della diffusione globale del virus. Questi titoli che attirano l’attenzione sono progettati per manipolare l’opinione pubblica, attribuire il virus alla Cina e screditare il Paese.

Diverse organizzazioni e personaggi politici in molti Paesi hanno agito di concerto per chiedere scuse e risarcimenti alla Cina. Ciò ha ricordato a molti cinesi il “risarcimento di Gengzi”, noto anche come “Indennità dei Boxer”, all’inizio del 1900, quando diversi Stati occidentali umiliarono la Cina chiedendole un risarcimento dopo l’invasione del Paese da parte dell’Alleanza delle Otto Nazioni e la repressione della ribellione dei Boxer[4].

Ma è passato un secolo e la Cina non è più quella di una volta. Nel 2020 la Cina non dovrà più preoccuparsi delle invasioni straniere, anche se la guerra dei media contro la Cina, condotta da alcuni politici in alcuni Paesi è preoccupante.

Le odierne richieste alla Cina di risarcimento ricordano stranamente quelle di un secolo fa; entrambe sono progettate per far pagare la vittima, ed entrambe sono filtrate da teorie e voci di cospirazione.

Molte autorevoli istituzioni e la comunità accademica, come l’OMS e Nature, hanno ripetutamente ribadito che il luogo in cui il virus è stato segnalato per la prima volta non ha alcuna relazione diretta con il luogo di origine del virus. E non si può mai dare la colpa agli altri per le perdite causate dalle loro stesse risposte improprie all’epidemia.

La Cina ha sempre sostenuto la solidarietà e la cooperazione in un momento critico. Le dichiarazioni ingiustificate che richiedono un risarcimento alla Cina sono velenose e fuorvianti. La lotta globale contro il coronavirus sarà probabilmente un’ardua e lunga battaglia. Tutti i paesi dovrebbero mostrare solidarietà e rafforzare la cooperazione invece di lamentarsi o incolparsi a vicenda.

 

V. “Esportazione di bassa qualità”: mordere la mano che ti dà il cibo

Dopo quattro mesi di sforzi, la lotta contro il virus in Cina ha ottenuto buoni risultati iniziali, mentre la situazione pandemica globale è tutt’altro che positiva. In questo disastro che coinvolge tutti gli esseri umani, la Cina ha aderito al concetto di una comunità con un futuro comune per l’umanità e ha inviato forniture mediche, tra cui maschere, kit di test e indumenti protettivi, a 130 paesi e a quattro organizzazioni internazionali. Inoltre, numerose organizzazioni private, gruppi sociali e singoli individui provenienti dalla Cina hanno offerto assistenza al mondo con vari mezzi.

Tuttavia, i paesi occidentali guidati dagli Stati Uniti hanno rifiutato alcune delle forniture mediche della Cina e hanno ingannato sulle “esportazioni cinesi di bassa qualità”. Anche i mezzi di comunicazione tradizionali e i social media hanno pubblicizzato in modo ingannevole questo, giocando sui sentimenti di persone che hanno urgente bisogno di queste forniture.

Ci sono stati alcuni casi eccezionali causati dal fatto che gli standard in Cina e in altri paesi sono diversi. Alcune aziende cinesi in cerca di profitto hanno prodotto ed esportato prodotti di bassa qualità, ma queste sono state individuate e bloccate. La Cina ha rafforzato la sua supervisione su questi esportatori e ha imposto criteri più severi sui loro prodotti.

Nel frattempo, abbiamo notato che ci sono forze che stanno cercando di sfruttare questo problema. Sulla scia dell’epidemia, alcuni media e funzionari stranieri non hanno risparmiato alcuno sforzo per denunciare la Cina, accusandola di essere responsabile del nuovo coronavirus. Radio France Internationale (RFL) ha affermato che la Cina sarà molto meno passiva nel rispondere alle critiche. L’idea si è diffusa rapidamente, dato che i paesi occidentali continuano a demonizzare la Cina. Anche Josep Borrell, capo della politica estera dell’UE, ha recentemente scritto in un blog riferendosi alla Cina che “c’è una componente geopolitica, compresa la lotta per affermare la propria influenza, attraverso la narrazione propagandistica e la politica della generosità”.

Eppure il fatto è che nella fase iniziale della lotta cinese contro il virus, la Cina ha ricevuto da altri Paesi anche forniture inferiori agli standard. Naturalmente ci sono aziende orientate al profitto in tutto il mondo che producono prodotti di bassa qualità. Il clamore contro la Cina da parte dei media stranieri deriva dalla paura della crescente forza della Cina e da un tentativo deliberato di intromettersi nelle relazioni favorevoli che la Cina ha con molti altri Paesi.

VI. L’ingrata accusa di “diplomazia della mascherina”.

Di fronte all’impatto della pandemia COVID-19, alcuni responsabili dell’opinione pubblica internazionale hanno di nuovo ripagato la buona volontà della Cina con cattive intenzioni. Da marzo, i media francesi, tra cui Le Monde e Le Figaro, hanno riferito che i leader e i governi europei dovrebbero vigilare sugli aiuti della Cina durante la lotta contro l’epidemia, e dovrebbero diffidare della cosiddetta pubblicità diffusa del suo aiuto. Alcuni media occidentali hanno addirittura descritto gli aiuti medici cinesi all’estero, comprese le mascherine facciali, come “diplomazia delle maschere”. La chiamano “politica di generosità della Cina”, accusando la Cina di lottare per l’influenza geopolitica e di approfittare delle difficoltà degli altri.

Non è una novità. Le miopi calunnie dei media internazionali sulla Cina non sono mai cessate. Negli ultimi anni, i media occidentali riferiscono della crescita economica della Cina, dell’iniziativa Belt and Road o degli investimenti e delle costruzioni cinesi all’estero, cercando sempre un lato oscuro immaginario e contestando le motivazioni della Cina. Questi rapporti affermano che la Cina sta cercando di ridisegnare la mappa del mondo, o sta pianificando di esercitare un’influenza geopolitica o suggeriscono che la Cina sta intraprendendo un percorso diplomatico aggressivo. Questo tipo di reportage esaspera l’ansia dei paesi asiatici vicini, degli Stati Uniti e di altri paesi.

Guardando alla storia cinese, il mondo può vedere che la Cina ha diffuso la sua tecnologia di fabbricazione della carta, la stampa a caratteri mobili, la polvere da sparo e la bussola in altri paesi e ha promosso il progresso della civiltà umana. La Cina ha compiuto ricerche nei campi della scienza, tra cui l’astronomia, la geografia, la medicina, la matematica, l’agronomia. La Cina ha realizzato invenzioni nel campo tessile, della cucina, dell’abbigliamento, del cibo, dell’edilizia, delle spedizioni e in altri settori strettamente legati alla vita quotidiana di oggi. I brillanti risultati ottenuti dalla Cina nel campo degli strumenti astronomici, degli strumenti musicali, della metallurgia, della conservazione dell’acqua e di altri campi tecnologici hanno dato un enorme contributo alla civiltà umana e hanno fornito un importante supporto materiale per l’Età occidentale delle scoperte[5].

La civiltà cinese si è sviluppata negli ultimi 5.000 anni e l’idea stessa dello sviluppo umano si basa sulle migliaia di anni di civiltà umana. Sotto l’impatto della pandemia, la Cina ha sostenuto la visione di costruire una comunità globale con un futuro condiviso. La Cina è stata la prima a organizzare una lotta nazionale contro l’epidemia, durante la quale ha sostenuto attivamente altri Paesi. Eppure, gli occidentali malintenzionati continuano maliziosamente a puntare il dito e a dare la colpa alla Cina. Questo è preoccupante. In passato, le persone di tutto il mondo hanno apprezzato il contributo reciproco alla civiltà umana. Perché oggi queste persone trattano il sostegno e il contributo della Cina in modo ristretto? È deplorevole vedere persone al potere in Occidente che si preoccupano più degli interessi privati che di salvare vite umane.

 

Note

[1] Articolo di Wang Wen, Jia Jinjing, Yang Fanxin, Guan Zhaoyu, Wang Peng, Zhang Mengchen, Chongyang Institute for Financial Studies, Renmin University of China. opinion@globaltimes.com.cn.

[2] Cfr. Timeline of China releasing information on COVID-19 and advancing international cooperation on epidemic response, http://www.china.org.cn/china/2020-04/07/content_75903002.htm. Cfr. nel sito www.marx21.books.com il testo in pdf.

[3] Cfr. Xi Jinping: Lavorare insieme per sconfiggere l’epidemia di COVID-19, https://www.marx21books.com/xi-jinping-lavorare-insieme-per-sconfiggere-lepidemia-di-covid-19/.

[4] Coalizione di otto potenze imperialiste – Regno Unito, Francia, Austria-Ungheria, Germania, Italia, Russia, Giappone, e Stati Uniti – formatasi durante la colonizzazione della Cina, che schiacciò la rivolta dei Boxer. Alla fine della campagna, il governo imperiale cinese fu costretto a firmare l'iniquo Protocollo di pace dei Boxer del 1901 [NdT].

[5] Approssimativamente dai primi anni del XV secolo fino alla fine del XVIII secolo.


CLICK HERE FOR ENGLISH VERSION

La Cina ha nascosto il numero delle vittime? Falso. Ecco perché.

di Francesco Galofaro, Università di Torino


CLICK HERE FOR ENGLISH VERSION


Da quando questa epidemia è cominciata, si è moltiplicato il numero di accuse e insinuazioni infondate dirette alla Cina per quanto riguarda la gestione dell’epidemia. La più recente è quella di aver tenuto nascosto il reale numero dei morti. Un esempio è quello firmato dal francese Pierre Haski per France Inter del 30 marzo 2020, tradotto dall’Internazionale e purtroppo inserito nella rubrica degli articoli più letti.[1]

Il problema che questo genere di articoli affronta è il seguente: perché la diffusione del virus è più alta in Francia e in Italia di quanto non sia in Cina? In Cina vive un miliardo e mezzo di persone; secondo i dati della Johns Hopkins University, ad oggi (scrivo il 5 aprile) i contagiati sono poco oltre gli 82.000, i morti circa 3.300. Per quanto riguarda l’Italia, su una popolazione di 60 milioni, i contagiati sono 124.600, i morti poco oltre i 15.300.[2]

 

La tesi complottista

Non può darsi che i numeri provino la superiorità del sistema sanitario comunista su quello europeo, in via di smantellamento nel nostro Paese? Pierre Haski risponde di no: la Cina ha senz’altro truccato i dati. Haski cita il numero delle urne funerarie vendute a Wuhan, le quali sarebbero quasi il doppio dei morti dichiarati. E cita anche una coraggiosa dottoressa misteriosamente scomparsa dopo aver denunciato la cosa. Haski non è un epidemiologo, ma accusa l’Organizzazione mondiale della sanità di scarsa vigilanza. La motivazione fornita dall’autore è chiaramente ideologica: “In un contesto come quello attuale, in cui Pechino si basa sui suoi successi per vantare i meriti del suo sistema politico, sarebbe indispensabile una maggiore trasparenza”. Insomma: siamo in piena guerra fredda.

Perché in Cina ci sono meno contagiati?

A scanso di equivoci, voglio subito riportare una interpretazione scientifica, e non complottista, per cui in Italia abbiamo registrato più contagiati e, di conseguenza, più morti: “L’inizio dell’epidemia ha avuto lo stesso numero esatto di infezioni in Cina, Italia e altri paesi. La differenza è che la Cina ha bloccato fortemente e rapidamente Wuhan e tutta la regione dell’Hubei 8 giorni prima dell’Italia”. Può sembrare difficile da credere, ma questo accade perché la curva del contagio è esponenziale (ad es. 1 - 2 - 4 - 8 - 16 - 32 … ). Insomma: i cinesi si sono mossi più in fretta e meglio. A sostenerlo un gruppo di ricercatori e di scienziati della Sapienza, che si sono fatti promotori di una lettera aperta ai governi perché siano tempestivi nell’adottare le misure di isolamento necessarie.[3]

Perché “Internazionale” è in cattiva fede?

“Internazionale” ha inserito un link tra l’articolo di Haski e un articolo del Sole 24 ore sullo stesso argomento[4]. Se il lettore non visita il sito del Sole 24 ore, può avere l’impressione che si tratti di una conferma alla tesi di Haski. In realtà l’articolo citato sostiene il punto di vista opposto: la tesi di delle urne è stata propalata da Radio Free Asia, emittente con sede a Washington, ed è falsa. Si basa su una stima delle urne ordinate per il giorno dei morti (che cadeva ieri, 4 aprile). Ma la pulizia delle tombe in Cina è sospesa fino al 30 aprile. Insomma: l’Internazionale si è presa la responsabilità di pubblicare un articolo che usa un argomento falso, già smentito, non basato sull’epidemiologia e complottista: la più classica delle fake news. Come tutte le fake news, purtroppo, circola molto più velocemente di quanto non facciano i calcoli e le tabelle dei ricercatori.

Professionisti delle fake news

Mi spiace dover ricorrere al termine “fake-news”. Fake è solo l’etichetta che una certa propaganda affibbia alle notizie della propaganda avversaria. Si tratta di una prova di forza la cui posta in gioco è il potere di decidere sulla verità. I media accusano spesso la rete e i social di produrre fake news rivendicando al contempo il monopolio dell’informazione corretta e verificata. Così non è, evidentemente; l’articolo diffuso dall’Internazionale ha tutte le caratteristiche di un fake: l’autore non è uno scienziato, critica la scienza ufficiale, non cita alcuna fonte, non propone argomentazioni scientifiche né dati, spaccia per vere informazioni già smentite altrove.

Danni collaterali della propaganda

Umberto Eco fu tra i primi a notare che anche i testi narrativi, come le equazioni logiche e tutto ciò che si può pensare senza incappare in una contraddizione, rappresentano un mondo possibile[5]. Qual è il mondo rappresentato da l’Internazionale, se consideriamo gli articoli sulla Cina pubblicati dal principio dell’anno? Prima dell’arrivo dell’epidemia a occidente, i contributi diffusi insinuavano che le misure adottate dalla Cina fossero autoritarie e inefficaci: il 30 gennaio James Hamblin, affermava che “la paura e il panico attuali sembrano legati non tanto al virus, ma alla risposta delle autorità. La natura moderatamente aggressiva del patogeno (sic!) contrasta con il fatto che è in corso la più vasta operazione di quarantena nella storia dell’umanità, per di più in uno stato autoritario”, concludendo che la segregazione avrebbe portato più danni che benefici[6]. In questo modo si è rappresentato un mondo possibile in cui la segregazione è autoritaria e inutile perchéil virus è innocuo. Abbiamo dovuto ricrederci presto e adottare le stesse misure della Cina, così oggi si pubblicano articoli basati su un’equazione diversa, per cui la segregazione è autoritaria e inutile nonostante il virus sia dannoso. Si tratta di un mondo possibile parzialmente contraddittorio col primo. Questo mi sembra un buon criterio per identificare al volo le fake news ideologiche: le sciocchezze propagandate dall’Internazionale sulla Cina non possono essere vere tutte insieme (mentre possono benissimo essere tutte contemporaneamente false). C’è solo da sperare che questo genere di propaganda non sia costato troppo, in termini di ritardi nel rispondere all’epidemia, conseguenze nefaste sull’economia e vittime...

 

NOTE

  1. https://www.internazionale.it/opinione/pierre-haski/2020/03/30/cina-numero-vittime-epidemia
  2. https://www.corriere.it/speciale/esteri/2020/mappa-coronavirus/
  3. https://docs.google.com/document/d/1E5AOOKQrFrhNtl5au1N5FCBqKmJiRtwwUjXIBT2vMSc/edit?usp=sharing
  1. https://www.ilsole24ore.com/art/coronavirus-cina-ha-mentito-numeri-ma-wuhan-non-sono-morte-42mila-persone-ADPepmG?refresh_ce=1
  2. U. Eco, Lector in fabula, Milano, Bompiani, 1979. Nell’articolo “Mondi possibili, logica, semiotica”, Versus n. 19-20, Ugo Volli criticò Eco perché la nozione logica di mondo possibile è di natura formale (non si tratta di mondi “ammobiliati”, con case, città, persone ...). Ritengo che questa versione formale della nozione di mondo possibile sia più che sufficiente a fondare il mio argomento.
  3. https://www.internazionale.it/notizie/james-hamblin/2020/01/30/dubbi-quarantena-coronavirus.

CLICK HERE FOR ENGLISH VERSION

La risposta globale della Cina al Covid-19

Conferenza stampa del 25 marzo 2020 tenuta dal portavoce del Ministero degli Esteri Geng Shuang

https://www.fmprc.gov.cn/mfa_eng/xwfw_665399/s2510_665401/t1761102.shtml


CLICK HERE FOR ENGLISH VERSION


 

“Dallo scoppio del COVID- 19, la Cina ha sempre sostenuto che la comunità internazionale debba salvaguardare congiuntamente un’economia mondiale aperta, e garantire la stabilità della catena di approvigionamento globale”. Lo ha detto il portavoce del Ministero degli Affari Esteri, Geng Shuang, durante la conferenza stampa del 25 marzo. Geng ha aggiunto: “Mentre continuiamo a soddisfare la domanda interna, stiamo facilitando l’approvvigionamento di forniture mediche a tutti i Paesi attraverso i canali commerciali”. “Nella nostra era di globalizzazione, gli interessi di tutti i Paesi sono strettamente correlati, con una accresciuta interdipendenza. La formazione e lo sviluppo di catene industriali e di fornitura globali sono determinati dalle forze di mercato e dalle scelte aziendali. Alcune persone da parte americana stanno cercando di tagliare artificialmente le catene industriali e di fornitura globali, o addirittura di chiedere la loro ‘dissociazione’ e il loro ‘spostamento’, il che va contro la tendenza dei nostri tempi e le leggi dell’economia. Questo atteggiamento è irrazionale e irrealistico. Di fronte all’epidemia, tale comportamento non risolverà i problemi che gli Stati Uniti devono affrontare, ma danneggerà gli interessi delle imprese statunitensi e del popolo americano”. La Cina, ha scandito Geng, “non ha restrizioni al commercio estero” e “sostiene e incoraggia le imprese cinesi a espandere le esportazioni in modo ordinato”. “Oltre a facilitare gli appalti commerciali, la Cina ha anche fornito all’OMS equipaggiamento protettivo per aiutare gli altri Paesi nella risposta epidemica”, ha aggiunto il portavoce.

 

Prima di tutto, vorrei condividere con voi alcune cifre: 491 pazienti guariti sono stati dimessi dagli ospedali della Cina continentale il 24 marzo dalle 00:00 alle 24:00, portando il numero totale dei pazienti dimessi a 73.650 al 24 marzo alle 24:00.

Per aiutare l’Italia a combattere la pandemia del Covid-19, il governo cinese ha deciso di inviare in Italia il terzo gruppo di medici esperti. Il gruppo è composto da esperti selezionati dalla Commissione Sanitaria Nazionale e dalla Commissione Sanitaria Provinciale del Fujian. È partito per l’Italia il 25 marzo a mezzogiorno.

CCTV: Si annuncia oggi che il Presidente Xi Jinping parteciperà al Vertice straordinario dei leader virtuali del G20 sul Covid-19. Quali sono le aspettative della Cina per l’incontro? Quali sono le iniziative e le proposte che la Cina presenterà questa volta?

 

Geng Shuang: Attualmente, il Covid-19 sta travolgendo molte parti del mondo, mettendo in pericolo la vita e la salute delle persone in tutti i Paesi e colpendo duramente l’economia mondiale. La comunità internazionale si aspetta che tutte le parti lavorino insieme per combattere la pandemia e stabilizzare l’economia globale. Il G20 è una piattaforma di primo piano per la risposta alla crisi globale e la cooperazione economica. Ha svolto un ruolo importante nella risposta alla crisi finanziaria internazionale del 2008, e la comunità internazionale guarda al G20 ancora una volta per la leadership in questo momento critico. Questo summit virtuale, il primo nella storia del G20, rappresenta un’importante opportunità per i leader mondiali di discutere azioni congiunte.

Il vertice virtuale sarà il primo grande evento multilaterale a cui il presidente Xi Jinping parteciperà dopo l’epidemia. Sotto la diretta guida del presidente Xi Jinping, la Cina ha ottenuto notevoli risultati nella prevenzione e nel controllo della pandemia e sta ora sostenendo attivamente altri Paesi nelle loro battaglie contro la pandemia, cosa che è stata molto apprezzata dalla comunità internazionale. La Cina si aspetta che questo vertice virtuale trasmetta messaggi positivi di condivisione del consenso e di azioni per rafforzare la solidarietà, lavorare insieme per contrastare la pandemia e stabilizzare l’economia.

La Cina è pronta a lavorare con i membri del G20 per ottenere risultati pratici di questo vertice.

China News Service: Lei ha detto che il governo cinese è pronto a facilitare l’approvvigionamento commerciale di forniture mediche provenienti dalla Cina da parte di paesi stranieri. Potrebbe fornirci maggiori dettagli?

 

Geng Shuang: dallo scoppio del Covid-19, la Cina ha sempre sostenuto che la comunità internazionale dovrebbe salvaguardare congiuntamente un’economia mondiale aperta e garantire la stabilità delle catene di fornitura globali e delle catene industriali. Attualmente, pur soddisfacendo la domanda interna, stiamo cercando di facilitare l’approvvigionamento di forniture mediche attraverso canali commerciali da parte di tutti i Paesi. Non abbiamo restrizioni al commercio estero, e sosteniamo e incoraggiamo le imprese ad espandere le esportazioni in modo ordinato.

Per quanto ne so, gli acquirenti di Azerbaigian, Bosnia-Erzegovina, Brasile, Brunei, Repubblica Ceca, Gibuti, Grecia, Ungheria, Italia, Giappone, Qatar, Messico, Portogallo, Russia, Serbia, Turchia e Regno Unito hanno firmato contratti di acquisto con aziende cinesi per beni come reagenti per test, maschere, tute protettive e occhiali.

Oltre a facilitare l’approvvigionamento commerciale, la Cina ha anche fornito all’OMS attrezzature protettive a sostegno della risposta all’epidemia di altri paesi. Dopo che l’OMS ha espresso il desiderio di acquistare forniture mediche dalla Cina per sostenere la risposta globale antiepidemica, le imprese cinesi hanno rapidamente firmato il primo lotto di contratti di fornitura con l’OMS.

Sono fiducioso che la comunità imprenditoriale cinese continuerà a fornire un maggior numero di tali forniture alla comunità internazionale, e la ripresa del lavoro e della produzione e lo sviluppo economico della Cina continueranno a fornire un sostegno più forte alla risposta della comunità internazionale alla pandemia. Credo anche che sia nell’interesse comune della comunità internazionale rendere la cooperazione forte, le barriere basse e il commercio libero.

RIA Novosti: Lei ha annunciato che la Cina ha inviato il terzo team di esperti in Italia. Quanti sono in questo team? Seconda questione: il CIO e il comitato organizzatore di Tokyo 2020 hanno confermato nel loro comunicato il rinvio dei Giochi Olimpici del 2020, ma non oltre l’estate del 2021. Ha qualche commento da fare?

 

Geng Shuang: Per quanto riguarda la sua prima domanda, non ho quel numero specifico a portata di mano, ma tornerò da lei quando l’avrò. Per quanto riguarda la seconda domanda, la decisione di posticipare i Giochi Olimpici di Tokyo dimostra l’atteggiamento responsabile del Comitato Olimpico Internazionale (CIO), del governo giapponese e del Comitato Organizzatore di Tokyo nei confronti della salute e della sicurezza degli atleti, dei partecipanti e di tutta l’umanità. Essa manifesta inoltre l’impegno del CIO nei confronti del Movimento Olimpico. La Cina rispetta questa decisione e continuerà a sostenere il Giappone nell’ospitare i Giochi di Tokyo.

Phoenix TV: Il Segretario di Stato americano Mike Pompeo, in un’intervista rilasciata ieri, ha parlato del ritorno negli Stati Uniti della catena di fornitura di attrezzature mediche dalla Cina e da altre parti del mondo. Il presidente Trump ha anche sottolineato in un briefing quotidiano sul coronavirus che gli Stati Uniti non dovrebbero mai dipendere da un paese straniero per la propria sopravvivenza. I media statunitensi hanno riferito che gli Stati Uniti stanno preparando un ordine esecutivo per trasferire la catena di fornitura delle imprese. Ha qualche commento da fare?

 

Geng Shuang: Ho ricevuto diverse domande simili di recente e voglio solo ribadire la nostra posizione in merito. Nella nostra era di globalizzazione, gli interessi di tutti i Paesi sono strettamente correlati, con una accresciuta interdipendenza. La formazione e lo sviluppo di catene industriali e di fornitura globali sono determinati dalle forze di mercato e dalle scelte aziendali. Alcune persone da parte americana stanno cercando di tagliare artificialmente le catene industriali e di fornitura globali, o addirittura di chiedere la loro “dissociazione” e il loro “spostamento”, il che va contro la tendenza dei nostri tempi e le leggi dell’economia; questo atteggiamento è irrazionale e irrealistico. Di fronte all’epidemia, tale comportamento non risolverà i problemi che gli Stati Uniti devono affrontare, ma danneggerà gli interessi delle imprese statunitensi e del popolo americano.

La Cina è riconosciuta come uno dei principali paesi manifatturieri e un importante produttore ed esportatore di prodotti per la prevenzione delle epidemie e di dispositivi medici. Mentre la situazione della prevenzione e del controllo delle epidemie in Cina continua a migliorare e l’ordine economico e sociale viene ripristinato, stiamo intensificando i nostri sforzi per riprendere il lavoro e la produzione al fine di garantire e sostenere il buon funzionamento delle catene industriali e di fornitura globali. Le aziende cinesi stanno accelerando la produzione di dispositivi medici di cui il mondo ha urgente bisogno. La Cina ha promesso assistenza a 82 paesi, all’ OMS e all’UA, e sta facilitando gli acquisti commerciali in Cina per i paesi che ne hanno bisogno, come ho appena detto. La condotta responsabile della Cina è stata ampiamente elogiata dalla comunità internazionale.

In conclusione, vorrei sottolineare che nessun Paese può affrontare la pandemia da solo. In questo momento abbiamo bisogno di solidarietà e cooperazione, non di divisione e dissociazione.

Beijing Youth Daily: La Cina ha recentemente pubblicato più volte informazioni sulle videoconferenze tenute con i paesi interessati sul Covid-19. Può darci il numero di questi incontri? Ce ne saranno altri?

 

Geng Shuang: Dopo lo scoppio del Covid-19, la Cina ha combattuto con tutte le sue forze. Le misure più complete, rigorose e approfondite adottate hanno prodotto effetti positivi. Grazie all’arduo impegno del popolo cinese, la situazione in patria continua ad evolversi in meglio. La Cina ha compiuto un enorme sacrificio in questa battaglia e i suoi sforzi sono un importante contributo al mondo, poiché ha acquistato tempo prezioso per gli altri Paesi. Abbiamo anche raccolto una preziosa esperienza in questo processo.

Con lo scoppio e la diffusione della pandemia in molti luoghi del mondo, la Cina, con la visione di una comunità con un futuro condiviso per l’umanità e un atteggiamento responsabile nei confronti della sicurezza sanitaria pubblica globale e del benessere delle persone, ha condiviso la sua esperienza attraverso la comunicazione, il coordinamento e la cooperazione con i paesi e le organizzazioni regionali competenti in modo aperto e trasparente.

Ad oggi, statistiche incomplete mostrano che la Cina ha tenuto circa 20 videoconferenze per esperti con più di 100 paesi del Nord-est asiatico, dell’Asia meridionale, dell’Europa centrale e orientale, dell’Africa, dell’America Latina e dei Caraibi e del Pacifico meridionale, nonché con organizzazioni internazionali tra cui l’ASEAN, l’UE, l’UA, la SCO e la Comunità dei Caraibi. L’ultima conferenza si è tenuta ieri con oltre 200 specialisti e funzionari del Nicaragua e di 24 paesi dell’America Latina e dei Caraibi che hanno legami diplomatici con la Cina. Gli scambi attraverso questo meccanismo hanno aiutato i paesi di tutto il mondo.

La parte cinese ha condiviso via video ciò che abbiamo appreso sul Covid-19, comprese le caratteristiche epidemiologiche, le strategie di prevenzione e controllo, la diagnosi clinica e il trattamento, e la ricerca di stretti contatti, e ha offerto suggerimenti alle controparti straniere. Tutti i partecipanti hanno ringraziato la Cina e hanno parlato molto degli incontri aperti, trasparenti, ricchi di informazioni e professionali, dove gli esperti cinesi hanno condiviso tutto ciò che i loro omologhi stranieri possono imparare da loro stessi.

Mentre parliamo, la Cina sta ancora ricevendo richieste per tali conferenze da molti Paesi. I dipartimenti competenti stanno facendo tutto il possibile per coordinare gli accordi. Continueremo una stretta comunicazione e lo scambio con le altre parti attraverso un collegamento video per aiutare i Paesi in via di sviluppo a migliorare il rafforzamento delle capacità e a dare una risposta concertata alla pandemia per la sicurezza sanitaria pubblica regionale e globale.

Oltre a queste conferenze, la Cina ha anche pubblicato la settima versione del suo protocollo di diagnosi e trattamento e la sesta del protocollo di prevenzione e controllo. Si tratta di una raccolta di esperienze di lotta al virus raccolte nel corso di oltre due mesi. Rappresentano la conoscenza e il duro lavoro di decine di migliaia di medici in prima linea in Cina. Con i protocolli tradotti in molte lingue straniere, li stiamo condividendo con l’OMS e la comunità internazionale.

Le videoconferenze e i protocolli di diagnosi e trattamento sono entrambi esempi di come la Cina stia contribuendo alla risposta globale attraverso l’assistenza tecnica e i beni pubblici.

Voglio sottolineare che le malattie infettive su larga scala sono una delle principali minacce non convenzionali alla sicurezza dell’umanità. Il virus è un flagello comune a tutti. Finché i loro destini sono interconnessi, i paesi saranno in grado di affrontare la sfida solo restando uniti. La Cina rimarrà impegnata nel concetto di un destino comune per l’umanità, lavorerà con altri paesi per sconfiggere il virus attraverso la solidarietà e l’assistenza reciproca e contribuirà con la sua saggezza, la sua esperienza e le sue prescrizioni alla lotta della comunità internazionale contro la pandemia.

Bloomberg News: Ci chiediamo se ha qualche commento sulla decisione del Presidente Trump di smettere di usare il termine “virus cinese”?

 

Geng Shuang: La Cina ha chiarito la sua posizione sull’origine del virus. Ci opponiamo fermamente alla stigmatizzazione della Cina. Questa posizione non è cambiata.

Il virus non conosce confini ed etnia. Può essere sconfitto solo grazie agli sforzi concertati di tutta l’umanità. Il Covid-19 ha preso piede e si sta rapidamente diffondendo in molte parti del mondo. Ci auguriamo che gli Stati Uniti lavorino con la Cina e con la comunità internazionale per combattere insieme contro la pandemia e salvaguardare la sicurezza sanitaria pubblica globale.

[…]

Reuters: Martedì scorso, il Segretario di Stato USA Pompeo ha detto che la Cina sta ancora negando le informazioni mondiali di cui ha bisogno per prevenire ulteriori casi di coronavirus. Qual è la sua risposta a questo?

 

Geng Shuang: Nelle recenti conferenze stampa, abbiamo risposto ripetutamente alle accuse degli Stati Uniti. In una conferenza stampa della scorsa settimana, ho anche spiegato come la Cina ha tenuto aggiornati gli Stati Uniti sull’epidemia ripercorrendo la linea temporale.

La Cina ha sempre condiviso le informazioni, è rimasta in comunicazione e ha collaborato con l’OMS e con Paesi e regioni, compresi gli Stati Uniti, in modo aperto, trasparente e responsabile, cosa che è stata ampiamente elogiata dalla comunità internazionale.

Esortiamo gli Stati Uniti a rispettare i fatti e l’opinione pubblica internazionale, a smettere di politicizzare la pandemia e di screditare la Cina, e a concentrarsi su come mettere ordine in casa propria e arginare la diffusione della pandemia nel loro Paese.


CLICK HERE FOR ENGLISH VERSION