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[22 gennaio] Secondo incontro: Il socialismo con caratteristiche cinesi

Il socialismo con caratteristiche cinesi

Incontri-dibattito on-line organizzati da MarxVentuno edizioni

Testo base: Zhang Boying

Il socialismo con caratteristiche cinesi. Perché funziona?

 

Venerdì 22 gennaio, ore 18.30

“Percorrere la strada dello sviluppo pacifico”.

La RPC e il mondo

(dal X capitolo del libro di Zhang; cfr. l’estratto parziale nel pdf allegato)

 Scarica da qui l'estratto del libro

Relazione introduttiva di Fabio Massimo Parenti

Per iscriversi e ricevere il link di partecipazione, inviare una mail a info@marx21books.com con nome, cognome, città, attività

Sarà possibile seguire l’incontro in streaming sul canale youtube delle edizioni MarxVentuno: https://www.youtube.com/channel/UCoAWUtQm8Xm_8bjPM8cDMpg  

 

e sulla pagina Facebook di Marx21.it:

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MarxVentuno edizioni - II strada Borrelli 34, 70124 Bari

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Fabio Massimo Parenti, Ph.D. in Geopolitica e Geoeconomia, è attualmente Associate Professor of International Studies alla China Foreign Affairs University, Beijing, dove insegna International Political Economy. In Italia è docente internazionale all’Italian International Institute Lorenzo de’ Medici, Firenze, dove insegna Global Financial Markets, China’s Development and Global Shift, Globalization and Social Change e War and Media. Ha insegnato anche a Città del Messico, Monterrey, e a Manchester, NH, Usa, ove continua a tenere collaborazioni accademiche. È embro di EURISPES, Laboratorio BRICS, e ricercatore al Central China Economic Region Research Institute (CCERRI), Zhengzhou, Henan. Collabora inoltre con la CCTV, CGTN e China Association of International Engineering Consultants.

Tra i suoi libriGeofinance and Geopolitics 2018; Geofinanza e geopolitica 2016; Il socialismo prospero 2017; Mutamento del sistema-mondo: per una geografia dell’ascesa cinese 2009; Gli spazi della globalizzazione 2004. Ha inoltre pubblicato articoli su riviste scientifiche nazionali (es. Rivista Geografica Italiana e Bollettino della Società Geografica Italiana) e internazionali (es. Human Geography e GeoJournal), contributi in volumi collettanei, voci per l’Universale Treccani e articoli divulgativi su varie testate giornalistiche. Editoriali e interviste sono apparse su Global TimesXinhua, CRI, Radio Sputnik International, CGTN, CCTV, La7 e altri media.

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Il calendario dei prossimi incontri

 

Sabato 6 febbraio, ore 17.00

L’economia socialista di mercato in Cina.

Relazione di Vladimiro Giacché

Presidente del Centro Europa Ricerche e autore del recente saggio “L'economia e la proprietà. Stato e mercato nella Cina contemporanea”

Venerdì 12 febbraio, ore 19.00

Ruolo e funzioni del PCC nella RPC

Relazione di Francesco Maringiò

Dipartimento esteri del PCI, pubblicista, collaboratore di riviste marxiste della RPC

[12 gennaio] Dibattito sul Socialismo con caratteristiche cinesi

Ciclo di incontri per una riflessione sul Socialismo con caratteristiche cinesi a partire dai libri di

Zhang Boying: Il socialismo con caratteristiche cinesi. Perché funziona?

Rémy Herrera, Zhiming Long: La Cina è capitalista?

Martedì 12 gennaio 2021

Ore 19.00 - Sala virtuale ZOOM

ne parliamo con

Alessandra Ciattini

Antropologia, Università La Sapienza, Roma, collaboratrice de “La Città Futura”

Francesco Galofaro

Semiotica, Università di Torino, collaboratore di “MarxVentuno” e del sito marx21.it

Per iscriversi, inviare una mail con i propri dati a

info@marx21books.com

Sarà possibile seguire l’incontro in streaming su youtube


Il calendario dei prossimi incontri

Venerdì 22 gennaio, ore 19.00

“Percorrere la strada dello sviluppo pacifico”: La RPC e il mondo

Relazione di Fabio Massimo Parenti,

Ph.D. in Geopolitica e Geoeconomia, Associate Profess or of International Studies alla China Foreign Affairs University, Beijing

Sabato 6 febbraio, ore 17.00

L’economia socialista di mercato in Cina

Relazione di Vladimiro Giacché

Presidente del Centro Europa Ricerche e autore del recente saggio “L'economia e la proprietà. Stato e mercato nella Cina contemporanea”

Venerdì 12 febbraio, ore 19.00

Ruolo e funzioni del PCC nella RPC

Relazione di Francesco Maringiò

dipartimento esteri del PCI, pubblicista, collaboratore di riviste marxiste della RPC

Accademia marxismo (CASS) – Nuove opportunità per il Movimento Comunista Internazionale

Nuove opportunità per il Movimento Comunista Internazionale in un’epoca di straordinari mutamenti[1]


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Rapporto sullo sviluppo del Movimento Comunista Internazionale dal 2019 al 2020

Gruppo di ricerca dell’Accademia del Marxismo, CASS

(diretto dai professori Jiang Hui e Pan Jin’e; coordinato da Li Kaixuan, professore associato)

Abstract

Nel 2019 i partiti comunisti di diversi Paesi hanno commemorato in vari modi il centenario della fondazione dell’Internazionale Comunista e hanno parlato della possibilità di un’alleanza internazionale nella nuova era. Nei Paesi socialisti la Cina ha celebrato solennemente il centenario del Movimento del 4 maggio e il settantesimo anniversario della fondazione della Repubblica Popolare Cinese. Paesi socialisti come Vietnam, Cuba, Laos e Corea del Nord hanno continuato a promuovere le riforme e a delineare nuovi sviluppi attraverso la revisione delle costituzioni e l’attività legislativa. La maggior parte dei partiti comunisti nei paesi in cui non sono al potere ha cercato di cambiare le proprie strategie di lotta. Nel frattempo, il pensiero socialista si è sviluppato anche in Europa e in America. Tuttavia, in una situazione in cui si sta diffondendo la mentalità di una “Nuova Guerra Fredda”, la maggior parte dei partiti comunisti dell’Occidente è ancora in una fase di riflusso. Nel 2020, con la diffusione del COVID-19, si è ulteriormente manifestata la superiorità del sistema socialista e il concetto di costruire una comunità con un futuro comune per l’umanità sta diventando sempre più popolare.

Parole chiave: Internazionale Comunista, 70 anni di RPC, rapporto tra i due sistemi, unità della sinistra, comunità con un futuro condiviso per l’umanità.

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In un’epoca di straordinari cambiamenti mai prima visti nell’arco di un secolo, sono emersi molti elementi nuovi nel movimento comunista internazionale. Il 2019 è stato un anno di grande significato commemorativo per la storia di questo movimento: centenario della fondazione dell’Internazionale Comunista, centenario dello scoppio del Movimento del 4 maggio in Cina, settantesimo anniversario della fondazione della Repubblica Popolare Cinese.

I partiti comunisti di tutto il mondo hanno tenuto una serie di attività commemorative per valutare l’esperienza storica dell’Internazionale Comunista, trarre lezioni da tale esperienza ed esplorare la possibilità di alleanze internazionali nella nuova era.

La Cina ha commemorato solennemente il centenario dello scoppio del Movimento del 4 Maggio e il settantesimo anniversario della fondazione della Repubblica Popolare Cinese. Ha passato in rassegna la storia e le conquiste del Partito comunista cinese nel suo glorioso cammino, incoraggiando la nazione cinese a continuare a lavorare sodo per realizzare il sogno cinese di un grande ringiovanimento[2].

Paesi socialisti come Vietnam, Cuba, Laos e Corea del Nord hanno continuato nelle pratiche innovative e nello sviluppo di nuovi progetti.

Da parte loro, i partiti comunisti che non sono al potere stanno attivamente esplorando e cercando nuove opportunità; i loro risultati sono contrastanti.

Nel 2020, con la diffusione del COVID-19, il concetto cinese di costruire una comunità con un futuro condiviso per l’umanità sta diventando ancora più significativo.

I.

I PARTITI COMUNISTI DI TUTTI I PAESI VALUTANO L’ESPERIENZA STORICA DELL’INTERNAZIONALE COMUNISTA, NE TRAGGONO LEZIONI ED ESPLORANO LE POSSIBILITÀ DI UN’ALLEANZA INTERNAZIONALE NELLA NUOVA ERA

L’Internazionale Comunista (IC: la Terza Internazionale, o Comintern) fu fondata a Mosca il 2 marzo 1919 e fu sciolta il 25 maggio 1943. Nel 2019, la commemorazione del centenario della fondazione dell’IC è diventata un tema importante del movimento comunista internazionale. Le organizzazioni comuniste di tutto il mondo hanno svolto varie attività commemorative e conferenze per esaminare il significato e l’impatto storico dell’IC.

Il 16 e 17 febbraio 2019 i partiti comunisti e operai europei hanno tenuto in Turchia una conferenza dal titolo “Lotta per il comunismo: 100 anni di patrimonio politico”.

Dal 1° al 2 giugno 30 partiti comunisti hanno tenuto a Mosca una conferenza a carattere scientifico-pratico su “I 100 anni del Comintern e i compiti attuali del movimento comunista”. L’incontro ha in generale affermato il ruolo positivo della Terza Internazionale istituita sotto la guida di Lenin e il suo contributo allo sviluppo e al rafforzamento del movimento operaio comunista mondiale. La dichiarazione della conferenza ha sottolineato:

La nostra valutazione positiva non implica assolutamente che l’esperienza di lotta del Comintern sia stata priva di errori, né che i nostri partiti non debbano affrontarla con spirito critico […][3].

Anche se non ci sono le condizioni per un nuovo Comintern, è comunque necessario studiare ulteriormente l’esperienza storica della Terza Internazionale e applicarla all’attuale lotta del movimento comunista internazionale nel futuro.

Dal 18 al 20 ottobre, 137 rappresentanti di 74 partiti di 58 Paesi hanno partecipato in Turchia alla XXI Conferenza mondiale dei Partiti comunisti e operai, intitolata “A cento anni dalla fondazione dell’Internazionale comunista, la lotta per la pace e il socialismo continua”. I partecipanti all’incontro hanno analizzato e valutato la crisi in corso del sistema capitalista, le tensioni internazionali e l’intensificarsi delle minacce di guerra, hanno sollecitato il mantenimento della pace e della sicurezza mondiale, hanno chiesto il rafforzamento dell’alleanza internazionale del proletariato.

La Festa dell’Humanité del Partito Comunista Francese e la Festa dell’Avante! del Partito Comunista Portoghese hanno posto al centro anche le celebrazioni del centenario della fondazione dell’Internazionale Comunista. Esso coincide con il centenario della fondazione del Partito Comunista degli Stati Uniti. Quest’ultimo ha promosso a settembre iniziative regionali a Chicago, New York e Los Angeles per celebrare questi due storici centenari. Il Partito Comunista Britannico e altri hanno anche svolto una serie di attività commemorative, cogliendo l’occasione per rafforzarsi e ampliare la loro influenza, che è però relativamente debole.

I partiti dell’ex Unione Sovietica e dell’Europa orientale hanno partecipato attivamente alle conferenze internazionali per commemorare i grandi eventi storici del movimento comunista internazionale, hanno esaminato e riflettuto sulla storia del socialismo, hanno espresso dichiarazioni e valutazioni congiunte sulla situazione attuale; ciò ha mostrato la forza e l’unità dei partiti comunisti e operai e ha anche contribuito a rafforzare i piccoli partiti. Questa conferenza ha rafforzato la fiducia nel partito comunista e nel popolo.

In Cina, istituzioni accademiche come la Società cinese per la storia dei movimenti comunisti internazionali, la Società di Pechino per la storia dei movimenti comunisti internazionali e l’Accademia del marxismo dell’Accademia cinese delle scienze sociali hanno tenuto seminari accademici in commemorazione dell’Internazionale comunista per discutere il suo significato storico e cogliere il suo impatto sulla rivoluzione cinese.

Per quanto riguarda il significato storico dell’IC, i partiti comunisti di diversi Paesi ritengono in generale che essa, durante la sua breve esistenza, abbia promosso la nascita, lo sviluppo e la crescita di partiti proletari in tutto il mondo. Ciò ha contribuito alla vittoria del socialismo in alcuni Paesi dopo la seconda guerra mondiale, oltre che alla fondazione del Partito Comunista Cinese. Quando l’IC fu fondata, c’erano solo 13 partiti al mondo che portavano il nome di “Partito Comunista”, ma quando essa fu sciolta, il loro numero era salito a 68 con oltre 3 milioni di iscritti[4]. L’IC ha risvegliato le nazioni oppresse nelle colonie e nei paesi dipendenti e ha contribuito allo sviluppo dei movimenti di liberazione nazionale in Asia, Africa e America Latina. L’IC ha promosso attivamente la lotta antifascista nel mondo e ha sostenuto il fronte unito antifascista. In un articolo commemorativo pubblicato sul giornale del partito il leader del Partito Comunista della Federazione Russa, Gennadij Zjuganov ha sottolineato:

Il significato storico del Comintern sta nel fatto che esso ha collegato il marxismo-leninismo con il movimento operaio di massa su scala mondiale, ha promosso la creazione di partiti proletari e la mobilitazione dei lavoratori per difendere i loro interessi nella lotta contro l’imperialismo e il fascismo, ha rafforzato la solidarietà internazionale dei lavoratori, ha portato il movimento di liberazione nazionale nelle colonie e nei paesi dipendenti ad un nuovo livello. Il lavoro svolto dal Comintern ha posto le basi per le successive conquiste, tra cui la vittoria dei comunisti in molti Paesi e la formazione del sistema socialista mondiale[5].

Per quanto riguarda le lezioni storiche dell’IC, i partiti hanno opinioni diverse. I punti principali sono i seguenti: In primo luogo, il sistema organizzativo altamente centralizzato dell’Internazionale Comunista ignorava l’entusiasmo e la creatività dei partiti comunisti. In secondo luogo, la politica nei confronti dei partiti socialdemocratici non riuscì a unire tutte le forze che potevano essere unite. In terzo luogo, l’errata valutazione delle condizioni storiche della situazione rivoluzionaria e del capitalismo portò ad “errori di sinistra”.

Per quanto riguarda i meriti e i demeriti dell’IC nella rivoluzione cinese, il primo ministro Zhou Enlai ha detto che il presidente Mao Zedong “una volta ha commentato che l’Internazionale comunista ha funzionato bene nel primo e nel terzo periodo, ma non molto bene nel secondo. Con questo non voleva dire che tutto andasse bene durante il primo e il terzo periodo e niente andava bene durante il secondo”[6]. Dal punto di vista della storia dello sviluppo della rivoluzione cinese, questa è anche una valutazione più pertinente del ruolo dell’IC. Alcuni studiosi hanno affermato che i meriti e i demeriti storici del Comintern potrebbero essere ulteriormente riassunti come segue: “Sono state fatte grandi conquiste, che risplenderanno nella storia; gli errori però sono gravi e mettono in guardia per le pratiche future[7].

Nel riassumere l’esperienza e le lezioni dell’IC, si è pensato alla necessità e alle modalità dell’unità internazionale nell’attuale movimento socialista mondiale. I cosiddetti “ortodossi” rappresentati dal Partito comunista greco ritengono che il movimento comunista internazionale si sia allontanato dal marxismo-leninismo fin dagli anni ‘50, e che la situazione dell’attuale movimento comunista internazionale sia simile a quella del crollo della Seconda Internazionale e dell’opportunismo che ha travolto il movimento socialista di sinistra. Il Partito comunista greco ha criticato il fatto che “decine di Paesi si siano uniti al sistema imperialista e abbiano formato un monopolio capitalista”. Nel tracciare un bilancio dell’IC, Joe Sims, co-presidente del Partito Comunista degli Stati Uniti, ha sottolineato:

il Comintern ha fallito non tanto per il predominio del PCUS, quanto perché la varietà e la diversità del movimento operaio in ogni paese rendeva impossibile centralizzare la direzione e il processo decisionale […] L’internazionalismo proletario e la solidarietà sono chiaramente necessari […] Ma questo deve essere fatto con attenzione nel pieno rispetto dell’autonomia e dell’indipendenza dei partiti interessati.[8]

Molti partiti comunisti ritengono che, a 100 anni dalla fondazione dell’Internazionale comunista, dovrebbe esserci un nuovo punto di partenza per la ricostruzione del movimento operaio internazionale e del movimento comunista.

Il Partito comunista moldavo ha sostenuto che, sotto la spinta della concorrenza globale, il progresso scientifico e tecnologico sta avanzando a passi da gigante. Lo sviluppo della tecnologia comporta la creazione di un’intelligenza artificiale con un potenziale superiore a quello degli esseri umani. L’opportunità di una rivoluzione mondiale che sta prendendo forma oggi è il segno di una nuova Internazionale comunista.

La Lega dei comunisti di Lettonia ritiene che l’attuale arma dei comunisti sia ancora l’internazionalismo proletario, la lotta unitaria e l’unità delle classi e dei compagni. Questa è una condizione necessaria per opporsi all’isolamento nazionale e all’imperialismo. L’unità dei comunisti è la scelta inevitabile per il futuro.

Il primo segretario del PCFR dell’oblast’ di Penza, Georgij Kamnev, ha detto che il Comintern è esistito per 24 anni, dal 1919 al 1943, attraversando varie fasi della sua storia. È molto importante che oggi lo spirito dell’Internazionale sia ancora vivo, che il movimento comunista si stia sviluppando. Trent’anni dopo i drastici cambiamenti in Unione Sovietica e nell’Europa dell’Est l’Internazionale del capitale sta di nuovo crollando: le guerre commerciali di Trump, le contraddizioni tra USA e UE, le contraddizioni all’interno dell’UE, ecc. In queste condizioni è importante sviluppare una strategia e una tattica unitaria dei comunisti dei diversi Paesi per sfruttare le divisioni nel campo imperialista per il trionfo del socialismo[9].

I partiti comunisti di vari Paesi hanno espresso opinioni diverse su come realizzare l’unione internazionale. I partiti comunisti di vari Paesi hanno espresso opinioni diverse su come realizzare l’unità internazionale.

La posizione “ortodossa” rappresentata dal Partito comunista greco ritiene che le forze comuniste che oggi aderiscono al marxismo-leninismo debbano prima integrare ideologia e strategia rivoluzionaria. L’integrazione di ideologia e strategia rivoluzionaria significa che le opinioni attuali sull’imperialismo, sul fascismo, sul capitalismo e su altre questioni debbono essere coerenti.

Alcuni partiti comunisti rappresentati dal Partito Comunista Turco ritengono che la realizzazione di alleanze internazionali da parte del partito comunista rifletta principalmente l’unità interpartitica e lo scambio di esperienze, e non può permettere che si stabilisca in un Paese alcuna autorità che sia al di sopra della volontà del partito e dei suoi membri.

Il leader della Lega dei Comunisti della Lettonia ritiene che il partito comunista debba rafforzare la cooperazione delle forze comuniste nella UE e lottare contro i partiti che difendono il sistema esistente. Solo così si può mettere in pratica lo slogan “proletari di tutto il mondo unitevi!”.

In sintesi, in occasione del centenario dell’IC, i partiti comunisti di tutti i Paesi hanno riconosciuto la necessità e l’urgenza di realizzare l’unità internazionale e hanno esplorato i modi per rafforzarla. Tuttavia, vi sono oggi differenze su alcune questioni teoriche di base e strategie di azione che emergono dalle diverse valutazioni dei vari partiti comunisti sulla storia dell’IC, nonché sulle strategie e i percorsi per le alleanze internazionali. Queste differenze riguardano principalmente il modo di vedere, sostenere e sviluppare il marxismo, le riforme socialiste e altre questioni. Questo è diventato il principale ostacolo all’unità internazionale dei partiti comunisti nel mondo.

II.

I PAESI SOCIALISTI ELABORANO UNA SINTESI DELLA LORO PRASSI, CERCANO DI FARE PASSI AVANTI E DELINEANO UN NUOVO MODELLO DI SVILUPPO

1. La Cina commemora il Movimento del 4 maggio e celebra le gloriose conquiste della Repubblica Popolare Cinese in 70 anni, guidando il movimento socialista mondiale in un nuovo cammino

Il Movimento del 4 maggio[10], fu un movimento ideologico illuminista e di nuova cultura, guidato principalmente dai giovani, che diede inizio alla nuova rivoluzione democratica della Cina. In un importante discorso in occasione della commemorazione del suo centenario, Xi Jinping, segretario generale del Comitato centrale del Partito comunista cinese, ha sottolineato che il Movimento del 4 maggio promuoveva la diffusione del marxismo in Cina e promuoveva l’integrazione del marxismo con il movimento operaio cinese. Esso ha preparato ideologicamente i quadri e ha nutrito nuovi rivoluzionari in termini di forze e di cultura[11] e ha un grande significato nella storia dello sviluppo del socialismo cinese.

Il 1° ottobre 1949 è stata fondata la Repubblica Popolare Cinese. Negli ultimi 70 anni, sotto la guida del Partito Comunista Cinese, il popolo cinese ha creato un miracolo di rapida crescita economica e di stabilità a lungo termine della società. Attualmente, la Cina è la seconda economia mondiale per dimensioni, detiene la quota maggiore nella produzione e nel commercio mondiali, è il secondo più grande consumatore di beni, e il secondo paese per afflusso di capitali stranieri. Le sue riserve di valuta estera sono al primo posto nel mondo da molti anni. La Cina ha contribuito per oltre il 30% alla crescita economica mondiale. Negli ultimi 70 anni, la Cina ha continuamente esplorato vie nuove, ha istituito un sistema politico socialista con caratteristiche cinesi. La Cina ha raggiunto il massimo livello mondiale in alcuni settori ad alta tecnologia, guidando lo sviluppo della tecnologia industriale. Negli ultimi 70 anni, la produzione dei mezzi di sussistenza del popolo cinese ha raggiunto risultati notevoli e il tenore di vita della popolazione è in continuo miglioramento. Nel 2020 la Cina eliminerà la povertà in tutto il Paese e costruirà una società moderatamente prospera sotto tutti gli aspetti. Inoltre, i risultati ottenuti dalla RPC nel campo militare e diplomatico sono riconosciuti in tutto il mondo. Zjuganov, presidente del Comitato Centrale del Partito Comunista della Federazione Russa, ritiene che la Cina sia diventata un importante motore per la crescita economica globale e che abbia compiuto progressi nel campo dell’alta tecnologia, mostrando al mondo un percorso di sviluppo unico”[12]. Il successo della Cina è un esempio eccezionale per il mondo. La Cina ha dato un grande contributo al socialismo mondiale e al movimento comunista internazionale nel corso di 70 anni. Attualmente, la Cina tiene alta la bandiera di continuare a promuovere la globalizzazione economica verso una direzione giusta e ragionevole, indicando un importante punto di svolta per lo sviluppo del socialismo mondiale[13].

2. Il Partito Comunista del Vietnam cerca di sviluppare un nuovo progetto per il 13° Congresso Nazionale del Partito

Sotto la guida del Partito comunista del Vietnam, l’economia vietnamita è cresciuta rapidamente nel 2019. Il PIL annuale è cresciuto del 7,02% e il tasso di inflazione è rimasto ad un livello basso: il tasso di crescita annuale è stato del 2,79%, un minimo triennale. Il commercio totale annuo di merci ha raggiunto i 517 miliardi di dollari, di cui le esportazioni sono ammontate a 264.189 miliardi di dollari, con un surplus di 11.118 miliardi di dollari. 38 miliardi di dollari di investimenti di capitale estero, il livello più alto degli ultimi 10 anni, è un record nella storia.

La vita politica è ricca e vibrante. Il Comitato centrale del Partito comunista del Vietnam (PCV) ha convocato la X e l’XI sessione plenaria del 12° Comitato centrale. L’XI sessione plenaria del CC ha promosso l’attuazione dei compiti del 12° Congresso nazionale del partito. Il governo ha formulato un piano di sviluppo economico e sociale a medio e lungo termine in accordo con l’impostazione del Partito, l’Assemblea nazionale ha tenuto due riunioni per discutere i documenti rilevanti e le principali questioni dell’economia sociale in Vietnam, e ha approvato una serie di documenti e progetti di risoluzione.

Sostanzialmente, per la preparazione del 13° Congresso nazionale il lavoro del PCV nel 2019 si è concentrato sui seguenti aspetti: costituire un gruppo che guidi la preparazione della conferenza, procedere nella preparazione dei documenti della conferenza, formulare piani di sviluppo economico e sociale, consolidare la formazione di un contingente di quadri di alta qualità e di altro personale, approfondire il lavoro anti-corruzione, rafforzare la gestione sociale e prevenire l’”evoluzione pacifica”[14] delle forze ostili, ecc. Tra questi, vale la pena di notare che il 19 febbraio 2019 il Primo Ministro del Vietnam Nguyen Xuan Phuc ha proposto, in occasione dell’ispezione del Ministero della Pianificazione e degli Investimenti, la visione dei “due centenari” per lo sviluppo economico e sociale.

Il primo passo è che entro il centenario della fondazione del Partito, nel 2030, il Vietnam entrerà nelle fila dei Paesi a reddito medio-alto e diventerà una “società innovativa, equa, democratica e civile”, rispettando cinque indicatori:

(1) PIL pro capite oltre i 18.000 dollari USA (parità di potere d’acquisto nel 2011);

(2) residenza nelle aree urbane della maggior parte della popolazione del Paese (oltre il 50%);

(3) industria e servizi forniscono oltre il 90% del PIL e impiegano più del 70% dei lavoratori;

(4) l’economia privata produce oltre l’80% del PIL;

(5) superare lo 0,7 nell’indice di sviluppo umano delle Nazioni Unite.

Il secondo passo consiste nell’affermare il Vietnam come “paese sviluppato e prospero” entro il 100° anniversario della sua fondazione nel 2045. Gli indicatori specifici sono:

(1) entrare nel gruppo dei Paesi ad alto reddito più felici del mondo e diventare un Paese prospero;

(2) essere tra i primi 20 Paesi al mondo in termini di indice di competitività globale e indice imprenditoriale, esplorare un’economia basata sulla conoscenza con un alto reddito e fonti diversificate di esso. L’industria sta progredendo verso la direzione della modernizzazione. La percentuale di agricoltura è scesa sotto il 10% e non è più agricoltura pura;

(3) diventare uno dei paesi con la più alta qualità dell’istruzione nella regione Asia-Pacifico.

3. Cuba commemora solennemente il 60° anniversario della vittoria della rivoluzione, modificando la Costituzione e riformando il sistema di direzione del Paese

Il 2019 segna il 60° anniversario della vittoria della Rivoluzione Cubana, e il governo cubano ha organizzato un grande evento commemorativo. I dirigenti della Cina e di altri Paesi socialisti hanno inviato messaggi di congratulazioni affermando che la vittoria della rivoluzione cubana non solo ha inaugurato una nuova storia dell’indipendenza e dello sviluppo di Cuba, ma ha anche ispirato a partire dagli anni Sessanta il movimento di liberazione nazionale, il movimento dei Paesi non allineati e la società nei Paesi in via di sviluppo.

Nel 2019 Cuba ha approvato una nuova Costituzione attraverso un referendum. Essa stabilisce che il Consiglio di Stato è un organo permanente del Congresso nazionale del popolo. Il ruolo di capo dello Stato e di capo del governo non è più concentrato nella persona del presidente del Consiglio di Stato, ma viene suddiviso nelle persone del presidente e del primo ministro. Il Presidente dello Stato è eletto dal Congresso nazionale del popolo, deve avere almeno 35 anni e non superare i 60 quando viene eletto per la prima volta. Il mandato è di 5 anni e può essere rinnovato ulteriormente per altri 5. Il Primo Ministro è eletto dal Congresso Nazionale del Popolo su proposta del Presidente della Repubblica; è responsabile del lavoro quotidiano del governo e guida la compagine ministeriale. Nell’ottobre 2019, secondo la nuova costituzione e la nuova legge elettorale, Miguel Diaz-Canel è stato eletto come primo presidente di Cuba, e Salvador Valdes come vicepresidente, Esteban Lazo Hernández è presidente del Congresso nazionale del popolo e presidente del Consiglio di Stato, mentre Manuel Marrero Cruz è il primo ministro del governo. È stato anche eletto il Consiglio di Stato di 21 membri. Raul Castro sarà il primo segretario del Comitato centrale del Partito comunista di Cuba fino al 2021. La nuova costituzione sottolinea che la proprietà nazionale è la principale forma di proprietà a Cuba, e il sistema economico cubano si basa sia su fattori di pianificazione che di mercato.

4. La Corea del Nord ha modificato la sua Costituzione, ha ridimensionato la sua “politica Songun” e ha raggiunto nuovi traguardi nella crescita economica e nella diplomazia

Ad aprile e agosto 2019 la 14a Assemblea Suprema del Popolo della Corea del Nord ha convocato due riunioni per discutere gli emendamenti costituzionali. Gli emendamenti sono: eliminare molti “pensieri Songun”, fondere la figura del leader supremo nominale con l’attuale leader supremo e implementare un sistema socialista di gestione della responsabilità aziendale. Ci sono tre motivi principali per gli emendamenti. Il primo è che, poiché la “politica Songun” è stata inclusa nel kimilsungismo-kimjongilismo non è più enfatizzata separatamente, come anche la “politica Songun”, conformatasi allo spostamento strategico incentrato sulla costruzione economica. In secondo luogo, la nuova Costituzione stabilisce che “rappresentante del Paese” è il presidente del Consiglio di Stato al posto del presidente permanente dell’Assemblea Suprema del Popolo, la quale ha istituito un sistema politico nazionale incentrato sul Consiglio di Stato, in modo che il presidente del Consiglio di Stato non solo possieda l’effettiva guida suprema del Paese, ma rappresenti anche di diritto il Paese, rendendo così più fluidi i rapporti legislativi nel sistema. In terzo luogo, lo “spirito di Chongsanri” e il “sistema di lavoro Taean” sono stati sostituiti da “metodi di lavoro rivoluzionari che esercitano fortemente il potere spirituale e la capacità creativa delle masse” e “implementano un sistema di gestione basato sulla responsabilità aziendale socialista”, poiché la vecchia espressione ha l’impronta delle caratteristiche regionali degli anni Sessanta, mentre le nuove espressioni sono più in linea con le più ampie esigenze di sviluppo strategico della Corea del Nord nella nuova era.

Tuttavia, è necessario chiarire che, sebbene la Corea del Nord abbia adeguato il focus della sua strategia di sviluppo, il contenuto fondamentale della Costituzione non è cambiato. Ad esempio, non è stato rivisto l’articolo 34 che recita: “l’economia nazionale della Repubblica Democratica di Corea è un’economia pianificata”; la nuova Costituzione pone maggiore enfasi sul ruolo del popolo e insiste sul principio che il popolo è al primo posto. Kim Jong-un ha sottolineato che mettere il popolo al primo posto è il principio fondamentale in tutti gli ambiti. Ciò dimostra che gli emendamenti alla Costituzione della Corea del Nord mirano a cambiare alcune espressioni superate, rettificare il sistema amministrativo e i metodi di gestione economica e garantire che il Paese possa svilupparsi senza problemi lungo la via socialista di stile coreano nella nuova era.

Nel 2019 la diplomazia della Corea del Nord ha raggiunto importanti risultati. Il 7-10 gennaio Kim Jong-un ha visitato nuovamente la Cina; il 26 febbraio Kim Jong-un è arrivato ad Hanoi per tenere il secondo summit nordcoreano con il presidente americano Trump, e ha visitato ufficialmente il Vietnam. È la prima volta per il leader supremo dopo un intervallo di 55 anni. Il 24 aprile, Kim Jong-un e Putin si sono incontrati a Vladivostok. Il 30 giugno, Kim Jong-un e Trump hanno tenuto uno storico incontro al confine tra la Corea del Nord e la Corea del Sud, noto come il 38° parallelo. Durante lo storico incontro sul 38° Parallelo, Trump ha attraversato il 38° Parallelo verso la Corea del Nord e ha stretto la mano a Kim Jong-un, diventando il primo presidente in carica degli Stati Uniti a mettere piede sul territorio nordcoreano nella storia, il che ha un significato emblematico. Dal 20 al 21 giugno, il segretario generale del Comitato centrale del PCC e il presidente Xi Jinping hanno compiuto una visita di Stato in Corea del Nord, inaugurando un nuovo capitolo dell’amicizia tra Cina e Corea del Nord.

5. Il Laos rafforza la formazione dei quadri e la costruzione ideologica e teorica per preparare il nuovo congresso del partito

Nel 2019, il Partito rivoluzionario popolare del Laos ha superato molte influenze negative in patria e all’estero e ha continuato a promuovere l’innovazione socialista. Lo sviluppo di tutti gli aspetti dell’economia e della società ha mantenuto un buon ritmo. Tra questi, la crescita economica annuale è stata del 6,4% e il PIL pro capite ha raggiunto i 2.620 dollari; sono stati raggiunti risultati positivi nella riduzione della povertà.

Nel 2019, il Partito rivoluzionario popolare del Laos ha convocato l’8a e la 9a sessione plenaria del 10° Comitato centrale per tracciare un bilancio dei risultati e dell’esperienza della edificazione socialista e della costruzione del partito in Laos nella fase attuale, e prendere accordi per l’11° Congresso nazionale del partito che si terrà all’inizio del 2021. Tra questi, l’ottava sessione plenaria del Comitato centrale ha pubblicato tre documenti rilevanti per rafforzare il processo di formazione dei quadri. Prima e dopo i due plenum, il Partito rivoluzionario popolare del Laos ha anche pubblicato una serie di importanti risoluzioni, sottolineando l’ulteriore miglioramento del processo di formazione dei quadri. Il Partito Rivoluzionario del Popolo del Laos ha anche rafforzato la capacità del partito di governare e mantenere la natura avanzata dell’istruzione dei membri del partito, e ha ottenuto grandi risultati nell’elaborazione del pensiero politico, nella gestione dei quadri, nella lotta alla corruzione e per l’onestà, nella costruzione dello stile di lavoro e nella supervisione della disciplina. Dopo l’ottava sessione plenaria del decimo Comitato centrale del Partito rivoluzionario popolare del Laos, è stato effettuato un costante e ordinato adeguamento dei quadri per preparare le disposizioni del personale per l’11° Congresso nazionale del Partito rivoluzionario popolare del Laos, che si terrà all’inizio del 2021.

Nel 2019, il Partito rivoluzionario popolare del Laos ha anche fatto nuovi progressi nell’innovazione teorica. Il 13 dicembre 2018 e il 27 marzo 2019 l’ufficio politico del Partito rivoluzionario popolare del Laos ha promulgato il pensiero di Kaysone Phomvihane e il marxismo-leninismo ideologia guida del partito, in ottemperanza alle risoluzioni del 10° Congresso nazionale.

Documenti come la Risoluzione sullo studio del pensiero di Kaysone Phomvihane e la Risoluzione sulla creazione del Comitato di Ricerca sul pensiero di Kaysone Phomvihane hanno portato alla fondazione del Comitato di Ricerca, composto da rappresentanti dell’Accademia Nazionale delle Scienze Sociali del Laos, dell’Accademia Nazionale dell’Amministrazione, dell’Istituto Nazionale delle Scienze Sociali Kaysone Phomvihane College, del People’s Security College e del Kaysone Phomvihane Museum. Il 5 maggio 2019, l’Ufficio Politico del Comitato Centrale del Partito Rivoluzionario Popolare del Laos ha anche promulgato la Risoluzione sulla creazione dell’Istituto Centrale di Ricerca Teorica del Partito, sì che l’attività di ricerca teorica e propaganda del partito si è gradualmente rafforzata.

III.

I PARTITI COMUNISTI DEI PAESI NON SOCIALISTI CERCANO

ATTIVAMENTE VIE DI SVILUPPO, CON RISULTATI CONTRASTANTI

1. Le performance dei partiti comunisti nei paesi in via di sviluppo e nei paesi dell’ex Unione Sovietica e dell’Europa orientale sono di segno contrastante

Il movimento comunista in Nepal, nell’Asia meridionale, è stato attivo negli ultimi due anni. Il 15 febbraio 2018, il Partito comunista del Nepal (Marxista-Leninista unito) e il Partito comunista del Nepal (Centro Maoista) hanno formato una coalizione di sinistra e sono saliti al potere, annunciando la loro fusione per formare il Partito comunista del Nepal il 17 maggio 2018. Nell’ultimo anno, il Nepal ha ottenuto grandi risultati in campo politico, economico, sociale e diplomatico. È stato il periodo più stabile degli ultimi 30 anni. Nel 2019 il Partito Comunista del Nepal ha integrato e migliorato le teorie di base dell’ex Partito Comunista del Nepal (Marxista-Leninista unito) e del Partito Comunista del Nepal (Centro Maoista). Tra questi, la questione di come affrontare la guerra popolare non è ancora giunta a una posizione unitaria. Nel 2020 il Partito Comunista del Nepal convocherà il primo congresso del partito dopo la fusione. Il congresso definirà un nuovo programma teorico e pianificherà un progetto per un nuovo periodo.

Invece desta preoccupazione l’andamento del Partito Comunista dell’India (M-L), la più grande organizzazione comunista dell’Asia meridionale. Nella 17a elezione della Camera del Popolo dell’India, tenutasi nel maggio 2019, il numero di seggi conquistati dal Partito Comunista dell’India (M-L) si è ridotto da 6 a 3, scendendo al punto più basso della sua storia, e il numero di seggi del Partito Comunista dell’India è aumentato da 1 a 2. Il Partito Bharatiya Janata ha ottenuto una vittoria schiacciante. La svolta a destra della politica indiana si è ulteriormente consolidata, e lo spazio politico a sinistra si è ulteriormente compresso.

Nel 2019 il Parlamento europeo ha ancora una volta approvato una risoluzione anticomunista sull’Unione Sovietica e sull’Europa dell’Est. In alcuni Paesi i partiti comunisti sono stati banditi dalle attività e i partiti comunisti si sono trovati in una situazione difficile. In occasione del centenario della fondazione dell’Internazionale comunista e del trentesimo anniversario della caduta del muro di Berlino, i partiti comunisti e operai dei Paesi dell’Europa orientale hanno partecipato attivamente alle attività e alle conferenze internazionali che commemorano il centenario della fondazione dell’Internazionale comunista, hanno passato in rassegna e riassunto la storia dei drastici cambiamenti nell’Europa orientale e la storia del movimento comunista. L’esperienza e le lezioni della storia hanno dato impulso allo sviluppo del movimento comunista internazionale nell’ex Unione Sovietica e nell’Europa orientale. In termini di partecipazione politica, si sono accresciuti i consensi ad alcuni partiti comunisti alle elezioni nazionali e locali, e ciò ha portato nuova vitalità allo sviluppo dei movimenti socialisti nelle diverse aree.

Tra queste, nelle elezioni regionali e locali russe del settembre 2019, il Partito comunista della Federazione Russa ha fatto notevoli progressi. In 10 delle 12 regioni, è aumentato il sostegno al Partito comunista della Federazione Russa, ed è aumentato anche il numero totale di seggi nei consigli comunali, soprattutto nelle elezioni del Consiglio comunale di Mosca, dove il PCFR ha conquistato 13 seggi, 8 in più rispetto alla precedente tornata elettorale.

Nelle elezioni di novembre per l’Assemblea nazionale della Bielorussia, il numero di seggi del Partito comunista bielorusso è passato da 8 che aveva nel 2016 a 11. In qualità di partito più grande del Parlamento, esso mantiene una certa influenza nell’ambito della politica interna[15].

Al contempo, nelle elezioni nazionali del 24 febbraio 2019, il Partito comunista moldavo è crollato su tutta la linea, perdendo tutti i 21 seggi parlamentari e diventando un partito extraparlamentare. Questa è stata un’altra grave battuta d’arresto dopo aver perso la sua posizione di governo nel 2019.

2. La maggior parte dei partiti comunisti occidentali ha intrapreso la strada della lotta parlamentare attraverso l’unità a sinistra. Con punti luminosi, ma una flessione generale

Il 2019 è stato l’anno delle elezioni del Parlamento europeo. I partiti politici e le organizzazioni dei 27 Paesi dell’UE si sono pienamente impegnati nella campagna elettorale. I partiti comunisti di vari Paesi hanno partecipato attivamente alle elezioni parlamentari. Alcuni partiti comunisti, unendosi con altri partiti di sinistra, hanno sostenuto candidati comuni. Tuttavia, poiché nella campagna elettorale ci si è concentrati sulla coalizione di sinistra, le posizioni dei partiti comunisti non emergevano, poco chiari risultavano i loro tratti distintivi, che nel complesso non riuscivano a cogliere le esigenze e le preoccupazioni del proprio elettorato. Inoltre, i partiti comunisti sono stati ostacolati da partiti populisti e di estrema destra. Quindi non si è ottenuto un buon risultato: degli oltre 700 seggi del Parlamento europeo, il GUE/NGL (Sinistra Unitaria Europea/Sinistra Verde Nordica), composto dal Partito Comunista Francese, da Rifondazione comunista, dal Partito Comunista Spagnolo e da diversi partiti di sinistra in Europa, si è aggiudicato solo 39 seggi, con una diminuzione di 13 seggi rispetto al parlamento precedente. Tra i partiti comunisti partecipanti, il Partito del lavoro del Belgio (PTB) ha ottenuto un seggio, il miglior risultato nella sua storia, il Partito comunista greco ha mantenuto i due seggi, il Partito comunista portoghese si è ridotto a due seggi, mentre gli altri partiti comunisti e operai non hanno ottenuto seggi.

Nelle elezioni parlamentari del 2019, il Partito del lavoro del Belgio (PTB) è diventato un “outsider” che è emerso improvvisamente dalla difficile situazione dei partiti radicali di sinistra in Europa. Il sostegno al Partito del lavoro del Belgio alle elezioni del Parlamento europeo del maggio 2019 è salito all’8,7%, consentendogli di aggiudicarsi un seggio: una svolta storica. Inoltre, nelle elezioni del Parlamento regionale del Paese, il PTB ha ottenuto il 6,6%, il 12% e il 13,5% di consensi nelle Fiandre, a Bruxelles e in Vallonia, e rispettivamente 4, 11 e 10 seggi. Alle elezioni del Parlamento nazionale belga, il PTB ha ottenuto 12 seggi nel Parlamento federale e 4 seggi al Senato. Oltre al seggio nel Parlamento europeo, il numero di seggi del PTB è aumentato rapidamente dagli 8 seggi del 2014 a 42 seggi, classificandosi al quinto posto tra i 12 partiti politici con rappresentanti eletti in tutto il Paese. In una situazione di generale caduta e riflusso o addirittura di trasformazione in senso non comunista del movimento comunista in Occidente, il PTB ha messo in atto con successo un perfetto “contrattacco”, noto come “un’importante brillante svolta rossa” e un “movimento sociale fenomenale”. Il motivo è che il PTB ha adeguato la sua strategia d’azione e la sua elaborazione teorica e ha proposto che l’obiettivo finale sia quello di costruire una società senza classi, cioè una società veramente collettivistica o una società comunista. Questo è conforme agli ideali della maggioranza della popolazione nella situazione attuale e la attrae verso l’adesione al partito. Di conseguenza, il numero dei membri del partito è passato da 2.800 nel 2007 a 19.000 alla fine del 2019. La fruttuosa pratica politica del PTB è un importante riferimento e un’importante ispirazione per gli altri partiti comunisti occidentali.

In Asia, il Partito comunista del Giappone, che in origine occupava gran parte dell’area tradizionale dei partiti comunisti dei Paesi capitalistici sviluppati, è in declino negli ultimi anni. Nella 25a elezione al Senato, tenutasi nel 2019, il PCG ha ottenuto 13 dei 245 seggi, uno in meno rispetto al precedente mandato, ed è in crescita il divario di seggi locali con il Partito Komeito e il Partito liberaldemocratico. Per cercare di svilupparsi, il Partito comunista giapponese ha cambiato la sua strategia di lotta. In primo luogo, si è impegnato alla possibile formazione di un fronte unito con i partiti dell’opposizione per stabilire un governo di coalizione. In secondo luogo, si sta rivolgendo alla diplomazia interpartitica attribuendo grande importanza al rapporto con i partiti europei. Al 28° Congresso del Partito, che si è tenuto dal 14 al 18 gennaio 2020, il PCG ha rivisto il programma del partito, ha cancellato l’affermazione secondo cui Cina, Vietnam, Cuba e altri Paesi sono “alla ricerca di nuove vie al socialismo” e non ha considerato il XXI secolo come un’epoca in cui coesistono due sistemi, capitalista e socialista. Queste modifiche del PCG riflettono in realtà alcune caratteristiche comuni degli attuali partiti comunisti occidentali e questa tendenza è degna di attenzione.

Nelle Americhe, l’anno 2019 è il centenario della fondazione del Partito Comunista degli Stati Uniti. Il PCUSA ha tenuto il suo 31° Congresso Nazionale dal 15 al 16 giugno; con esso Rossana Cambron e Joe Sims sono diventati copresidenti del Partito[16]. Il Congresso ha condotto un’analisi dettagliata del capitalismo attuale, ha proposto strategie specifiche che il partito segua nella conduzione delle lotte nella nuova era, ha formulato le tappe e i passi che gli Stati Uniti devono compiere per giungere al socialismo e al comunismo e conseguire gli obiettivi del Green New Deal attraverso un potente movimento della classe operaia per promuovere il socialismo americano. Nelle elezioni presidenziali americane del 2020, il partito comunista statunitense sostiene il deputato democratico Sanders, considerato socialista. Il PCUSA spera di espandere la sua influenza unendo la sinistra per partecipare alle attività politiche.

In Australia, il movimento comunista è diventato attivo, ma le divisioni interne sono rimaste gravi. Venticinque anni dopo lo scioglimento del Partito comunista della Nuova Zelanda, fondato nel 1921, un gruppo di giovani, soprattutto studenti delle scuole, ha fondato il “New Communist Party of Aotearoa” (NCPA). Il congresso di fondazione e la prima riunione del Comitato centrale si sono tenute a Wellington il 21 novembre 2019. Durante l’incontro sono stati approvati lo statuto e il programma del partito, che assume chiaramente il marxismo-leninismo come ideologia guida del partito e dichiara che si tratta di un partito proletario. Sempre nella riunione inaugurale è stato proposto lo slogan “Una classe, due sindacati”. “Una classe” significa che il Partito comunista neozelandese è un partito proletario. “Due sindacati” si riferisce ai sindacati dei lavoratori da un lato e alle unioni comunitarie[17] dall’altro: il partito attua una politica incentrata sui sindacati e i movimenti comunitari.

Negli ultimi anni, nel Partito Comunista dell’Australia (Communist Party of Australia, CPA) vi sono state gravi divergenze su questioni ideologiche e principi organizzativi. L’ex Segretario Generale del Comitato Centrale Bob Briton ha annunciato la fondazione dell’Australian Communist Party (ACP) nel giugno 2019. Briton ritiene che il partito debba essere un rigoroso partito marxista-leninista, che ingaggia profonde lotte teoriche, rafforza lo studio teorico marxista e la costruzione dell’organizzazione e si oppone al metodo riformista di fare affidamento sui sindacati e sulle alleanze di sinistra per far parte del parlamento. Egli ritiene che sia difficile integrare l’economia di mercato con gli obiettivi socialisti. Sono proprio questi i punti su cui egli si differenzia dagli altri membri del CPA, e sono in realtà la causa comune delle divisioni interne in alcuni partiti comunisti occidentali.

IV.

NEL 2020 LA SUPERIORITÀ DEL SISTEMA SOCIALISTA SARÀ PIÙ EVIDENTE NELLA SITUAZIONE DETERMINATA DAL COVID-19

Il 2020 è il 200° anniversario della nascita di Engels e il 150° anniversario della nascita di Lenin. I partiti comunisti e i paesi socialisti terranno attività commemorative e seminari accademici incentrati su temi correlati, e reinterpreteranno le opere classiche del socialismo dall’utopia alla scienza, dalla teoria alla pratica, alla luce della nuova situazione, da un paese a più paesi, dalla transizione diretta alla transizione indiretta e altri punti di vista teorici correlati, rivalutando la grande personalità dei mentori rivoluzionari e promuovendo il nuovo sviluppo della costruzione del socialismo mondiale e del movimento comunista internazionale nella nuova era.

Tuttavia, all’inizio del 2020, il COVID-19 ha spazzato il mondo. Sotto l’influenza dell’epidemia, la portata della commemorazione di Engels e Lenin da parte dei partiti comunisti di vari Paesi è stata limitata. Quindi, i partiti comunisti e gli studiosi di vari Paesi attraverso libri e articoli hanno illustrato al movimento comunista internazionale il grande significato del pensiero dello scrittore classico. Per esempio, il professor Yu Liangzao dell’Università Normale di Nanjing ha scritto un articolo sulla teoria del socialismo scientifico creata da Marx ed Engels per guidare il proletariato nella conduzione di movimenti rivoluzionari e nella costruzione del comunismo. È una teoria in evoluzione. Dopo la morte di Marx, soprattutto dopo il 1890, Engels collegò strettamente la teoria del socialismo scientifico alla guida ide movimento comunista internazionale e arricchì la teoria basata su nuove pratiche[18]. Il ricercatore Jin Minqing dell’Accademia cinese delle scienze sociali ritiene che la Lega comunista creata da Marx ed Engels attraverso la riorganizzazione della Lega dei Giusti sia stato il primo partito proletario nella storia dell’umanità costituito sulla base del socialismo scientifico, aprendo una nuova era al movimento comunista[19]. Il professor Nguyen Xuan Thang, segretario del Segretariato del Comitato centrale del Partito comunista del Vietnam, direttore del Comitato teorico centrale e presidente della Scuola di Partito del Comitato centrale del PCV, ha scritto il 22 aprile un articolo sul giornale comunista del PCV, affermando che Lenin sostenne e sviluppò la teoria marxista sul nuovo stadio storico, cioè l’imperialismo e la rivoluzione proletaria, guidò con successo la Rivoluzione d’Ottobre russa del 1917, istituì la prima potenza politica mondiale degli operai e dei contadini, inaugurando una nuova era che segnava il passaggio dal capitalismo al socialismo, il socialismo si evolveva dalla teoria alla realtà attraverso la sua eccezionale teoria e le sue attività pratiche. La vita di Lenin e la sua causa rivoluzionaria sono state grandiose e il suo contributo alla classe operaia e ai lavoratori oppressi nel mondo è stato estremamente importante. È di importanza epocale. Nel commemorare il 150° anniversario della nascita di Lenin, dobbiamo aderire fermamente e applicare in modo creativo il marxismo-leninismo, aderire agli obiettivi dell’indipendenza nazionale e del socialismo, superare senza riserve le sfide, perseverare nell’innovazione e creare un miracolo in Vietnam[20].

Il movimento comunista internazionale nel 2020 continuerà a svilupparsi sotto l’influenza del COVID-19. Questa epidemia non solo avrà un impatto sulla salute delle persone, ma avrà anche un impatto importante e di vasta portata sui metodi di produzione del mondo, sullo sviluppo tecnologico, sulla struttura internazionale e sul rapporto di forze tra socialismo e capitalismo.

Da un lato, la Cina, il Paese che ha sofferto per primo la pandemia, ha controllato con successo e in tempi rapidi la diffusione dell’epidemia, dimostrando pienamente la natura avanzata del Partito comunista cinese e la superiorità del sistema socialista con caratteristiche cinesi. Allo stesso tempo, anche altri Paesi socialisti come il Vietnam, il Laos, Cuba e la Corea del Nord hanno saputo controllare e gestire bene l’epidemia. Al 30 aprile, ad eccezione di Cuba, gli altri tre Paesi non hanno segnalato un solo decesso per COVID-19. Tra questi, la Corea del Nord non ha riportato alcun caso, il Laos ha solo 19 casi e da metà aprile non sono comparse nuove epidemie. Il Vietnam, un Paese con una popolazione di quasi 100 milioni di abitanti, ha riportato solo 320 casi e tutti sono stati curati. Cuba, sebbene abbia avuto 1.467 casi e 58 decessi, ha dimostrato – rispetto alla maggior parte dei Paesi del mondo, soprattutto rispetto alla diffusione su larga scala dell’epidemia nel vicino Brasile – un’eccellente capacità di prevenzione e controllo dell’epidemia. Ciò dimostra chiaramente che i Paesi socialisti hanno utilizzato azioni pratiche per dimostrare la superiorità del sistema socialista nella gestione e nel controllo dei grandi disastri e del sistema sanitario.

Inoltre, la Cina si è mossa pienamente con spirito internazionalista e senso di responsabilità di un grande Paese, fornendo a molti Paesi una grande quantità di materiali per la prevenzione dell’epidemia, esperienza di trattamento ed équipe mediche, e ha fatto ogni sforzo per aiutare altri Paesi a sconfiggere l’epidemia, conquistandosi il riconoscimento e l’apprezzamento di tutti i Paesi del mondo. Il 2 aprile 2020, il Partito Comunista Cinese e più di 230 partiti politici in oltre 100 paesi hanno lanciato un appello congiunto per il rafforzamento della cooperazione internazionale contro l’epidemia[21]. I partiti politici che hanno partecipato all’appello congiunto provenivano dai cinque continenti, compresi i partiti al governo, importanti partiti dell’opposizione e i raggruppamenti politici internazionali dei principali Paesi, che comprendono partiti politici con ideologie diverse, di sinistra, centro e destra. L’appello ha ricevuto in vari modi anche il sostegno e l’apprezzamento del Partito Comunista di Cuba, del Partito Comunista del Nepal, del Partito Progressista dei Lavoratori di Cipro (AKEL), del Partito Comunista degli Stati Uniti, del Partito Comunista del Brasile, del Partito Comunista del Cile, del Partito Comunista dell’Argentina, del Partito Comunista della Gran Bretagna, del Partito Comunista della Gran Bretagna (marxista-leninista), del Partito Comunista spagnolo, del Partito Comunista australiano e del Partito Comunista del Bangladesh (marxista-leninista) in vari modi[22]. La pandemia evidenzia che tutti gli esseri umani condividono la sofferenza e il dolore di fronte ai disastri e nessuno può sopravvivere da solo. Pertanto è più facile apprezzare e accogliere il concetto cinese di costruire una comunità con un futuro comune per l’umanità.

D’altra parte, alcuni paesi occidentali ignorano i risultati ottenuti dalla Cina nella lotta contro il COVID-19 e lanciano accuse e attacchi infondati contro di essa, ma le loro politiche sono lente e inefficaci nell’affrontare l’epidemia nei loro paesi, portando alla diffusione della stessa. L’epidemia mette a nudo non solo i doppi standard che i politici capitalisti stanno applicando sotto le spoglie della libertà e della democrazia, ma anche le carenze del sistema sanitario occidentale, la gestione della società, l’obiettivo capitalistico della massimizzazione dei profitti e l’ipocrisia dei diritti umani che l’Occidente sostiene. Con il diffondersi dell’epidemia nei paesi occidentali i lavoratori e le persone ai livelli più bassi della società sono ancor meno tutelati, non si può garantire loro il sostentamento necessario per vivere; il divario tra ricchi e poveri si è ulteriormente allargato, il che può causare problemi sociali più gravi nonché disordini politici.

Pertanto, sotto i colpi dell’epidemia, il socialismo, come ideologia e sistema che sostituisce il capitalismo, ha ricevuto sempre più attenzione e fiducia nel mondo. Tuttavia, poiché la differenza tra le due forze è netta, i difensori della borghesia occidentale e del sistema capitalistico non si fermeranno. Essi inevitabilmente intensificheranno la loro resistenza e reprimeranno il movimento socialista; la situazione dei partiti comunisti in tutti i paesi sarà ancora più difficile. Anche se la lotta tra i due sistemi è favorevole al socialismo, è difficile che possa cambiare la coesistenza a lungo termine dei due sistemi. Per questo dovremmo sostenere attivamente l’idea di costruire una comunità con un futuro comune per l’umanità, che è una soluzione razionale per una cooperazione vantaggiosa per tutti i paesi e i diversi sistemi del mondo nelle attuali condizioni storiche.

  1. Tradotto dal cinese in inglese dalla dottoressa Liu Xinxin, revisione di Esther Chang Qingyun, EIS Education Group PLT. Traduzione dall’inglese: Andrea Catone.
  2. L’obiettivo del ringiovanimento, della “rinascita” del popolo cinese è stato fortemente rimarcato nel rapporto di Xi Jinping al XIX congresso del PCC (18-24 ottobre 2017) [NdT].
  3. http://www.wyzxwk.com/Article/sichao/2019/06/404628.html; cfr. anche: https://inter.rkrp.ru/%D0%B1%D0%B5%D0%B7-%D1%80%D1%83%D0%B1%D1%80%D0%B8%D0%BA%D0%B8/final-declaration-of-the-participants-of-international-conference-100-years-to-the-communist-international-and-tasks-of-the-communist-movement-today-moscow-1-2-june-2019/
  4. Lin Jianhua, The Practical Logic of the Communist International in the World Revolution. “Chinese Social Sciences”, Issue 8, 2014.
  5. Cfr. 根. 安. 久加诺夫, 刘淑春 摘译: 共产国际的宝贵经验, in “World Socialism Studies”, Issue 5, 2019 [G. A. Zjuganov, Liu Shuchun (traduttrice), L’inestimabile esperienza del Comintern]. Cfr. anche: Бесценный опыт Коминтерна (1° marzo 2019), in https://kprf.ru/party-live/cknews/183054.html.
  6. Zou Enlai, The Communist International and the Chinese Communist Party, 14-15 luglio 1960, in Selected Works of Zhou Enlai, Volume 2, Foreign Languages Press, Beijing, 1989, p. 306. I 24 anni di vita dell’IC (1919-1943) vengono suddivisi in tre periodi di 8 anni ciascuno [NdT].
  7. Lin Jianhua, The Practical Logic…, op. cit.
  8. Joe Sims, The Road to Socialism and the World Communist Movement: A Reply to Wadi’h Halabi, http://www.cpusa.org/article/the-road-to-socialism-and-the-world-communist-movement-a-reply-to-wadih-halabi
  9. В Турции прошла XXI Международная встреча коммунистических и рабочих партий [In Turchia si è svolto il XXI Incontro Internazionale dei partiti comunisti e operai] “Pravda”, 22.11.2019, https://kprf.ru/party-live/opinion/189657.html.
  10. Prende il nome dal giorno in cui scoppiò nel 1919 [NdT].
  11. Xi Jinping, Speech at the Conference Commemorating the 100th Anniversary of the May Fourth Movement, People’s Publishing House, 2019, p. 2.
  12. Song Qu, China is fully capable of handling domestic issues - Interview with Zyuganov, Chairman of the Central Committee of the Communist Party of the Russian Federation, “People’s Daily”, December 9th, 2019.
  13. Jiang Hui, The Transitional Role of Socialism with Chinese Characteristics in the World Socialist Movement, “World Socialism Studies”, Issue 4, 2019.
  14. La dottrina dell’“evoluzione pacifica”, formulata dal segretario di Stato americano John Foster Dulles durante la guerra fredda, si riferisce al tentativo di effettuare, principalmente da parte degli Stati Uniti, una trasformazione politica ed economico-sociale dei Paesi socialisti con mezzi pacifici, dall’interno, diffondendo le idee politiche e gli stili di vita occidentali, incitando il malcontento e incoraggiando gruppi di popolazione a sfidare la leadership del Partito comunista. Le “rivoluzioni colorate” ne sono un’attuazione e sviluppo. Mao Zedong mise in guardia dal pericolo delle “pallottole di zucchero” della borghesia per “prendere la fortezza socialista dall’interno” [NdT].
  15. Yu Haiqing, Qin Zhenyan. New Situation and New Characteristics of the Development and Changes of Foreign Communist Parties in 2019, “Contemporary World”, Issue 1, 2020.
  16. Yu Haiqing, Qin Zhenyan, New Situation and New Characteristics of the Development and Changes of Foreign Communist Parties in 2019, “Contemporary World”, Issue 1, 2020.
  17. Sono le associazioni che si occupano, ad esempio, della lotta per la riduzione degli affitti, o questioni più ampie come i lavori pubblici, i servizi e la vita della comunità. Cfr. Muhammed Shabeer, New Communist Party of Aotearoa seeks to blaze a new trail in New Zealand, “Peoples Dispatch”, February 16, 2020, https://peoplesdispatch.org/2020/02/16/new-communist-party-of-aotearoa-seeks-to-blaze-a-new-trail-in-new-zealand/ [NdT].
  18. Yu Liangzao. Engels’ Important Contributions to the Theory of Scientific Socialism in His Later Years, “Theory and Reform”, Issue 3, 2020.
  19. Jin Minqing. Engels’ Special Contributions in the Process of Creating the First Communist Party in History, “Studies on Party and Government”, Issue 3, 2020.
  20. http://tapchicongsan.org.vn/web/guest/tin-tieu -diem/-/asset_publisher/s5L7xhQiJeKe/content/di-san-cua-v-i-le-nin-gia-tri-ly-luan-va-thuc-tien-doi-voi-cach-mang-the-gioi-va-viet-nam
  21. http://www.xinhuanet.com/ politics/ 2020 - 04 /02/c_1125806860.html
  22. https://mp.weixin.qq.com/ s/ BX0kTpGYn vPM 0RuhIj-1ww

Smentite le falsità dell’Occidente sulla pandemia

Global Times 16-04-2020[1]

https://www.globaltimes.cn/content/1185819.shtml

Traduzione di Andrea Catone


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Illustration: Liu Rui/GT

Nel bel mezzo della pandemia globale COVID-19, la Cina ha lavorato duramente per superare il picco dell’epidemia e la gente ha iniziato a tornare al lavoro e a riprendere la produzione. In tutto il mondo le persone, che sono ancora nella fase più difficile della loro guerra contro il virus, sperano di ricevere assistenza contro l’epidemia.

Eppure si sono levate alcune accuse bizzarre contro la Cina. Si suggerisce che “la Cina ha nascosto l’estensione dell’epidemia di coronavirus” e che “la Cina vede l’opportunità di espandere l’influenza globale in mezzo a una pandemia”. Sono state anche rivolte alla Cina ridicole richieste di risarcimento. Questo tentativo di dare la colpa alla Cina è stato progettato per distogliere l’attenzione dall’incapacità dei propri Paesi di rispondere adeguatamente al COVID-19. Dobbiamo riconoscerle come offuscamenti che minano purtroppo gli sforzi dell’umanità per porre fine alla pandemia.

L’Istituto Chongyang per gli studi finanziari della Renmin University of China respinge i sei tipi di commenti tipici della situazione attuale.

 

I. Accusare la Cina di nascondere il coronavirus è rovesciare la realtà

Alcuni media e politici occidentali hanno sostenuto che la Cina ha deliberatamente nascosto il numero di infezioni e di morti causati dall’epidemia COVID-19 in Cina. Essi sostengono addirittura che la Cina ha condiviso la disinformazione che ha portato a sottovalutare la portata dell’epidemia e quindi a ritardare la loro risposta al virus.

Tale retorica è dilagante in Occidente, ma in sostanza è un tentativo di giustificare l’incapacità dell’Occidente di combattere la pandemia. In risposta a queste dichiarazioni denigratorie la Cina ha pubblicato il 6 aprile un rapporto sulla tempistica della condivisione delle informazioni sul virus da parte del Paese[2].

Il rapporto mostra in dettaglio come la Cina abbia regolarmente condiviso le informazioni e le sue misure di prevenzione e controllo con gli Stati Uniti dal 3 gennaio. Compresi 30 scambi in un mese.

Negli ultimi tre mesi, esperti americani sono stati invitati in Cina per comprendere meglio la situazione. Ci sono state anche intense comunicazioni, come i colloqui al vertice, la comunicazione tra i migliori diplomatici e tra le autorità sanitarie pubbliche dei due Paesi. Durante questo periodo, anche il presidente americano Donald Trump ha ripetutamente elogiato gli sforzi della Cina ed ha espresso la sua gratitudine a questo Paese.

L’8 aprile l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha pubblicato un calendario delle operazioni contro il COVID-19, il cui contenuto è in continuo aggiornamento. Secondo la cronologia, la Cina ha segnalato una serie di casi di polmonite già al 31 dicembre 2019 e ha identificato un nuovo coronavirus. Il 1° gennaio 2020 l’OMS si è posta in emergenza per affrontare l’epidemia. Molti Paesi e regioni hanno ottenuto buoni risultati grazie all’allarme preventivo dell’agenzia sanitaria delle Nazioni Unite e dalla Cina.

Secondo una recente ricerca dell’Università di Yale, le misure di prevenzione e controllo – quali l’isolamento della città, la quarantena obbligatoria, la gestione della comunità e la limitazione delle attività all’aperto – attuate in Cina dalla fine di gennaio, hanno notevolmente ridotto la trasmissione del COVID-19, che è stato effettivamente messo sotto controllo a metà febbraio. Al 29 febbraio, le misure di salute pubblica a livello nazionale e provinciale attuate in Cina hanno efficacemente impedito più di 1,4 milioni di infezioni e fino a 56.000 decessi in tutto il Paese.

I risultati ottenuti dalla Cina nella lotta contro il virus sono evidenti a tutti. Le accuse mosse contro la gestione dell’epidemia da parte della Cina sono di per sé un virus dell’informazione.

 

II. La falsa accusa che la Cina abbia ingannato il mondo

L’epidemia di COVID-19 continua a diffondersi a livello globale, con l’Europa e gli Stati Uniti che sono stati colpiti più duramente.

Il 9 aprile sono stati confermati a livello globale 1.601.302 casi, con un numero di casi negli Stati Uniti superiore a 460.000: 5,6 volte superiore a quello della Cina. Il numero di infezioni e di decessi a New York ha superato quello della Cina. Il tasso di mortalità legato al coronavirus di New York è maggiore che nella cinese Wuhan. Il numero di casi confermati nell’UE è stato di oltre 650.000, con 54.600 decessi, ovvero 16,4 volte di più che in Cina. Il tasso di mortalità in Europa è stato dell’8,4 per cento, ovvero 2,06 volte superiore a quello cinese.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ripetutamente accusato la Cina di dare informazioni fuorvianti. Le persone informate possono chiaramente vedere che questa è una scusa per sottrarsi alla responsabilità della sua amministrazione per l’inettitudine della sua risposta all’epidemia. Dopo aver analizzato le dichiarazioni di Trump sul COVID-19 dal 22 gennaio ad oggi, abbiamo scoperto che le sue dichiarazioni fatte in diverse fasi dell’epidemia mostrano la sua trasformazione da spettatore ad attore.

La prima fase della trasformazione di Trump va dal 22 gennaio al 25 febbraio, quando ci sono stati pochissimi casi confermati negli Stati Uniti. A quel tempo, i tweet di Trump dicevano che gli Stati Uniti erano in stretto contatto e cooperazione con la Cina, suggerendo che la Cina stava facendo un buon lavoro.

Nella seconda fase, dal 26 febbraio al 9 marzo, l’epidemia ha iniziato a diffondersi negli USA e ha colpito tre importanti mercati azionari. Trump ha dichiarato su Twitter che il virus si stava diffondendo lentamente negli Stati Uniti con un tasso di mortalità ben al di sotto dell’1 per cento, e che stavano iniziando le sperimentazioni cliniche di un vaccino.

Nella terza fase, dal 10 al 14 marzo, quando il coronavirus ha iniziato a colpire tutti gli Stati Uniti, Trump ha cambiato tono e ha iniziato a definire il COVID-19 un “orribile flagello”. Agli americani viene così consigliato di ridurre i viaggi non essenziali e viene dichiarata l’emergenza nazionale. Trump dichiara che il governo federale avrebbe “scatenato tutti i poteri” per sconfiggere il virus.

Nella quarta fase, dal 15 al 18 marzo, il virus si è diffuso rapidamente negli Stati Uniti, e la posizione di Trump è cambiata drasticamente. Per la prima volta, ha definito pubblicamente il COVID-19 un “virus cinese” e si è messo nei pasticci.

Nella quinta fase, dal 19 marzo ad oggi, l’epidemia negli Stati Uniti è fuori controllo. Trump ha cominciato ad accusare la Cina, a calunniare la Cina per non averlo informato prima del virus e ad offrire disinformazione. Ha persino accusato l’OMS di essersi schierata con la Cina, e si è spinto oltre per sospendere i fondi all’OMS.

Oltre alle dichiarazioni di Trump che puntavano il dito contro i fatti noti, alcuni alti funzionari statunitensi hanno anche sfidato i fatti, accusando la Cina di aver fuorviato il mondo e hanno minacciato di ritenere la Cina responsabile dell’epidemia. Sabato 11 aprile, l’alto funzionario della sanità statunitense, il dottor Anthony Fauci, ha detto che la Cina ha ritardato la comprensione del coronavirus da parte del mondo quando, a gennaio, ha suggerito che il virus si trasmetteva solo “da un animale a un umano”. Ha detto che dopo la pandemia, le origini della disinformazione saranno indagate.

I ripetuti tentativi dell’amministrazione Trump di dare la colpa alla Cina, di ridefinire la linea temporale, di difendere il mercato azionario statunitense e di promuovere la sua campagna di rielezione, riflettono il fatto che, di fronte a una catastrofe, Trump si preoccupa più di questioni politiche che di salvare vite umane.

Il direttore generale dell’OMS Tedros Adhanom Ghebreyesus ha risposto alle critiche di Trump senza fare nomi: “Se non volete molti altri morti, allora evitate di politicizzare l’epidemia”. Il candidato democratico Joe Biden, con un’affermazione che sembra essere più di carattere pratico che politico, ha ammonito:

Mentre ci prepariamo a riaprire l’America, dobbiamo ricordare ciò che questa crisi ci ha insegnato: L’incapacità dell’amministrazione di pianificare, di prepararsi, di valutare e comunicare onestamente la minaccia alla nazione ha portato a risultati catastrofici. Non possiamo ripetere questi errori.

III. La fabbrica del falso: “la Cina è responsabile dell’epidemia”

Le affermazioni secondo cui “la Cina dovrebbe essere ritenuta responsabile della pandemia di coronavirus” sono in aumento nel campo dell’opinione pubblica internazionale.

Un quotidiano boliviano mainstream ha citato Patricia Janiot, un’importante giornalista della CNN, in un editoriale pubblicato il 29 marzo, in cui si sostiene che la Cina dovrebbe assumersi la responsabilità della pandemia, cancellando i suoi enormi sacrifici e risultati nella lotta contro il virus, e trascurando le risposte inadeguate degli altri Paesi all’epidemia.

L’accusa è palesemente basata su menzogne e pregiudizi. Accuse come “la Cina ha nascosto l’entità dell’epidemia di coronavirus per due mesi” e “la Cina ha fornito alla Spagna kit difettosi di test per il coronavirus” sono una pura invenzione basata su disinformazioni o dicerie.

La verità è che la Cina è stato il primo paese a segnalare l’epidemia di coronavirus e il primo a contenerla efficacemente. Il paese ha adottato misure decisive per frenare la diffusione del virus ed è stato il primo a rilasciare la sequenza genetica del virus e a condividerla apertamente con la comunità internazionale.

Con il miglioramento della situazione interna, la Cina ha iniziato ad offrire aiuto ad altri Paesi e regioni del mondo. Finora la Cina ha fornito assistenza ad almeno 89 paesi e quattro organizzazioni internazionali ed è diventata il più grande fornitore di materiale medico al mondo. La condivisione trasparente dei dati da parte della Cina ha anche contribuito notevolmente allo sviluppo della ricerca di vaccini e farmaci in altri paesi.

Il 26 marzo, in occasione del vertice straordinario dei leader del G20, il presidente cinese Xi Jinping ha invitato i membri del G20 ad “aiutare congiuntamente i Paesi in via di sviluppo che hanno sistemi sanitari pubblici deboli a migliorare la preparazione e la risposta”[3].

Molti capi di stato e di governo stanno anche prendendo coscienza del fatto che le malattie infettive su larga scala sono una delle principali sfide che l’umanità deve affrontare nell’era della globalizzazione, e per superare la pandemia tutti i Paesi devono unirsi strettamente, piuttosto che incolparsi a vicenda.

Vedendo la forte leadership della Cina nella lotta globale contro il virus, un numero crescente di media internazionali si è reso conto che la Cina ha effettivamente messo in pratica la proposta di costruire una comunità globale con un futuro condiviso per l’umanità, ed ha adempiuto agli obblighi di una potenza mondiale responsabile.

 

IV. Ingiustificata richiesta alla Cina di risarcimenti

Il 4 aprile i media indiani riportavano che il Consiglio internazionale dei giuristi e l’Ordine degli avvocati di tutta l’India hanno presentato una petizione al Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite, chiedendo un risarcimento alla Cina per la pandemia globale.

La denuncia accusa la Cina di “sviluppare in modo surrettizio un’arma biologica di distruzione di massa” ed esorta la Cina a “risarcire adeguatamente la comunità internazionale e gli Stati membri, in particolare l’India”.

Notizie di cause simili si trovano negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Australia e in molte altre parti del mondo. Sebbene diverse nella forma, sono in sostanza le stesse: chiedono che la Cina sia ritenuta responsabile della diffusione globale del virus. Questi titoli che attirano l’attenzione sono progettati per manipolare l’opinione pubblica, attribuire il virus alla Cina e screditare il Paese.

Diverse organizzazioni e personaggi politici in molti Paesi hanno agito di concerto per chiedere scuse e risarcimenti alla Cina. Ciò ha ricordato a molti cinesi il “risarcimento di Gengzi”, noto anche come “Indennità dei Boxer”, all’inizio del 1900, quando diversi Stati occidentali umiliarono la Cina chiedendole un risarcimento dopo l’invasione del Paese da parte dell’Alleanza delle Otto Nazioni e la repressione della ribellione dei Boxer[4].

Ma è passato un secolo e la Cina non è più quella di una volta. Nel 2020 la Cina non dovrà più preoccuparsi delle invasioni straniere, anche se la guerra dei media contro la Cina, condotta da alcuni politici in alcuni Paesi è preoccupante.

Le odierne richieste alla Cina di risarcimento ricordano stranamente quelle di un secolo fa; entrambe sono progettate per far pagare la vittima, ed entrambe sono filtrate da teorie e voci di cospirazione.

Molte autorevoli istituzioni e la comunità accademica, come l’OMS e Nature, hanno ripetutamente ribadito che il luogo in cui il virus è stato segnalato per la prima volta non ha alcuna relazione diretta con il luogo di origine del virus. E non si può mai dare la colpa agli altri per le perdite causate dalle loro stesse risposte improprie all’epidemia.

La Cina ha sempre sostenuto la solidarietà e la cooperazione in un momento critico. Le dichiarazioni ingiustificate che richiedono un risarcimento alla Cina sono velenose e fuorvianti. La lotta globale contro il coronavirus sarà probabilmente un’ardua e lunga battaglia. Tutti i paesi dovrebbero mostrare solidarietà e rafforzare la cooperazione invece di lamentarsi o incolparsi a vicenda.

 

V. “Esportazione di bassa qualità”: mordere la mano che ti dà il cibo

Dopo quattro mesi di sforzi, la lotta contro il virus in Cina ha ottenuto buoni risultati iniziali, mentre la situazione pandemica globale è tutt’altro che positiva. In questo disastro che coinvolge tutti gli esseri umani, la Cina ha aderito al concetto di una comunità con un futuro comune per l’umanità e ha inviato forniture mediche, tra cui maschere, kit di test e indumenti protettivi, a 130 paesi e a quattro organizzazioni internazionali. Inoltre, numerose organizzazioni private, gruppi sociali e singoli individui provenienti dalla Cina hanno offerto assistenza al mondo con vari mezzi.

Tuttavia, i paesi occidentali guidati dagli Stati Uniti hanno rifiutato alcune delle forniture mediche della Cina e hanno ingannato sulle “esportazioni cinesi di bassa qualità”. Anche i mezzi di comunicazione tradizionali e i social media hanno pubblicizzato in modo ingannevole questo, giocando sui sentimenti di persone che hanno urgente bisogno di queste forniture.

Ci sono stati alcuni casi eccezionali causati dal fatto che gli standard in Cina e in altri paesi sono diversi. Alcune aziende cinesi in cerca di profitto hanno prodotto ed esportato prodotti di bassa qualità, ma queste sono state individuate e bloccate. La Cina ha rafforzato la sua supervisione su questi esportatori e ha imposto criteri più severi sui loro prodotti.

Nel frattempo, abbiamo notato che ci sono forze che stanno cercando di sfruttare questo problema. Sulla scia dell’epidemia, alcuni media e funzionari stranieri non hanno risparmiato alcuno sforzo per denunciare la Cina, accusandola di essere responsabile del nuovo coronavirus. Radio France Internationale (RFL) ha affermato che la Cina sarà molto meno passiva nel rispondere alle critiche. L’idea si è diffusa rapidamente, dato che i paesi occidentali continuano a demonizzare la Cina. Anche Josep Borrell, capo della politica estera dell’UE, ha recentemente scritto in un blog riferendosi alla Cina che “c’è una componente geopolitica, compresa la lotta per affermare la propria influenza, attraverso la narrazione propagandistica e la politica della generosità”.

Eppure il fatto è che nella fase iniziale della lotta cinese contro il virus, la Cina ha ricevuto da altri Paesi anche forniture inferiori agli standard. Naturalmente ci sono aziende orientate al profitto in tutto il mondo che producono prodotti di bassa qualità. Il clamore contro la Cina da parte dei media stranieri deriva dalla paura della crescente forza della Cina e da un tentativo deliberato di intromettersi nelle relazioni favorevoli che la Cina ha con molti altri Paesi.

VI. L’ingrata accusa di “diplomazia della mascherina”.

Di fronte all’impatto della pandemia COVID-19, alcuni responsabili dell’opinione pubblica internazionale hanno di nuovo ripagato la buona volontà della Cina con cattive intenzioni. Da marzo, i media francesi, tra cui Le Monde e Le Figaro, hanno riferito che i leader e i governi europei dovrebbero vigilare sugli aiuti della Cina durante la lotta contro l’epidemia, e dovrebbero diffidare della cosiddetta pubblicità diffusa del suo aiuto. Alcuni media occidentali hanno addirittura descritto gli aiuti medici cinesi all’estero, comprese le mascherine facciali, come “diplomazia delle maschere”. La chiamano “politica di generosità della Cina”, accusando la Cina di lottare per l’influenza geopolitica e di approfittare delle difficoltà degli altri.

Non è una novità. Le miopi calunnie dei media internazionali sulla Cina non sono mai cessate. Negli ultimi anni, i media occidentali riferiscono della crescita economica della Cina, dell’iniziativa Belt and Road o degli investimenti e delle costruzioni cinesi all’estero, cercando sempre un lato oscuro immaginario e contestando le motivazioni della Cina. Questi rapporti affermano che la Cina sta cercando di ridisegnare la mappa del mondo, o sta pianificando di esercitare un’influenza geopolitica o suggeriscono che la Cina sta intraprendendo un percorso diplomatico aggressivo. Questo tipo di reportage esaspera l’ansia dei paesi asiatici vicini, degli Stati Uniti e di altri paesi.

Guardando alla storia cinese, il mondo può vedere che la Cina ha diffuso la sua tecnologia di fabbricazione della carta, la stampa a caratteri mobili, la polvere da sparo e la bussola in altri paesi e ha promosso il progresso della civiltà umana. La Cina ha compiuto ricerche nei campi della scienza, tra cui l’astronomia, la geografia, la medicina, la matematica, l’agronomia. La Cina ha realizzato invenzioni nel campo tessile, della cucina, dell’abbigliamento, del cibo, dell’edilizia, delle spedizioni e in altri settori strettamente legati alla vita quotidiana di oggi. I brillanti risultati ottenuti dalla Cina nel campo degli strumenti astronomici, degli strumenti musicali, della metallurgia, della conservazione dell’acqua e di altri campi tecnologici hanno dato un enorme contributo alla civiltà umana e hanno fornito un importante supporto materiale per l’Età occidentale delle scoperte[5].

La civiltà cinese si è sviluppata negli ultimi 5.000 anni e l’idea stessa dello sviluppo umano si basa sulle migliaia di anni di civiltà umana. Sotto l’impatto della pandemia, la Cina ha sostenuto la visione di costruire una comunità globale con un futuro condiviso. La Cina è stata la prima a organizzare una lotta nazionale contro l’epidemia, durante la quale ha sostenuto attivamente altri Paesi. Eppure, gli occidentali malintenzionati continuano maliziosamente a puntare il dito e a dare la colpa alla Cina. Questo è preoccupante. In passato, le persone di tutto il mondo hanno apprezzato il contributo reciproco alla civiltà umana. Perché oggi queste persone trattano il sostegno e il contributo della Cina in modo ristretto? È deplorevole vedere persone al potere in Occidente che si preoccupano più degli interessi privati che di salvare vite umane.

 

Note

[1] Articolo di Wang Wen, Jia Jinjing, Yang Fanxin, Guan Zhaoyu, Wang Peng, Zhang Mengchen, Chongyang Institute for Financial Studies, Renmin University of China. opinion@globaltimes.com.cn.

[2] Cfr. Timeline of China releasing information on COVID-19 and advancing international cooperation on epidemic response, http://www.china.org.cn/china/2020-04/07/content_75903002.htm. Cfr. nel sito www.marx21.books.com il testo in pdf.

[3] Cfr. Xi Jinping: Lavorare insieme per sconfiggere l’epidemia di COVID-19, https://www.marx21books.com/xi-jinping-lavorare-insieme-per-sconfiggere-lepidemia-di-covid-19/.

[4] Coalizione di otto potenze imperialiste – Regno Unito, Francia, Austria-Ungheria, Germania, Italia, Russia, Giappone, e Stati Uniti – formatasi durante la colonizzazione della Cina, che schiacciò la rivolta dei Boxer. Alla fine della campagna, il governo imperiale cinese fu costretto a firmare l'iniquo Protocollo di pace dei Boxer del 1901 [NdT].

[5] Approssimativamente dai primi anni del XV secolo fino alla fine del XVIII secolo.


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La Cina ha nascosto il numero delle vittime? Falso. Ecco perché.

di Francesco Galofaro, Università di Torino


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Da quando questa epidemia è cominciata, si è moltiplicato il numero di accuse e insinuazioni infondate dirette alla Cina per quanto riguarda la gestione dell’epidemia. La più recente è quella di aver tenuto nascosto il reale numero dei morti. Un esempio è quello firmato dal francese Pierre Haski per France Inter del 30 marzo 2020, tradotto dall’Internazionale e purtroppo inserito nella rubrica degli articoli più letti.[1]

Il problema che questo genere di articoli affronta è il seguente: perché la diffusione del virus è più alta in Francia e in Italia di quanto non sia in Cina? In Cina vive un miliardo e mezzo di persone; secondo i dati della Johns Hopkins University, ad oggi (scrivo il 5 aprile) i contagiati sono poco oltre gli 82.000, i morti circa 3.300. Per quanto riguarda l’Italia, su una popolazione di 60 milioni, i contagiati sono 124.600, i morti poco oltre i 15.300.[2]

 

La tesi complottista

Non può darsi che i numeri provino la superiorità del sistema sanitario comunista su quello europeo, in via di smantellamento nel nostro Paese? Pierre Haski risponde di no: la Cina ha senz’altro truccato i dati. Haski cita il numero delle urne funerarie vendute a Wuhan, le quali sarebbero quasi il doppio dei morti dichiarati. E cita anche una coraggiosa dottoressa misteriosamente scomparsa dopo aver denunciato la cosa. Haski non è un epidemiologo, ma accusa l’Organizzazione mondiale della sanità di scarsa vigilanza. La motivazione fornita dall’autore è chiaramente ideologica: “In un contesto come quello attuale, in cui Pechino si basa sui suoi successi per vantare i meriti del suo sistema politico, sarebbe indispensabile una maggiore trasparenza”. Insomma: siamo in piena guerra fredda.

Perché in Cina ci sono meno contagiati?

A scanso di equivoci, voglio subito riportare una interpretazione scientifica, e non complottista, per cui in Italia abbiamo registrato più contagiati e, di conseguenza, più morti: “L’inizio dell’epidemia ha avuto lo stesso numero esatto di infezioni in Cina, Italia e altri paesi. La differenza è che la Cina ha bloccato fortemente e rapidamente Wuhan e tutta la regione dell’Hubei 8 giorni prima dell’Italia”. Può sembrare difficile da credere, ma questo accade perché la curva del contagio è esponenziale (ad es. 1 - 2 - 4 - 8 - 16 - 32 … ). Insomma: i cinesi si sono mossi più in fretta e meglio. A sostenerlo un gruppo di ricercatori e di scienziati della Sapienza, che si sono fatti promotori di una lettera aperta ai governi perché siano tempestivi nell’adottare le misure di isolamento necessarie.[3]

Perché “Internazionale” è in cattiva fede?

“Internazionale” ha inserito un link tra l’articolo di Haski e un articolo del Sole 24 ore sullo stesso argomento[4]. Se il lettore non visita il sito del Sole 24 ore, può avere l’impressione che si tratti di una conferma alla tesi di Haski. In realtà l’articolo citato sostiene il punto di vista opposto: la tesi di delle urne è stata propalata da Radio Free Asia, emittente con sede a Washington, ed è falsa. Si basa su una stima delle urne ordinate per il giorno dei morti (che cadeva ieri, 4 aprile). Ma la pulizia delle tombe in Cina è sospesa fino al 30 aprile. Insomma: l’Internazionale si è presa la responsabilità di pubblicare un articolo che usa un argomento falso, già smentito, non basato sull’epidemiologia e complottista: la più classica delle fake news. Come tutte le fake news, purtroppo, circola molto più velocemente di quanto non facciano i calcoli e le tabelle dei ricercatori.

Professionisti delle fake news

Mi spiace dover ricorrere al termine “fake-news”. Fake è solo l’etichetta che una certa propaganda affibbia alle notizie della propaganda avversaria. Si tratta di una prova di forza la cui posta in gioco è il potere di decidere sulla verità. I media accusano spesso la rete e i social di produrre fake news rivendicando al contempo il monopolio dell’informazione corretta e verificata. Così non è, evidentemente; l’articolo diffuso dall’Internazionale ha tutte le caratteristiche di un fake: l’autore non è uno scienziato, critica la scienza ufficiale, non cita alcuna fonte, non propone argomentazioni scientifiche né dati, spaccia per vere informazioni già smentite altrove.

Danni collaterali della propaganda

Umberto Eco fu tra i primi a notare che anche i testi narrativi, come le equazioni logiche e tutto ciò che si può pensare senza incappare in una contraddizione, rappresentano un mondo possibile[5]. Qual è il mondo rappresentato da l’Internazionale, se consideriamo gli articoli sulla Cina pubblicati dal principio dell’anno? Prima dell’arrivo dell’epidemia a occidente, i contributi diffusi insinuavano che le misure adottate dalla Cina fossero autoritarie e inefficaci: il 30 gennaio James Hamblin, affermava che “la paura e il panico attuali sembrano legati non tanto al virus, ma alla risposta delle autorità. La natura moderatamente aggressiva del patogeno (sic!) contrasta con il fatto che è in corso la più vasta operazione di quarantena nella storia dell’umanità, per di più in uno stato autoritario”, concludendo che la segregazione avrebbe portato più danni che benefici[6]. In questo modo si è rappresentato un mondo possibile in cui la segregazione è autoritaria e inutile perchéil virus è innocuo. Abbiamo dovuto ricrederci presto e adottare le stesse misure della Cina, così oggi si pubblicano articoli basati su un’equazione diversa, per cui la segregazione è autoritaria e inutile nonostante il virus sia dannoso. Si tratta di un mondo possibile parzialmente contraddittorio col primo. Questo mi sembra un buon criterio per identificare al volo le fake news ideologiche: le sciocchezze propagandate dall’Internazionale sulla Cina non possono essere vere tutte insieme (mentre possono benissimo essere tutte contemporaneamente false). C’è solo da sperare che questo genere di propaganda non sia costato troppo, in termini di ritardi nel rispondere all’epidemia, conseguenze nefaste sull’economia e vittime...

 

NOTE

  1. https://www.internazionale.it/opinione/pierre-haski/2020/03/30/cina-numero-vittime-epidemia
  2. https://www.corriere.it/speciale/esteri/2020/mappa-coronavirus/
  3. https://docs.google.com/document/d/1E5AOOKQrFrhNtl5au1N5FCBqKmJiRtwwUjXIBT2vMSc/edit?usp=sharing
  1. https://www.ilsole24ore.com/art/coronavirus-cina-ha-mentito-numeri-ma-wuhan-non-sono-morte-42mila-persone-ADPepmG?refresh_ce=1
  2. U. Eco, Lector in fabula, Milano, Bompiani, 1979. Nell’articolo “Mondi possibili, logica, semiotica”, Versus n. 19-20, Ugo Volli criticò Eco perché la nozione logica di mondo possibile è di natura formale (non si tratta di mondi “ammobiliati”, con case, città, persone ...). Ritengo che questa versione formale della nozione di mondo possibile sia più che sufficiente a fondare il mio argomento.
  3. https://www.internazionale.it/notizie/james-hamblin/2020/01/30/dubbi-quarantena-coronavirus.

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[Teleconferenza – Sabato 18 aprile] Per uno sbocco progressivo alla crisi italiana

Le edizioni MarxVentuno e la rivista MarxVentuno promuovono una serie di incontri-dibattito in teleconferenza finalizzati alla ricerca di uno sbocco progressivo alla crisi italiana.

Per uno sbocco progressivo alla crisi italiana

Sabato 18 aprile – ore 17:00-19:00. II Incontro:

Analisi dell’«eurogruppo» del 7-9 aprile.

Implicazioni economiche e politiche. Che fare?

Relazioni di:

Andrea Del Monaco

Guglielmo Forges Davanzati

 

Chi intende partecipare alla teleconferenza si iscrive comunicando entro le ore 13.00 di sabato 18:

nome, cognome, città, attività, e-mail, numero telefonico all'indirizzo e-mail: info@marx21books.com

Un’ora prima dell’inizio riceverà il link per accedere. Conviene “entrare” in videoconferenza 20-15 minuti prima.

 

Andrea Del Monaco, esperto Fondi Europei, collaboratore della Gazzetta del Mezzogiorno e blogger di Huffington Post, autore del volume SUD COLONIA TEDESCA. La questione meridionale oggi. Qui di seguito, il link della presentazione del volume Sud Colonia Tedesca alla libreria Feltrinelli di Roma del giugno 2018, dove, moderati da Frediano Finucci (TGla7) Marcello Minenna, Giuseppe Provenzano, Carla Ruocco, Roberto Ghiselli e Francesco Boccia discutono il volume affrontando tanti temi oggi riesplosi con la crisi prodotta dal Covid 19. https://www.radioradicale.it/scheda/544893/presentazione-del-volume-di-andrea-del-monaco-sud-colonia-tedesca-la-questione

Guglielmo Forges Davanzati, professore associato di Storia del pensiero economico presso la Facoltà di Scienze Sociali, Politiche e del Territorio dell’Università del Salento, e titolare degli insegnamenti di Storia dell’analisi economica e di Economia Politica dei sistemi di welfare. Si occupa di Economia del Lavoro, anche in prospettiva storica, di teorie postkeynesiane della distribuzione del reddito, di studi sul Mezzogiorno e di etica economica. È stato componente della redazione della rivista on-line "EconomiaePolitica". Svolge attività di divulgazione su temi economici sui blog "Micromega", "Keynesblog","Sbilanciamoci" e "Roars".

Primo registro di problemi

L’economia italiana, già pesantemente gravata da forti limiti (stagnazione tendente a recessione; aggravamento della questione meridionale; alta disoccupazione, deflazione salariale, assenza di una politica industriale, crescente riduzione degli investimenti in sanità, formazione e ricerca, infrastrutture; bassi investimenti industriali; microdimensione delle imprese; elevato debito pubblico), con il blocco quasi generalizzato delle attività imposto dal governo per alcuni mesi per fronteggiare la pandemia di Covid-19 subirà una recessione violenta.

I

È evidente che occorrono finanziamenti enormi, nell’ordine non di decine, ma di centinaia di miliardi di euro per rimettere in moto l’economia dei paesi colpiti dall’epidemia che stanno attuando il blocco delle attività produttive. Gli stati ricorrono ampiamente al debito pubblico. L’Italia, già gravata da un debito molto elevato, ha maggiori problemi di altri paesi dell’eurozona (la Germania ad esempio) ad indebitarsi. La richiesta del governo italiano, insieme con altri paesi come la Spagna (e sostenuta anche da un recente appello di numerosi economisti italiani), di emissione di titoli europei ad hoc (i “covid bond”) per fronteggiare l’emergenza della pandemia, è stata sinora respinta da alcuni governi (in primis Germania e Olanda). Se non vi sarà un profondo mutamento delle posizioni del governo tedesco e dei governi dei paesi europei che ruotano intorno ad esso, quali strade possono essere concretamente battute per finanziare la ripresa economica italiana?

II

Tutti convengono che la crisi va affrontata con un intervento dello stato, al quale si chiede di erogare un’ingentissima massa di fondi a sostegno di imprese, lavoratori, e tutti i soggetti colpiti dal blocco delle attività del paese. Ma si profila una differenza di fondo:

-          Le destre (Lega, FdI, FI) chiedono che lo Stato sia solo erogatore di denaro per le imprese, ma non gestore di settori strategici dell’economia (come è stato per un quarantennio con l’IRI e gli istituti di credito nazionali nella “prima repubblica”). E chiedono inoltre azzeramento per un certo periodo di tempo della tassazione, il che renderebbe ancora più critica la situazione finanziaria dello Stato.

-          A sinistra, guardando alla Costituzione antifascista del 1948, qualcuno – una minoranza oggi – avanza la proposta di un intervento diretto dello Stato in economia quale programmatore-pianificatore e gestore diretto di alcune imprese e istituti di credito di importanza strategica, per impostare un nuovo modello di sviluppo.

Come operare politicamente nella situazione attuale per dar vita ad una coalizione di forze politiche, sociali, intellettuali), unite intorno a questa proposta (da elaborare e articolare, individuando strumenti e percorsi adeguati per implementarla)?