Mese: Marzo 2019

La cooperazione italo-cinese e l’alternativa del diavolo

di Francesco Maringiò

da marx21.it

Il complesso negoziato sino-americano sul commercio vive un momento non turbolento ma tuttavia segnato da oggettive difficoltà: troppa è la distanza che separa i moniti americani dalle concessioni che la Cina è disposta a fare senza penalizzare il suo sviluppo e troppo difficile diventa contenere l’impatto della guerra sul 5G (che è parte del negoziato ma che attiene, anche, ad altri aspetti strategici) negli Stati Uniti ed in Europa. Tuttavia, per quanto difficile, non è da escludere che un accordo sia ancora possibile. Ma sono tanti gli economisti che osservano come il “great deal” metterebbe sotto scacco l’Europa, stretta in un’alleanza tra le due superpotenze ed incapace di ritagliarsi un ruolo nel commercio internazionale.

È con questa premessa che va giudicata la firma di un memorandum d’intesa tra l’Italia e la Cina durante la visita di Stato del Presidente cinese, che inizierà ufficialmente il 22 p.v. con l’incontro con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Perché di fronte al rischio concreto di fallimento del negoziato c’è l’assoluta necessità di costruire una politica estera sovrana per il Paese e capace di tutelarne gli interessi economici e geo strategici. Per fare ciò diventa imprescindibile un accordo quadro con la Cina popolare e le economie emergenti, pena il cedere ad una condizione ricattatoria che aggraverebbe ulteriormente la già precaria condizione dell’economia dell’Italia e della stessa eurozona. Infatti, di fronte alla possibilità di adesione da parte dell’Italia al club dei Paesi del Belt and Road Initiative (BRI), gli Stati Uniti hanno impostato una strategia di ricatto molto forte. Se l’Italia dovesse firmare, si esporrebbe –dicono fonti americane – a ritorsioni commerciali, economiche e nel campo della cooperazione militare e dell’intelligence; se invece dovessero decidere di stralciare l’accordo con Pechino l’alternativa sarebbe comunque il mantenimento di un quadro di subalternità con Washington da pagare a caro prezzo. L’esempio della guerra sul 5G è, da questo punto di vista, paradigmatico: si spinge l’Italia a rinunciare all’ammodernamento tecnologico attraverso le infrastrutture cinesi oggi fruibili sul mercato, in attesa di una tecnologia americana che ancora non esiste e che un domani sarà sicuramente più cara di quella cinese. La scelta è chiara: se si fa l’accordo ci si espone a ritorsioni, se si stralcia l’accordo non si ottiene nulla in cambio, se non il mantenimento dello status quo basato su accordi iniqui ed un rapporto di assoluta subalternità. Tertium non datur.

Per queste ragioni la decisione del governo di confermare la sottoscrizione del Memorandum, non rappresenta certo una strategia di uscita dal quadro di condizionamento atlantico e Nato ma traccia almeno una via per poter creare le condizioni per attrarre il surplus cinese in termini di investimenti diretti nel breve periodo e porre le basi per una politica estera che rompa col ricatto che Washington e, per ragioni diverse, Bruxelles stanno cercando di imporre al nostro Paese.

È interessante notare come il “partito contro il memorandum”, che ha goduto di una grande eco mediatica e della sponda politica della Lega al governo e del Pd e Forza Italia all’opposizione, abbia usato quasi esclusivamente l’argomento della necessità di non cooperare con Pechino perché promotore di un progetto egemonico. Gli stessi hanno poi argomentato che in ogni caso non potevamo firmare il memorandum, senza prima chiedere permesso al nostro “padrone di casa”, cioè gli Usa (a proposito di egemonismo …).

Chissà come commenteranno oggi, dopo aver letto la lettera che Xi Jinping ha affidato alle pagine del Corriere e che fornisce la chiave di interpretazione della diplomazia cinese e delle regioni per il suo forte investimento nel nostro paese. Si tratta di un testo scritto a partire da una prospettiva molto chiara: Italia e Cina non sono chiamate a trovare un’intesa su una serie di dossier economici e commerciali. Non solo questo, almeno. I due paesi sono chiamati a rispettare la loro lunga storia millenaria che li pone, nelle parole di Xi Jinping, come «emblema della civiltà orientale ed occidentale», dato che «hanno scritto alcuni dei più importanti e significativi capitoli della storia della civiltà umana». Il loro rapporto, anche la stessa vicenda della Via delle Seta, non nasce pertanto oggi, ma affonda le radici sin dai tempi dell’Impero Romano, per poi vivere occasioni speciali che hanno fatto la storia delle relazioni tra i due Paesi. Marco Polo è arrivato alla corte del Khan prima che Cristoforo Colombo scoprisse le Americhe, Matteo Ricci si fece mandarino per conquistare la fiducia dei Ming e Prospero Intorcetta tradusse Confucio in latino ed aprì un'importante finestra di conoscenza sulla filosofia orientale in tutto l’Occidente. È a questa storia che rimanda il presidente cinese quando parla delle relazioni tra il suo Paese e l’Italia, attingendo a piene mani alla grande storia dell’Italia e citando, tra gli altri, Dante, Virgilio, Moravia e la sinologia italiana.

Ma il passaggio chiave dell’intervento del presidente cinese è probabilmente il seguente: «Di fronte alle evoluzioni e alle sfide del mondo contemporaneo, i due Paesi fanno appello alla loro preziosa e lunga esperienza e immaginano insieme gli interessanti scenari capaci di creare un nuovo modello di rapporti internazionali basati sul rispetto reciproco, sull’uguaglianza e la giustizia e sulla cooperazione di mutuo vantaggio, costruendo un futuro condiviso dell’umanità». Il racconto del “nuovo ordine mondiale con caratteristiche cinesi”, come è stato sprezzantemente definito dagli oppositori dell’accordo italo-cinese, o la retorica dell’egemonismo di Pechino si infrange sugli scogli del patto strategico che la Cina offre all’Italia, di costruzione di un nuovo modello di rapporti internazionali che archivi definitivamente l’unilateralismo andato in voga dopo il crollo dell’Urss e ponga le basi per una cooperazione tra pari tra le nazioni del mondo. Uguaglianza, giustizia e cooperazione sono valori universali che affondano le proprie radici negli ideali della Rivoluzione francese e che certo non possiamo ignorare.

Con buona pace di quanti continuano a vedere nella Cina il principale nemico e lo scrivono nei propri documenti strategici (Usa e Ue) e con buona pace dei loro rappresentanti italiani che vorrebbero che il paese adottasse una politica aggressiva verso Pechino o in una relazione privilegiata intereuropea (che non esiste, visti gli interessi divergenti che albergano nell’eurozona), oppure in una quadro di cooperazione euro-atlantica il cui obiettivo è la rottura dell’asse russo-cinese e la cooptazione di Mosca in una nuova cortina di ferro ostile a Pechino.

La politica italiana ha davanti a sé un bivio: o accetta “l’alternativa del diavolo” e si lega al declino di questa visione strategica, oppure rovescia il tavolo ed afferma la necessità di una politica basata sulla cooperazione e la pari dignità tra le nazioni. La firma del Memorandum è il primo passo per imboccare la seconda strada, ma siamo ancora alle schermaglie iniziali di un braccio di ferro che segnerà di sé il prossimo futuro.

Facebook ha cancellato la pagina dell’Associazione Marx XXI legata al sito www.marx21.it

Dopo la liquidazione (pilotata) della pagina "Con l'Ucraina antifascista", continuano gli attacchi contro l'attività del sito marx21.it, che è tra le principali voci che hanno denunciato il golpe di marca USA-NATO-UE in Ucraina e la repressione contro comunisti e antifascisti del regime di Poroshenko e dei governi reazionari al potere nei repubbliche dell’ex URSS e dei paesi che furono democrazie popolari fino al 1989.

È stato inviato un ricorso a Facebook, anche per poter conoscere le ragioni di questa censura, ma non c’è stata risposta alcuna, ed intanto i gestori della pagina non riescono più ad accedervi.

Tutti i comunisti, gli antifascisti, gli autentici democratici sono invitati a denunciare l’opera censoria di Facebook nei confronti del sito marx21.it e impedire che questa voce venga soffocata.

Ecco alcuni articoli del sito, collegato con la pagina Facebook che è stata oggi soppressa senza una giustificazione:

Fermiamo la repressione anticomunista nell'Unione Europea! Libero subito il compagno Paleckis!

Al Partito Comunista di Ucraina viene impedito di partecipare alle elezioni presidenziali

I Partiti Comunisti e Operai dell'Unione Europea contro l'aggressione alla Rivoluzione Bolivariana

La Pravda intervista il Segretario del Partito Comunista della Repubblica di Donetsk

 

Bari 3 aprile 2019 | Bombe su Belgrado: 20 anni dopo

Bombe su Belgrado: 20 anni dopo all'origine delle“guerre umanitarie”

Mercoledì 3 aprile - ore 17.30

MarxVentuno Edizioni

Bari, II strada priv. Borrelli 32

Intervengono

Ugo Villani
Professore emerito di Diritto internazionale, Università di Bari “A. Moro”

Rajka Veljović
Coordinatrice dei progetti di solidarietà della Zastava di Kragujevac

Augusto Ponzio
Professore emerito di Filosofia del linguaggio, Università di Bari “A. Moro”

RajkoBlagojević, Sindacato JSO-Zastava di Kragujevac

 

Coordina

Mariella Cataldo, Associazione “Most za Beograd - un Ponte per Belgrado in Terra di Bari”
e coautrice di Quel braccio di mare… e Kosovo buco nero d’Europa

Andrea Catone, direttore della rivista MarxVentuno, presenta il numero speciale sul tema edito in collaborazione con il Coordinamento Nazionale per la Jugoslavia (CNJ-Onlus)

 

Bari, II strada priv. Borrelli 32

info@marx21books.com marxventuno.rivista@gmail.com +39080972 7593

Bari 13 marzo 2019 | La Repubblica bolivariana del Venezuela sotto assedio

La Repubblica bolivariana del Venezuela sotto assedio politico, economico, mediatico…

Mercoledì 13 marzo 2019 ore 18

MarxVentuno Edizioni

Bari, II strada priv. Borrelli 32

 

Intervengono

Carlo Amirante

già ordinario di Diritto Costituzionale presso l’Università Federico II di Napoli

 

Angelo Iacobbi

residente in Venezuela da alcuni anni, con una testimonianza diretta

 

coordina

Andrea Catone, direttore della rivista MarxVentuno

 

È prevista la partecipazione del Consolato della Repubblica bolivariana del Venezuela di Napoli

 

 

Bari, II strada priv. Borrelli 32

(di fronte al Piccolo Teatro, a qualche minuto dal parcheggio della ex Rossani in c.so B. Croce)

 

info@marx21books.com  marxventuno.rivista@gmail.com +39080972 7593

Firenze 7 aprile 2019 | I 70 anni della Nato: quale bilancio storico?

Convegno internazionale

Firenze, Domenica 7 Aprile 2019
ORE 10:15 – 18:00
CINEMA TEATRO ODEON / Piazza Strozzi

I 70 ANNI DELLA NATO: QUALE BILANCIO STORICO?
USCIRE DAL SISTEMA DI GUERRA, ORA!

Consapevoli della crescente pericolosità della situazione mondiale, della drammaticità dei conflitti in atto, della accelerazione della crisi, riteniamo che sia necessario far comprendere all'opinione pubblica e ai parlamenti il rischio esistente di una grande guerra. Essa non sarebbe in alcun modo simile alle guerre mondiali che l'hanno preceduta e, con l’uso delle armi nucleari e altre armi di distruzione di massa, metterebbe a repentaglio l’esistenza stessa dell’Umanità e del Pianeta Terra, la Casa Comune in cui viviamo. Il pericolo non è mai stato così grande e così vicino. Non si può rischiare, bisogna moltiplicare gli sforzi per uscire dal sistema di guerra.

 

RELAZIONI INTRODUTTIVE

I 70 anni della NATO: di guerra in guerra. Verso uno scenario di Terza guerra mondiale

TAVOLE ROTONDE

Jugoslavia: 20 anni fa la guerra fondante della nuova NATO
I due fronti della NATO ad Est e a Sud
L’Europa in prima linea nel confronto nucleare
Cultura di pace o cultura di guerra?

Intervengono:

Michel Chossudovsky, professore di economia, direttore del Centro di Ricerca sulla Globalizzazione (Global Research, Canada).
Vladimir Kozin, principale esperto del Centro di Studi Politico-Militari del Ministero degli Esteri russo, professore dell’Accademia di Scienze Militari (Russia).
Živadin Jovanović, presidente del Forum di Belgrado (Serbia).
Jean Bricmont, scrittore, professore emerito dell’Università di Lovanio (Belgio).
Diana Johnstone, saggista (Stati Uniti).
Paul Craig Roberts, economista, editorialista (Stati Uniti).
Ilona Zaharieva, presidente dell’Associazione Il Ponte di Pietra (Macedonia).

* * * * *

Alex Zanotelli, missionario comboniano.
Gino Strada, medico, fondatore di Emergency.
Franco Cardini, storico, saggista.
Fabio Mini, militare e scrittore.
Giulietto Chiesa, scrittore e giornalista, direttore di Pandora TV.
Alberto Negri, giornalista, corrispondente di guerra de “Il Sole 24 Ore”.
Tommaso Di Francesco, giornalista, condirettore de il manifesto.

* * * * *

Jean Toschi Marazzani Visconti, scrittrice e giornalista.
Germana Leoni von Dohnanyi, scrittrice e giornalista.
Fernando Zolli, missionario comboniano.
Franco Dinelli, ricercatore CNR.
Francesco Cappello, educatore e saggista.
Manlio Dinucci, scrittore e giornalista.

 

PROIEZIONE DI DOCUMENTAZIONI VIDEO E VIDEOMESSAGGI

MICROFONO APERTO AL PUBBLICO PER LE CONCLUSIONI

Promotori:
ASSOCIAZIONE PER UN MONDO SENZA GUERRE
COMITATO NO GUERRA NO NATO / GLOBAL RESEARCH

in collaborazione con

Pax Christi Italia, Commissione Giustizia e Pace dei Missionari Comboniani, Comitato Pace e Disarmo e Smilitarizzazione del Territorio (Napoli), Rivista/Sito Marx21, Sezione Italiana della WILPF (Lega Internazionale Donne per la Pace e la Libertà), Associazione Macedone Il Ponte di Pietra di Canelli (AT), Rete Radié Resch di Quarrata (PT), Tavolo per la Pace della Val di Cecina, Medicina Democratica Livorno e Val di Cecina, Associazione di Amicizia Italia-Cuba di Firenze e altre associazioni la cui adesione è in corso.

PER PARTECIPARE AL CONVEGNO (A INGRESSO LIBERO) OCCORRE PRENOTARSI

COMUNICATE VIA EMAIL O TELEFONO IL VOSTRO NOME E LUOGO DI RESIDENZA A:

Giuseppe Padovano, Coordinatore Nazionale CNGNN
Email: giuseppepadovano.gp@gmail.com
Cell. 393 998 3462

Bologna 6 aprile 2019 | Bombe su Belgrado: vent’anni dopo all’origine delle guerre umanitarie

Bologna 6 aprile 2019

Bombe su Belgrado:

vent'anni dopo

all'origine delle guerre umanitarie

presso il Centro Katia Bertasi

via A. Fioravanti 22 - Bologna

Iniziativa-dibattito nel

XX Anniversario della

aggressione NATO contro

la Repubblica Federale di Jugoslavia

 

Promuovono:

Coordinamento Nazionale per la Jugoslavia ONLUS

Rivista MarxVentuno e sito Marx21

Rivista e sito Contropiano

 

MATTINO:

Introduzione e saluti:

Andrea Catone (rivista MarxVentuno)

Rappresentanza della Ambasciata di Serbia

 

Sessione IL LAVORO:

Rajko Blagojević e Rajka Veljović (sindacalisti JSO-Zastava e associazione UMRS, Kragujevac)

Sergio Bellavita (sindacalista, USB)

Stefano Verzegnassi (presidente di “Non Bombe Ma Solo Caramelle – ONLUS”)

 

Sessione IL PRESENTE:

Andrea Martocchia (segretario Jugocoord Onlus)

Jean Toschi Marazzani Visconti (saggista, membro giuria premio "Torre")

Živadin Jovanović (Forum di Belgrado per un Mondo di Eguali)

 

SESSIONE VIDEO

sui temi: caso Miloševic e "Tribunale" dell'Aia, bombardamenti 1999 e conseguenze, distruzioni del patrimonio artistico e ricolonizzazione in Kosovo; documentario "Tutto sarà dimenticato?"

 

POMERIGGIO:

Sessione I CRIMINI:

Rosa D'Amico (storica dell'arte, Com. scientifico-artistico Jugocoord)

Carlo Pona (fisico, Com. scientifico-artistico Jugocoord e "Tribunale Clark")

 

Sessione CONTRO LE GUERRE:

Marinella Correggia (giornalista, Rete No War)

Sergio Cararo (rivista e sito Contropiano)

 

 

Si raccolgono libere adesioni di gruppi, associazioni, partiti, fino al 25 marzo 2019