Il concetto delle “Due integrazioni” rappresenta un percorso fondamentale verso l’innovazione teorica e un motore cruciale per il successo di tutte le iniziative del Partito e dello Stato.
Il Segretario Generale Xi Jinping ha proposto per la prima volta questo importante concetto in occasione della cerimonia per il centenario del Partito Comunista Cinese (PCC).
Egli ha approfondito questo concetto da varie prospettive in diversi contesti chiave: la “Risoluzione del Comitato Centrale del PCC sui principali risultati e sull’esperienza storica del Partito nel corso dell’ultimo secolo”, la sua relazione al XX Congresso Nazionale del PCC, e durante le visite a siti culturali come il Giardino di Zhu Xi sul Monte Wuyi, nel Fujian, e le Rovine di Yin ad Anyang, nell’Henan, nonché in occasione di un simposio sull’eredità e lo sviluppo culturale.
La sua elaborazione ha affrontato principalmente questioni fondamentali relative alle “Due integrazioni”, esplorandone la necessità, la fattibilità, i meccanismi operativi e il significato.
Una comprensione approfondita delle “Due integrazioni” e una continua innovazione teorica nell’adattare il marxismo al contesto cinese e alle esigenze dei tempi richiedono un’elaborazione sistematica delle sue questioni fondamentali e un’esplorazione approfondita della sua logica teorica.
- Perché sono necessarie le “Due integrazioni”?
1.1. L’integrazione del marxismo con le realtà specifiche della Cina è essenziale per far fronte alle straordinarie sfide del Paese
I principi fondamentali del marxismo possono essere efficaci in Cina solo se integrati con le realtà specifiche del Paese. Questa è una conclusione cruciale a cui è giunto il Partito Comunista Cinese attraverso la sua lotta contro errori soggettivistici come il dogmatismo e l’empirismo. È proprio del marxismo la concezione secondo cui la misura in cui una teoria si realizza in un paese è sempre determinata dal grado in cui essa soddisfa le esigenze del paese. Nel settembre 1949, Mao Zedong ribadì l’importanza di questo nesso nel suo articolo Il fallimento della concezione idealistica della storia:
La ragione per cui il marxismo-leninismo ha avuto una parte così grande in Cina fin dall’epoca della sua diffusione nel Paese è che esso rispondeva alle condizioni sociali della Cina, è stato legato alla pratica rivoluzionaria del popolo cinese e il popolo cinese se ne è impadronito.[1]
Dal punto di vista del materialismo storico, Mao Zedong ha qui articolato le condizioni essenziali perché il marxismo diventasse veramente efficace nel contesto cinese.
1.2. L’integrazione del marxismo con la raffinata cultura tradizionale cinese è fondamentale per garantirne l’accettazione e il riconoscimento da parte del popolo cinese
Il marxismo per poter attecchire, prosperare ed essere fatto proprio dal popolo cinese, deve nutrirsi della cultura cinese. Senza l’influenza formativa di questa cultura, la forma nazionale del marxismo in Cina sarebbe una forma vuota e astratta, priva di qualsiasi contenuto sostanziale. Questa «forma nazionale» è una definizione culturale. Per qualsiasi paese o nazione, la cultura tradizionale rappresenta la sua caratteristica più distintiva e incarna al meglio la sua identità unica. È proprio attraverso questa “forma nazionale” della cultura cinese che il marxismo può veramente attecchire in Cina e diventare un “marxismo vivente”. Questo costituisce la ragione culturale fondamentale per cui i principi di base del marxismo devono essere integrati con l’eccellente cultura tradizionale cinese.
[…]
- Come sono possibili le “due integrazioni”?
Fin dalla sua stessa introduzione in Cina, si è discusso se il marxismo potesse integrarsi con le tradizioni culturali del Paese.
2.1. L’integrazione del marxismo con la realtà concreta della Cina è una testimonianza del suo “potere pratico”
La capacità del marxismo di integrarsi con le realtà specifiche di qualsiasi paese e nazione, presentandosi così in una “forma nazionale”, è intrinsecamente legata alla sua natura di stretto legame con la pratica. In quanto verità universale, il marxismo possiede l’impulso teorico a integrarsi con le realtà specifiche di ciascun paese. È proprio attraverso questa integrazione con tali realtà specifiche che il marxismo si convalida, compie la sua missione teorica e dimostra la sua verità universale. Mao Zedong sottolineò:
La manifestazione dei principi fondamentali del marxismo-leninismo nella pratica dovrebbe variare da paese a paese. In Cina, i principi fondamentali del marxismo-leninismo devono essere integrati con le realtà della rivoluzione cinese. La Rivoluzione d’Ottobre fu la forma nazionale della Rivoluzione russa.[2]
Per adempiere alla sua missione storica di cambiare sia la nazione che il mondo e realizzare il suo valore teorico il marxismo in Cina deve integrarsi con le “realtà specifiche, la storia, le tradizioni culturali e le esigenze contemporanee” del Paese[3].
2.2. La compatibilità intrinseca tra il marxismo e l’eccellente cultura tradizionale cinese
Il marxismo e la raffinata cultura tradizionale cinese sono separati dal tempo – uno è moderno, l’altro antico – e dall’origine – uno è orientale, l’altro occidentale. Apparentemente, la loro riconciliazione sembra dubbia. Nel 1925, Guo Moruo offrì una prima risposta a questa domanda nel suo saggio Marx entra nel tempio di Confucio. Attraverso temi artistici e tecniche di montaggio, questo breve scritto riunisce Marx e Confucio attraverso il tempo e lo spazio, dimostrando che la compatibilità intrinseca tra il marxismo e la raffinata cultura tradizionale cinese è il prerequisito teorico per la loro integrazione.
L’integrazione del marxismo e della raffinata cultura tradizionale cinese è, in sostanza, un’unione di due sistemi culturali eterogenei. Sono proprio le loro differenze a rendere possibile e necessaria questa unione, poiché due culture del tutto omogenee non offrono nulla da integrare. Al contrario, l’intrinseca compatibilità tra queste due culture eterogenee fornisce le basi essenziali per la loro riuscita integrazione.
L’integrazione dei principi fondamentali del marxismo con l’eccellente cultura tradizionale cinese è strettamente legata non solo al carattere pratico del marxismo, ma anche all’inclusività e all’affinità della cultura cinese. Una ragione fondamentale della formazione duratura e dello sviluppo continuo della nazione cinese risiede nella notevole inclusività della sua cultura, che ha sostenuto una storia ininterrotta per migliaia di anni. Radicata nell’etica piuttosto che in una religiosità esclusiva, la cultura cinese è fondamentalmente una civiltà morale ed etica. Nel suo libro Breve storia della filosofia cinese, Feng Youlan ha citato Idee dominanti nella formazione della cultura cinese[4] di Derk Bodde, affermando:
Il popolo cinese non ha mai considerato le idee e le attività religiose come l’aspetto più importante o affascinante della vita. […] Il fondamento spirituale della cultura cinese è l’etica, in particolare l’etica confuciana, piuttosto che la religione – almeno non quella di tipo formale e organizzato.[5]
Questo carattere morale ed etico conferisce alla cultura cinese una notevole capacità di inclusività e assimilazione. Storicamente, la Cina ha intrapreso vivaci scambi culturali e un processo di apprendimento reciproco, con la diffusione della cultura orientale verso ovest e di quella occidentale verso est. La trasmissione del buddismo verso est e l’integrazione del pensiero islamico con il confucianesimo costituiscono una chiara prova di questa potente forza integrativa.
In sintesi, i concetti di valore insiti nell’eccellente cultura tradizionale cinese, tra cui la sua visione del mondo, la visione sociale e i principi morali, che incarnano lo spirito della nazione cinese e si sono evoluti nel corso della sua lunga civiltà, mostrano un alto grado di coerenza con le proposizioni di valore del socialismo scientifico.
Nell’integrare i principi fondamentali del marxismo con la raffinata cultura tradizionale cinese, dobbiamo evitare la tendenza semplicistica a cercare elementi culturali direttamente compatibili. Sebbene gli elementi culturali possano essere analizzati isolatamente, ciò non significa accoppiare meccanicamente fattori apparentemente identici provenienti da entrambi i sistemi. Il principio di un’umanità comune suggerisce che culture eterogenee possiedono sempre un terreno comune. Pertanto, la compatibilità intrinseca tra il marxismo e la cultura tradizionale cinese non può essere ridotta a un mero confronto di elementi simili. Deve invece fondarsi sulla pratica della modernizzazione in stile cinese, offrendo una nuova interpretazione dal punto di vista della loro integrazione organica. Questa interpretazione dovrebbe chiarire i meccanismi interni attraverso i quali il marxismo è stato sinizzato e come la raffinata cultura tradizionale cinese sia stata rivitalizzata dalla verità marxista, realizzando una trasformazione creativa e uno sviluppo innovativo.
[1] Cfr. Opere di Mao Tse-tung, volume XI, Edizioni RS, Milano 2000, p. 167.
[2] Raccolta di scritti di Mao Zedong, vol. 7, Edizioni del Popolo, 1999, p. 78.
[3] Xi Jinping, Discorso alla conferenza in occasione del 200° anniversario della nascita di Marx, Edizioni del Popolo, 2018, p. 27.
[4] Cfr. Derk Bodde, Dominant Ideas in the Formation of Chinese Culture, in «Journal of the American Oriental Society», 1942.
[5] Feng Youlan, Breve storia della filosofia cinese, Edizioni dell’Università di Pechino, 1996, p. 3.
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Questo scritto è solo una selezione del saggio completo di Ren Jie pubblicato sul numero 1-2 di MarxVentuno. Nel volume troverai lo studio integrale e l’apparato completo di note.




